Mondo: Trials, la carica americana

26 Giugno 2017

Il team USA uscito da Sacramento ha le carte per impadronirsi nuovamente del medagliere iridato. Verdetti in chiave Londra anche a Kingston, in Giamaica.


 

di Marco Buccellato

Comunque rigiriate il profilo della selezione statunitense per il mondiale di Londra, disegnato nei giorni pirotecnici di Sacramento, i contorni assomigliano più a quelli di una portaerei che a quelli di una nave da crociera. Età media tra i 26 e i 27 anni, oltre quindici atleti di categoria under 23 e due di quella under 20 a svecchiare una squadra che ha in forza veterani di 35 anni, come Justin Gatlin e Jenn Suhr, e una discobola vicina ai 40. I risultati sono stati, a tratti, straordinari: oltre all'esito di valore assoluto del peso uomini e dei 400hs donne, i Trials di Sacramento si collocano tra le edizioni-top della storia dell'atletica USA per altre gare scintillanti. Nei 400 uomini, dominati dall'astro ormai ben definito Fred Kerley (44.03), con 44.50 e 44.51 si può aspirare (forse) a un posto in staffetta, considerata la wild-card di LaShawn Merritt come vincitore della Diamond League 2016. Nel lungo si resta fuori dalla selezione con 8,30 e così via. Lo sprint ha pagato dazio, nel momento della verità, al vento contrario (in particolare sui 200 uomini), così come nelle finali universitarie. La lotta è stata egualmente bellissima, ma senza i picchi cronometrici previsti. Delle novità uscite dai Trials, Chris Belcher e Elijah Hall-Thompson, e del nome nuovo Coleman (pur battuto in entrambe le gare da Gatlin e dal redivivo Webb) sapremo di più di qui ai giorni di Londra.

ANTOLOGIA CALIFORNIANA - Grandi cose per l'ammiraglia americana, dai 6,00 dell'astista Kendricks, il migliore della stagione anche prima di Sacramento, e soprattutto per Will Claye, il cui "giorno dei giorni" si riassume in una serie quasi senza precedenti: 17,47 il salto più corto, poi la sequenza folle di 17,68, 17,79, 17,76 e 17,91. Nonostante il tramonto di atleti che hanno fatto la storia recente, David Oliver, Bershawn Jackson, Tyson Gay e Allyson Felix in primis, Sacramento ha riportato in auge il decatleta Trey Hardee, due ori iridati in bacheca e tra i pochi ad aver ingabbiato Ashton Eaton nei suoi anni migliori, presentatosi in condizioni più che accettabili e vincitore delle prove multiple.

Nelle gare femminili, dove la concorrenza era ancora più serrata che in quelle maschili, Tori Bowie ha stravinto i 100 ma ha salvato il pass sui 200 per cinque centesimi, i 400 hanno promosso tre atlete entro i 50 secondi (Hayes 49.72 a un mese e mezzo dall'infortunio), una piccola ecatombe interna sui 100hs (fuori due medagliate olimpiche come Harper e Castlin) e la promozione a pieni voti di star e starlettes di generazioni lontane tra loro, come la Bartoletta e la Reese nel lungo, la Suhr nell'asta (battuta solo da Sandi Morris) e la junior Cunningham, salita a 1,99 nell'alto. Tra le rinascite vertiginose, quella della 21enne Raven Saunders, inopinatamente fuori giri nella finale del peso ai campionati NCAA e qui "costretta" a sparare il peso fino alla world lead di 19,76 pur di salvare stagione e speranze iridate.

KINGSTON, McLEOD-THOMPSON-BLAKE - Da Kingston il definitivo risveglio di Yohan Blake, l'esplosione cronometrica del campione olimpico dei 110hs Omar McLeod e la conferma che a Londra, come a Rio, sarà Elaine Thompson la sprinter da battere. La giamaicana ha nuovamente sfiorato il record nazionale correndo in 10.71/0.8 (record mondiale stagionale, non è chiaro se a Londra doppierà con i 200 come a Rio), l'ex campione del mondo dei 100 metri Blake ha vinto entrambi i titoli della velocità in 9.90/19.97, nella ritrovata efficienza fisica. McLeod ha firmato un magnifico 12.90/0.7, quinta prestazione di tutti i tempi e sesta assoluta, in una finale in cui il quarto è un ragazzo di 17 anni, Dejour Russell, sceso al primato dell'area di categoria centro-americana (13.32), e dove la novità Levy ha corso in 13.13 e il rinato Parchment ha staccato il terzo biglietto in 13.19. I Trials di Kingston hanno mietuto eccellenti vittime, come Veronica Campbell-Brown, Asafa Powell e Kemar Bailey-Cole, infortunati. Il team per Londra comprenderà un mix di nuove leve (inedito il tris di quattrocentisti Allen-Gaye-Gayle), vecchi campioni, come Novlene Williams-Mills, e personaggi titolati come l'iridata dei 100hs Danielle Williams, tornata al momento giusto con titolo nazionale in 12.56. Il campionissimo, Usain Bolt, è prossimo all'esordio europeo e sta lustrando i garretti per l'ultima stagione da protagonista e l'addio in pompa magna.

Si inizia dopodomani con la sua nona apparizione nel meeting di Ostrava, dove i fari saranno accesi anche su Wayde van Niekerk (sui 300 contro il record del meeting di 30.97 proprio di Bolt) e Mo Farah.

L'ALTRO CARIBE, TRINIDAD E BAHAMAS - I quattrocentisti di prima linea dei due stati hanno vinto i rispettivi campionati nazionali con prove di efficienza superate. Steven Gardiner si è imposto a Nassau in 44.66, Machel Cedenio a Port of Spain in 44.90. I risultati a sensazione sono arrivati dalle velociste di Trinidad, 10.82 di Michelle-Lee Ahye (record nazionale) e 10.86 di Kelly-Ann Baptiste, più il primato under 20 dell'area della giovanissima St. Fort (11.06). L'ospite grenadino dei campionati, il giavellottista Peters, ha mostrato numeri importanti con un lancio di 83,36. Shaunae Miller-Uibo, oro a Rio sui 400 metri, ha vinto a Nassau i 200 in 22.21.

ASUNCION, ROJAS SCONFITTA - L'inatteso successo della brasiliana Soares nel salto triplo ha caratterizzato la 50esima edizione dei campionati del Sud America. Un po' di fortuna nel salto vincente (14,42 con forte vento a favore) ha decretato la sconfitta della star venezuelana Yulimar Rojas (14,36 con vento nella norma). Altri primati dalla discobola brasiliana De Morais (64,68, record sudamericano), dal venezuelano Yanez (2,31 nell'alto, record nazionale) e dal colombiano Palomeque, al record nazionale sui 100 metri in 10.11.

VAASA, FIRST LEAGUE - Svezia, Finlandia e Svizzera in cima alla classifica e promosse in Super League. Per gli elvetici è la storica prima volta al ballo di corte. Ottimi risultati dalle gare maschili, nelle corse con il 48.46 del norvegese Warholm sui 400hs, in serie positiva dopo i due successi in Diamond League, nello sprint con il 20.20 del turco Guliyev sui 200, e nei concorsi con il clamoroso record portoghese del pesista Arnaudov (21,56), l'88,27 di Tero Pitkamaki nel giavellotto e il 2,30 dell'altista bulgaro Ivanov. Tra le gare del fine settimana extra-Coppa, va ricordata l'ottava vittoria consecutiva di Mariya Lasitskene-Kuchina, ancora una volta con 2,00, stavolta nella madre patria Russia.

GIAPPONE, CAMPIONATI NEL SEGNO DI SANI BROWN - Il talento under 20 della velocità asiatica Abdul Hakim Sani Brown ha furoreggiato a Osaka. Due volte 10.06 nei turni preliminari e 10.05 in finale sui 100 metri, con pista simile a una pozzanghera, più 20.32 sui 200, quattro primati personali. Le gare hanno proposto ben nove atleti sotto i 46 secondi sui 400 metri, primati personali a pioggia sugli ostacoli maschili (sia alti che bassi), e un generale svecchiamento delle prime linee.

SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Twitter @atleticaitalia | Facebook www.facebook.com/fidal.it

File allegati:
- I RISULTATI DEI TRIALS USA


Condividi con
Seguici su: