Matrimonio, figlia, gare: il futuro di Brugnetti




 
Ivano Brugnetti, il collare d'oro, lo aveva già ricevuto per la vittoria mondiale di Siviglia 1999. Quindi, alla cerimonia di consegna delle massime onorificenze dello sport azzurro, andata in scena questa mattina a Roma, al milanese delle Fiamme Gialle è andato un diploma di merito. Come dire, una specie di replica del trofeo. Per il tronfo olimpico di Atene 2004 (con lui, premiato ovviamente anche Stefano Baldini). "Una bella soddisfazione, vero. Ma ora bisogna guardare avanti". Il 2005 non è stato un anno molto fortunato. "No, infatti. Le cose non sono andate come volevo. L'ultimo posto degli Europei però mi è servito, è stata una bella scossa. Ho una gran voglia di allenarmi, cosa che sto già facendo con una certa intensità". Quali sono gli obiettivi a breve e medio termine? "Per adesso, l'unica cosa che conti è lavorare sodo. Sto mettendo in cascina il classico fieno. Nel 2007 voglio fare tutto: Challenge, coppa Europa, campionati del Mondo. La mia gara di punta resterà i 20 chilometri, questo è certo, ma ad inizio anno proverò anche una nuova uscita sui 50 chilometri, ai Campionati italiani del mese di febbraio. Non mi aspetto nulla: è solo un modo per dare sfogo al lavoro invernale. Vediamo cosa succede". Si dice in giro che il 2007 sarà un anno chiave per Brugnetti. "E' vero, ma anche per altri motivi. La mia futura moglie Cristina mi renderà padre all'inizio di marzo. E' una femmina, lo abbiamo saputo solo la scorsa settimana. Mi piacerebbe chiamarla Vittoria". Un nome che suona un po' come un auspicio. "No, non c'entra niente, è che mi piace il nome. Altrimenti avrei dovuto chiamarla Olimpia, o Atena. Comnque, sento dentro una forza immensa. Dev'essere una somma di cose: tra il 2005 andato male, e il fatto che diventerò papà, sono carico come una molla. A novembre mi sposerò: l'undici del mese, alle 11. Insomma: l'11-11, alle undici. Ho detto a mia madre di provare a giocarsi il numero, chissà che non significhi qualcosa". Scusi, ma ci metto sempre un po': ma se Vittoria nasce a marzo, allora lei a Goteborg... "Eh sì, lo sapevo già. Ma mi sono tenuto tutto dentro, dicono che si faccia così, all'inizio. Certo, ero un po' scombussolato...ma non so se poi c'entri più di tanto con con il risultato. Diciamo solo un po', dai. La verità è che sono andato piano. Dentro lo stadio, dopo il primo giro, sentivo che stavamo andando a tutta; guardo il cronometro, e leggo: 1'37. Ho capito che non sarei andato da nessuna parte...". Benedetto ragazzo. Torniamo all'atletica: la preparazione si sta sviluppando fluida, Antonio La Torre la sta torchiando? "Beh, in effetti siamo in un bel periodo di carico. Ho ricominciato a fine agosto, in questo periodo sono a quota 11 allenamenti settimanali, per un totale di circa 140 chilometri. E' un buon inizio ma, non ne farò molti in più, l'obiettivo è di farli costanti. Mi piacerebbe andare in Namibia, in gennaio, con gli altri marciatori, per preparare l'estate. Vedremo". E sua moglie? "Cercherò di portare anche lei". Marco Sicari Nella foto in alto, Brugnetti in azione; in basso, il campione olimpico vicino al poster che ne rievoca l'impresa (Omega/FIDAL e FIDAL)


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