Mondo: festival USA, Champs & Conferences

25 Febbraio 2019

A Staten Island edizione dei campionati USA da ricordare. Grandi risultati nelle NCAA Conferences.


 

di Marco Buccellato

La bellissima edizione dei campionati statunitensi indoor conclusa ieri notte a Staten Island (New York) fa il paio con quella di due stagioni a Albuquerque. In entrambe le edizioni, non essendo Trials per il mondiale indoor (assente in calendario negli anni dispari da 15 anni), la federazione USA da ampio spazio all'assegnazione di titoli sulle distanze spurie. Ovvio che, convergendovi buona parte dei migliori atleti USA, fiocchino i risultati a sensazione altrimenti latenti. Stavolta la copertina va al doppio exploit sui 600 metri. Quello di Donavan Brazier, neoprimatista nazionale degli 800 ai Millrose Games in 1:44.41, che ha stabilito la nuova miglior prestazione mondiale indoor sui 600 metri in 1:13.77, e quella della gazzella Athing Mu, 16enne che merita paragrafo a parte.

BRAZIER WORLD BEST - Il clamoroso 1:13.77 dello statunitense toglie poco più di un secondo, un'enormità, al limite portato un anno fa dal keniano Mike Saruni a 1:14.79. Distanza poco frequentata fino a qualche stagione fa, il suo inserimento nei meeting ha avuto una impennata negli ultimi anni. Si spiega così che dieci delle migliori tredici prestazioni all-time al coperto facciano riferimento agli ultimi tre anni. All'aperto, la miglior prestazione mondiale appartiene a un grande del mezzofondo veloce USA, Johnny Gray, che corse in 1:12.81 nel 1986 a santa Monica.

MU SENSAZIONALE - L'eccezionalità dell'1:23.57 nella finale dei 600 donne è nell'età dell'atleta prima al traguardo, Athing Mu, 16enne di origini sudanesi ma nata e cresciuta negli States, medagliata alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires, che nell'inverno in corso ha fatto enormi miglioramenti tanto da scendere a 52.55 sui 400 metri e a migliorarsi di continuo sui 600, fino all'incredibile weekend di Staten Island. Già alla miglior prestazione mondiale U18 in batteria (1:26.23), in finale ha rintuzzato negli ultimi 50 metri la rimonta di una atleta di gran calibro quale Raevyn Rogers allungando il vantaggio e chiudendo in un inimmaginabile 1:23.57, seconda prestazione mondiale indoor di sempre a tredici centesimi dal world best della russa Kotlyarova, vecchio di tre lustri. Un crono che è anche il primato nazionale assoluto migliorato di due centesimi, oltre che limite U23, U20 e U18, e ovviamente la miglior prestazione mondiale ancora U23, U20 e U18, anche nel conto indoor-outdoor. 

CROUSER 22,22 - Tra i risultati di Staten Island spicca il 22,22 del campione olimpico Crouser nel peso, a 7 cm dal personale indoor, seguito dal risveglio di Kovacs (21,40) e tante altre grandi cifre cronometriche sui 300: su tutte il 35.95 di Brittany Brown e il 35.98 di Gabrielle Thomas, ora sesta e settima all-time, e la miglior prestazione mondiale U18 di Kayla Thomas in 37.46.

Nelle altre gare, 4:29.47 sul miglio della Quigley sulla Houlihan, poi al titolo sulle due miglia in 9:31.38, 1,96 di Vashti Cunningham nell'alto (prima a vincere quattro titoli indoor di fila e ha appena 21 anni), 5,80 di Irwin nell'asta, 2:34.71 di Ajeé Wilson sui 1000 metri, e world lead sui 60hs donne di Sharika Nelvis in 7.85. Infine, bel triplo donne con la Orji al personale indoor di 14,55 per battere la primatista nazionale Franklin (14,45). A parte i campionati USA e le Conferences, spicca il Last Chance Invitational disputato nell'impianto universitario di Allston (Boston), con 13:08.05 sui 5000 di Edward Cheserek e tanti primati personali e anche nazionali, come l'1:59.87 della canadese Westaway sugli 800 donne e quello nigeriano maschile di Edose Ibadin (1:46.67).

NCAA CONFERENCES: DUPLANTIS E HOLLOWAY - Grandi score a cascata. Nei SEC Champs di Fayetteville 5,92 di Mondo Duplantis, world lead prima del doppio sorpasso (5,93) a Clermont-Ferrand da parte di Lisek e Kendricks, e dominio di Grant Holloway sui 60 (6.56) e 60hs (7.48 prima e 7.44 poi), con ulteriore progresso di Daniel Roberts (7.48). Dal triplo, 17,12 dell'algerino Triki (record nazionale indoor). Dai lanci, miglior prestazione europea all-time della greca Skarvelis nel peso con maniglia (24,06, un metro e mezzo di incremento sul PB). Staffette: crono più veloce dell'anno per Texas A&M donne in 3:29.15.

BIG 12 A LUBBOCK, VOLA ODUDURU - Straordinario 20.08 nel nigeriano 22enne Oduduru sui 200, annunciato dal 20.33 della batteria. Già argento mondiale U20 a Eugene nel 2014, vantava 20.18 sempre a Lubbock un anno fa. Ora è il terzo di sempre al coperto dietro il limite mondiale di Fredericks (19.92) e il 20.02 di Elijah Hall dello scorso inverno. Vincitore anche dei 60 in 6.52, in entrambe le volate ha preceduto Andy Hudson (6.57 e 20.55). Altri top-score: 45.19 di Wilbert London sui 400, primato indiano nell'alto di Shankar (2,28), miglior 600 yards della stagione di Roomes in 1:07.67.

BIG 10 A ANN ARBOR, MONTGOMERY 45.04 - Arriva il 200 donne più veloce dell'anno con la non ancora 20enne Anavia Battle (22.80, meglio del personale all'aperto), e il 20.48 sui 200 uomini di Nick Gray. Altra world lead, e dodicesima prestazione all-time, di Kahmari Montgomery nell'American Conference Championships di Birmingham, in Alabama. Il suo 45.04 toglie due decimi abbondanti al precedente crono-leader del grenadino Taplin.

OTTERDAHL RECORD - Il gigante del peso Payton Otterdahl, progredito oltre i 21 metri già in dicembre, ha centrato il primato NCAA nei Summit League Championships di Brookings con un lancio di 21,81, seconda misura dell'anno dietro Crouser. Il peso muove passi da gigante anche nei Caraibi, ora a firma di Eldred Henry, lanciatore delle Isole Vergini Britanniche, al record nazionale di 20,61 a Findlay.

Asta: il panorama USA continua la scalata verso standard collettivi sempre più elevati e con continuità di rendimento: annotiamo 5.81 di Ludwig (provati i 5,93) e il giovane Nilsen (5,75).

LUNGO E TRIPLO, DENTRO E FUORI - Diversi risultati di buon valore negli ultimi giorni: al coperto, cinesi scatenati a Nanchino con 17,35 del triplista Zhu Yaming e doppio successo del lunghista bronzo mondiale a Portland Huang Changzhou (8,21 e 8,18). All'aperto, 8,18 dell'altro cinese Xing Long in Brasile con 8,13 del primatista uruguaiano Lasa. Nelle Bahamas, 16,99 con vento contrario di Collie-Minns nel triplo. N

SKYERS 9.98 - Dopo 42 anni il record nazionale cubano dei 100 metri di Silvio Leonard (9.98) è stato eguagliato da Roberto Skyers (secondo Reynier Mena in 10.06). E' il primo "meno 10" del 2019. Sempre a Cuba, ulteriore progresso, anche se un solo centimetro, della triplista Povea, planata in assenza di vento a 14,65 a L'Avana dieci giorni fa.

KIPTUM VINCE - Il primatista del mondo di mezza maratona Abraham Kiptum ha vinto la 21,097 km spagnola di Granollers in 59:58 precedendo il medagliato mondiale in pista Edwin Soi (1h00:24). Mezza anche a Safi (Marocco), vinta dall'altro keniano Bernard Ngeno in 1h01:06 e dalla tanzaniana Matanga in 1h10:50, e in Messico (Guadalajara) con successi di Matthew Kisorio (1h01:47) e della etiope Afera Godfay (1h08:52). Maratone: in evidenza a Castellon l'etiope Andualem Belay Shiferaw, vincitore nella 42 km spagnola a sei anni di distanza dal primo successo e autore di un buon 2h08:16.

CROSS, TRIALS KENYA - Netto successo di Hellen Obiri nei campionati keniani di cross, validi come selezione iridata. L'oro di Londra sui 5000 (e argento a Rio) ha preceduto Beatrice Mutai e la primatista mondiale dei 3000 siepi Beatrice Chepkoech. Tra le piazzate, nei pronostici il quinto e il sesto posto di Cherono e Rengeruk, parziale sorpresa per il quarto posto della 20enne Deborah Samum (siepista da 9:40). Tra gli uomini, pronosticato per un buon piazzamento e addirittura vittorioso, primo posto del campione del mondo U20 delle siepi nel 2016, Amos Kirui, con una quindicina di metri di vantaggio su Evans Keitany e Rodgers Kwemoi. Solo quinto il campione del mondo Geoffrey Kamworor, sesto l'astro nascente e iridato U20 dei 10000 metri Rhonex Kipruto, ma entrambi con il pass del mondiale di cross in tasca.

RECORD CHE NON VALE - Arriva dalla Russia il secondo crono più veloce di sempre nella 20 km di marcia donne. La firma è dell'olimpionica di Londra 2012, Yelena Lashmanova, che a Sochi ha ottenuto un 1h24:16 ampiamente inferiore al primato del mondo ufficiale (1h24:38) della cinese Liu Hong. Non bastasse il "ban", alla gara di Sochi si aggiunge, a rendere impossibile la ratificazione del risultato, la cronica assenza di giudici internazionali. Il crono più veloce in assoluto, sempre privo dei requisiti per l'omologazione, è un 1h23:39 della stessa Lashmanova, ottenuto nello scorso giugno.

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