Mondo, Farah-Keitany stelle di Newcastle

08 Settembre 2014

Al campione britannico e alla Keitany la Great North Run, a Praga Rono doma Mutai, super-Saina a Tilburg

di Marco Buccellato

Farah in un'ora, Keitany ritorno trionfale

Mo Farah e la kenyana Mary Keitany sono stati i protagonisti della Great North Run, la mezza maratona il cui percorso "point-to-point" si snoda da Newcastle a South Shields, con un declivio misurato in 30,5 metri, caratteristica che impedisce l'omologazione delle prestazioni, ma che non ne sminuisce il significato. Il britannico ex-somalo ha portato al suo paese d'adozione la prima vittoria da quasi 30 anni, chiudendo in un'ora esatta, stesso tempo del secondo, il kenyano Michael Kipruto Kigen, piegato dal campione olimpico nel tratto finale. Farah ha fatto meglio dell'anno scorso, quando perse da Kenenisa Bekele impiegando 10 secondi in più per giungere al traguardo, ed ha realizzato anche la miglior prestazione nazionale, benché su percorso non in declivio e certificato per l'omologazione il record resta nelle mani di Nick Rose (1:01:03, giunto quasi ai sei lustri di vita). Terzo il campione olimpico di maratona Stephen Kiprotich in 1:01:35, quarto il fratello minore di Kenenisa, Tariku, in 1:01:39.

La Keitany, che tornava alla mezza maratona dopo la seconda maternità e una 10 km corsa in maggio in 31:22, ha migliorato il record femminile della corsa in 1:05:39 (31:16 dopo 10 km), togliendo un secondo al limite che Paula Radcliffe stabilì nel 2003. Il crono della kenyana, pur considerando il declivio, è il secondo di sempre sulla distanza, superiore solo al record mondiale di 1:05:12 della connazionale Florence Kiplagat, ottenuto in febbraio a Barcellona. Tra le illustri sconfitte, l'olimpionica di maratona a Londra Tiki Gelana (1:08:45), e la due volte iridata Edna Kiplagat, quinta in 1:10:37. Gioia "british", oltre che per Farah, anche per Gemma Steel, che grazie al secondo posto in 1:08:13 ha realizzato la terza prestazione nazionale, dietro apppunto la Radcliffe e a Liz McColgan. Quarta l'altra top-runner kenyana Caroline Kilel in 1:09:10. Una grande edizione della classica del Tyneside, forte del record di iscritti (57.000), cui è mancata la partecipazione di Tirunesh Dibaba, vittima di una probabile intossicazione alimentare.  

Prospettive

Mentre per Farah si profila un 2015 in pista e il ritorno alle maratone-top nell'anno olimpico, la Keitany ha preparato la gara di Newcastle come un test di verifica dell'efficienza fisica in vista del ritorno sui 42 km, che avverrà quasi certamente in una delle grandi maratone primaverili.

Da notare come la Keitany, chiudendo in 1:05:39, abbia corso al di sotto del personal best omologato, l'1:05:50 che fu record del mondo fino a pochi mesi fa, ottenuto a Ras Al Khaimah nel 2011, a tutt'oggi seconda prestazione ufficiale all-time.

Praga, Ronoh sorprende ancora

Se le perfette condizioni climatiche in Gran Bretagna hanno favorito l'exploit della Keitany, il caldo e l'umidità di Praga non hanno impedito a Geoffrey Rono di fare altre vittime illustri nella 10 km disputata sabato nella capitale della Repubblica Ceca. In Moravia il kenyano si era rivelato vincendo la mezza maratona di Olomouc davanti alle star Wilson Kipsang e Dennis Kimetto, e in Boemia ha lasciato ancora il segno, chiudendo in 27:28, primato della corsa, davanti all'altro nome-top Geoffrey Mutai, vincitore uscente della maratona di New York e annunciato ancora al via, preceduto di quattro secondi. Due settimane fa, in Austria, Ronoh si era migliorato nella mezza maratona scendendo a 59:47.

Record della corsa anche nella gara femminile, dominata da un'altra kenyana, Coretti (o Goreti?) Jepkoech, prima in 31:05, e già vincitrice dell'ultima mezza di Udine. Podio tutto kenyano, con Esther Chemtai-Ndiema (31:51) e Flomena Chepchirchir (31:51) seconda e terza. La Jepkoech potrebbe essere al via anche il prossimo fine settimana in una corsa importante, la mezza maratona di Usti nad Labem, dove in campo maschile sono iscritti uno dei più veloci di sempre sui 21,097 km, il primatista etiope Atsedu Tsegay (58:37), e il kenyano vincitore uscente Philemon Kimeli Limo (59:30).

Betsy Saina 30:46

Reduce dai 3000 della Diamond League di Bruxelles (8:38.01, primato personale), la kenyana che ha mietuto vari successi nei campionati universitari USA ha portato la miglior prestazione mondiale stagionale dei 10 km su strada a 30:46 a Tilburg, in Olanda, sede di una classica di fine estate. Il crono della Saina assume significato particolare se se considera che dista solo 25 secondi dal record mondiale di Paula Radcliffe (ancora lei), e che è la decima prestazione di sempre per atleta. Anche qui un tris kenyano: seconda la due volte campionessa del mondo di cross Emily Chebet (31:05), terza  Margaret Muriuki in 31:34. Ai maschi è stata riservata la distanza delle 10 miglia, vinte da Bernard Kiprop Koech (vanta 2:04:53 in maratona) in 45:12, crono che abbassa di 7 secondi la precedente miglior prestazione mondiale stagionale, e si insedia nel top ten all-time in nona posizione.

Mezze in Europa, solo Kenya

A Lilla vince il kenyano Mark Korir in 1:00:49 su Geoffrey Kipkorir Kirui, bronzo mondiale junior due anni fa sui 10000, esordiente in 1:00:51, e su un altro giovanissimo, Philemon Rono (1:00:52).

Perdono i presunti migliori, Lucas Rotich, Silas Kipruto e Jairus Chanchima. In Svizzera (Sarnen) vince l'edizione inaugurale ancora un kenyano, Edwin Koech, in 1:00:12. E' kenyana anche la mezza maratona polacca di Pila, vinta dal 20enne Daniel Muindi in 1:02:11 (record della corsa), e valida come campionato nazionale: per il titolo è bastato l'1:06:07 di Adam Nowicki, mentre Sylwia Ejdys, ora sposata Tomaszewska, si è assicurata il titolo femminile in 1:16:41. Campionati nazionali anche in Russia: titoli a Fyodor Shutov in 1:04:02 e Tatyana Arkhipova in 1:13:33. Nel prossimo weekend molta attività su strada in calendario: nella maratona di Colonia avremo via la kenyana Julia Mumbi e l'ugandese David Cherop, al debutto, che altri non è che il fratello maggiore del campione olimpico Stephen Kiprotich.

Pedana più che pista

Fuori dal contesto Bruxelles-Rieti, sono ancora i lanci e i concorsi in generale a dire le cose migliori: in Repubblica Ceca si segnalano prima i pesisti Tomas Stanek (20.69 su Marcell, 20,27), e poi lo stesso Marcell (20,58). Per la prima volta oltre i 60 metri nel giavellotto la junior polacca Witek (61,24, quattro metri di miglioramento) e la ceca Ogrodnikova (60,04). Sull'isola tedesca di Rügen, a Binz, è toccato a David Storl (21,13) e a Christina Schwanitz (20,10) contribuire al buon fine settimana del settore in un evento realizzato in prossimità del mare. Dai salti, l'8,14 del lunghista brasiliano Higor Alves, miglior misura stagionale per il Sud America.

Primati e curiosità

La IAAF ha ratificato i record mondiali junior ottenuti ai Mondiali di categoria a Eugene dal francese Wilhem Belocian nei 110 ostacoli (0,991m) in 12.99 e dalla marciatrice ceca Anezka Drahotova nei 10000 metri di marcia in 42:59.48. Da notare che il primato di Belocian succede al limite precedente del cinese Liu Xiang (13.12), ottenuto però con gli ostacoli da senior di 1,607m. La Drahotova ha invece abbassasto di poco più di dodici secondi il record del 2011 della russa Lashmanova, laureatasi campionessa olimpica l'anno successivo, e ora sospesa.

Non è un record, e ha rilevanza puramente statistica, la miglior prestazione europea ottenuta una settimana fa dal polacco Marcin Lewandowski sulla distanza delle 880 yards in 1:46.46. Per convenzione statistica, si sottraggono 0.6 secondi dal tempo ottenuto sulle 880 yards per convertirlo alla distanza metrica. Le distanze misurate in yards si sono corse con discreta frequenza fino alla metà degli anni '80, soprattutto nell'atletica indoor statunitense. L'ultima buona prestazione ottenuta nel mezzofondo in yards, a memoria di chi scrive, è di Maria Mutola, che 20 anni fa corse un 880y indoor a Los Angeles, in un crono che, convertito in 800 metri, si rivelò un ottimo 1:59.51.

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