Mondo: Rocket teenagers a Kingston

26 Marzo 2018

Splendono i boys & girls giamaicani, un festival di primati e tempi di livello mondiale.


 

di Marco Buccellato

E sono tre. Per Sachin Dennis il 10.20 ottenuto con l'aiuto di due metri esatti di vento alle spalle vale la miglior prestazione mondiale Under 16 sui 100 piani e anche il "world age best" al limite dei 15 anni. Con l'incredibile volata dei campionati scolastici giamaicani di Kingston (ISSA/GraceKennedy Champsionships), il ragazzo è riuscito nell'invidiabile impresa di detenere ben tre primati di "fastest boy of the world": quello dei 13enni (corse in 10.90 con vento poco contrario), quello dei 14enni (10.51 con vento un po' più contrario), e ora quello risonante per l'aspetto cronometrico, un crono da "big", seppur con Eolo a determinarne la sostanza. Il crono migliora sensibilmente il precedente record dei 15enni, detenuto da sedici anni dal cinese Liang Junxin, che corse in 10.35 a Nanchino per poi sparire senza dare un seguito al prematuro exploit. Nato il 2 agosto 2002, 15 anni e quasi otto mesi, Dennis ha caratterizzato un'edizione dei campionati dei giovanissimi giamaicani ricca di prestazioni sbalorditive. Gran preludio dei Carifta Games, la più grande manifestazione giovanile dell'area caraibica, ormai distante solo cinque giorni con teatro Nassau, Bahamas.

VIDEO | IL 15ENNE SACHIN DENNIS CORRE I 100 METRI IN 10.20

KEVONA DAVIS - L'altra fragorosa stella dei campionati, nata il 20 dicembre 2001. Ha migliorato i primati nazionali under 18 prima vincendo i 100 metri in 11.16, poi bissando sui 200 in 22.72, sempre con vento ampiamente nella legalità. Il progresso della Davis, però, è più logico e meno sismico di quello di Dennis. Lo scorso anno poteva già vantare 11.24 e 22.97, al primo anno nella ex-categoria allievi. Un festival di prodigi: Shiann Salmon (31 marzo 1999) ha dominato tra le Under 20 i 400hs in 55.78 e i 400 piani in 52.05. Con gli ostacoli da 99cm, il non ancora 18enne DeJour Russell ha corso in 13.10 (vantava 13.20 da 16enne). Impossibile dimenticare l'exploit che firmò ai Trials iridati di Kingston la scorsa estate, quando sugli ostacoli dei "grandi" si espresse in un superlativo 13.32! Il già conosciutissimo Christopher Taylor (1999) ha fermato il cronometro dei 200 a 20.35, l'altra grande promessa Dashawn Morris ha vinto i 400 in 45.09.

Anthony Carpenter, di un mese più "vecchio" (entrambi del '99), ha perso pur correndo in 45.47! Il dopo-Bolt, almeno a Kingston, è iniziato.

SUD AFRICA, SAMAAI & ADAMS - Appena perso il titolo nazionale contro Luvo Manyonga (8,41 con vento 2,1), Il bronzo mondiale di salto in lungo Rushwal Samaai ha ripreso confidenza con le abituali misure saltando 8,39 (vento 1,0) a Paarl, nel terzo meeting del Grand Prix sudafricano. Un altro brillante protagonista dei campionati di Pretoria, Luxolo Adams (20.08 la scorsa settimana), è sceso a 20.01 con vento quasi al limite e con la soddisfazione di aver battuto per la seconda volta uno degli sprinter più in forma d'inizio stagione, Anaso Jobodwana (20.07), bronzo mondiale 2015 e finalista olimpico. Nella riunione di Paarl è fallito l'attacco di Caster Semenya al record nazionale dei 1500 metri, detenuto dalla leggera Zola Budd dal 1984. L'iridata degli 800 ha portato a casa la seconda prestazione sudafricana all-time in 4:02.50.

FAST AFRICA, EXPLOIT DELLA OKAGBARE - Decisamente inatteso è arrivato da Abilene il record africano dei 200 metri donne di Blessing Okagbare, un 22.04 (0,5) che migliora di 0.03 il vecchio record continentale dell'altra nigeriana Mary Onyali, pur se, mai omologato, persisteva di un centesimo più veloce il 22.06 della sudafricana bianca Evette de Klerk. La Okagbare, finora più fortunata nel salto in lungo (bronzo olimpico a Pechino 2008, argento mondiale a Mosca 2013) piuttosto che sui 200 (altro bronzo sempre a Mosca), negli ultimi due anni aveva progressivamente trascurato i 200 per dedicarsi quasi esclisivamente alla breve distanza dei 100, pur centrando (con modesti risultati) la finale mondiale 2017 nel lungo, cosa non riuscita sui 100 (fuori in semifinale).

PRIMAVERA U.S.A. - Ancora Nigeria in copertina nello start del calendario statunitense: il lunghista Edoki ha raggiunto gli 8,10 sempre a Abilene. Sprint di prima mano e di nomi nuovi: Ka´Tia Seymour si è portata a 22.75 sui 200, Jada Baylark a 11.10 sui 100, la campionessa NCAA di pentathlon Taliyah Brooks ha abbattuto il personale del lungo con 6,78. Primi sub-11 dei 100 donne, ma col vento della California a determinarne l'illegalita: 10.97 per Twanisha Terry e 10.98 per DeAnna Hill. Sempre a Los Angeles il fresco primatista mondiale indoor dei 400 Michael Norman ha vinto i 200 in 20.37 e da ultimo frazionista ha fermato il display nella 4x100 a 38.38 con i compagni di college della University South California.

L'800ista del Botswana Nijel Amos ha esordito a San Diego sui 400, vinti in 45.94.

INDOOR, BIG CHINA - L'epilogo della stagione al coperto si è consumato con la finale del Grand Prix cinese a Pechino, dove il velocista Xu Zhouzheng ha concluso il suo marzo da favola. Sceso 15 giorni fa a 6.57 e poi a 6.53, ha vinto la finale del circuito in 6.48, quarto tempo mondiale 2018. Tra gli altri risultati il 2,28 di Wang Yu nell'alto e il 19,53 di Gong Lijiao nel peso femminile, seconda misura mondiale dell'anno.

SONO KIPTOO, SCUSATE IL RITARDO - Grande impresa, peraltro annunciata con un tentativo ufficiale di primato, del keniano Mark Kiptoo (classe 1976), che nella mezza maratona spagnola di Azkoitia-Azpeitia ha portato il primato mondiale master sulla distanza (M40) a 1h01:04, migliorando di sei secondi il limite detenuto da Haile Gebrselassie. Più brillanti i tempi registrati nella mezza maratona olandese di Venlo, dove l'altro keniano Stephen Kiprop ha riportato il successo in 59:44 (all'esordio sulla distanza), festeggiando il doppio successo firmato Kenia grazie alla vittoria in 1h07:49 di Nancy Kiprop. A Varsavia un altro "Kenia for two" con Ezrah Sang (1h01:37) e Pauline Wanjiku (1h10:01). Da annotare il nome nuovissimo della 19enne etiope Berhane Gebrekidan, seconda in 1h10:26 alla prima esperienza sulla mezza maratona. Infine nella 5 km statunitense di Carlsbad successi europei con lo svedese Berglung (al debutto) e la britannica Gorecka, già campionessa europea under 20.

MARATONE, TRIS CINESE - Tre 42 km in un giorno, con quattro firme keniane e due etiopi. A Chongqing vincono Kennedy Cheboror in 2h13:41 e Meseret Legese in 2h28:55. A Zhengzhou Elias Kemboi (2h13:53) e Ednah Mukhwana (2h30:24), a Wuxi Birhanu Bekele Berga (2h12:50) e la Kipruto (2h33:38). Dopo la delusioje di Tokyo è tornato a affrontare una maratona l'ex-recordman mondiale Wilson Kipsang, che a passo più da jogger che da maratoneta ha vinto la 42 km di Tokushima in 2h19:35 (grazie a Carole Fuhcs).

IL RITORNO DI TOTH - Prima 50 km per il campione olimpico Matej Toth dopo il trionfo di Rio 2016. Il marciatore slovacco si è imposto nella 37sima edizione del meeting di marcia di Dudince in 3h42:46, miglior prestazione mondiale stagionale e terzo successo nella manifestazione. Gran giornata degli specialisti finladesi: secondo Velli-Matti Partanen con il personale portato a 3h44:43 e terzo Jarkko Kinnunen in 3h54:26. Gran risultato anche di Maria Czakova, che sui 50 km donne ha centrato una delle migliori prestazioni sulla distanza nel nuovo record nazionale di 4h14:25.

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