Mei: “Progetto Brisbane ’32”. DT: “Ori non casuali”

07 Agosto 2021

Olimpiadi record, parla il presidente FIDAL: “Reclutamento e impianti, sfruttiamo il circolo virtuoso di Tokyo e pensiamo ai prossimi 10 anni”. La Torre: “Nuova sfida è mantenere questa dimensione”. Boom tv: 40% di share

 

di Nazareno Orlandi

Una spedizione trionfale. Un’Olimpiade unica. Da non crederci ancora. Resa immortale da cinque ori pesantissimi (Gianmarco Tamberi alto, Marcell Jacobs 100, Massimo Stano e Antonella Palmisano nella marcia 20 km, la staffetta 4x100 maschile) e da una Nazionale che ha impressionato tutto il mondo e fatto innamorare gli italiani: in tantissimi anche ieri davanti alla tv, per seguire le imprese di Palmisano e della staffetta, con uno share del 40.7% e 4.248.000 di spettatori soltanto su Rai 2 nel momento clou della 4x100. 

“I ragazzi hanno fatto la storia, ma l’atletica può cambiare la storia dello sport italiano - le parole del presidente FIDAL Stefano Mei nella conferenza stampa conclusiva, a poche ore dalla finale della 4x400 e dalla maratona maschile - se da Tokyo 2020 riparte una nuova atletica, a cascata tutto lo sport potrebbe beneficiarne. Siamo venuti qui carichi di speranza e con numeri ampi, per sottolineare la vitalità del sistema, come forma di riconoscimento dell’attività svolta da società e dirigenti anche durante la pandemia, quando l’atletica ha permesso a tanti giovani di continuare a fare attività sportiva. Avevo chiesto ai ragazzi di fare del loro meglio: nessuno ha avuto il ‘braccino’, quando ci sono state contro-prestazioni - in pochi casi - erano soltanto legate a piccoli problemi fisici”. 

È enorme il lascito di un’Olimpiade così ricca d’oro, un “tesoretto” da investire bene per il futuro: “Sento la responsabilità, per avere la grossa chance di sviluppare dei progetti a lungo termine. C’è da pensare soprattutto a una nuova epoca di reclutamento, ragionando non sull’immediato bensì, direi, su Brisbane 2032. Sfruttare il circolo virtuoso che si è innescato a Tokyo e dipanarlo nei prossimi dieci anni. In questo momento siamo sulla cresta dell’onda e in tema di impiantistica credo che le amministrazioni comunali, dopo questi risultati, abbiano ancora più piacere ad offrire ai propri cittadini la possibilità di fare atletica. Tokyo è qualcosa di epocale, potrebbe veramente darci un abbrivio positivo. Abbiamo tanti progetti e ci aspetta un lavorone, soprattutto sull’atletica a scuola. Dobbiamo tornare a essere la federazione che recluta di più dopo il calcio. Non possiamo aspettare, dobbiamo iniziare… ieri. Per tutti questi temi sarebbe fondamentale il supporto del Governo. Ma cinque medaglie d’oro alle Olimpiadi sicuramente aiutano”. Sul rapporto con il DT La Torre: “Tra me e Antonio non c’è mai stato nessun problema. Ogni volta che è uscita qualche notizia, ci siamo sempre sentiti al telefono e chiariti. Non ho mai parlato di epurazione”. Sugli Europei di Roma 2024: “Entro la prossima settimana dovremmo avere la situazione più chiara”.

A tracciare il bilancio delle Olimpiadi più altisonanti di sempre è proprio il Direttore tecnico Antonio La Torre: “Ci siamo messi in un bel guaio - sorride - adesso inizia la sfida per mantenersi in questa nuova dimensione, o molto vicini. Ce l’ha insegnato Gimbo Tamberi, con la sua parabola sportiva e umana, come si fa. Da adesso in poi la mentalità deve essere che ‘si può fare!’. L’avvicinamento l’abbiamo costruito bene, qui sono successi dei fatti esagerati ma non per caso: pensate a Stano e Palmisano che due anni fa abbiamo mandato in Giappone per studiare le condizioni che avrebbero trovato ai Giochi. I numeri ci dicono che il 65% di chi ha gareggiato ha superato almeno un turno. Con le staffette abbiamo realizzato 4 record italiani su 5, frutto di tanta pianificazione. Marcell Jacobs ha migliorato il primato italiano in ognuno dei suoi cinque turni di gara, e due volte quello europeo nei 100: credo possa essere l’uomo da battere per i prossimi tre anni se resterà se stesso. Tortu, un guerriero come non mai, l’abbiamo subito ritrovato dopo la semifinale, e non abbiamo mai pensato di spostarlo dall’ultima frazione della staffetta. Con Marcell, Desalu e Patta ha scritto la storia. Patta, ecco: abbiamo scelto di non fargli fare gli Europei under 23 per preservarlo in vista dei Giochi”. 

Tanti altri, i giovani che hanno stupito: “Penso a Sibilio - vorrei che tutti avessero la sua, lasciatemelo dire, ‘cazzimma’ - ma anche a giovani donne già mature come Battocletti e Sabbatini. A Randazzo. Mi è piaciuto molto il quinto posto di Zane Weir, pieno merito a Paolo Dal Soglio per come l’ha portato a questa finale e sono certo che aiuterà tantissimo Leonardo Fabbri verso Parigi 2024. Non voglio dimenticare nessuno, per esempio Bogliolo e Osakue, altre neo primatiste, o un Re tornato ai livelli di Doha. L’Europa si è accorta di noi e considero cruciali gli Europei di Monaco del prossimo anno (in programma dopo i Mondiali di Eugene, ndr). Dal presidente Mei nessuna interferenza tecnica e totale carta bianca e fiducia, questo è stato importante. Prima di tutto viene l’oro ma non voglio neanche nascondere i problemi - le parole del DT - cioè capire cosa sia successo a Crippa, oppure un mezzofondo veloce da rifondare, diverse gare dei lanci nelle quali siamo scoperti, la marcia che deve lavorare sul ricambio”. I nomi per il futuro non mancano: “Dallavalle sarà un elemento di classe mondiale assoluta, a Larissa Iapichino, qui assente, abbiamo dato tutto il tempo di maturare”. Godersi il presente, pensare al domani. È così che si resta in cima al mondo.

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