Mondo: i campionati degli altri

29 Febbraio 2016

Al centro del focus estero i campionati nazionali in Europa e l'attività USA. La Tokyo Marathon a Lilesa e alla Kiprop.


 

di Marco Buccellato

L'intenso weekend di campionati nazionali ha interessato una quindicina di paesi europei. Uno sguardo più attento è per Francia, Regno Unito e Germania. In Francia gli alfieri Renaud Lavillenie, Pascal Martinot-Lagarde e Christophe Lemaitre hanno vinto il titolo con prestazioni d'eccellenza: l'olimpionico dell'asta ha dominato con 5,93 sbagliando i 6,03 (tornerà in pedana sabato a Jablonec). L'ostacolista si è portato a 7"47 in assenza del world-leader Bascou (infortunato), il velocista ha limato un centesimo alla sua miglior prestazione mondiale stagionale dei 200 in 20"43 (dopo aver già vinto i 60 in 6"64) ben contrastato dal 22enne Mickael-Meba Zeze, neocampione promesse da pochi giorni, sceso a 20"54. La notizia più interessante per il panorama locale è tuttavia il rientro di Teddy Tamgho, autore di una serie discreta e una punta di 16,98 che gli ha permesso di battere il campione d'Europa di Zurigo Compaoré (16,88), preceduto anche da Correa (16,91). Dalle altre pedane, 8.23 di Gomis nel lungo e 4,60 nell'asta di una ritrovata Boslak che ha anche cercato il record nazionale a 4,72.

UK: Kilty no Portland, Rutherford forse

Il campione mondiale dei 60 metri Richard Kilty ha saltato per squalifica (falsa partenza in semifinale) la finale dei campionati nazionali di Sheffield, vinta dal campione europeo di Zurigo James Dasaolu in 6"53 nonostante una brutta partenza davanti a Andy Robertson (6"54) e allo sprinter più accreditato delle vigilia Sean Safo-Antwi (6"57). Ottima finale con il quinto a 6"61 e il veterano Chambers settimo in 6"70. Buoni riscontri anche nelle altre gare veloci con la Philip vincente in 7"10 su Dina Asher-Smith (7"15) e Andy Pozzi primo sugli ostacoli in 7"61. Choc sugli 800 donne vinti da Adelle Tracey in 2'02"99 con le titolate Sharp e Meadows terza e quarta. Nell'alto 2,29 di Baker (2,36 dietro Tamberi a Hustopece) e 1,90 di Morgan Lake. Nelle batterie dei 200 maschili primato europeo junior di Toby Harries in 21"12, pur se il tedesco Ralf Lübke corse in 20"57 nel 1984, un'epoca in cui i record indoor under 20 non vantavano un registro ufficiale. L'olimpionico del lungo Greg Rutherford ha disertato i campionati per un problema muscolare. Oggi sarà comunicata la squadra britannica per Portland.

Germania super sprint

Il record nazionale di Julian Reus (6"52) e il portentoso progresso di Tatjana Pinto (tre primati in tre turni con l'acuto di 7"07 in finale) hanno caratterizzato i campionati tedeschi di Lipsia. Per Reus anche il titolo dei 200 in 20"55. In evidenza anche l'argento mondiale di Pechino Cindy Roleder, prima sui 60hs in 7"88, record personale e dei campionati. Dalle pedane, 17 metri di Max Hess nel triplo, 6,75 della rivelazione Wester nel lungo donne, 1,95 di Marie-Laurence Jungfleisch nell'alto (al 99% non gareggerà ai mondiali indoor). Senza Holzdeppe alle prese con problemi fisici, l'asta è andata a Carlo Paech con 5,60. Anche qui un record europeo junior, registratoda  Konstanze Klosterhalfen sui 3000 in 8'56"36. Sotto il limite precedente anche Alina Reh, seconda in 9'00"58. Come per i 200 uomini, anche per i 3000 donne un risultato migliore non è stato riconosciuto come primato, l'8'49"65 dell'azera Layes Abdullayeva.

Fulmine-Schippers: i campionati degli altri

L'iridata dei 200 Dafne Schippers ha confermato l'ottima vena dopo il 7"00 di Berlino, vincendo il titolo nazionale in 7"03 (seconda Samuel in 7"14). Buoni gli 800 donne vinti da Sifan Hassan (2'02"62), ancor meglio quelli maschili (Kupers 1'46"21).

In Repubblica Ceca inaugurato il nuovo impianto di Ostrava: tra i risultati l'1,93 della junior Hruba che ha tentato senza fortuna il record mondiale junior al coperto a 1,98, il 20"78 di Maslak sui 200, il rientro di Stanek nel peso (20,90) e il successo per Kudlicka nell'asta (5,77). Dalle altre sedi: luce dopo il lungo tunnel di infortuni per Susanna Kallur, primatista mondiale dei 60 ostacoli, che ha vinto la distanza piana in 7"34 ai campionati nazionali svedesi. Lungo a Torneus con 7,82 in assenza di Otterling, infortunato e out per il mondiale. In Svizzera record assoluto nell'asta donne (4,72) di Nicole Büchler e 7"21 della Kambundji sui 60. Ucraina: prove multiple a Kasyanov (5.979) e Fyodorova (4.688). Protsenko ha perso l'alto con 2,26, stessa misura dell'ex-campione del mondo Krymarenko (Bondarenko tornerà in estate).

Campionati dei Balcani, Spanovic 6,78

Dopo l'esordio positivo di Düsseldorf (6,79) arriva il titolo balcanico a Istanbul con 6,78 per la lunghista serba campionessa d'Europa a Praga. Con il medagliere vinto dalla Turchia, segnaliamo il record albanese di Luiza Gega sui 1500 (4'06"78), il 14,32 della triplista bulgara Petrova e il 20,40 del pesista romeno Gag con progresso del bosniaco Pezer (20,22). Per una lunghista al culmine della carriera e che sogna l'Olimpiade, una che l'oro a cinque cerchi l'ha vinto e ufficializza il passo d'addio, la brasiliana Maggi, che ha salutato pubblico e media nel Golden Fly di Rio de Janeiro. Tra i risultati, 4,63 di Fabiana Murer nell'asta e 8,24 del campione paralimpico Rehm nel lungo davanti al bi-campione mondiale indoor Mauro da Silva (8,14). L'evento è stato trasmesso in diretta su una rete nazionale, visto da oltre dieci milioni di spettatori.  

Campionati russi indoor e di marcia

Sorpresa ai campionati nazionali indoor di Mosca: nell'alto femminile privo di Anna Chicherova, al rientro in pedana a fine maggio, la campionessa del mondo Mariya Kuchina è stata battuta da Irina Gordeyeva con 1,94, misura sbagliata per due volte dalla Kuchina che ha poi deciso di tentare, invano, l'1,97. Tra gli altri campioni del mondo in carica, i triplisti hanno vinto il titolo nazionale (Adams con 16,85, la Koneva con 14,32). Altro di rilevante: 4,70 di Anzhelika Sidorova nell'asta (con primato allieve di Yelizaveta Bondarenko a 4,40), 20,88 del pesista Lyadusov e 6,75 della lunghista Pidluzhnaya. L'alto maschile a Tsyplakov con 2,30. Grave infortunio per l'astista Gripich (rottura del tendine d'Achille). Si sono disputati anche i campionati invernali di marcia nella consueta sede di Sochi: la tre volte iridata e già olimpionica Olga Kaniskina ha vinto i 20km in 1h25'54". Nei 35km vince l'ex-iridato dei 50km Bakulin in 2h28'29" davanti all'olimpionico di Londra Kirdyapkin (2h30'40"). Per tutti e tre si trattava del rientro a livello nazionale dopo sospensione. Il titolo dei 20km uomini non è di Aleksandr Ivanov: l'oro a Mosca 2013 è secondo in 1h22'25" dietro Trofimov (1h22'05").

Asafa e il turbine della velocità

Nel Boston University Last Chance Meet di ieri, Asafa Powell ha nuovamente saggiato lo stato di forma vincendo i 60 in 6"54 dopo il 6"55 della batteria. Un meeting caratterizzato ancora una volta dalle acrobazie di Jenn Suhr, stavolta salita fino a 4,85 con tre errori al record mondiale assoluto di 5,07. Gran mezzofondo: 4'00"28 di Dawit Seyaum sui 1500 (decima performance assoluta nell'atletica indoor), 7'38"03 di Gebremeskel sui 3000 e 4'27"57 della canadese Reid nel miglio. Nelle varie sedi delle conferences e del circuito USA sono emersi soprattutto i velocismi: nella SEC Conference di Fayetteville 22"45 di Felicia Brown e 22.76 di Kyra Jefferson tra le donne e 20"51 del britannico Mitchell-Blake in batteria (20"53 in finale).

Nomi nuovi in circolazione, come Kahmari Montgomery (45"78 sui 400), che ha battuto Arman Hall, iridato a Sopot con la 4x400. Sulla pista "oversized" di Ames eccellente 45"27 di Zachary Bilderbach sui 400, ma ottimi risultati omologabili sono arrivati dalla pedana del peso grazie all'ex-campione mondiale allievi Ryan Crouser, autore di un lancio a 21,73, e dallo sprint breve dei 60 vinto da Ronnie Blake in 6"51. Weekend clamoroso di Akela Jones, stellina di Barbados, prossima a fare grandi cose nell'eptathlon: 8"00 sui 60hs, 6,75 nel lungo, 1,93 nell'alto.

Cina sulla rampa

Chiudiamo con Su Bingtian, finalista mondiale dei 100 a Pechino 2015 e primatista nazionale con 9"99, che ha quasi eguagliato il suo record nazionale dei 60, ottenuto a Sopot dove fu quarto con 6"52, correndo in 6"53 a Staten Island. I cinesi affilano le armi a Nanchino: il triplista Dong Bin ha portato nel Grand Prix nazionale di Nanchino il record asiatico indoor a 17,41 (mondiale stagionale). Tre lunghisti oltre gli otto metri con la punta di 8,18 per Huang Changzhou che ha battuto il bronzo mondiale Wang Jianan. La velocista Wei Yongli ha migliorato il primato nazionale dei 60 in 7"17. Non ha gareggiato la pesista Gong Lijiao, che guida le graduatorie mondiali dell'anno con 19,37.

Portland sì, Portland no

Brevi anticipazioni sugli atleti presenti (o assenti) ai mondiali indoor: i verdetti del World Indoor Tour (wild card iridata per i vincitori del circuito) permetteranno agli USA di iscrivere tre atleti sui 60 e tre atlete sui 60 ostacoli e al Kenya e all'Etiopia lo stesso privilegio rispettivamente sui 3000 maschili (Ndiku, Choge e Isiah Koech) e 1500 femminili. Non ha intenzione di utilizzare la wild card Adam Kszczot, che potrebbe chiudere la stagione indoor ai campionati nazionali del prossimo fine settimana. A Portland arriverà un piccolo ma competitivo contingente dalla Nuova Zelanda: oltre alla plurititolata Valerie Adams (18,85 pochi giorni fa), pedane anche per il già medagliato Walsh nel peso uomini con Jacko Gill, per Nick Willis e per la primatista nazionale dell'asta McCartney, salita pochi giorni fa a 4,71. Da Cuba due rinunce importanti: Pedro Pablo Pichardo, fermato da un infortunio, e Yarisley Silva, l'astista iridata a Pechino.

Tokyo Marathon, vittorie e verdetti

La maratona di Tokyo è stata vinta con grandi tempi da Helah Kiprop, argento mondiale a Pechino, in 2h21'27 (record della corsa) davanti all'etiope Amane Gobena (2h21'51", personale per entrambe). Notevolissimi riscontri anche per la due volte iridata Edna Kiplagat, terza in 2h22'36"), e per le altre due etiopi Aberu Kebede (2h23'01") e Birhane Dibaba, quinta in 2h23'16". Nella 42km maschile successo dell'etiope Feyisa Lilesa in 2h06'56" su Bernard Kipyego (2h07'33"), Dickson Chumba (2h07'34"), tutti davanti al campione olimpico Stephen Kiprotich (2h07'46") e al due volte iridato Abel Kirui (2h08'06"). Solo settimo Emmanuel Mutai in 2h10'23". Ultima tappa del circuito, la classifica della corsa ha permesso di ufficializzare i vincitori delle World Marathon Majors Series: sono Eliud Kipchoge e Mary Keitany.

Outdoor, Lopez cinquantista

Il campione del mondo dei 20km di marcia Miguel Angel Lopez ha vinto la prima 50km della carriera in occasione dei campionati nazionali, chiudendo in 3h53'52". Per Rio, ha in programma il doppio impegno. Da Cuba ancora i dischi volanti di Yaimi Perez (67,63) e Denia Caballero (67,30), mentre in Australia si segnalano Dani Samuels (66,41) e l'inglese Lally, al record nazionale con 65,10. Anche il settore maschile segna già buone cose col cubano Fernandez (65,30) e il naturalizzato spagnolo Martinez (65,73 e 65,20). In Ungheria, 77,38 del martellista Pars. Dagli USA arriva la miglior prestazione all-time dei 200 metri al limite dei 15 anni per Tyrese Cooper (compirà 16 anni tra tre settimane): in Florida ha corso in 20"68.

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