Lo sprint a casa: Athletissima velocissima

03 Luglio 2019

Il tempio degli uomini-jet: venerdì a Losanna un nuovo capitolo della saga, a 25 anni dal record del mondo dei 100 metri di Burrell


 

di Giorgio Cimbrico

Athletissima velocissima può essere il giochetto di parole da appiccicare sul meeting della città olimpica che venerdì, tanto per rimanere in tema, si appresta a festeggiare il 25° anniversario del record del mondo di Leroy Burrell: 9.85 per il “luogotenente”, un centesimo in meno di Carl Lewis, capitano del Santa Monica Track Club. Quel giorno, nella scia di Leroy, altri due - Davidson Ezinwa e Dennis Mitchell - forarono per un centesimo il muro dei 10 secondi.

Non è facile stabilire quale sia la collezione più preziosa. Quella sui 100 può contare, andando a risalire da Burrell, su 9.82 di Usain Bolt, 9.75 e 9.80 di Justin Gatlin, 9.72 e 9.78 di Asafa Powell e sul tonante 9.69 che Yohan Blake detto the Beast esibì dopo i Giochi di Londra, affiancando Tyson Gay al secondo posto di sempre.

In attesa della sfida incrociata di venerdì 5 luglio tra Noah Lyles, il nuovissimo Divine Oduduru, il rinato Andre De Grasse e lo stakanovista Ramil Guliyev, provoca una certa emozione riesumare la cronologia del record dei 200 corsi a Losanna a partire dal 2006 quando Xavier Carter, detto Mister X per quel suo saluto a braccia incrociate, lasciò tracce di zolfo e polvere da sparo: 19.63, in quel momento secondo all time, dietro soltanto al Michael Johnson di Atlanta ’96 e tuttora settimo. Il velocista di Palm Bay (spesso alle prese con infortuni che gli impedirono di raccogliere medaglie), bruciò, in uno dei confronti più serrati sul mezzo giro, Tyson Gay che in 19.70 segnò, al tempo, il secondo crono “perdente” della storia dopo il 19.68 di Frankie Fredericks ad Atlanta.

Bolt pareggiò Carter dopo le “epifanie” pechinesi del 2008, si impadronì del record (19.59) in quello che può essere considerato l’annuncio delle meraviglie berlinesi, ormai vicine al decimo compleanno, e progredì ancora di un centesimo, 19.58, dopo un’altra parentesi trionfale ai Giochi di Londra.

I 200 di Losanna sono un classico e una classica, uno scalpo da appendere alla tenda, quasi un corona. Scorrere la lista dei vincitori che hanno lasciato segni significa iniziare con Ato Boldon, 19.85 nel 1996, e proseguire con Gay, 19.78 nel 2007, con Alonso Edward, 19.84 nel 2014, con Churandy Martina, 19.81 nel 2016 a 32 anni compiuti.

L’ultimo trionfatore a La Pontaise, posta nella città alta, con bel panorama sul lago Lemano, è Noah Lyles che l’anno scorso in 19.69 eguagliò quanto aveva centrato poco più di un mese prima a Eugene. Due settimane dopo, a Montecarlo, sarebbe sceso a 19.65 e a Zurigo a 19.67 realizzando un poker di tempi sotto i 19.70 riuscito, nell’arco di una stagione, soltanto al nume tutelare Bolt. Quest’anno, al Golden Gala di Roma, Noah, originario della Florida come Mister X, si è unito alla lista dei più veloci perdenti: 19.70 Michael Norman, 19.72 lui, che si era appena divertito a terremotare i 100 di Shanghai arpionando e battendo sul traguardo, in 9.86, Christian Coleman. Con questi rocketman di mezzo, i pronostici si squagliano come gelati al sole.

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