Maratona Berlino: Kipchoge punta al record

12 Settembre 2018

Domenica 16 settembre la maratona tedesca. L'olimpionico keniano corre per il primato del mondo dei 42,195 km.


 

di Marco Buccellato

L'aria è quella leggera e elettrica di una nuova pagina. La calligrafia in calce alla storia, nelle intenzioni dell'autore, è quella di Eliud Kipchoge, l'uomo che della 42 chilometri ha fatto il terreno di caccia di una seconda vita, dopo quella, importantissima, in pista. Il keniano è annunciato in condizioni al solito smaglianti, ma stavolta un po' di più. I test delle ultime settimane, rintracciabili nei tweet e nelle dichiarazioni di guerra al primato del mondo con tanto di t-shirt con stampato "Berlin WR", lasciano intendere che l'assalto al 2h02:57 di Dennis Kimetto è roba seria. L'anno scorso Kipchoge chiuse a 35" dall'impresa, preoccupato alfine più di vincere che di battere cassa per il primato, vista la straordinaria prestazione dell'etiope Adola, a lungo in lizza con il keniano per il successo. La Berlin Marathon è il santuario del record: ben sette primati mondiali maschili e tre femminili ne fanno il paradiso perduto dei 42 km. Questi i regali della corsa tedesca agli annali:

Uomini
1998 Ronaldo da Costa (Brasile) 2h06:05
2003 Paul Tergat (Kenya) 2h04:55
2007 Haile Gebrselassie (Etiopia) 2h04:26
2008 Haile Gebrselassie (Etiopia) 2h03:59
2011 Patrick Makau (Kenya) 2h03’38
2013 Wilson Kipsang (Kenya) 2h03:23
2014 Dennis Kimetto (Kenya) 2h02:57

Donne
1977 Christa Vahlensieck (Germania Ovest) 2h34:48
1999 Tegla Loroupe (Kenya) 2h20:43
2001 Naoko Takahashi (Giappone) 2h19:46

Sette delle migliori prestazioni maschili sono state realizzate a Berlino, nessuna femminile. A riempire il vuoto ci prova quest'anno Tirunesh Dibaba, che ha nel mirino quantomeno il record della corsa, il 2h19:12 della giapponese Noguchi. Con lei la due volte vincitrice Gladys Cherono e la quasi 40enne Edna Kiplagat, che ha il motore ancora integro e sa come far male ad avversarie più giovani, e l'etiope Mergia.

La maratona di domenica ha già numeri da capogiro, con runners di 133 nazioni pronti a onorare il percorso, censiti in poco meno di 50.000 unità. Con Kipchoge, 2h03:05 di personale, a soli otto secondi dal record del mondo, si ripresenta Wilson Kipsang, che passò alla storia dei record berlinesi nel 2013 e che da molto tempo ambisce a riprendersi il limite. Quest'anno godrà di un pacemaker personale, il fratello Noah Kigen.

Il Kimetto del record insegna che l'impresa fu scritta in una fenomenale progressione con un ultimo tratto di gara determinante, cosa che non riesce quasi mai a Kipsang e che Kipchoge deve tener bene a memoria. Il plotone keniano è forte anche di Eliud Kiptanui e Amos Kipruto, altri uomini da meno-2h06, poi tanto Giappone e il 36enne eritreo Tadese, mai ai vertici in maratona quanto nella mezza, dove detiene ancora il primato mondiale.

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File allegati:
- Il sito della Maratona di Berlino


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