Lavillenie 5,92 a Shanghai

18 Maggio 2014

Sette record mondiali stagionali nella Diamond League IAAF di Shanghai. Il francese decolla, Gatlin è un razzo, tante le sorprese.

 

Nella seconda tappa della IAAF Diamond League, a Shanghai, sette primati mondiali stagionali e otto record del meeting. I migliori risultati tecnici sono arrivati del primatista mondiale di salto con l'asta Renaud Lavillenie (5,92), dell'egiziano Ihab Abdelrahman El Sayed nel giavellotto (89,21 primato africano), dello sprinter USA Justin Gatlin (9.92) e della croata Sandra Perkovic (70,52 nel disco). Successi anche per la nigeriana Blessing Okagbare (lungo con 6,86 e 200 in 22.36), per il pesista Christian Cantwell che batte Ryan Whiting e David Storl (21,73) e per la svedese Abeba Aregawi, dominatrice dei 1500 metri in 3:58.72.

Nalla seconda tappa della Diamond League IAAF a Shanghai, Il primatista mondiale di salto con l'asta Renaud Lavillenie ha ripreso a dialogare con le grandi altezze, dopo il record mondiale di Donetsk, quest'inverno (6,16). Il francese è partito esitando, sbagliando una prova a 5,52 e 5,72 (OK la seconda), prima di prendere il volo al primo tentativo sopra i 5,82 e i 5,92, stabilendo ben tre limiti mondiali stagionali all'aperto in successione (prima di stasera si guidava con una misura modesta, 5,71). I tre errori a 6,03 (la possibile miglior prestazione francese all'aperto) non hanno guastato la festa allo zar transalpino dell'asta. Un grande risultato anche del disco femminile, ottenuto dalla campionessa olimpica e mondiale Sandra Perkovic, che ha aggiunto 1 cm al record nazionale croato, ottenendo al quinto lancio un 70,52 (primato del meeting e leadership mondiale, nella serie anche 69,93 e 69,89). Alle sue spalle l'australiana Dani Samuels, che si è ben difesa con 67,89 (anche un 67,88), a soli 10 cm dal primato nazionale ottenuto otto giorni fa a Wiesbaden. Croazia in festa anche nell'alto donne, dove Ana Simic, già vittoriosa a 1,95 contro McPherson, Beitia e Radzivil, si porta a 1,97 (miglior salto della stagione outdoor e primato personale), senza commettere un solo errore, prima di sbagliare l'1,99.

Uno-due di grande effetto per la nigeriana Blessing Okagbare (argento a Mosca nel lungo e bronzo sui 200).

Nel lungo, con la serba Ivana Španovic, ha animato in avvio la competizione, registrando le misure migliori, rispettivamente 6,86 per la nigeriana e 6,85 del nuovo record nazionale serbo per la Španovic. Solo quinta la russa Klishina (6,62). Sui 200, orfani in extremis della giamaicana Shelly-Ann Fraser-Brown, la Okagbare ha impressionato in 22.36 (vento zero e record del meeting), dopo una sapiente gestione, in rettilineo, dell'abbrivio della bahamense Strachan (22.50). Delude Veronica Campbell-Brown, due volte olimpionica sulla distanza, appena quinta in 23.08. Ottima l'impressione destata da Justin Gatlin sui 100 metri, autore del record mondiale stagionale 9.92 (vento nullo), grazie a una buona partenza (0.160 millesimi) e un lanciato irresistibile che ha lasciato a due decimi Nesta Carter (10.12) e poco più dietro Mike Rodgers (10.18). Nei 400 donne Novlene Williams-Mills ha saputo approfittare del finale appesantito di Amantle Montsho, battendola in 50.31 nelle ultime difficili falcate. Terza la giamaicana McPherson (50.54), poi le due statunitensi, pretendenti al successo, McCorory (50.57) e Allyson Felix (50.81). Nel peso uomini prosegue il nuovo momento d'oro dello statunitense Christian Cantwell, tornato alle misure di un tempo, dopo un anno e mezzo di infortuni: col nuovo record del meeting di ha battuto i connazionali Kovacs (personal best con 21,52) e soprattutto il bicampione mondiale indoor Whiting (21,31). Solo quarto il tedesco due volte iridato, a Daegu e Mosca, David Storl (21,09). Quinto l'olimpionico Majewski (20,93).

La sorpresa tecnica più clamorosa del meeting è giunta dalla gara di giavellotto, assicurata all'egiziano Ihab Abdelrahman El Sayed con un primo lancio di 89,21, record africano e quattordicesima prestazione all-time. Il vecchio limite apparteneva dal 1988 del sudafricano Corbett (88,75): vinse l'oro mondiale a Atene '97 per poi ritirarsi a soli 26 anni dopo alcuni infortuni. El Rahman si era già migliorato nei giorni scorsi al Cairo con 83,94., e aveva mostrato le qualità già a Mosca, entrando in finale. Secondo lo svedese Amb con 84,14, terzo il ceco Vesely con 83,80. Pitkamaki (sesto) perde anche dal kenyano Yego (quarto) e dal russo Tarabin (quinto).

Nei 400hs uomini vince in 48.78 (record del meeting) l'argento olimpico e iridato Michael Tinsley, davanti al senegalese Hanne (48.86) e all'ex-campione del mondo Bershwan Jackson 48.92. I 1500 donne sono stati dominati dalla svedese ex-etiope Abeba Aregawi, regale in 3:58.72 dopo aver cambiato passo negli ultimi 220 metri in cui ha stroncato le velleità della statunitense Jennifer Simpson (4:00.429, cui ha tolto anche la leadership mondiale stagionale, in una gara condita da un record nazionale (quello dell'olandese ex-etiope Sifan haasan in 4:01.19) e da altri tre personal best. Sotto i 4:02 anche la kenyana Viola Jelagat Kibiwott in 4:01.31 e Mimi Belete del Bahrein con 4:01.98.

Succedono anche cose paradossali: negli 800 l'algerino Makhloufi, olimpionico dei 1500, si distrae fatalmente a due metri dal traguardo allargando le braccia in segno di vittoria, non accorgendosi del sorpasso, alla sua destra, del 18enne kenyano Robert Biwott, che lo beffa di 4 centesimi in 1:44.69 (personale), mentre a 1:44.85 giungono appaiati il sudafricano Olivier (terzo) e l'altro kenyano Mutai. Altra sorpresa, nei 3000 siepi donne, dove la bionda statunitense Emma Coburn sorprende la folta pattuglia kenyota-etiope, andandosene nello sbigottimento generale dopo il secondo chilometro (6:15.58), imprendibile fino al traguardo. Per lei, la miglior prestazione mondiale dell'anno in 9:19.81 (primato personale e seconda prestazione USA all-time). Le etiopi Assefa (9:25.76) e Ayalew (9:27.25) completano un podio dove è assente la kenyana Chemos, iridata a Mosca, oggi solo ottava. Nel salto triplo vince il russo di colore Adams con 17,10 davanti al 16enne cubano Martinez (16,76), un ragazzo dotato di mezzi fisici straordinari e primo allievo della storia a superare (quest'anno) i 17 metri. L'olimpionico Taylor è quarto con 16,65. Si chiude con i 50000, domati nel finale dall'etiope Alamirew (13:04.83) che coglie con uno spunto finale letale la vittoria sul kenyano Longosiwa (13:05.44) e sul connazionale Gebrhiwet (13:06.88), e con i 110 ostacoli, in cui il pubblico cinese e l'olimpionico Liu Xiang (in tribuna, tornerà l'anno prossimo) festeggiano la vittoria inaspettata di Xie Wenjun (13.23, personale), davanti al francese Pascal Martinot-Lagarde (13.26) e al campione del mondo David Oliver (13.28). La Diamond League torna il 31 maggio, con la tappa statunitense di Eugene.

m.b.

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