Mondo: Barshim 2,35 ai Giochi Asiatici

29 Settembre 2014

Il ragazzo che vola chiude un anno senza precedenti nell'alto. Ogunode è velocissimo (9.93). Sulle strade europee dominano i kenyani.

 

Asian Games a Incheon

Concluse le prime tre giornate di gare nella sede coreana dei Giochi asiatici, che si protrannanno fino al 3 ottobre. Ottimi risultati da atleti di vertice come Barshim, Zhang Wenxiu e Ogunode, che andiamo a illustrare in sintesi. Lo sguardo al medagliere parziale vede in testa la squadra cinese, forte di sei medaglie d'oro, otto argenti e quattro bronzi per un totale di 18 podi, davanti al Qatar, che ha conquistato cinque ori e un bronzo. A punti, Cina fuori portata con 169 punti, dietro è bagarre con India, Giappone e Bahrein in 12 punti.

Barshim 2,35 in un anno indimenticabile

Il qatariano ha concluso la stagione dei record con un'ultima vittoria alla misura di 2,35, sbagliando poi due tentativi a 2,40. Ha superato il bravissimo cinese Zhang Guowei (2,33) e il fratello minore Muamer Aissa Barshim, perfetto fino a 2,25 e arenatosi successivamente a 2,29. La stagione di Barshim, e quella della specialità in generale, è stata la più entusiasmante dai tempi di Sotomayor, con il valore aggiunto che mentre il cubano, a tratti non ha avuto rivali nella carriera, a Barshim si è opposto un avverasrio di pari valore, Bohdan Bondarenko. I loro duelli nel corso del 2014 hanno rappresentato il "must" dell'intero programma dell'atletica internazionale. Barshim ha gareggiato quindici volte (più la qualificazione del mondiale indoor), vincendo dieci volte e perdendo cinque. Ha superato in quattro occasioni il muro dei 2,40, stabilendo per tre volte il primato nazionale e asiatico fino al pazzesco 2,43 di Bruxelles. L'appuntamento, ora, è per Pechino 2015.

Ogunode 9.93, Zhang 77,73

Altro qatariano, ma naturalizzato dalla natìa Nigeria, Femi Ogunode ha un passato di buon quattrocentista. Dopo essere incorso in uno stop di due anni, è tornato privilegiando lo sprint puro.

Nelle ultime battute della stagione internazionale (Rieti e Marrakech) si è migliorato sui 100 in 10.05 e 10.04, prima di migliorare il record asiatico a Incheon scendendo a 9.93, quinta prestazione mondiale stagionale e quarantaduesima all-time. Un ulteriore progresso l'aveva palesato in semifinale, migliorandosi in 10.02. L'altro risultato eclatante delle prime tre giornate di gare è giunto dal martello femminile, dove Zhang Wenxiu ha vinto il duello con la connazionale primatista cinese Wang Zheng (74,16), migliorando il personale con 77,33, sesta prestazione all-time, ma non sufficiente a riprendersi dalla Wang il record nazionale, fissato da quest'ultima, proprio quest'anno, a 77,68.

Al-Masrahi 44.46

Il saudita ha sfiorato di soli tre centesimi il record asiatico, aggiudicandosi con un tempo di grande valore una finale dove alcuni contendenti non hanno confermato i tempi delle semifinali, su tutti lo junior Abbas Abubaker (Bahrein) sceso al record nazionale junior di 45.17 dopo averlo già centrato in batteria in 45.61. Sui 1500 si è rivisto Rashid Ramzi, argento in 3:40.95, battuto dal saudita Al-Garni, oro anche sui 5000 in 13:26.13. Ramzi è l'atleta squalificato dopo la finale olimpica di Pechino per doping, evento che portò la medaglia d'oro a Asbel Kiprop. Nelle altre gare femminili, spicca l'oro dei 400 al Bahrein della ex-nigeriana Kemi Adekoya in un discreto 51.59 sull'assoluta novità vietnamita Quach Thi Lan, una junior capace di prendersi un inatteso argento in 52.06. Altri titoli assegnati con buone prestazioni: i 10000 a Alia Mohamed Saeed (Emirati) in 31:51.86, le siepi a Ruth Chebet (prima squalificata poi reintegrata all'oro) in 9:31.36, il peso a Gong Lijiao con 19,06.



Piste e pedane nel mondo

Si gareggia su pista a San Paolo, dove la giovane lunghista Jessica Carolina dos Reis ha stabilito con 6,66 il primato sudamericano U23 e Sergio dos Santos ha vinto il lungo maschile con 8,13. Meeting di mezzofondo a Yokohama, con gare vinte dai soliti kenyani di stanza in Giappone. Tra i migliori, 27:50.66 sui 10000 di Bernard Kimani e 13:25.39 di Leonard Barsoton sui 5000. Ultime battute anche in Europa, con i lanci ancora in evidenza: l'ex-olimpionico di disco Gerd Kanter ha lanciato a 66,28 in Estonia. Il campione olimpico di martello Krisztian Pars ha ottenuto 79,30 a Nyiregyhaza. Nel giavellotto, 82,58 del polacco Hubert Chmielak.

Strada: Nadia Ejjafini sesta in Colombia

Nella 36esima maratona di Varsavia successo del kenyano Victor Kipchirchir in 2:09:59 davanti ai connazionali Jonathan Kiptoo Yego (2:10:58, un 38enne che vinse a Roma nel 2008) e Benson Oloisunga (2:11:26). Tra le donne si è affermata l'ucraina Svitlana Stanko in 2:33:04 su una kenyana e una etiope accreditate di tempi superiori alle 2:35. Nella Route du Vin in Lussemburgo (mezza maratona) doppia razione di Kenya con Peter Kimeli Some e Violah Jepchumba vincitori in 1:03:11 e 1:13:19. Nella 10 km di Utrecht ancora monologo kenyano con David Kosgei (28:46) e Lucy Macharia (32:25). Infine, nell'ottava edizione della "Carrera de la Mujer" a Bogota, con un cast di iscritte di gran livello e atleti giunti da ventisette nazioni, si è imposta l'etiope Belaynesh Oljira in 33:38 sulla kenyana oro mondiale allievi e juniores Veronicah Nyaruai (34:16). Quarta e deludente la co-favorita Lucy Kabuu-Wangui, staccata di 53 secondi dalla vincitrice. Sesta l'azzurra di maratona Nadja Ejjafini in 35:07 (informazioni trasmesse dall'amico M.Q.Hoyos).

Marco Buccellato

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