Mondo: l'inverno acrobatico di Jenn Suhr

18 Gennaio 2016

L'olimpionica a 4,91 sfiorando i 5,03, guida un settore in fermento. Primati juniores in USA e Europa. Nel cross kenyano tornano i numeri uno.


 

di Marco Buccellato

La campionessa olimpica di salto con l'asta Jenn Suhr è in una forma fisica e tecnica mai registrata nei trascorsi esordi stagionali, alla luce dell'eccellente 4,91 ottenuto in Ohio quarantotto ore fa. Dopo aver superato 4,80 e due volte 4,70 nel mese di dicembre, ha esordito nell'anno solare con la sua seconda miglior performance al coperto (valicata con ampia luce), prima di tentare per tre volte i 5,03 del limite indoor (da lei detenuto con 5,02), fallendolo per un'inezia in uno dei tre tentativi. L'astista statunitense non saliva così in alto dall'estate del 2013, quando superò 4,91 in un piccolo meeting vicino New York. I risultati dell'ultimo periodo descrivono una specialità in gran fermento. Oltre alla Suhr, sono salite già oltre i 4,70 le greca Stefanidi, le altre aststa USA Saxer, Morris e Payne e la russa Sidorova. All'aperto, è di poche ore fa il 4,71 dell'australiana Boyd. A livello junior, continuano i progressi della 18enne finlandese Wilma Murto, che nell'ultimo weekend si è fiondata a 4,55 e ha provato per tre volte i 4,65 del limite mondiale under 20, recentemente portato a 4,64 dalla neozelandese McCartney sotto il sole degli antipodi.

Holzdeppe e Friedrich

Un altro protagonista dell'estate 2013, il tedesco Raphael Holzdeppe (si laureò iridato a Mosca), ha aperto la stagione in Germania con 5,70. Rinviato il ritorno in pedana del primatista nazionale Björn Otto, assente da due anni. A proposito di ritorni, la Germania ha salutato quello di Ariane Friedrich, la campionessa europea indoor a Torino 2009, che a Francoforte ha avuto ragione della misura di 1,87 prima di arrendersi a 1,91. Mancava dalle competizioni da due anni e mezzo. Stavolta, oltre agli infortuni, l'ha fermata la maternità. Altro ritorno, ma negli USA, quello della campionessa del mondo dei 60 ostacoli indoor Nia Ali, ferma da un anno e mezzo, che ha vinto a Seattle in 8"12.

Tour americano: uno junior corre in 1'45"93

Iniziamo dai giovani: con stupore generale arriva dagli States il record nazionale junior indoor degli 800 maschili firmato in una gara senza lepri dal 18enne Donovan Brazier, un ragazzo allenato dall'ex-iridato dei 400 metri indoor Alleyne Francique. Il vecchio limite apparteneva a John Marshall, e risaliva al 1982 (1'47"84). La prestazione, ottenuta a College Station, permette al giovane americano di entrare nella top-50 assoluta di sempre indoor. Altri giovani in evidenza nell'ultima tornata di riunioni: lo sprinter Christian Coleman (6"56) e l'astista 19enne Alexis Weeks (4,50). Voltiamo pagina: due nomi importanti del mezzofondo a stelle e strisce hanno gareggiato nell'impianto che ospiterà il mondiale indoor a Portland: si tratta del due volte medagliato mondiale Matt Centrowitz e di Shannon Rowbury, bronzo a Berlino 2009.

Entrambi hanno corso e vinto i 3000 metri rispettivamente in 7'55"25 e 8'53"52.

Grenada sprint

Tra gli altri risultati, emerge la tredicesima prestazione all-time sui 400 maschili firmata dal grenadino Bralon Taplin, che ha corso in 45"20, a College Station come Brazier. Grenada, minuscolo stato caraibico, vanta ora due atleti tra i migliori quindici di sempre nelle graduatorie all-time al coperto. L'altro, ovviamente, è Kirani James. Nella stessa riunione si è registrato l'esordio del bronzo mondiale dei 100 metri Trayvon Bromell (6"59), col bianco Teeters vincitore in un'altra serie in 6"60. Altro: il record nigeriano di getto del peso di Steve Mozia (21,03 a Nashville), un ragazzo capace di alti e bassi ma soprattutto lunghi (un nullo di pedana attorno ai 20,60 gli costò l'ingresso in finale ai mondiali indoor di Sopot due anni fa).

I lanci hanno espresso altre cose: Nicholas Scarvelis è un pesista USA che la scorsa estate, assieme alla sorella Stamatia (pesista anche lei) ha acquisito la nazionalità greca, in tempo per gareggiare agli Europei under 23. Ora si chiama Nikolaos Skarvelis e ha festeggiato l'anno nuovo col record nazionale indoor di 20,36. Tra le ragazze, 18,67 della vicecampionessa mondiale junior Raven Saunders. Nomi di primo piano: la sorpresa USA dell'anno scorso nel settore ostacoli, Sharika Nelvis, ha esordito in Nebraska in 8"18. La signora Eaton, Brianne Theisen, ha corso il primo 400 indoor della carriera chiudendo in 53"87, su impianto con sviluppo superiore ai 300 metri.

Bukowiecki ancora da primato

Il pesista polacco classe 1997 ha eguagliato la propria miglior prestazione europea junior nel getto del peso con 20,46, risultato che ottenne due volte agli Europei di Praga di un anno fa, in qualificazione e in finale. Non è ufficialmente un record europeo: il riconoscimento viene dato solo ai record stabiliti con l'attrezzo di categoria di sei chilogrammi, con il quale otto giorni prima aveva portato il limite mondiale indoor a 22,48. Ancora lanci con il croato Zunic, altro finalsta a Praga lo scorso inverno, che in quattro giorni ha aperto la stagione con 20,37 e 20,61. Corse: in evidenza nello sprint il tedesco Reus (6"60 a Erfurt). Nel mezzofondo buona la prima di Laura Muir (2'01"11 a Glasgow) e dello spagnolo Olmedo, che ha portato il record nazionale sui 1000 metri a 2'18"24. Il periscopio puntato sull'attività recente del nostro continente ha segnalato anche il 2,29 nell'alto del tedesco Przybylko e il limite europeo stagionale sui 60 donne dell'ucraina Povh con 7"20. Ragazzi in crescita: vent'anni da pochi giorni per il ceco Sasinek, capace di migliorarsi di oltre due secondi sui 1500 metri scendendo a 3'41"37.

Grande soddisfazione per il giovane con un buon pedigree da siepista, perché il suo tempo è, al momento, il primato mondiale stagionale al coperto.

Strada: Houston, Mumbai, Hong Kong

Nella 42km più attesa del fine settimana hanno dominato gli etiopi, senza tempi memorabili: si sono imposti Gebo Burka in 2h10'55" (secondo l'anno scorso) e Eshetu Biruktayit Degefa in 2h26'07". L'anno scorso, pur correndo in 2h23'51" fu solo terza. Ben più interessanti i tempi della mezza maratona, vinta dall'argento di Mosca Lelisa Desisa in 1h00'37" e da Mercy Ngugi Wacera, argento iridato a Copenhagen, in 1h06'29", un crono clamoroso che ne fa la nona performer di sempre, oltre a conferirle la vittoria contro un cast di gran livello, comprendente l'altra kenyana Cynthia Limo (1h06'41", ora undicesima all-time) e la campionessa del mondo di maratona a Pechino Mare Dibaba, terza in 1h07'55". La statunitense Sara Hall, a poche ore dal ritiro dall'attività di suo marito Ryan, il più veloce maratoneta USA di sempre, è giunta quinta in 1h10'07", record personale. Negli altri eventi di spicco, 2h08'35" del kenyano Gideon Kipketer a Mumbai (record della corsa, ennesimo exploit di un atleta partito con funzioni di pacemaker) e 2h27'50" della etiope Shuko Genemo Wote, alla prima affermazione della carriera sui 42km. Sotto un'incessante pioggia la maratona di Hong Kong è stava vinta dal kenyano Mike Mutai in 2h12'12" e dalla etiope Letebrhan Gebreslasea in 2h36'51".

Cross: Kipyegon, Kamworor, Cheruiyot

Nel Cross Internacional de Italica di Siviglia la miler kenyana Faith Kipyegon, argento a Pechino 2015 sui 1500 metri, ha dominato davanti alle connazionali Viola Kibiwott e Irene Cheptai, mentre il successo maschile è andato all'etiope Tamirat Tola, protagonista della prima parte dell'inverno campestre. Il vice campione del mondo dei 3000 siepi delle ultime due edizioni dei campionati del mondo, Conseslus Kipruto, è giunto quinto. I Police Cross Championships di Nairobi sono stati vinti da due illustri personaggi, Geoffrey Kipsang Kamworor e Vivian Cheruiyot. Il primo è campione mondiale in carica di mezza maratona e di cross, oltre che argento iridato sui 10000. La seconda vanta quattro ori, un argento e un bronzo sull'asse 5000-10000 ai mondiali, un titolo iridato di cross e un argento olimpico sui 5000. Kamworor ha replicato il successo di un anno fa, vincendo davanti al redivivo Augustin Choge, al rientro dopo una lunga sosta per infortunio, e a Asbel Kiprop. La Cheruiyot ha rischiato di perdere contro Margaret Chelimo, giunta in scia all'arrivo. Grossi calibri a seguire: l'iridata delle siepi Kiyeng, la Kisa e Linet Masai.

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