Larissa: “Qui per divertirmi”. Jacobs: “Me la gioco”

04 Marzo 2021

Euroindoor, venerdì qualificazioni del lungo con Iapichino: “Torun come esperienza e prova generale delle Olimpiadi”. Sabato i 60 per lo sprinter: “Finalmente consapevole delle mie potenzialità”

 

Di mattina una prima occhiata alla pedana e alla pista degli Euroindoor di Torun, seguita da una rapida riunione di squadra nel rispetto dei protocolli e del distanziamento, quindi nel pomeriggio un po’ di relax e tanta concentrazione in vista del primo round. Quello che attende Larissa Iapichino nella giornata di domani (qualificazioni del lungo alle 12.18) e Marcell Jacobs sabato, con tre turni in un giorno per sognare qualcosa di prezioso nei 60 metri. Dalla Polonia parlano la 18enne saltatrice azzurra primatista mondiale under 20 (6,91) al debutto in Nazionale assoluta (oggi il rito del “giuramento” classico per i nuovi arrivati) e lo sprinter da 6.53 a due centesimi dal record italiano.

IAPICHINO -Sono qui per fare esperienza - le prime parole della saltatrice delle Fiamme Gialle - essere capolista mondiale stagionale non conta niente, queste sono manifestazioni in cui prevale l’esperienza. È un anno particolare e non tutte sono in formissima a questo punto della stagione perché stanno preparando Tokyo. Io vado in pedana con il solito entusiasmo, la considero la prova generale delle Olimpiadi. Stamattina ho scambiato qualche parola con la campionessa del mondo Malaika Mihambo, è la mia preferita e sarà un onore gareggiare con lei. E tolte 2-3 saltatrici, le migliori sono tutte qui. Voglio soltanto divertirmi e saltare il più lontano possibile”.

Il 6,91 di Ancona, primato italiano indoor eguagliato, “minimo” per i Giochi e record mondiale under 20 sottratto dopo 38 anni alla “dea” tedesca (come lei stessa l’ha definita) Heike Drechsler, non l’ha cambiata: “Per quanto pazzesco, ho cercato di mantenere la mia normalità - racconta la lunghista fiorentina - Ho appena preso la patente, uno step importante, qualcosa che mi avvicina all’età adulta. E verso la Maturità, la prossima settimana avrò le prove Invalsi a scuola. Sono ancora molto ‘bambina’ in tutto, a partire dalla mia timidezza. Soltanto in pedana dimostro qualche anno di più”.

Nel turno di qualificazione di domattina (6,70 misura di ingresso diretto alla finale in programma sabato alle 19.40, oppure bisogna restare tra le migliori otto) Iapichino cerca subito sensazioni favorevoli in appena tre salti: “L’obiettivo è entrare in pedana con la giusta mentalità - prosegue l’atleta allenata da Gianni Cecconi, al suo fianco in Polonia - negli ultimi due anni ho sviluppato questa capacità di essere un animale da gara, ma stavolta è leggermente diverso perché mi trovo in una situazione particolare, è la mia prima Nazionale assoluta, e non dovrò farmi cogliere di sorpresa dell’emozione. Papà Gianni e mamma Fiona? Non sono qui a Torun, ma non ho nemmeno chiesto consigli particolari: anche loro sono d’accordo che debba fare la mia esperienza personale senza essere troppo influenzata. I paragoni con mamma? Penso che smetteranno di farli quando supererò il numero di medaglie che ha vinto lei”.

JACOBS - Dovrà aspettare fino a sabato, invece, Marcell Jacobs: batterie dalle 10.18, semifinali dalle 13.50, finale alle 20.58. Tutto in un giorno. Dopo cinque uscite da 6.55 in giù nelle scorse settimane. “La condizione è buona, ho fatto un’ottima serie di gare e adesso mi gioco le mie carte - le parole del velocista delle Fiamme Oro - Qui si rimette tutto in discussione, mi aspettano tre turni con orari distanziati e quindi con tre riscaldamenti diversi. È una situazione più complicata da gestire, ma è così per tutti e si riparte da zero. Questo 2021 è iniziato bene, e pensare che fino al 15 gennaio c’era l’idea di non fare la stagione indoor e passare direttamente alle outdoor. Ma avendo cambiato molto tecnicamente abbiamo deciso di gareggiare, per capire se la nuova partenza fosse giusta per me. E così è stato. Ora la sento mia. Prima cercavo ‘ampiezze’ nei primi appoggi e perdevo velocità tra i 15 e i 20 metri per trovare l’assetto giusto.

Oltre il lato tecnico, però, la novità è soprattutto l’aver costruito uno staff che lavora intorno a me, tra nutrizionista, fisioterapista e mental coach”.

Sull’aspetto mentale Jacobs si è concentrato in maniera particolare negli ultimi mesi: “Fino allo scorso anno quando facevo un buon risultato pensavo fosse questione di fortuna, di vento a favore, di avversari non abbastanza forti - rivela l’atleta allenato dall’ex iridato indoor del triplo Paolo Camossi - Adesso invece sono pienamente consapevole delle mie potenzialità. Quando capisci che i risultati dipendono soltanto dal tuo lavoro, dal tuo impegno, dalla somma delle delusioni e delle sconfitte, allora puoi passare allo step successivo. Questo clic è scattato lavorando con una mental coach, che mi ha aiutato nell’imparare a gestire le situazioni, a godermi ogni piccolo tassello senza considerare quello che gli altri si aspettano da me. Nel 2017 sono arrivato agli Europei indoor di Belgrado da favorito nel lungo e non sono nemmeno entrato in finale: mi sentivo di dover sempre dimostrare qualcosa agli altri. Ora voglio fare le cose per me”.

Dal fronte degli avversari, lo sprinter azzurro tiene d’occhio soprattutto il tedesco capolista europeo stagionale Kevin Kranz (6.52): “Sabato capiremo se sarà in grado di confermarsi su questi tempi - dichiara il 26enne bresciano - anche l’olandese Van Gool è un bel rivale, e chi potrebbe ‘beccare’ la giornata giusta è un outsider come il francese Fall”. E ragionando per un attimo sulla stagione estiva, Torun è da leggersi come una tappa cruciale: “Due conti in ottica 100 metri ce li siamo fatti - afferma Jacobs - utilizzando anche l’Optojump, e vedendo le frequenze e la velocità sui 60, le risposte ci fanno ben sperare, ma poi all’aperto bisognerà mantenere la stessa qualità di corsa. Intanto Torun: sarà un ottimo trampolino di lancio per una stagione ricca di appuntamenti tra Mondiali di staffette, Europei a squadre e Olimpiadi”. Una battuta finale su Larissa Iapichino: “Vederla qui è meraviglioso. È una ragazza timida, ma in pedana è davvero forte. Ed è solo all’inizio, ha un grande futuro davanti”. Un gruppo azzurro, giovane, pieno di speranze, che l’ha accolta al meglio: “Mi aspettavo un clima molto più serioso - confida Larissa - e invece i compagni sono fantastici e mi sto trovando benissimo”.

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Marcell Jacobs alla scoperta dell'impianto degli Euroindoor (foto Colombo/FIDAL)


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