Mondo, Kiplagat due volte record mondiale

17 Febbraio 2014

Florence Kiplagat toglie oltre mezzo minuto ai record di mezza maratona e 20 km. Lagat immortale a New York, Barshim 2,36 in Cina. Maslak domina in Europa.

 

Kiplagat, record mondiali super

La kenyana Florence Jebet Kiplagat, iridata di mezza maratona nel 2010 e iridata di cross corto nel 2009, ha stabilito nella "eDreams Mitja Marato de Barcelona", ieri, i nuovi record del mondo di mezza maratona e, di passaggio, sui 20 chilometri. L'impresa assume particolare valenza non tanto per il duplice primato, cosa che era riuscita anche alla detentrice del precedente limite, Mary Keitany, quanto per il margine di miglioramento, davvero inatteso. La Kiplagat ha raggiunto il traguardo in 1:05:12, ben 38 secondi meglio dell'1:05:50 della Keitany, mentre al transito del 20° km è stata cronometrata in 1:01:56, sottraendo ben 40 secondi al limite della Keitany (1:02:36). Per la prima volta, quindi, una donna copre la distanza dei 20 km in meno di un'ora e due minuti. La Kiplagat era al debutto stagionale su strada, reduce soltanto dalla vittoria ai campionati nazionali di cross delle forze di polizia disputati a nairobi oltre un mese fa.

La kenyana si è presentata a Barcellona forte di un personale di 1:06:38, crono stabilito nella vittoriosa Roma-Ostia del 2012, che la collocava, su percorsi certificati, in sesta posizione nelle graduatorie di sempre della specialità. Il doppio record mondiale, come detto, succede ai limiti stabiliti da Mary Keitany nella mezza maratona degli emirati a Ras Al Khaimah tre stagioni orsono. Eccezionali, ovviamente, gli intermedi registrati dalla Kiplagat: 31:08 al decimo chilometro, e 46:35 al quindicesimo (a soli sette secondi dal record del mondo di Tirunesh Dibaba), pur se con il riferimento di due pacemaker di sesso maschile. La seconda classificata è giunta attardata di ben sette minuti. La corsa maschile è stata vinta dall'altro favorito, l'ex-iridato dei 5000 metri Eliud Kipchoge in 1:00:52 (59:25 di primato personale).

Gebrselassie pacemaker

Per la Kiplagat un debutto di stagione straordinario, e la prospettiva di correre la Virgin London Marathon del prossimo 13 aprile con in dote un risultato di rilevanza enorme. Dei protagonisti della maratona londinese ci occuperemo più avanti, ma la notizia del giorno che giunge dall'organizzazione della corsa è che Haile Gebrselassie sarà il pacemaker di punta della maratona maschile, cinque giorni prima del compimento dei 41 anni.

In otto sotto l'ora a Ras Al Khaimah

Nessun record del mondo come a Barcellona, ma una profondità di prestazioni di altissimo livello senza precedenti. Nella mezza maschile ben otto atleti si sono espressi al di sotto di un'ora, con i migliori risultati di sempre per i piazzamenti dal quinto all'ottavo. La vittoria è andata all'etiope Lelisa Desisa, vincitore a Boston un anno fa e argento mondiale di maratona a Mosca, che è giunto all'arrivo in 59:36, seguito dal sorprendente eritreo Nguse Tesfaldet Amlosom (59:39, l'unico tra i primi a stabilire il primato personale) e dal kenyano Wilson Kiprop (59:45). Sotto l'ora anche Bernard Koech (59:46), Bernard Kipyego (59:47), Micah Kogo (59:49), Feyisa Lilesa (59:51) e Paul Lonyangata (il più giovane del gruppo con i suoi 21 anni,59:54). Assenti per infortunio a poche ore dal via Dennis Kimetto, Stanley Biwott e Ayele Abshero, annunciati primattori. Da notare il decimo posto di Ibrahim Jeylan in 1:01:47, l'etiope che più di altri ha dato filo da torcere a Mo Farah nelle ultime stagioni in pista.

Eccellente anche la corsa femminile con sei atlete in meno di 69 minuti: vittoria alla superstar della maratona Priscah Jeptoo in 1:07:02 (quarta di sempre su percorso certificato in 1:06:11), che ha preceduto la 32enne Filomena Cheyech (68:13), la 23enne etiope Guteni Shone Imana (68:31, personale), le altre due kenyane Helah Kiprop (68:36) e Rita Jeptoo (68:49) e l'etiope Mare Dibaba, rimasta al di sotto delle aspettative in 68:56, e giunta negli emirati forte della grande vittoria a Xiamen, nella prima maratona importante del 2014, conclusa in 2:21:36. Nelle altre corse su strada rilevanti del fine settimana, segnaliamo la mezza maratona giapponese di Yamaguchi, vinta dal kenyano Daniel Gitau in 1:00:59 e dalla nipponica Tomomi Tanaka in 1:09:24, e la maratona di Hong Kong, dove si sono registrati successi etiopi: Feyera Gemeda tra gli uomini in 2:15:05 (settimo l'ex-iridato Luke Kibet in 2:16:42) e Rehima Kedir tra le donne in 2:34:53, laddove la favorita Misiker Mekonnin è giunta seconda in 2:35:05.



Millrose Games

Nel'edizione numero 107 del meeting indoor più antico del mondo sono stati realizzati cinqueprimati mondiali stagionali, e tra questi Bernard Lagat ha raggiunto l'obbiettivo prefissato di migliorare il primato americano indoor dei 2000 metri, vinti in 4:54.74, quinta prestazione all-time, nel miglior 2000 della storia delle corse in sala (con 5 atleti sotto i 5 minuti). Gli altri primati mondiali 2014 sono stati realizzati nel sorprendente miglio vinto in 3:52.47 da Will Leer (una spalla su Lawi Lalang e due sul neozelandese Nick Willis), dall'ostacolista-lunghista Janay DeLoach (7.91 sui 60 ostacoli), dalla 20enne delle Bahamas Shaunae Miller sui 300 metri (36.10, quarta performer di sempre), e dal francese Pierre-Ambroise Bosse, che ha vinto i 1000 metri in 2:17.63. Nelle altre gare (detto con news dedicata del terzo posto di Margherita Magnani sui 3000), segnaliamo l'addio di Alan Webb, all'ultima gara della carriera (undicesimo nel miglio), la nuova vittoria della ragazina Mary Cain nel miglio in 4:27.73, il ritorno ad alti livelli del plurimedagliato 36enne Terrence Trammell (7.57 sui 60 hs), il miglior 60 della stagione per uno statunitense, Marvin Bracy (6.50), il 6,86 della lunghista francese Lesueur e il 32.47 di Lalonde Gordon sui 300.   

Gli "Invitational" del week-end

Diversi i risultati interessanti del fine settimana USA, Millrose a parte: nel Don Kirby Invitational di Albuquerque lo sprinter canadese Aaron Brown ha migliorato il mondiale stagionale dei 200 in 20.53 prima di bissare sui 60 col primato personale di 6.55. Jenn Suhr, primatista mondiale indoor dell'asta femminile, ha superato i 4,71. Nel Tyson Invitational di Fayetteville Wallace Spearmon ha abbassato ulteriormente il mondiale stagionale dei 200 appena realizzato dal canadese Brown segnando il nuovo limite annuale in 20.51. Discreti altri risultati nella velocità pura e prolungata: 45.81 di Vernon Norwood, 45.96 di Neil Braddy, 46.10 dell'estone Niit (poi 20.63 sui 200), 7.16 di Dezerea Bryant, 16,72 nel triplo dell'ex-oro mondiale allievi Minns (Bahamas). Dai numerosi altri meetings, estrapoliamo l'1,94 nell'alto donne per Inika McPherson, l'1:45.98 del kenyano Ed Kemboi sulla pista di 300 metri di Ames, il 7.05 sui 55hs di Omo Osaghae, e un probante 45.57 di Bryce Spratling in Ohio, anche in questo caso su pista con sviluppo di 300 metri. Infine, 22.80 per Kamaria Brown (mondiale stagionale) e 20.68 per l'oro mondiale di staffetta Arman Hall in Texas. Indoor anche in Sud America (Brasile) e record nazionale sui 60 di Franciela Krasucki in 7.19.

Barshim 2,36

La risposta di Mutaz Essa Barshim, medaglia olimpica e mondiale di salto in alto, non si è fatta attendere: ai russi Ukhov (2,41, 2,40 e 2,38) e Dmitrik (2,40) il qatariano ha replicato con 2,36 ai Campionati Asiatici indoor di Huangzhou, in Cina. Interessante riscontro anche nella gara femminile, dove l'uzbeka Svetlana Radzivil ha portato il primato nazionale a 1,96. Nel mezzofondo, 8:43.16 sui 3000 dell'ex-iridata dei 1500 metri all'aperto Maryam Jamal. Tante medaglie per la Cina (20) ma nel medagliere il Qatar può vantare un oro in più (5) con sole 8 medaglie. Quattro ori anche per il Kazakistan, terzo a squadre con dodici podi.

Campionati nazionali in Europa, Maslak e Oprea in evidenza

Il romeno Marian Oprea ha realizzato il primato mondiale stagionale di salto triplo ai campionati nazionali di Bucarest con 17,30. L'altro protagonista della tornata di campionati nazionali in Europa è stato il ceco Pavel Maslak, neoprimatista europeo dei 300, che a Praga in due giorni ha vinto i titoli della velocità con 6.67 (6.65 in semifinale) e 20.52, record nazionale a un centesimo dal mondiale stagionale, dopo essersi migliorato già in semifinale in 20.71. Dalle altre sedi, primato nazionale del peso sfiorato dal serbo Asmir Kolasinac a Novi Sad (20,61) e 20,41 del lusitano Marco Fortes a Pombal. Oprea a parte, in Romania copertina anche per il 2,32 di Donisan nell'alto, e buon lungo femminile con Rotaru a 6,68 e la campionessa mondiale allievi Marincu a 6,67.

Nel settore concorsi, a metà settimana, si erano registrati ottimi risultati a Eaubonne: il rientro di Olha Saladuha (14,60 nel triplo) e la conferma della nuova dimensione della russa Anzhelika Sidorova, sempre più su nell'asta (stavolta a 4,71).

Prove multiple

Mentre Ashton Eaton non faceva cose indimenticabili ai Millrose Games (quarto sui 60 hs in 7.67), in Europa l'olandese campione continentale indoor Eelco Sintnicolaas vinceva il titolo nazionale a Apeldoorn col punteggio di 6.242, mondiale stagionale, seguito dal neo-primatista nazionale belga Thomas Van der Plaetsen (6.188) e dall'avversario principale di Eaton nel panorama USA, il due volte iridato Trey Hardee (5.959). Pentathlon: in Russia titolo a Aleksandra Butvina con 4.412 punti, in Ungheria 4.596 dell'ucraina Alina Fyodorova. Ancora meglio, in Bielorussia, Yana Maksimava, che a Gomel ha portato il mondiale stagionale a 4.686.

Vlasic 1,90 al rientro

Blanka Vlasic è rientrata dopo lunga assenza per infortunio e intervento chirurgico a Göteborg superando l'1,90, classificandosi quarta dietro la svedese Emma Green tregaro e l'altra croata Ana Simic, entrambe a 1,94. Al nono confronto diretto della carriera, la Simic è riuscita a battere la celebrità sportiva nazionale Vlasic. Davanti alla due volte iridata outdoor, e due volte oro mondiale indoor, anche la lituana Palsyte (1,92).

Tutti a casa

Stagione indoor in archivio per il campione del mondo di salto con l'asta Raphael Holzdeppe, che ha superato i problemi alla schiena che ne hanno impedito l'attività (ultima rinuncia a Donetsk) ma ha preferito "passare" il resto degli impegni e puntare alla stagione estiva. Chiusura anche per Jimmy Vicaut, 6.48 a Birmingham in semifinale, infortunatosi in finale e comunque non in animo di gareggiare ai mondiali. Out anche il cubano Yuniel Perez (6.49), che si è infortunato a Gand e esclude di poter gareggiare a Sopot. Finito K.O. anche James Dasaolu (6,47 a Birmingham) che ha lasciato l'impianto non sulle proprie gambe e vede allontanarsi la prospettiva di correre i 60 iridati in Polonia. Momento difficile anche per l'altra britannica Katarina Johnson-Thompson, debilitata da un forte raffreddore che le ha impedito di conseguire il minimo per Sopot nel fine settimana. Aldilà delle condizioni fisiche, le resta la speranza di un invito IAAF. E' andata bene, invece, a Renaud Lavillenie, che a Donetsk nel capitombolo felino in pedana durante il tentativo-monstre a 6,21 ha rimediato un buon numero di punti di sutura al piede e una contusione all'anca.

Lanci e marcia

Nell'Adelaide Track Classic grande gara di giavellotto con l'argento mondiale Kimberly Mickle capace di lanciare a 66,12 in risposta all'altra finalista iridata Kathryn Mitchell, che aveva aperto con 66,10. Prime martellate invernali dall'Europa Orientale: in Bielorussia 79,21 di Pavel Krivitski, in Russia 73,00 di Anna Bulgakova. Nel mondo tacco e punta, gran record nazionale del giapponese Yusuke Suzuki ai campionati nazionali di Kobe in 1:18:17 sul 22enne Eiki Takahashi (1:18:43). La spagnola nata in ungheria Julia Takacs ha vinto il titolo nazionale dei 20 km in 1:29:08 su Raquel Gonzalez (1:30:18) e Maria Jose Poves (1:30:50). Ai campionati sudamericani di Cochabamba (Bolivia) si è laureato campione l'ecuadoregno Rolando Saquipay in 1:26:36 sul medagliato olimpico guatemalteco Erick Barrondo (1:26:42), in gara fuori classifica.

Cross

Ai Trials africani di Nairobi Bedan Karoki ha vinto il cross di 12 km su Leonard Barsoton, mentre Faith Chepngetich ha vinto il cross donne su Peris Chepchirchir e sull'ex-iridata Emily Chebet. USA: in Colorado vittoria-bis di Chris Derrick, sorpresa femminile col successo di Amy Van Alstine che si è lasciata alle spalle un nome di punta quale Jenny Simpson-Barringer.

Previews

Acque agitate in Nuova Zelanda per l'imminente rientro in pedana della numero uno mondiale del peso Valerie Adams e del prodigio Jacko Gill a Christchurch sabato prossimo. Lo stesso giorno a Perth meeting internazionale con LaShawn Merritt, Felix Sanchez e Sally Pearson. Domenica a Tokyo maratona di spessore con al via Geoffrey Kipsang in cerca di un crono sotto le 2:06 al cospetto di Tadesse Tola (2:04:49), il due volte iridato e argento olimpico Abel Kirui e Sammy Kitwara. Tra le donne, Lucy Kabuu e Tirfi Tsegaye (ringraziamenti a Brett Larner, Pat Butcher, Ken Nakamura, Alfons Juck, Heinrich Hubbeling e Nicola Okey).

Marco Buccellato



Condividi con
Seguici su: