Mondo: Demi Payne nel club esclusivo

08 Febbraio 2016

L'astista USA scala i vertici mondiali del salto con l'asta e entra nel "16-feet club" superando 4,88. La specialità continua a dominare le cronache dell'atletica internazionale.

di Marco Buccellato

Se non bastasse Jenn Suhr e il suo avvio di stagione senza precedenti, la pattuglia acrobatica femminile USA manda in orbita anche Demi Payne e Sandi Morris, entrambe in pedana ai recenti mondiali di Pechino. Sabato scorso, una in New Mexico e l'altra in Missouri, hanno consolidato il trend che pone la scuola americana ai vertici del salto con l'asta femminile. A suon di record personali (ben cinque, tre per la Payne e due per la Morris), le due atlete hanno agganciato i piani alti delle graduatorie di sempre. Demi Payne è figlia d'arte. Papà Bill è stato un astista di valore che ha fatto parte della spedizione statunitense ai mondiali di Göteborg del 1985, non riuscendo a superare la qualificazione. Ha lasciato in eredità un primato di 5,86 e una figlia dalle doti fisiche e mentali straordinarie. Demi, ora 24enne, non ha fatto sfracelli fin quando ha trovato il bandolo della matassa che si chiama Charlee, la figlia che ora ha due anni. Dal ritorno in pedana dopo la maternità, tutt'altra musica, tecnica e motivazionale. Nel 2015 è salita, nell'arco di una stagione, di oltre mezzo metro sul precedente personale, assestandosi a 4,71 e vincendo i campionati nazionali indoor e quelli universitari all'aperto, per poi ottenere il pass mondiale ai Trials. Come suo padre, l'esordio iridato non è stato fortunato, un mancato accesso in finale a Pechino.

16 feet club

Per Demi Payne inizio di stagione secondo solo a quello della Suhr: 4,52 all'esordio, poi mai meno di 4,65, una sola sconfitta, e il culmine di 48 ore fa a Albuquerque, sulla pedana dove la Suhr stabilì il limite mondiale indoor di 5,02 (migliorato pochi giorni fa a 5,03). Il ruolino della gara di sabato è da incorniciare: personale a 4,76, il bis a 4,82 (sempre con due prove), poi un unico assalto netto a 4,88, i sedici piedi dell'unità di misura anglosassone, un limbo divino dove campeggiano i nomi di Yelena Isinbayeva (infortunata, rimandato il rientro), Jenn Suhr, Yarisley Silva e, in compagnia di Svetlana Feofanova, anche Demi Payne, che ora vanta la terza prestazione di sempre indoor e la quarta se mescoliamo pedane assolate e pedane illuminate artificialmente.

Sguardi verso il cielo

Mentre la Payne stabiliva tre personali a Albuquerque, l'altra damigella di Jenn Suhr, Sandi Morris (quarta ai mondiali e campionessa NCAA indoor), faceva qualcosa di simile nel piccolo Lion Invitational di Joplin. 4,73 per il primo miglioramento e 4,80 per il secondo, meglio di quanto fatto outdoor la scorsa estate in Belgio (4,76).

Con la neo-primatista mondiale junior Wilma Murto ferma per un weekend (tornerà il prossimo) e Jenn Suhr in procinto di attaccare il record del mondo assoluto al New Balance Grand Prix di Boston il giorno di San Valentino (ci ha già provato dopo il 5,03, fallendo i 5,07), anche in Europa l'asta ha prodotto cose notevoli con la greca Kiriakopoulou (4,76 a Mondeville) e la svizzera Büchler (4,66 in un centro commerciale a Potsdam, primato nazionale indoor). Il livello generale è in crescita e fioccano i record nazionali da più parti. E' di ieri anche quello portoghese, con Marta Onofre salita a 4,45. I colleghi maschi rafforzano un "borsino" sempre più variabile. A Karlsruhe ha vinto Lavillenie con 5,91, battendo sia Barber che Holzdeppe.

Merritt, Rutherford, Cunnigham: festa per tutti

Un meeting, quello di Albuquerque, che ha significato molto per più di un atleta: ha certificato anche il ritorno alle gare, dopo il trapianto di rene, del primatista del mondo dei 110 ostacoli Aries Merritt, vincitore sui 60 ostacoli in un più che promettente 7"60, Ha visto il debutto superlativo della primatista mondiale allievi Vashti Cunningham, capace di salire a 1,95 nel salto in alto (quarta junior di sempre al coperto) e il ritorno a alto livello di Chaunté Lowe (1,95 anche per lei). Nei due giorni di gare, il primo squillo di trombe era giunto dall'olimpionico di salto in lungo Greg Rutherford, 8,26 al debutto stagionale, miglior salto d'inizio anno e primato britannico.

Schippers partenza a razzo

L'esordio del World Indoor Tour a Karlsruhe ha mantenuto le aspettative. Un bel meeting con cinque primati mondiali stagionali: Rodgers due volte a 6"52, Dafne Schippers 7"07 in batteria e vittoria in 7"08 con grande fase lanciata dai 40 metri al traguardo, il cubano Copello nel triplo con 16,99 (poi superato in Russia da Sorokin con 17,05), l'etiope Embaye 4'08"22 sui 1500 e la Harrison a 7"82 sui 60 ostacoli. Si sono contate anche quattro migliori prestazioni europee 2016: Lavillenie 5,91, Kszczot 1'45"96, Tiffany Porter 7"94 e la junior Klosterhalfen, che correndo i 1550 metri in 4'08"38 ha anche stabilito la miglior prestazione europea under 20 indoor. Il circuito toccherà ora Boston il 14 febbraio, Stoccolma il 17 e Glasgow il 20.

Felix, Bromell e i nomi nuovi

L'esordio di Allyson Felix si è consumato sulla pista che ospiterà il mondiale, a Portland. L'iridata dei 400 ha corso e vinto i 60 in 7"24 lasciandosi alle spalle la Gardner e la Prandini. Ancora un gran crono di Centrowitz nel mezzofondo (stavolta 7:40.74 sui 3000). Nella stessa gara il britannico Farrell ha corso in 7'42"47, terza prestazione UK all-time e ventesima d'Europa.

Ancora dalla velocità: il bronzo mondiale Bromell non ha fatto grandi cose nel weekend (6"61 e 20"64), al contrario di Christian Coleman (6"54) e di Kevaughn Rattray, un giamaicano di quasi vent'anni, nome che dirà poco ai più. Ha gareggiato all'Armory Invitational di New York correndo in 6"60 e poi 6"61 in finale, le prime due volate della carriera al coperto. Il ragazzo vanta un sensazionale 10"90 corso prima di compiere i 14 anni, nel 2010. Iniziano a fare sul serio anche Courtney Okolo (mondiale stagionale dei 400 fissato a 51"16) e la belga di origini africane Nafissatou Thiam, bronzo europeo a Zurigo e argento indoor a Praga, che ha sfiorato il personale con 4.678 punti.

Outdoor, Maslak e i lanci

Il campione europeo e mondiale indoor dei 400 metri Pavel Maslak ha corso in Sud Africa in 45"33 a pochi giorni da un 20"65 sui 200. Dall'altra sede dell'atletica outdoor invernale su pista, l'Oceania, arriva il 20"45 dell'australiano Hartmann e il 10"15 sui 100 di Josh Clarke. Salto lungo per Brooke Stratton (6,79). Sono i lanci, però, a catalizzare le valenze tecniche del periodo: sempre dal Sud Africa l'argento di Pechino Milanov ha lanciato il disco a 64,30, mentre in Spagna Lois Martinez è già a 64,68. Dalla Germania giavellotti lontani per Johannes Vetter (82,96) e per Christina Obergföll (62,36). Martelli moldavi: 74,21 di Zalina Marghieva e 78,48 del fratello Serghei Marghiev.

On the road again

La medaglia di bronzo mondiale di maratona Eunice Jepkirui Kirwa, kenyana che gareggia per il Bahrain, ha vinto la mezza maratona di Marugame in 1h08'06", record nazionale. Interessanti anchei i riscontri maschili con vittoria in 1h00'49" dell'eritreo Goitom Kifle davanti all'esordiente di 18 anni Dominic Nyairo, un kenyano con trascorsi nipponici su pista, capace di esprimersi in 1h00'50", uno dei migliori crono all-time per un atleta junior. Nella maratona di Oita vittoria dell'etiope Melaku Abera (2h09'27", all'esordio sui 42 km).

Previews: il ritorno di Hulk

Robert "Hulk" Harting è pronto al rientro dopo un anno e mezzo. La pedana per il ritorno è quella del meeting indoor di Berlino, dove troverà il fratello Christoph e Milanov, al rientro dal Sud Africa. Nell'ISTAF berlinese attesi show anche dall'asta (Lavillenie e Holzdeppe) e dallo sprint (Schippers, Kim Collins). Giovedì a Torun bell'800 con Kszczot contro Aman, Majewski contro Bukowiecki e la rivelazione Haratyk, la super-junior Swoboda sui 60, la Licwinko nell'alto.

Strada da primato?

All'aperto, fari sui Trials USA di maratona a Los Angeles. Chiamati fuori dell'ultima ora: Abdi Abdirahman (infortunio) e Matt Tegenkamp (annunciato il ritiro dall'attività). Chi proverà invece a rilanciarsi sui 42 km è una vecchia conoscenza: Craig Mottram, anima lunga d'Australia che ha annunciato l'esordio nel teatro più suggestivo: Londra. Per le prestazioni-super, occhio a due grandi mezze maratone: Ra’s Al-Khaymah, con al via atleti come Tadese, Cheroben, Biwott, Komon e Kipsang tra gli uomini e Cherono, Mergia, Jeptoo e Chepkirui tra le donne, e Barcellona, dove Florence Kiplagat cercherà la terza vittoria consecutiva e altri primati del mondo. Nelle ultime due edizioni ha stabilito cinque record, due sulla mezza maratona e, di passaggio, uno sui 15 chilometri e due sui 20 chilometri.

SEGUICI SU: Twitter: @atleticaitalia | Facebook: www.facebook.com/fidal.it



Condividi con
Seguici su: