La Guardia: "Per Goteborg ho un sogno..."




 
I Campionati Europei hanno, per il settore velocità, un’importanza che cresce col passare degli anni. Negli anni Settanta-Ottanta essere al top in Europa significava avere un ruolo guida anche in ambito mondiale. Poi pian piano le cose sono cambiate, gli atleti di colore hanno preso il sopravvento e salvo i colossi d’ebano britannici e qualche sporadico caso la distanza si è acuita. Per questo la rassegna continentale è diventata una vetrina estremamente importante. L’Italia vanta una solida tradizione agli Europei, spesso serviti proprio per far emergere i nostri talenti: non ultimo il caso di quattro anni fa, quando registrammo l’esplosione di Manuela Levorato capace di cogliere due prestigiose medaglie di bronzo. Il gruppo azzurro ha già iniziato il suo cammino verso Goteborg dove conta di fare bene. Non si parla di medaglie, argomento quasi vietato, ma le prospettive sono buone, a condizione che tutto vada bene soprattutto dal punto di vista fisico. Antonio La Guardia, nuovo responsabile tecnico del settore, proprio in funzione degli Europei e della situazione fisica di alcune punte ha previsto un inizio “soft”, nel quale saranno pochi coloro che punteranno diritto alla stagione indoor: “In sala la nostra punta sarà Verdecchia, che sui 60 è sempre andato bene, ma attendo con curiosità e fiducia anche Scuderi. Dopo la scorsa stagione che è servita semplicemente per riassaporare la pista, finalmente il velocista siciliano ha finito le cure che lo avevano debilitato e sta lavorando bene. Lo vedremo in pista già la prossima settimana, anche lui sui 60 si è sempre espresso positivamente”. Diversa la situazione riguardante Simone Collio, altro atleta che ha sempre puntato forte sull’attività in sala ma che forzatamente quest’anno deve rimanere alla finestra: “Simone è stato operato al piede, risolvendo un problema che si portava dietro da un sacco di tempo. Riprenderà a frequentare la pista a fine gennaio, c’è da vedere come procederà il suo completo recupero, ma sicuramente c’è tempo per preparare Europei dove può legittimamente aspirare a un posto nella finale dei 100 metri e sappiamo tutti come questo traguardo sarebbe importante e prestigioso per un velocista italiano”. Il panorama è teoricamente più roseo per la distanza doppia, anche se basato su situazioni ed aspirazioni tutte da verificare: “Teoricamente abbiamo tre atleti che possono legittimamente aspirare a un posto nella finale continentale dei 200, a condizione che siano al massimo della forma. Cominciamo da Marco Torrieri, che viene da una stagione nel complesso buona, ma che quest’anno lavorerà proprio in funzione dei 200. In fin dei conti quattro anni fa era stato sesto, sulla distanza può trovare maggior spazio che sui 100. Lo stesso discorso vale per Alessandro Cavallaro, il valore non si discute me devono essere soprattutto gli atleti a mettersi nella condizione di tornare quelli di qualche anno fa. So che tutto il gruppo catanese sta lavorando finalmente come una squadra, ho avuto ottimi riscontri, sono convinto che per Alessandro come per gli altri sarà una stagione importante”. E il terzo nome? “Il terzo nome è Kaba Fantoni, un vero talento che ha solo bisogno di disciplinarsi per esprimersi appieno. Già nel 2005 ha ottenuto il 10. tempo continentale ma ha ampi margini di miglioramento. Lui gareggerà anchein qualche indoor, ma senza prepararle come obiettivo. Non nascondo che avere tre atleti in finale sarebbe un sogno, un risultato eccezionale, forse anche superiore a una medaglia perché rappresenterebbe la solidità del movimento. I numeri per riuscirci ce li hanno, più che i tempi conta la condizione che avranno al momento topico”. Il discorso velocità non può naturalmente prescindere dalla staffetta: “Nel 2005 la 4x100 ha realizzato il 4. tempo europeo, è chiaro che un quartetto in salute fisica ma soprattutto tecnica non può non aspirare a una medaglia, anche se bisogna tenere conto che gli atleti hanno tutti anche aspirazioni individuali. Ci facilita quest’anno il calendario, innanzitutto perché gli Assoluti sono più vicini all’appuntamento titolato di quanto è avvenuto in passato, quindi la programmazione del raggiungimento della forma è più agevole, poi perché avremo qualche occasione agonistica in più: il quadrangolare di Firenze, la Coppa Europa e forse un ulteriore test il 23 luglio in Svizzera”. Un discorso a parte merita Andrew Howe: “Con lui il discorso è aperto, ho parlato anche con la mamma avendo piena disponibilità per la staffetta, al di là del fatto che gareggerà prevalentemente sul lungo. Quando sarà il momento verrà ai raduni, d’altronde sulla velocità continua a lavorare”. Per quanto riguarda i 400, qui la Guardia punta soprattutto sulla squadra più che sulla prova individuale: “La staffetta nel 2005 ha fatto il 4. tempo europeo, credo che ci siano margini ulteriori di progresso, magari inserendo anche Carabelli nel gruppo. Barberi può migliorare ancora, in fin dei conti ha fatto il personale a Helsinki in condizioni climatiche tremende. Poi c’è Licciardello, che rappresenta il futuro della specialità, deve solo continuare a crescere”. Per le donne la situazione è molto più critica: “Le nostre due migliori atlete, Levorato e Calì, vengono da situazioni fisiche difficili. La Levorato si è operata al tendine d’achille, sicuramente se tutto va bene potrà lavorare puntando direttamente a Goteborg, dove dovrà difendere i due bronzi del 2002, cosa che rappresenta un notevole stimolo. Il fatto che sia tornata col suo vecchio allenatore Del Giudice, ricostituendo quel connubio che portò i migliori risultati, è positivo. Per quanto riguarda la Calì, ha avuto un’infiammazione al tendine d’achille, poi un piccolo incidente in allenamento, insomma ha ripreso la preparazione il 2 gennaio. C’è tempo per crescere, ma soprattutto mi aspetto progressi dalle giovani Salvagno, Arcioni e Pacini, che potrebbero contribuire a portare la staffetta in finale continentale”. <>Gabriele Gentili Nella foto: il quartetto azzurro secondo in Coppa Europa 2005 (foto Omega/Fidal)

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