Menneadi, in 700 a Caracalla

19 Marzo 2016

Folla di giovanissimi a Roma per la giornata di gare dedicata a Pietro Mennea.


 

E’ stata una grande festa nel nome di Pietro Mennea quella svolta questa mattina allo Stadio delle Terme di Caracalla “N. Martellini” di Roma, con tanti bambini in pista per prender parte alla terza edizione delle Menneadi. La manifestazione, organizzata dalla Parrocchia di Santa Prisca, assieme alla Fondazione Pietro Mennea Onlus e con la collaborazione della Fidal, è arrivata puntuale anche quest’anno per ricordare il popolare Campione dell’atletica italiana, scomparso prematuramente il 21 marzo 2013, ma ben vivo nella memoria di tanta gente.

Ne è la prova il record di partecipazione di questa mattina, con quasi 700 giovanissimi in gara sulle prove di sprint sotto una tribuna stracolma di pubblico. Emozionante come sempre il colpo d’occhio offerto dalla cerimonia di apertura con il Tricolore ripreso dalle magliette dei bambini in sfilata, e da quella bandiera autografata da diversi olimpionici azzurri di Mosca 1980, le Olimpiadi dell’indimenticabile oro olimpico di Pietro Mennea sui 200 metri.

Poi la scena è stata tutta per loro, bambini e ragazzi dai 5 ai 13 anni scalpitanti per sfrecciare in pista, preparati e seguiti con grande professionalità dagli istruttori delle scuole di atletica Fidal Lazio e dal personale messo a disposizione dallo staff dell’organizzazione. “E’ stata una mattinata splendida, l’abbraccio ideale di tanti bambini è il più bel modo per ricordare Pietro” ha detto Manuela Olivieri Mennea, moglie del Campione barlettano, oggi impegnata in mille attività con la Fondazione Mennea, tra cui quella di promuovere i valori dello sport tra i più giovani attraverso la figura di Pietro Mennea. Parole condivise e rafforzate anche dal Presidente della Fidal, Alfio Giomi, e dalla velocista azzurra Marisa Masullo, pluricampionessa italiana e compagna di squadra di Mennea in tanti appuntamenti con la maglia azzurra.

Ma la giornata di oggi ha offerto anche un momento importante di solidarietà con la presenza dell’Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma (A.I.L.R.) presente per vendere le proprie uova di Pasqua, il cui ricavato sarà necessario ad acquistare macchinari necessari a diagnosticare e controllare questa rara malattia che colpisce i bambini in età pediatrica. Una mattinata speciale, per i più giovani, proprio come voleva Pietro.

 

 

S.P.



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