Mondiali, il chiaroscuro del presidente Gola




 
Bene e male, chiaro e scuro, nell\'edizione parigina dei Mondiali, la nona dalla loro nascita. Parole del Presidente federale Gianni Gola, pronunciate questa mattina a Casa Italia Atletica, sede della consueta conferenza stampa di chiusura del Mondiale, come sempre tenuta prima dell\'ultima giornata di gare. \"Il principale degli aspetti negativi evidenziati in questa rassegna - ha detto Gola - è senz\'altro il fatto che, anche quest\'anno, un numero significativo di atleti non sia stato in grado di avvicinare i propri limiti e superare i turni di qualificazione. Alcuni di questi atleti, vedi ad esempio Vizzoni e la Balassini, erano reduci da infortuni; ma per molti altri è difficile trovare una spiegazione logica. Anche la tenuta ai turni, per qualche azzurro come Cavallaro, la 4x100, o Giaconi, solo per fare qualche nome, si è rivelata un ostacolo insormontabile. Vedremo di apportare dei correttivi per il 2004, non ultimo, su unfornte non esclusivamente tecnico, anche l\'introduzione o la reintroduzione in squadra di psicologi dello sport, che possano aiutare i ragazzi ad esprimersi al meglio in queste circostanze\". Il presidente ha fatto poi il conto degli aspetti positivi: \"Non voglio parlare solo delle medaglie. Ci sono state prestazioni non premiate dal podio che vanno sottolineate, come quella della Bacher, ad esempio, sesta in una specialità difficile come l\'Eptathlon. Benissimo hanno fatto Assunta Legnante e Claudia Coslovich, ma anche Barbara Lah, e una giovane come Simona La Mantia. Daniele Caimmi è stato bravo e coraggioso, e non possono certo essere sottolineati i meriti dei marciatori Civallero, Rigaudo e Giordano. Andrea Longo ha già fatto qualcosa di straordinario: è davvero un atleta di eccezionale valore\". E i medagliati: \"Magdelin Martinez ha messo in campo quello che qualcuno le rimproverava di non possedere: il carattere. E\' passata dala quarta alla terza posizione, centrando il bronzo. Magnifica. Stefano Baldini ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei migliori maratoneti del Mondo, dimostrando coraggio oltre che capacità tecniche. Ma voglio ricordare il successo di tutta la scuola di maratona azzurra, sul podio nella Coppa del Mondo ininterrottamente dal 1997\". Fino a Giuseppe Gibilisco: \"Il capolavoro di questi mondiali, non solo per la vittoria, ma per il modo in cui Giuseppe l\'ha centrata. Due record italiani, una dimostrazione di forza eccezionale: questo successo è un patrimonio non solo dell\'atletica, ma di tutto lo sport italiano. E sono felice del comportamento in generale di tutta la squadra, che ha dato davvero una bella immagine del nostro movimento al Paese, atraverso la tv e i giornali che hanno seguito i Mondiali con grande attenzione\". Augusto D\'Agostino, Ct delle donne, si è detto \"soddisfatto malgrado. Il malgrado, è riferito alle tante assenze nella squadra. Utilizzando il linguaggio calcistico, posso dire che siamo venuti su un campo difficile ma siamo comunque risuciti a muovere la classifica\". Roberto Frinolli ha voluto suggerire a se stesso una strada per il futuro: \"Imporre dei minimi di qualificazione non basta più. Bisogna anticipare più possibile la data di conseguimento dei minimi: le prestazioni, pur buone, ottenute nell\'imminenza delle manifestazioni, hanno dimostrato per l\'ennesima volta di non essere garanzia di buon comportamento nel momento che conta. I tecnici? Per il momento non sono in discussione, e spiego perché partendo da un esempio concreto: la gara di Donato non è stata soddisfacente, ma Donato è allenato da un tecnico della struttura federale che, con le donne, ha ottenuto risultati assolutamente positivi. Dunque? Va analizzato caso per caso, senza generalizzare; comunque è evidente che non si può scindere il problema di un atleta da quelli del suo tecnico\". Al presidente è stata chiesta una valutazione sul generale abbassamento dei risultati a livello internazionale, evidenziato nel corso della manifestazione: \"Una parte della spiegazione, direi il 30%, è relativa al ricambio generazionale in corso; il resto, credo sia frutto di una più severa ed attenta politica nei confronti del doping attuata da molte federazioni. Ma sono ancora insoddisfatto di come le cose vadano in molte zone del Mondo, dove i controlli a sorpresa sono una chimera. La IAAF è comunque, tra le federazioni internazionali, una di quelle che più si è adoperata per la lotta al doping, anche se molto ancora va fatto, partendo per esempio dall\'applicazione delle norme WADA\". Il medico federale, Dottor Giuseppe Fischetto, ha aggiunto: \"Quest\'anno arriveremo a circa 500 controlli antidoping, sommati alla campagna di tutela della salute per gli atleti delle specialità di endurance che utilizza il sistema australiano e che è in grado di dirci quando un atleta prende strade diverse da quelle lecite\". Il capitolo tecnici, e il loro presunto scarso coinvolgimento è stato oggetto di alcune domande da parte della stampa: \"Non mi pare che ci siano grandi tecnici ai margini. Lucio Gigliotti? E\' il responsabile federale della maratona; Sandro Damilano? E\' tecnico federale, non è più il capo settore perché così ha chiesto lui, ma è anche il responsabile del centro marcia di Saluzzo\". Gola ha poi posto l\'accento sul tono dialettico: \"Lavoriamo con grande onesta morale, e meritiamo rispetto. Parliamo di programmi, che alcune volte si realizzano, altre no. Non siamo eroi, siamo persone normali che danno l\'anima cercando di non fare errori. Nessuno vuole coprire la realtà con la medaglia di Gibilisco, sarebbe disonesto e noi non siamo disonesti\". Anche l\'età degli assenti (Guida, Mori, Alfridi), a giudizio di alcuni, non li renderebbe più atleti su cui contare per la prossima stagione: \"Gli atleti valgono per quello che rendono - ha tuonato il presidente - l\'età non c\'entra proprio niente. Sono uomini e donne che meritano sostegno, anche quando non vanno bene, come è successo a Fiona May. Dovremmo abbandonarla perché non è riuscita a rimanere sul suo standard di prestazioni?\". Su Vitaly Petrov, il tecnico di Giuseppe Gibilisco, il presidente e il Ct Roberto Frinolli hanno dato la loro opinione: \"A Gibilisco - ha detto Gola - non è mai mancata l\'assistenza della Federazione, anche se non un assistenza per 365 giorni all\'anno, e non credo che Beppe sia scontento del suo rapporto con la Federazione. Anzi, mi pare che le sue parole abbiano espresso l\'esatto contrario\". Frinoli ha aggiunto: \"Nel corso degli anni è venuta meno la disponibilità di Petrov a relazionarsi con gli altri tecnici, quindi il suo compenso, che non è diverso da quello degli altri tecnici federali, è diventato quello di un allenatore di un atleta, anche se di un atleta importante. Petrov allenatore di altri? Certo, ma lui spinge per un modello di tipo sovietico, attuato in passato in Italia, ma improponibile oggi: quello del centro federale presso il quale allenare atleti in pianta stabile. La verità è che, oggi, gli atleti non hanno alcuna intenzione di trasferirsi a Formia o comunque lontano da casa\". Ha chiuso il presidente: \"Non credo che con Petrov il rapporto possa dirsi incrinato. Do per scontato, al 100 per cento, che troveremo una soluzione. Non esistono conflitti, e credo che i risultati ottenuti da Giuseppe possano autorizzare l\'idea di un progetto mirato su di lui\".


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