Mondiali juniores, domani si parte



Dopo un viaggio tranquillo, la nazionale italiana juniores è arrivata a Pechino ormai da tre giorni e scalpita in attesa delle gare dei Mondiali di categoria, in programma da domani mattina (inizio alle 9.00, in Italia siamo 6 ore indietro). “Peccato per il forfeit di Simone Gariboldi, che è dovuto restare a casa – si rammarica il responsabile tecnico Francesco Uguagliati – Per il resto abbiamo sofferto molto il caldo e l’umidità che ci hanno accolto all’arrivo: 38° e smog a livelli di guardia, sembrava davvero di stare in una serra. Dopo le violente piogge del fine settimana ora l’aria sembra un po’ più respirabile”. A parte le difficoltà del primo ambientamento, pare però che gli azzurrini si stiano poco alla volta calando nell’atmosfera agonistica della rassegna iridata: “Li vedo tutti belli carichi – continua il tecnico veneto – Qualcuno è anche troppo sveglio e attivo, scherzi del fuso orario. Abbiamo preso confidenza con l’impianto dove si svolgeranno le gare, uno stadio molto efficiente da 20 mila posti: piccolo per gli standard cinesi, credo, ma decisamente adatto per questo tipo di manifestazioni”. Anche la sistemazione nell’Hotel Huandu di Pechino pare ottimale: “L’albergo è di uno standard assolutamente soddisfacente, l’alimentazione è varia e abbondante: sì, ci sono le solite lamentele di chi è abituato alla tavola della mamma, alcuni si sono portati sughi e fornello per farsi addirittura la pasta in camera. Ma nel complesso non possiamo davvero dire nulla”. Sul piano tecnico, l’impegno di Pechino si presenta di una difficoltà estrema: è chiaro che poi una rassegna giovanile, di qualunque categoria, in sé reca sempre quell’alone di imprevedibilità che potrebbe giocare un ruolo importante anche per noi, nel bene e nel male. Sul livello della partecipazione potranno aiutare a chiarirsi le idee le entry list fornite dalla Iaaf (link in calce): non solo si parla di numeri importanti, oltre 1700 iscritti da 182 Paesi, ma questo è anche un palcoscenico dove bisogna essere atleti fatti e finiti per recitare un ruolo da protagonisti. CERCANDO GLI EREDI DI ANDREW HOWE E CAROLINA KLUFT Molti dei più celebrati interpreti su piste e pedane di tutto il Mondo, negli ultimi 20 anni (dall’edizione inaugurale di Atene 1986) sono passati proprio da questa rassegna: se si pensa che ragazzi come l’ostacolista americano Kerron Clement, il kenyano Augustine Choge o l’ugandese Boniface Kiprop, protagonisti appena due anni or sono a Grosseto, sono già diventate stelle di assoluta grandezza nel circuito internazionale. Per tacere del nostro Andrew Howe, che nel 2004 fu uno degli eroi della kermesse grossetana, particolarmente fortunata per i colori azzurri. E, in campo femminile, basti ricordare il nome di Carolina Kluft, eroina di Svezia, che vinse due volte l’eptathlon - a Santiago nel 2000 e a Kingston due anni più tardi - inaugurando un’epopea personale che ancora perdura. Difficile dire chi potranno essere le star di questa XI edizione: certamente corre sulle bocche di molti il nome di Tariku Bekele, fratello minore del campionissimo di pista e cross Kenenisa, anche perché il giovane etiope ha già corso in 12:53.81 nei 5000m del Golden Gala romano, lo scorso 14 luglio. E c’è curiosità per l’esibizione della novità israeliana Niki Palli, già oltre i 2.30 e finalista nell’alto ai recenti Europei dei grandi di Goteborg. Qualcuno da noi farà sicuramente il tifo per l’italo-argentino German Chiaraviglio, favoritissimo nell’asta (vanta 5.70), e tesserato per una società catanese. I cinesi, dal canto loro, stravedono per il giovanissimo fenomeno del lungo, Zhang Xiaoyi, capace di saltare 8.17 nello scorso mese di aprile, a 17 anni appena compiuti. In campo femminile la russa Valeriya Volik (4.40 a inizio luglio) potrebbe puntare in un colpo solo al trono dell’asta – che fu già in passato della grande connazionale Yelena Isinbayeva – e al miglioramento del mondiale di categoria, fissato lo scorso anno a 4.48 dalla tedesca Spiegelburg. AGONISMO ALLO STATO PURO Fa pensare la considerazione che ben 28 tra i campioni mondiali “under 18” dello scorso anno a Marrakech si preparano a sgomitare per confermarsi già a Pechino nella categoria superiore: tra coloro che in Marocco impressionarono maggiormente c’è di sicuro la sudanese Nawal El Jack, dominatrice tra le allieve sui 400 metri e tra le aspiranti al podio anche in questa occasione. In Cina sono giunte delegazioni particolarmente forti e numerose, come gli USA (82 atleti, 43 maschi e 39 femmine) o la Germania (68 in totale, rispettivamente 31 e 37): ma è chiaro che soprattutto i padroni di casa cercheranno di mostrare cosa sono capaci di fare (79 atleti, 39 ragazzi e 40 donne), anche perché alcuni di questi giovani cinesi fanno già un pensierino in vista dei Giochi Olimpici che si terranno qui tra soli due anni. E non è solo il numero a fare la forza: prova ne è la minuscola delegazione cubana, solo cinque atleti, ma tutti potenzialmente in grado di vincere o andare sul podio. DOMANI IN GARA 12 AZZURRI La spedizione italiana è abbastanza numerosa (34 elementi), più o meno come le altre formazioni di fascia media: giusto far fare esperienza a chi lo ha meritato conquistandosi il minimo, ma davvero ci sarà da sudare per farsi largo a livello di finali e pare perlomeno azzardato fare pronostici di medaglie. Nella giornata inaugurale, domani, saranno già 12 gli azzurri che scenderanno in pista. Definita la partecipazione alle prove di velocità: sui 100 ci sarà il solo Gavino Dettori in campo maschile e la coppia Martina Giovanetti-Jessica Paoletta nel settore femminile, mentre poi ai 200 metri prenderanno parte rispettivamente Matteo Galvan e Giuseppe Aita tra gli uomini e la stessa Giovanetti (nella foto Omega/Fidal) con Beatrice Alfinito tra le ragazze. E allora, oltre ai protagonisti della velocità, che affronteranno le batterie dei 100 al debutto, nella mattinata cinese (notte fonda in Italia) ci saranno anche diversi lanciatori come Alessandro Botti e Federico Apolloni (qualificazioni del disco) ed Elena Carini (qualificazioni del peso), i 400isti (batterie per Teo Turchi in campo maschile, Marta Milani ed Eleonora Sirtoli in campo femminile) e l’ostacolista Zoe Anello (batterie dei 400hs). Nel pomeriggio sono previsti gli impegni del saltatore Riccardo Cecolin (qualificazioni dell’asta) e di Giulia Basoli (batterie dei 3000st), mentre in base ai risultati dei primi turni eliminatori potrebbero tornare in scena anche i velocisti, per le semifinali dei 100m, e la pesista umbra Carini, che dovrà superarsi per trovare un posto tra le prime 12. Oltre al peso femminile, l’unica altra finale in programma nella giornata inaugurale è quella dei 5000m donne, dove però non abbiamo nessuna azzurra. Ed è un peccato, se pensiamo che hanno parlato italiano le ultime due medaglie d’oro degli Europei di categoria, Silvia La Barbera a Tampere 2003 e Adelina de Soccio lo scorso anno a Kaunas. I 200 DI GALVAN Si definisce intanto la concorrenza sui 200m per Matteo Galvan, che in partenza pare la migliore carta da finale in casa azzurra: il vicentino è quarto nelle entry list, anche se vantano personali migliori del nostro, sia pure nella passata stagione, anche il britannico Alexander Nelson (20.69) e il giapponese Yusuke Ishizuka (20.79). In base ai tempi il migliore del lotto è Willie Perry, un “gator” della Florida University, ovviamente “coloured” e ben strutturato. Nato a Lenoir (North Carolina) il 16 maggio 1987, Perry correrà anche i 100 metri (vanta 10.12 in stagione ed è serio candidato alla doppietta nello sprint): per lui 20.42 in maggio a Greensboro e un titolo americano conquistato a Indianapolis a fine giugno correndo controvento in 20.70. Davanti al 20.87 di Galvan ci sono anche il canadese Brian Barnett (20.70) e il secondo statunitense Chris Dykes (per il texano 20.84 in batteria a Indianapolis): mancheranno invece il campione del mondo “under 18” Harry Aikines-Aryeetey – farà solo i 100m il potente britannico che lo scorso anno a Marrakech vinse la finale dove l’azzurro fu medaglia di bronzo - e il giapponese Yuzo Kanemaru, che vanta sui 200m uno stagionale di 20.69, ma a Pechino punterà all’oro nel giro di pista, distanza sulla quale ha corso in 45.41 ed è anche campione asiatico assoluto 2005. La storia dice che sarà necessario correre intorno ai 21 netti per conquistarsi una finale: già questo sarebbe un traguardo importante per Galvan. Quando poi si dovesse trovare sui blocchi per l’atto decisivo, siamo sicuri che Matteo tirerà fuori tutto quello che ha dentro. TUTTO PECHINO IN TV Prevista una ricca copertura televisiva dell’intera manifestazione sul canale tematico Rai Sport Satellite: si inizia domani, dalle 19.00 alle 22.30, con la differita della prima giornata di gare. File allegati:
- TUTTI GLI ISCRITTI DI PECHINO
- IL SITO DELLA MANIFESTAZIONE



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