Marco De Luca al cambio di allenatore

24 Ottobre 2016

Il marciatore romano passa dalla guida di Patrizio Parcesepe a quella di Giovanni De Benedictis. ''La mia stima per Patrick rimane immutata, sono un atleta grazie a lui''.


 

Cambio di guida tecnica per il marciatore Marco De Luca. Il romano delle Fiamme Gialle, 35 anni compiuti nel maggio scorso, passa dalla guida di Patrizio Parcesepe, il tecnico che lo ha plasmato e lanciato nell’atletica internazionale, a quelle di Giovanni De Benedictis, stella della specialità negli anni 1987-2004, bronzo olimpico nei 20km a Barcellona 1992. Distacco soft, quello tra De Luca e Parcesepe, come lo stesso atleta tiene a sottolineare. “Non potrebbe che essere così – le sue parole – il fatto che abbiamo deciso di seguire strade diverse, non cambia la stima che nutro nei suoi confronti: lo considero uno dei migliori tecnici in circolazione al mondo, e aggiungo che se sono l’atleta che sono, lo devo certamente a lui. Dopo i Giochi di Rio, però, le valutazioni che abbiamo fatto sul prosieguo del percorso sono state divergenti, e serenamente abbiamo deciso di andare avanti ognuno con le proprie idee”.

Il cinquantista De Luca trova appoggio in Giovanni De Benedictis, uno dei marciatori più continui della storia del nostro movimento, con ben cinque partecipazioni in azzurro ai Giochi olimpici: “Mi auguro di poter sfruttare la grande esperienza di Giovanni – prosegue De Luca – e ricevere da lui quella scossa che inevitabilmente i cambiamenti finiscono per dare. Trovo bello e stimolante collaborare con ex atleti di vertice, credo possa capire molto delle mie sensazioni. A livello pratico, in realtà, non cambierà molto, perché mi trasferirò a Pescara solo per qualche giorno ogni paio di settimane, e Patrick continuerà a seguirmi nei lavori sostenuti a casa; i recuperi, come sempre, li farò da solo (sulla pista ciclabile che taglia in due Roma Nord, e che percorre da anni nelle due direzioni, ndr)”.

Il futuro dice sempre 50: “Sì, punto al Mondiale di Londra, sulla distanza lunga; non farò altre gare sulla 50km nel corso della stagione. Quest’anno, a Rio (ventunesimo posto in 3h54:40) ho pagato essenzialmente due cose: oltre al clima, anche le energie spese al Mondiale di Roma. Ma il 2016 non è stato affatto da buttare, anzi: a livello cronometrico, mi sono migliorato sia nei 20km (1h22:01 a Rio Maior), sia nei 50km (3h44:47 nella gara iridata della capitale). Segno che il lavoro era stato fatto per bene”.

m.s.



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