Mondiali, Trost: ''1,97 ci stava''

17 Agosto 2013

Le dichiarazioni delle azzurre impegnate nella panultima giornata della rassegna iridata

 

Alessia Trost esce dallo Stadio Luzhniki di Mosca con la certezza di un posto tra le prime sette atlete del mondo, ma anche un pizzico di rimpianto per quell'1,97 sbagliato di poco al terzo tentativo: "Putroppo l'asticella è venuta giù, anzi l'ho buttata giù. 1,97, però, ci stava! Quando ho visto la progressione della finale che iniziava ci ho messo un po' a metabolizzarla, ma mi sono posta l'obiettivo minimo di superare le prime due misure senza errori. All'ultimo salto sono indietreggiata di un piede, l'avessi fatto prima forse poi sarebbe andata meglio. Sono disarmata, nel senso che oggi le gambe giravano, la pedana era bellissima e l'atmosfera pure. Giù il cappello al mio tecnico  Gianfranco Chessa che è riuscito a portarmi di nuovo in condizione a questo appuntamento, anche perchè dopo la vittoria agli Europei under 23 ero un po' scarica mentalmente. Poi, invece, mi è venuta una gran voglia di saltare. Ero adrenalinica e non ho subito la gara, anzi qui anche la qualificazione è stata meno sofferta di quella di Tampere. Mi sentivo tranquilla perchè ero nelle migliori condizioni e in finale volevo giocarmela con questo spirito.

In call-room è capitato anche un episodio curioso: la Barrett ci ha fatto mettere in cerchio e ci ha coinvolto in una preghiera di gruppo prima della finale".

L'ostacolista Marzia Caravelli analizza con lucidità una semifinale dalla qualle si aspettava qualcosa di meglio: "Esserci era l'obiettivo minimo che mi ero prefissato, anche perchè per la finale serviva per forza il record italiano. Sono partita meglio rispetto alla batteria, ma poi sono stata disordinata e alla fine è venuto fuori un crono quasi uguale a quello di ieri mattina. Solo che ieri ho corso tranquilla, oggi ho pasticciato spingendo troppo con la conseguenza di non passare abbastanza radente sulle barriere. Per la prima volta in vita mia ieri ho avuto un po' di mal di schiena, ma nulla di preoccupante. Dico solo che qui sarebbe stato meglio uscire con un 12 in prima cifra. Ora pensiamo a far bene con la 4x100".

Un'incredula delusione è quella che sovrasta le ragazze della 4x400. "Una manata dell'ultima frazionista ucraina - racconta Libania Grenot - mi ha fatto perdere il testimone. Questa squalifica non ci voleva".

"Ho dato tutto - prosegue Chiara Bazzoni - al punto che gli ultimi 50 metri quasi non mi sembrava di arrivare". "Penso di aver corso meglio di ieri - l'impressione di Marta Milani - malgrado venissi dalla batteria degli 800 metri del giorno prima". "Ce l'ho messa tutta - conclude Maria Enrica Spacca - Volevo dimostrare che malgrado una stagione segnata dai problemi fisici, qui potevo fare la mia parte. Ci tenevo tantissimo, è stato un peccato che ci abbiano tolto questa soddisfazione".

a.g.

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Libania Grenot (foto Colombo/FIDAL)


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