Mondo: Bednarek, un giorno da fenomeno

20 Maggio 2019

Il giovane statunitense è il secondo atleta della storia a correre nello stesso giorno i 200 metri sotto i 20 secondi e i 400 sotto i 45. Facce da copertina: Claye, Harrison, Crouser, Caballero.


 

di Marco Buccellato

C'era riuscito solo quel satanasso di Isaac Makwala, in una speciale serata di Madrid, il 14 luglio 2017. I 200 metri in 19.77 e i 400 metri in 43.92, nella sua stagione migliore. Al popolarissimo quattrocentista del Botswana, si aggiunge ora la fenomenale impresa di Kenneth Bednarek, detto Kenny, 21 anni, primo atleta USA a scendere nella stessa giornata sotto i 20 secondi sui 200 e sotto i 45 sui 400. Vero che il botswaniano violò addirittura i 44, ma l'impatto della doppia prestazione dello sprinter USA è fortissimo. Il 19.82 con vento contrario e il 44.73 sul giro, entrambi ovviamente primati personali, seguono le incredibili batterie del giorno precedente, teatro i 1100 metri di Hobbs, Nuovo Messico, nel quadro dei NJCAA Division 1 Championships. Il vento diventa turbine, e i numeri impazziscono fino a lampeggiare 19.49 per Bednarek (vento oltre 6 metri) e un altrettanto stupefacente 19.64 di Terrance Laird, atleta appena poco meno conosciuto di Bednarek, solo per citare i tempi più impressionanti. Sono diversi gli episodi di "doppio sub" nella storia recente e meno recente, ma concentrati quasi interamente sull'asse 100-200 metri. Il primo a fare meno 10 sui 100 e meno 20 sui 200 fu uno dei migliori velocisti di sempre, Calvin Smith. Nell'accoppiata 200-400, all'unico precedente di Makwala, si aggiunge ora Bednarek, parzialmente esploso l'anno scorso e in gran crescita nel 2019, a iniziare dalla stagione indoor, archiviata col secondo tempo mondiale dell'anno sui 200 (20.30).

HARRISON & CLAYE, ECCOLI - Eccellenti risultati al Meeting Guadeloupe Grande Caraibe di Baie-Mahault. Kendra Harrison, 12.47 sui 100hs con vento zero, si riappropria del crono più veloce dell'anno, battendo l'iridata 2015 Danielle Williams (12.70). Will Claye, unico atleta al mondo a centrare il podio olimpico sia nel lungo che nel triplo e nella stessa Olimpiade, mette a registro una serie di salti validi tutti oltre i 17 metri con un vertice da 17,40. Meeting di altre perle, come il 10.03 sui 100 del campione europeo Zharnel Hughes e il 6,80 della Orji davanti alla ipertitolata Reese (6,73).

Echi dai 400hs: Kyron McMaster, il quarto del favoloso poker di fenomeni della specialità, con Samba, Benjamin e Warholm, ha corso in 49.37, battuto con identico crono dallo specialista USA Robinson.

CHE LANCI! - Altra cannonata di Ryan Crouser: dopo il doppio exploit di Las Vegas, 22,74 e 22,73 nella stessa gara, arriva il 22,67 nell'Elite Classic di Tucson, accompagnato da altri tre lanci oltre i 22 metri. Fanno festa in tanti, Pless per la prima volta oltre i 21 metri (21,06), il messicano Munoz al record nazionale di 20,83, il martellista Donnelly con 77,59, terzo over-77 in un mese. Da Cuba, disco volante dell'iridata 2015 Denia Caballero, che firma il lancio più lungo al mondo con 68,43. Il vento di 2.1 beffa ancora una volta la triplista Povea, 15 metri esatti (già a 15,05 con 3 metri due mesi fa), e lascia in bilico (vento ancora non comunicato) le prodezze di Napoles (17,43) e Andy Diaz (17,21).

ORIZZONTE AMERICA - Alcuni risultati di valore nel fine settimana: a Marietta (Georgia) 1:44.96 sugli 800 del portoricano Arroyo e rientro sottotono di Asafa Powell che vince i 100 in 10.31 e precede Tyson Gay (10.50). Due grandi del passato, classe 1982. Nel Distance Classic di Eagle Rock, miglior prestazione mondiale dell'anno sui 5000 donne di Rachel Schneider in 15:06.71, che ha trascinato al primato nazionale giamaicano Aisha Praught-Leer (15:07.50). Sconfitta di Kostanze Klosterhalfen sui 1500, terza in 4:09.16. Più a Sud, il Gran Premio Internacional di Barranquilla, in Colombia, dove Caterine Ibargüen ha conseguito una risicata vittoria nel triplo con 14,38, solo due centimetri meglio della connazionale Yosiris Urrutia. Infine, sguardo a Oriente, con il 10.000 metri uomini più veloce dell'anno firmato in Giappone dal keniano Jonathan Ndiku in 27:32.68.

DOMANI NANCHINO - Il duello tra Christian Taylor e Pedro Pablo Pichardo è il boccone più ghiotto del Nanjing World Challenge di domani. Cast ricchissimo, con nuova sfida McLeod-Ortega sui 110hs e l'arrivo di Aries Merritt. Nel lungo di Wang Plaza, Luvo Manyonga che deve ancora confermare se sarà in pedana, dopo il forfait di Shanghai per problemi gastrici, contro l'olimpionico Henderson, l'oro europeo Tentoglou, il vincitore di Shanghai Gayle e i migliori cinesi. Nelle altre gare in pista, la McNeal sui 100hs e la Ta Lou sui 200.

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