Mondo: a Chicago trionfano Dibaba e Rupp

08 Ottobre 2017

Una strepitosa Tirunesh Dibaba (2h18:30) e lo statunitense spezzano dopo 15 anni l'egemonia keniana nella 42 km dell'Illinois. Talam-bis a Eindhoven. 


 

di Marco Buccellato

DIBABA, PRIMA VITTORIA IN 2h18:31 - Dopo quindici anni di successi keniani, maschili o femminili o, come nelle due ultime edizioni e più volte in passato, in entrambe le corse, a Chicago passa il vento di Tirunesh Dibaba e Galen Rupp, autori di successi storici con altri co-protagonisti in grande evidenza. L'etiope pluricampionessa olimpica e mondiale in pista, ha chiuso in un eccezionale 2h18:31, un crono che racchiude un autentico ventaglio di riferimenti statistici: dal suo primo successo in una 42 km, concludendo il crescendo rossiniano ideale (terza all'esordio a Londra, seconda ancora a Londra, prima oggi), all'impresa di eguagliare Paula Radcliffe nel correre per due volte nello stesso anno sotto le 2h20, e tanto altro ancora: il suo crono è il sesto assoluto di sempre, è il secondo etiope (suo anche il primo, l'incredibile 2h17:56 di Londra in aprile), è il secondo mai registrato a Chicago dopo il record mondiale della stessa Radcliffe nel 2002, e infine iscrive per la decima volta una donna sotto le 2h19.

FINISH CAPOLAVORO - Ecco i passaggi intermedi della Dibaba, con quelli più significativi della corsa di Londra dello scorso aprile aggiunti nelle parentesi: 16:08/5km, 32:29/10 km (31:31), 49:05/15 km (47:45), 1h05:35/20 km (1h04:13), 1h08:48/mezza maratona (1h07:54), 1h21:59/25 km (1h20:51), 1h38:29/30 km (1h37:23), 1h54:50/35 km (1h53:56), 2h11:36/40 km. Contesto diverso, prestazione altrettanto-monstre: se a Londra la Dibaba salì in scia al treno di Mary Keitany, che chiuse col primato mondiale di maratona solo femminile di 2h17:01, oggi a Chicago l'etiope ha avuto una mezza dozzina di riferimenti su ritmi meno forsennati di quelli impressi dalla Keitany. Rimaste in cinque a metà gara (Dibaba, la Hasay e le tre keniane Kosgei, Kiplagat e Kipketer), l'etiope e la sola Brigid Kosgei hanno lanciato l'attacco che ha sgranato il gruppetto-leader. Alla Dibaba sono occorsi altri 10 km per alzare ritmo e distacco sulla keniana, alla fine seconda in un pur eccezionale 2h20:22 (23esima performer all-time).

Terza, nell'incredulità generale per le dimensioni della prestazione cronometrica, la bionda statunitense Jordan Hasay, in un colossale 2h20:57, secondo tempo a stelle e strisce di sempre. Alla seconda esperienza sui 42 km, la Hasay aveva esordito alla grande in 2h23:00 nella Boston Marathon di aprile.

RUPP FIRMA IL RITORNO DEGLI U.S.A. - Se la Dibaba è in trionfo, la maratona di Chicago ha riservato a Galen Rupp l'estasi: è il primo statunitense a vincere la 42 km dell'Illinois dopo 15 anni, e il primo nativo americano dopo addirittura 35 edizioni. L'abbraccio dopo il traguardo con Alberto Salazar, guida e coach, dice tutto. Significativo che anche Rupp, come Tirunesh Dibaba, non sia mai sceso dal "podio" nelle maratone finora disputate. Per lo statunitense si trattava della quarta della carriera: esordio vincente a Los Angeles per guadagnarsi la selezione olimpica, bronzo a Rio, secondo posto a Boston in primavera. Il crono, anche questo conquistato con un eccellente ultimo terzo di gara e con "negative split" (1h05:50 a metà gara), è di 2h09:20, che in tempi di prestazioni mostruose non significherà granché ma è stato realizzato dopo una prima parte di gara con almeno due dozzine di atleti a fare jogging e proiezioni superiori alle 2h11. Persi lungo la strada il primatista del mondo Kimetto (ritirato dopo 20 km) e l'altro favorito Biwott, Rupp ha preceduto gli altri due keniani Abel Kirui (2h09:48) e Bernard Kipyego (2h10:23). Match point di Rupp dopo il 35° chilometro, che negli ultimi 2 km ha raddoppiato il distacco su Kirui da 14 a 28 secondi. Solo quattordicesimo l'etiope Lilesa, che a Rio aveva preceduto Rupp di una quindicina di metri vincendo l'argento olimpico.

BOSTON TUTTA KENIANA - Sono l'ex-campione mondiale allievi Daniel Salel e la connazionale Joan Chelimo i vicitori della mezza maratona di Boston disputata oggi. Gli occhi erano puntati soprattutto sulla Chelimo, approdata il mese scorso a Copenhagen a un clamoroso 1h06:25.

Prestazioni non di grande livello su un percorso poco incline alle imprese cronometriche, ma vittorie in autorità dei due keniani, rispettivamente in 1h04:31 e 1h10:31. Salel ha firmato la terza vittoria consecutiva su cinque partecipazioni.

EINDHOVEN, TALAM VINCE ANCORA - Stavolta la sorpresa è stata meno clamorosa di quella dell'anno scorso. Festus Talam, keniano tra poco 23enne, ha vinto per la seconda volta consecutiva la maratona di Eindhoven, dopo l'esordio del 2016 nel quale gli erano stati attribuiti i compiti del pacemaker: lui se ne andò per conto suo e vinse in 2h06:26, crono che è sempre gran cosa per chi non ha masticato mai la piena distanza di maratona. Oggi la vittoria di Talam è stata degna di un thriller, con volata a due fino al traguardo e stesso tempo (2h06:13) anche per il secondo classificato, l'altro keniano Felix Kiptoo Kirwa nettamente al record personale. Podio tutto dell'orchestra keniana con terzo Marius Kipserem in 2h06:41, trenta secondi in più del risultato che gli permise di conquistare Rotterdam un anno fa. Sempre Olanda, e sempre più "orange Kenia". Gran prestazione anche per il quarto, l'etiope Dejene Debele Gonfa, che in 2h07:10 ha tolto ben tre minuti al personale, registrato, guarda un po', a Rotterdam, altro feudo dei polmoni keniani.

BERLINO, ALINA REH RECORD UNDER 23 - Ancora una grande giornata per la 20enne tedesca Alina Reh, due volte oro europeo junior nel 2015 e quest'anno argento all'Europeo under 23 di Bydgoszcz sui 5000. Dopo aver abbassato il record nazionale di categoria nella mezza maratona (1h11:23 il mese scorso), oggi nella 10 km di Berlino ha migliorato anche quello dei 10 km vincendo in 31:38 (non distante dalla miglior prestazione europea under 23) davanti alla keniana Stella Chesang (31:54), togliendo 23" al primato tedesco under 23 e centrando anche la seconda prestazione nazionale all-time. Nei 10 km uomini si è imposto il keniano Mathew Kipkorir Kimeli in 27:32, quest'anno già a 27:11 a Praga.

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