Mondo: Kirui risorge a Chicago

10 Ottobre 2016

A Chicago e Minneapolis i maratoneti keniani fanno il vuoto


 

di Marco Buccellato

Per il secondo anno consecutivo la Chicago Marathon ha fatto a meno dei pacemaker, a beneficio dell'agonismo e della diversità tattica. I vincitori sono i keniani Abel Kirui e Florence Kiplagat, prima anche un anno fa e seconda nel 2014. La rinnovata scelta degli organizzatori ha premiato soprattutto Kirui, vincitore di una 42 km a cinque anni di distanza dal secondo titolo mondiale, conseguito a Daegu, e a quattro anni dall'argento olimpico di Londra, una metropoli dove conta di tornare a correre nel 2017 per guadagnarsi la selezione per i mondiali e sperare in un magnifico tris di medaglie d'oro. Diversissime le due gare: ritmo sonnacchioso degli uomini per oltre due terzi di gara, con Kirui capace di vincere la resistenza del campione uscente Dickson Chumba nell'ultimo mezzo chilometro e imporsi in 2h11:23, il crono più lento dal 1993, festeggiato all'arrivo da con un ballo all'insegna della felicità: era la sua prima vittoria nel circuito delle World Marathon Majors. Tutti kenyani i primi cinque classificati. Primo statunitense Diego Estrada, ottavo in 2h13:56. Al debutto sui 42 km Stephen Sambu, più che onorevole quinto in 2h13:35.

Kiplagat & Kiplagat

Più sollecite le frequenze imposte dalle ragazze, con proiezioni interessanti fin dai primi chilometri. Il gruppo leader, composto da sette atlete, è stato coeso fino al trentesimo chilometro, dove la Kiplagat ha macinato i successivi cinque chilometri in 16:18. La Kiplagat ha bissato il successo del 2015 in 2h21:32, quinta prestazione mondiale stagionale, precedendo la 37enne Edna Kiplagat, iscritta a pochi giorni dalla gara e iridata per due volte come Kirui (a Daegu e Mosca, dove precedette l'azzurra Valeria Straneo), seconda in 2h23:28. Terza un'altra kenyana, Valentine Kipketer, in 2h23:41, sorella del terzo classificato tra i maschi, Gideon Kipketer (2h12:20). La migliore statunitense è stata Serena Burla, settima in 2h30:40. Questi i passaggi intermedi della vincitrice: 16:55/5km, 33:29/10km, 50:09/15km, 1h06:47/20km, 1h10:29 (metà gara), 1h23:51/25km, 1h40:29/30km, 1h56:47/35km, 2h13:56/40km.  

Ondoro, record dopo trent'anni

Eccellente risultato del quasi 29enne kenyano Pius Dominic Ondoro, vincitore per il secondo anno di fila della maratona delle città gemelle (Minneaplis-St.Paul) in 2h08:51, un crono che migliora il record della corsa datato 1985. Per Ondoro, al terzo miglior crono della carriera, un vantaggio di un minuto e mezzo al traguardo sul connazionale e compagno di allenamenti Elisha Barno (2h10:21).

Identico epilogo al femminile: due kenyane, Jane Kibii e Sarah Kiptoo, due minuti e venti di margine della prima sulla seconda (2h30:01 e 2h32:18). Terza la vincitrice dell'anno scorso, l'etiope Serkalem Abrha in 2h34:58.

Chelanga e Hasay

Prima della Twin Cities Marathon si è disputato il campionato USA delle dieci miglia, vinto da due volti ben noti del panorama nazionale, Sam Chelanga e Jordan Hasay (52:49). Dietro la bionda Hasay, da segnalare il secondo posto di Aliphine Tuliamok-Bolton (53:01) e soprattutto il terzo, andato nientemeno che alla campionessa olimpica di triathlon Gwen Rose Jorgensen (53:13). Bis a Boston: altra doppietta kenyana nella fredda e piovosa mezza maratona di Boston, vinta per il secondo anno consecutivo da Daniel Salel (1h03:13) e Mary Wacera (1h10:19),

Un kiwi conquista Berlino

Bella impresa del neozelandese Zane Robertson, dodicesimo a Rio sui 10000 metri con primato nazionale, che a Berlino ha vinto la "Great 10K Berlin" in 27:28, miglior tempo della stagione sulla distanza (solo il kenyano Wangari ha fatto meglio di passaggio nella mezza maratona di Copenhagen), record nazionale e primato dell'Oceania strappato a Craig Mottram. Si tratta della seconda prestazione all-time di un atleta non africano. Il migliore resta lo statunitense Mark Nenow, autore di un 27:23 oltre trent'anni fa a New Orleans. Robertson è ben conosciuto sul nostro territorio: ha gareggiato sia in pista che, diverse volte, nella BoClassic di San Silvestro. La vittoria femminile è andata alla finlandese Sarah Lahti (31:57), anche lei come Robertson dodicesima alle Olimpiadi di Rio sui 10000 metri.  

Previews: Amsterdam e Toronto

Bernard Kipyego sogna in grande: domenica prossima punta alla terza vittoria consecutiva nella Amsterdam Marathon e al record della corsa di 2h05:36, detenuto da Wilson Chebet, anche lui al via e con il mirino al quarto successo dopo la triplice striscia vincente dal 2011 al 2013. Iscritti anche Sammy Kitwara e l'etiope Dino Sefir. Tra le donne l'obiettivo-record (2h21:09) è nelle corde di Priscah Jeptoo e Meselech Melkamu, che troveranno avversarie quali Lucy Karimi e Abebech Afework. Nella Toronto Marathon presenti i vincitori di un anno fa, Ishmael Chemtan e Shure Demise, alle prese con atlete in grado di imprimere ritmi sostenuti quali le etiopi Tadelech Bekele Fatuma Sado e la kenyana Rebecca Chesire.

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