Mondiale di cross, ancora Kenya-Etiopia



L'etiope Gebremariam Gebre-egziabher e la keniana Florence Jebet Kiplagat hanno vinto oggi ad Amman (Giordania) i titoli Mondiali di corsa campestre. Gebremariam si è scrollato di dosso l'antipatico ruolo di "spalla" sportiva, recitato per alcuni anni al fianco di Kenenisa Bekele. Una intera carriera (o quasi, visto che ha appena 25 anni) da gregario, prima dell'acuto, dell'oro che promuove al ruolo di protagonista. Gara con esito sorprendente, perché proprio nel giorno in cui l'Etiopia non schiera i fratelli Bekele, il Kenya finisce fuori dal podio individuale, con Leonard Komon fermatosi ad un soffio dal bronzo (medaglie all'ugandese Moses Kipsiro e all'eritreo Tadese). Kenya che però si riscatta nella classifica a squadre, vincendo l'oro in forza del miglior piazzamento del proprio ultimo uomo di classifica (Etiopia seconda con lo stesso numero di punti, bronzo all'Eritrea). Sessantunesimo posto per l'unico azzurro in gara, Gabriele De Nard.

Tra le donne il successo di Florence Jebet Kiplagat premia una delle atlete che maggiormente si erano messe in luce nella stagione sui prati (peraltro priva dei nomi più importanti del mezzofondo mondiale). Piazza d'onore, a fare doppieta, per l'altra keniana Masai Linet Chepkwemoi, mentre al terzo posto si è piazzata l'etiope Melkamu Meselech, una delle donne più titolate tra quelle impegnate oggi sull'arido tracciato giordano. In un contesto tutto africano, merita la menzione la bella impresa delle ragazze del Portogallo, terze (neanche a dirlo: alle spalle di Kenya ed Etiopia) nella prova a squadre grazie ad un notevole piazzamento d'assieme del quartetto (tutte classificate tra il quindicesimo e il 22esimo posto). Dietro di loro, quarta, la Spagna, a riprova del fatto che tra le donne esistono ancora margini di una certa (relativa) competitività. Da non disprezzare il quarantasettesimo posto di Federica Dal Ri, dodicesima tra le europee.

Nella gara Under 20 maschile vittoria per Abshero Ayele, diciottenne etiope già argento lo scorso anno, che ha avuto ragione del keniano Mbishei Titus Kipjumba, e dell'ugandese Moses Kibet. Podio a squadre con Kenya, Etiopia ed Eritrea nell'ordine, e la Spagna, tredicesima, prima formazione europea (il primo nella graduatoria individuale, è il russo Dmitriev, cinquantesimo). Gara di coppia per i due azzurrini: sessantottesimo Antonio Guzzi, settantunesimo (a due secondi) Dario Santoro. La prova junior al femminile è stata vinta da Genzebe Dibaba, la terza delle sorelline della ormai celebre dinastia etiope, che ha bissato così il titolo già conquistato dodici mesi fa ad Edinburgo. A completare il podio, le keniane Merci Cherono e Jackline Chepngeno; Etiopia sul gradino più alto del podio anche nella prova a squadre, con il Kenya al secondo posto e il Giappone al terzo (il bronzo sfugge alle bravissime britanniche per soli sei punti). Quarantaduesimo posto per Valeria Roffino (finita nelle dieci europee), sessantaduesimo per Lucia Colì.

Nella foto in alto, il vincitore della prova maschile, l'etiope Gebremariam; in basso, Gabriele De Nard (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)

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