Mondo: Rupp, il cavaliere bianco

07 Maggio 2018

Il maratoneta USA vince a Praga in 2h06:07 a soli 20 giorni dal ritiro di Boston. Duplantis ancora world record under 20 nell'asta: 5,93!


 

di Marco Buccellato

Galen è un nome anglofono derivante dal greco "galene". L'originario significato di "calmo, tranquillo" ben si addice al bronzo olimpico di Rio sui 42 km Galen Rupp, che a Praga ha realizzato un capolavoro irto di gemme. A Boston, 20 giorni fa, l'ipotermia causatagli dalle temperature, al limite del sopportabile per un maratoneta (vedi la falcidia di top runner), ha messo fuori gioco anche lui, calatosi nella tormenta nei panni del (quasi) favorito. Nemmeno il tempo di gustarsi un po' di sano sconforto, che l'indomani annunciò la trasferta boema a stretto giro di calendario. La corsa di Praga, la nuova mecca delle corse su strada (solo nel 2017 vi sono ben sette limiti mondiali), l'ha interpretata come un orologio più svizzero che Made in USA, con due parti coperte in 1h03:01 e 1h03:06. Il verdetto del finish, 2h06:07, fa di Rupp il maratoneta nordamericano più veloce di sempre tra i caucasici. Sì, c'è Ryan Hall col suo 2h04:58 di Boston 2011, ma quel crono non è omologabile per due o tre indiscutibili ragioni tecniche. C'è anche Khannouchi, ma era maghrebino e virò sugli States scelte sportive e di vita. Ecco dunque, al bel caldo di Praga, contraltare della tortura di Boston, il Rupp mai visto, il secondo bianco più veloce di sempre al mondo sui 42 km, dopo il successo di Praga. Meglio di lui c'è solo Moen, il norvegese, il cui 2h05:48 di Fukuoka profuma ancora di stampa.

TRASCORSI E RICORSI - Rupp è agonista nato. Ha mantenuto le promesse giovanili. Due medaglie pesanti, l'argento sui 10000 ai Giochi di Londra, il bronzo di maratona un quadriennio più tardi sotto le nubi di Rio (alla seconda maratona della carriera), dopo il quinto posto ancora sui 10000. Tanti piazzamenti di vertice: quarto a Mosca (e ottavo sui 5000), quinto a Pechino, settimo già a Londra sui 5000 e a Daegu sulla distanza lunga in pista. A Praga ha rotto gli indugi a quattro chilometri dal traguardo, accumulando sull'etiope Sisay Lemma un vantaggio poi cifrato a quasi un minuto. Ha anche spezzato l'incantesimo della classica della Repubblica Ceca, centrando la prima vittoria non africana dal 2007. Ha corso sei maratone: primo (Los Angeles), terzo (Rio, Olimpiadi), secondo (Boston), primo (Chicago e personale di 2h09:20), poi il gran successo alla Roma-Ostia e l'ibernazione di Boston 2018 e ora lo spartiacque praghese.

E domani, happy birthday, che festa sia.

PANORAMA DALLA STRADA - Grande risultato anche per la vincitrice femminile, la keniana Bornes Jepkirui Kitur, che ha tolto quattro minuti e mezzo al personale chiudendo in 2h24:19 (1h12:05/1h12:14, stessa gara di Rupp), quasi un minuto meglio dell'etiope Belaynesh Oljira (2h25:13). Sempre in USA (Pittsburgh) i campionati nazionali di mezza maratona hanno decretato i successi di Aliphine Tuliamuk (1h10:04) di 3' su Sara Hall (la moglie di Ryan) e di Chris Derrick (1h02:37). Sempre negli USA, va ricordata l'eccezionale prestazione di una settimana fa del 19enne keniano Rhonex Kipruto, che a New York sui 10 km ha coperto la distanza nel nuovo limite mondiale Under 20 di 27:08, centrando di passaggio la miglior prestazione mondiale assoluta (valenza solo statistica) sugli 8 km in 21:45.

DUPLANTIS LO FA ANCORA: 5,93! - Altro record mondiale Under 20 per lo svedese classe 1999 ma ancora 18enne Armand "Mondo" Duplantis (compie gli anni a novembre). A Lafayette è salito di un altro centimetro, fissando a 5,93 il mondiale di categoria nel salto con l'asta. Breve escursus tra i risultati del fine settimana USA: l'esordio del campione del mondo 2015 di getto del peso Kovacs (20,73). Il 20,80 di un altro pesista in grande progresso, il 22enne Otterdahl al primo over-20 in pedana.

DAVIS STELLA FILANTE - Ancora prestazioni inimmaginabili da parte di giovanissime star dello sprint. Tamari Davis (15 anni) ha illuminato le finali High School della Florida in uno stordente 22.48 sui 200 (vento quasi al limite, ma legale), il crono più veloce di sempre nella sua categoria di età. Il primatista mondiale Under 18 Anthony Schwartz ha corso i 100 metri in 10.07 (2.5 di vento). Cresce sempre più anche la 21enne Gabrielle Thomas: dopo il clamoroso 22.38 indoor per condire il titolo NCAA al coperto, e il progresso all'aperto in 22.32, è di poche ore fa una magnifica frazione di 4x400 coperta in 49.44.

BENTORNATA SHELLEY-ANN - Rientro della pluri-olimpionica Shelly-Ann Fraser-Pryce dopo la maternità. A Kingston ha corso i 100 chiudendo in 11.52, battuta da Shericka Jackson (11.31). Ha tempo e tenacia. Orizzonte Francia con gli interclubs: tra le cose migliori, il progresso di due decimi abbondanti dello sprinter di origini senegalesi Mouhamadou Fall (10.14 con vento nella norma), i 76 metri di Bigot nel martello, il primo 200 di Lemaître in 20.84. Oltre le Alpi, due giavellottisti meritano attenzione: la polacca Marcelina Witek (66,53 a Bialogard) e il greco Paraskevás Batzávalis, primatista nazionale Under 23, che nella Tripoli greca è rientrato dopo un lungo stop per infortunio con 85,46.

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Armand Duplantis


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