La Torre: “Vista una squadra di valore assoluto”

07 Marzo 2021

Il DT traccia un bilancio della rassegna continentale al coperto, terminata con tre medaglie (oro Jacobs, argento Tamberi, bronzo Dal Molin), dodici finalisti e il sesto posto nella classifica a punti

 

Un Europeo di ottimo livello per l'Italia, quello di Torun appena concluso, come testimoniato dai numeri a consuntivo della manifestazione. Dodici finalisti, cinque più di Glasgow 2019, e miglior risultato da Torino 2009 in avanti (nell'edizione casalinga i finalisti furono quindici); cinquantuno punti complessivi (sesta piazza in classifica), ventuno più dell'ultima edizione, e per fare di meglio bisogna tornare a Goteborg 2013. Le tre medaglie ottenute dagli azzurri (l'oro di Marcell Jacobs, l'argento di Gianmarco Tamberi e il bronzo di Paolo Dal Molin) brillano per il valore delle prestazioni, in particolare quelle di Jacobs e Tamberi, risultati di valore mondiale assoluto.

"Una medaglia in più rispetto a Glasgow - le parole del DT Antonio La Torre - ma soprattutto sottolineo il valore delle prestazioni ottenute. In molti non avevano mai visto un successo nello sprint ottenuto con così grande margine, come quello centrato da Marcell, e Gimbo Tamberi, superato il momento di piccola delusione per non aver vinto la gara, rivaluterà la straordinaria performance realizzata a Torun. Per me lui ha vinto l'argento, decisamente non ha perso l'oro, e potrà inseguire Tokyo con ancora maggiore determinazione. Il bronzo di Paolo Dal Molin, dopo 4 anni di difficoltà fisiche, brilla insieme alla finale colta con lui da Franck Koua. E questa è una chiave di lettura per me interessante: tanti giovani che hanno saputo esprimersi al meglio, con il loro sorriso, assieme ai veterani. Larissa Iapichino è stata bravissima, ha fatto una grande esperienza che le servirà in futuro, quando non sarà più cucciola tra le leonesse, ma diventerà leoncina anche lei".

Dal mezzofondo, e dalla staffetta 4x400 maschile, il DT si aspettava qualcosa di più: "Non ci nascondiamo, non tutto è andato come avremmo voluto; nel mezzofondo una combattiva Bellò, ma non tutti i segnali che mi sarei aspettato. Ci sono cose sulle quali si dovrà lavorare da subito. La staffetta maschile, infine, avrebbe potuto fare decisamente meglio". L'estate, intesa come stagione all'aperto, è alle porte: "L'inverno è stato affrontato nel modo giusto, e questo ci permetterà di vivere la stagione outdoor con la convinzione necessaria. La caratura della nostra staffetta veloce, con Filippo Tortu e Marcell Jacobs, è decisamente cresciuta". Si ripartirà da lì, dal Mondiale di staffette, in programma, ancora in Polonia, all'inzio del mese di maggio.

VIDEO | IL BILANCIO DEL DT LA TORRE

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