Mondiali, Schembri:''Peccato la misura''

18 Agosto 2013

I commenti post-gara degli azzurri protagonisti dell'ultima giornata dei Mondiali di Mosca

 

Oggi Fabrizio Schembri chiude il suo Mondiale all'ottavo posto nel salto triplo, ma la misura non lo soddisfa: "8 è un bel numero, ma sinceramente oggi avrei preferito il 7 vicino al mio nome. A parte tutto, è lo stesso piazzamento degli Europei di Barcellona, ma ai Mondiali fa un altro effetto. Purtroppo mi dispiace non essere riuscito a tirar fuori la misura che avevo nelle gambe. E' stato esaltante saltare sulla stessa pedana dove Tamgho ha superato il muro dei 18 metri. Sono un ragazzo che viene da un paese della provincia lombarda, Rovellasca, ed ora vivo a Misinto (MB) con mia moglie Elisa. Questo risultato, malgrado sperassi in una misura con il 17 davanti, vale anche come una rivincita personale dopo l'infortunio al piede patito durante le indoor. Pensavo che mi costasse tutta la stagione, invece, grazie anche al suppporto del mio club, i Carabinieri, sono riuscito a recuperare. Per questo devo ringraziare il mio tecnico Flavio Alberio e il preparatore atletico Maurizio Garufi. Adesso conto di tornare oltre i 17 metri in qualche meeting di fine stagione".

Per conquistarsi un posto tra i primi otto al mondo serviva essere 8 centesimi più veloci.

Gli staffettisti della 4x100 azzurra analizzano così il loro 38.49: "Considerato il fatto che è stata una staffetta un po' improvvisata - le parole di Michael Tumi - siamo andati oltre ogni aspettativa. Magari se alcuni dettagli fossero venuti meglio, ora saremo qui a parlare di un posto in finale. Non partecipare alla gara individuale è stata una scelta sofferta, ma penso che alla fine sia stata la cosa migliore perchè avrei rischiato di presentarmi qui sottotono. Mi ha dato il tempo di lavorare una settimana in più e dare un contributo più significativo alla 4x100". "Mi hanno chiesto la disponibilità anche per la staffetta veloce - Matteo Galvan - e non potevo tirarmi indietro di fronte a questa emergenza. Abbiamo provato i cambi in questi giorni e penso di essermela cavata". "Al cambio con Obou abbiamo perso qualcosa - spiega Diego Marani - ma nel complesso mi sembra che sia stata una prova positiva per come si era messa alla vigilia. Inizia da qui il cammino per Rio". "Era il mio primo Mondiale - afferma Delmas Obou - ed è stata una buona staffetta.

Mi dispiace per il cambio non immediato e per essermi irrigidito troppo nel finale perdendo qualche centesimo che poteva essere prezioso".  

L'impresa della finale per le azzurre della 4x100 non era sicuramente a portata di mano: "Ho cercato di correre il meglio possibile - dichiara Audrey Alloh - ma purtroppo non sono riuscita a recuperare molto rispetto alla britannica che mi correva a fianco". "Era la mia prima volta in staffetta - racconta l'ostacolista Marzia Caravelli - La schiena è OK e in mezzo ho schiacciato l'acceleratore al massimo delle mie possibilità". "Purtroppo il cambio tra me e Marzia - il commento di Ilenia Draisci - il cambio è stato un po' più lungo del previsto". "Per andare in finale - la considerazione di Martina Amidei - serviva il record italiano. L'assenza di Gloria Hooper, bloccata da un problema fisico, mi ha fatto ritrovare in quarta frazione. Il cambio con Ilenia è stato buono, ma è migliorabile".

a.g.

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