Mondo, panorama pre-mondiale

08 Luglio 2013

Campionati di area in Centro e Sud America e in Asia. I tedeschi si confrontano a Ulm. A un mese da Mosca, l'agenda estera è ricchissima.

 

di Marco Buccellato

I 48° Campionati sudamericani in Colombia

Tre giorni di gare a Cartagena de Indias, con 450 atleti in rappresentanza di 13 paesi. Come in passato, il medagliere è stato dominato dalla superpotenza Brasile (forte di 79 elementi), con un bottino inarrivabile di 48 medaglie (24 d'oro, 11 d'argento e 13 di bronzo), davanti a una più che onorevole Colombia, 34 medaglie di cui 7 d'oro. Delle stars sudamericane, assenti Fabiana Murer (brasiliana iridata dell'asta) e Caterina Ibargüen (colombiana d'argento nel triplo a Londra). Avvio scoppiettante grazie al nuovo primato sudamericano nel salto con l'asta maschile del brasiliano Thiago da Silva, campione del mondo junior a Barcellona, un quasi ventenne capace di migliorarsi tre volte prima a 5.65, poi a 5.70 e infine a 5.83, aggiungendo un centimetro al recente primato di area del connazionale 23enne Augusto Dutra De Oliveira.

In una delle gare maschili più attese vittoria del campione del mondo indoor di salto in lungo Mauro da Silva con 8.24 (+1.8), che ha superato di ben 30 centimetri l'ex-olimpionico Irving Saladino, terzo con 7.94. Velocità: come da attese, doppietta brasiliana nei 100 donne con Ana Claudia Silva (11.21) sulla Krasucki (11.27). La Silva ha migliorato il primato del Sud America a più riprese in questa stagione, e ha dominato con facilità anche i 200 in 22.70 ventoso. Nello sprint maschile, doppio oro per l'ecuadoregno finalista olimpico Alex Quinonez (10.22 e 20.44). Altri successi da Keila Costa nel triplo (14.21 ventoso) e dalla giavellottista colombiana Ruiz (60.23). Nei lanci, dominio dell'argentino Lauro (20.87 nel peso, record dei campionati, e 60.45 nel disco), e 18.27 della giovane brasiliana Arcanjo nel peso. Negli 800 maschili, successo senza affanni per il colombiano Rafith Rodríguez in 1:46.34. Staffette veloci: doppio oro ai teams brasiliani con 39.47 e 43.37.

I 24° Campionati del Centro America e dei Caraibi in Messico

Anche in Messico tre giorni di gare a Morelia, a quasi 2.000 metri di altitudine, con parecchi risultati interessanti,  figli delle condizioni favorevoli. Nelle gare di velocità, le finali dei 100 sono state vinte da atleti giamaicani: Sheri-Ann Brooks si è imposta in 11.21, mentre Andrew Fisher (10.14 ma 10.07 in batteria) ha preceduto due sprinters di Barbados (Hinds e Gittens, entrambi a 10.19, ma il primo autore di 10.13 in batteria). Nei 200 gran 20.13 di Antoine Adams (St.Kitts, primato nazionale strappato a Kim Collins), che ha lasciato dietro di sé Lalonde Gordon (20.28) e Jason Livermore (20.29), il terzo classificato dei Trials giamaicani. Al via due medagliati dei 400 olimpici di Londra, Gordon appunto, e il dominicano Santos, quarto col primato personale di 20.55. Salti: nell'alto femminile notevole l'1.95 di Lavern Spencer e anche l'1.92 di Jeanelle Scheper, una juniores, per uno storico uno-due di Santa Lucia.

Ostacoli: delusione per la finale dei 110 corsa contro un muro di vento contrario, vinta da Shane Brathwaite in 13.70 sul co-favorito Wayne Davis (13.85) e sulla speranza cubana O'Farrill (13.82). Strano l'esito dei 400 ostacoli maschili: tutti i migliori (Phillips, Cato, Alejandro) sono rimasti a bocca asciutta; oro a Mayers (Trinidad) in 49.72. 400 metri: senza i pezzi forti giamaicani, vittoria dell'argento mondiale junior Kadecia Baird (Guyana) in 51.32 e di Jarrin Solomon (Trinidad) in 45.54. Staffette: Bahamas in 38.77 (primato nazionale) ha sorpreso i giamaicani (38.86) nella 4x100 maschile, mentre nella finale femminile la Giamaica (43.58) ha faticato a tenere a bada il quartetto di Trinidad (43.67). Nella 4x400 Trinidad fa bottino pieno in 3:02.19 (battute la Bahamas) e 3:30.64. Dai lanci il botto finale nella terza giornata: il pesista giamaicano O'Dayne Richards piomba a ridosso dei 21 metri con 20.97.

Campionati Asiatici, dominio cinese

Cinque giornate umide e spesso piovose di gare a Pune, in India, al termine delle quali la Cina si è re-impossessata della vittoria a squadre, mancatale nella scorsa edizione di Kobe a vantaggio del Giappone ospite. Dall'alto di 27 medaglie conquistate (16 d'oro), i cinesi hanno ripreso il passo vincente tenuto per quattordici edizioni consecutive dei Campionati Asiatici, fino a quattro anni fa.

Il Giappone uscito alla grande dall'edizione 2011 è scivolato al terzo posto (venti medaglie con quattro ori), preceduto dal Bahrain (diciassette podi ma con cinque ori). in pista e in pedana ben quarantatre paesi rappresentati, di cui 20 andati a medaglia. I migliori risultati tecnici dei campionati sono stati il 45.08 del quattrocentista saudita Youssef Al-Masrahi (44.72 quest'anno, già campione asiatico uscente) e il 9:40.84 nei 3000 siepi della nativa kenyana targata Bahrain Ruth Chebet, dichiarata non ancora diciassettenne e ora leader cronometrica in tutte le categorie giovanili.

Tra gli altri risultati più interessanti, alcuni sono stati realizzati da giovanissimi. Il secondo classificato nei 400 maschili, per esempio, è un diciottenne del Bahrain (Ali Khamis Abbas, un "passato" da ostacolista) che si è espresso a 45.65. Nel lungo, il 17enne cinese Wang Jianan è planato a 7.95 (8.04 l'anno scorso). Nei 100, il primatista asiatico Samuel Francis (ex-nigeriano che corre per il Qatar) non è riuscito a imporsi sul cinese Su Bingtian (10.17). relativamente agli atleti più maturi, segnaliamo il martellista tagiko Dilshod Nazarov (78.32), la vittoria del plurimedagliato decatleta kazako Karpov con 8.037 punti, il successo del discobolo indiano Gowda con 64.90.

Staffette: sorpresa relativa per la vittoria di Hong Kong nella 4x100 maschile (38.94) sul Giappone, che ha messo in pista un quartetto senza alcuni titolari. Giappone battuto anche nella 4x400, di quasi due secondi, dai sauditi (3:02.53). Nelle altre gare femminili, infornata di ori medio-orientali grazie ad atlete ex-etiopi: Betlhem Desalegn ha vinto i 5000 in 15.12.84 per gli Emirati Arabi Uniti davanti a Shitaye Eshete (Bahrain), che però si era impossessata dell'oro dei 10000 in 32:17.29. Una iraniana (Leyla Rajabi) coglie l'argento nel peso dietro alla cineze Liu Xiangrong (18.67). La medaglia è corroborata dal record nazionale a 18.18, ma anche in questo caso si tratta di un'atleta nata altrove, precisamente in Bielorussia (nome da nubile Ilyushchanka), ma iraniana da diverse stagioni (informazioni grazie alla collaborazione di Murali Krishnan).

Canada, Solomon insiste

Eccellente riscontro dello statunitense Duane Solomon, che è anche il leader mondiale stagionale degli 800 metri, in un 600 corso all'Harry Jerome Classic di Burnaby, in Canada. Il mulatto americano si è imposto in 1:13.28, secondo tempo elettrico di sempre sulla distanza, a quattro decimi dalla miglior prestazione mondiale detenuta da Johnny Gray. In evidenza anche l'ostacolista Angela Whyte (12.78), il deluso Wallace Spearmon (20.19 dopo il quarto posto dei Trials), e un altro ottocentista USA, Joe Abbott, autore di 1:45.35. Sul fronte femminile, Melissa Bishop ha vinto gli 800 in 2:00.67 prima di migliorarsi pochi giorni dopo nel Victoria International Track Classic, dove è scesa sotto i due minuti in 1:59.76 sulla quasi quarantenne Diane Cummins (2:01.12). In entrambi i meeting vittorie del pesista Dylan Armstrong, con 20.67 e 21.09, primato stagionale.

Campionati tedeschi a Ulm

Detto dell'infaticabile e insaziabile Robert Harting, che in 24 ore ha gareggiato e vinto a Parigi e a Ulm (67.95), hanno gareggiato tutti i migliori. In evidenza gli sprinters (Reus 10.14 e 20.36, la Sailer 11.09), il solito Otto (5.80) che ha nuovamente battuto Holzdeppe (5.75), il campione del mondo di getto del peso David Storl (21.04), e i lunghisti Camara (8.15) e Sebastian Bayer (nuovamente oltre gli 8 metri con 8.04).

In assenza di De Zordo (stagione finita) il giavellotto è dei giovani Röhler (83.56), Seifert (81.59) e Hamann (81.24): età media 22 anni. Sempre in tema giavellotto, Christina Obergföll (61.73, anche lei reduce dalla gara di Parigi della sera precedente) ha perso dalla Stahl (63.70). A fine stagione si sposerà con Boris Henry, due bronzi mondiali in dote, suo attuale coach. Nell'asta, ennessima resurrezione di Martina Strutz (4.65).

Nelle altre gare di lanci, 19.76 della pesista Schwanitz e 73.93 della martellista Betty Heidler.

Asterischi europei

Prima del record europeo nelle siepi a Parigi, Mahiedine Mekhissi-Benabbad aveva sfoderato a Nancy la miglior prestazione stagionale europea nei 1500 metri, vincendoli in 3:33.12, precedendo di quasi un secondo l'etiope Abinet (3:34.06), che vive e si allena in Francia da alcune stagioni, e lo statunitense David Torrence (3:34.19). Nei campionati moscoviti, velocissima l'iridata di Parigi 2003 Anastasiya Kapachinskya, 22.39 nei 200 con vento al limite del consentito. La triplista neo-israeliana Hanna Knyazeva, prima di cedere alla Ibargüen a Parigi, aveva già migliorato il primato nazionale del suo nuovo paese con 14.50 a Tel Aviv ad inizio settimana. Movimento in Belgio e Svizzera: a Oordegem 3:32.89 del marocchino Maazouzi con un folto plotone di specialisti scesi sotto i 3:36 (ben tredici), mentre l'elvetico Alex Wilson ha migliorato il record nazionale dei 100 in 10.12. In Spagna, 10.18 di Angel David Rodriguez.

Atleti, Silnov ce la fa

Contrariamente alle notizie diffuse in precedenza, il campione olimpionico di salto in alto a Pechino Andrey Silnov sarà in grado di gareggiare ai campionati russi per giocarsi le due carte utili per il Mondiale in casa, essendo un posto già garantito al campione olimpico Ivan Ukhov. Lieta novità in casa dela mezzofondista russa Kostetskaya e del marito, l'ex-campione olimpico di salto con l'asta Steve Hooker, che hanno avuto un figlio nei giorni scorsi.

La Kirwa rimpiazza la Jeptoo

Fuori gioco per cattiva condizione di forma, Priscah Jeptoo è stata sostituita nella selezione kenyana femminile per la maratona dei campionati mondiali di Mosca da Eunice Kirwa Jepkirui. Le restanti selezionate sono Lucy Kabuu-Wangui, Edna Kiplagat, Agnes Jeruto Barsosio e Margaret Akai. Si tratta della seconda defezione nelle file kenyane in pochi giorni, dopo quella di Abel Kirui dalla squadra maschile, che nell'ultima versione diffusa ai media comprende Bernard Kiprop Kipyego, Bernard Koech, Michael Kipyego, Nicholas Kipkemboi e Peter Some.

Mosca teams


Trapelano le prime "squadre" iridate: nell'elenco delle Bahamas figurano 23 atleti, con la fenomenale baby Shaunae Miller iscritta su 200 e 400, la veterana Ferguson-McKenzie nei 100 assieme alla più giovane Sheniqua Ferguson, l'iridata junior Anthonique Strachan nei 200. La Stuart (terza a Morelia) è una delle outsider nel lungo. Tra gli uomini, c'è Ingraham e non Donald Thomas nell'alto (Barry è infortunato), e ci sono i migliori quattrocentisti, come Chris Brown, Michael Mathieu e Ramon Miller, campioni olimpici con la staffetta a Londra. "Fatto" anche il Canada, con i pezzi forti Drouin (alto), Armstrong-Rodhe-Nedow (peso), Levins (5000), e il duo Theisen-Warner (eptathlon e decathlon), che quest'anno hanno sbancato Götzis. Nigeria: nell'elenco non definitivo figura una Okagbare tuttofare (iscritta su 100, 200 e lungo) e due ambiziose formazioni di staffette femminili.

Previews

Sabato a Nairobi i Kenyan World Trials: i primi due di ogni gara vanno a Mosca, il terzo è nominato dalla commissione tecnica. Sono in possesso dei minimi, nelle rispettive specialità, ben 192 tra uomini e donne. Non che si ritroveranno tutti a Nairobi, anzi, ma si pregustano belle battaglie. Tra le superstars, appare in recupero David Rudisha, che ha comunque il posto in squadra in qualità di campione del mondo in carica. Nel fine settimana, già ricchissimo con Universiadi, Mondiali under 18 e Europei under23, sono in programma anche i campionati di Francia e di Gran Bretagna.

La scomparsa di Mimoun

Nei giorni scorsi è scomparso all'età di 92 anni il francese Alain Mimoun, uno dei più grandi mezzofondisti degli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Nato in Algeria, Mimoun ha riportato numerosi successi nel cross e il suo nome è stato prima legato alla rivalità con il grande Emil Zátopek, che costrinse Mimoun all'argento olimpico a Londra nel 1948 (nei 5000) e a Helsinki nel 1952 (su 5000 e 10000), con in mezzo i due argenti europei del 1950, sempre dietro Zátopek, e poi allo straordinario successo olimpico conseguito nel 1956 a Melbourne, dove "scottato" per l'opaca prova sui 10000, corse per la prima volta la maratona vincendo l'oro in 2h25:00, che all'epoca rappresentava la seconda prestazione "olimpica" di sempre. Dopo di lui, nella maratona a cinque cerchi, arrivò Abebe Bikila.



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