L'Universiade d'oro delle donne azzurre

16 Luglio 2019

A Napoli un’edizione ricca di soddisfazioni con quattro vittorie italiane, come non accadeva da 34 anni. Il dt La Torre: “Prestazioni di valore assoluto”. Nasciuti (Cusi): “Atmosfera fantastica”


 

Quattro ori per l’Italia dell’atletica alle Universiadi, con il quinto posto nel medagliere di disciplina a Napoli. Era da 34 anni, dall’edizione del 1985 a Kobe, in Giappone, che il bilancio azzurro non era così ricco in termini di vittorie in questa manifestazione. Una serie di successi tutti al femminile e sui 400 ostacoli Ayomide Folorunso ha concesso il bis, confermando il titolo di due anni fa a Taipei, ma stavolta ha fatto tremare il record italiano con uno strepitoso 54.75, a un paio di decimi dal primato. Ancora più vicina (tre centesimi) al limite nazionale Luminosa Bogliolo con 12.79 nei 100 ostacoli, quarta gara sotto i tredici secondi con vento regolare nel giro di venti giorni. Nel disco una formidabile dimostrazione di carattere per Daisy Osakue, oro con il personale migliorato a 61,69, e nell’asta la grande rivincita di Roberta Bruni, 4,46 al terzo e ultimo tentativo per eguagliare il suo primato e salire sul gradino più alto del podio. Al maschile, nei 110 ostacoli, medaglia sfiorata da Lorenzo Perini nei 110 ostacoli, quarto dopo aver firmato lo standard per i Mondiali di Doha in semifinale (13.46).

“A brillare non sono soltanto le quattro medaglie d’oro - sottolinea il direttore tecnico Antonio La Torre - ma anche il valore delle prestazioni, in alcuni casi di eccellenza mondiale, che hanno portato l’atletica alla ribalta in questa Universiade. Nel giorno della sua vittoria, “Ayo” Folorunso è diventata l’ottava dell’anno al mondo, settima al netto di tre atlete per nazione. Un risultato che dà l’idea di una rappresentanza azzurra altamente qualificata, insieme a giovani ai quali è servita questa esperienza. Nel momento in cui abbiamo comunicato al Cusi la formazione che avrebbe partecipato a Napoli, eravamo consci di non poter schierare tutte le nostre carte, per la vicinanza con altri appuntamenti. In particolare gli Europei under 23 di Gavle, e quasi tutti gli azzurri di quel team sono studenti universitari, ma anche la Coppa Europa dei 10.000 metri e i Giochi Europei di Minsk. La scelta è stata comunque di avere una squadra che si potesse comportare bene, con alcune nostre punte: ad esempio, nell’asta femminile abbiamo voluto Roberta Bruni che ci ha ripagato con uno splendido successo, mentre un atleta come Iliass Aouani, che avrebbe avuto il diritto di gareggiare a Londra nel trofeo continentale, è stato schierato con il suo consenso all’Universiade dove ha avuto un ruolo da protagonista in due eccellenti gare, quarto nei 10.000 e quinto nella mezza maratona.

C’è anche il rammarico per un paio di assenze: hanno dovuto rinunciare all’ultimo momento la marciatrice Eleonora Dominici e la quattrocentista Raphaela Lukudo, che inoltre sarebbe stata una pedina fondamentale per una staffetta 4x400 metri. Al di là delle medaglie, prosegue la corrente di energia che stiamo cercando di portare in tutti gli eventi: dall’ottima prova di Maria Chiara Cascavilla sui 5000 metri a quella negli 800 di Enrico Riccobon, solo per citarne alcune, anche se non si possono nascondere le ombre, come la squalifica di Michele Antonelli nei 20 chilometri di marcia o il ritiro sui 3000 siepi di Simone Colombini. Siamo comunque andati con le nostre punte ben oltre il livello di un campionato universitario, grazie a risultati di consistenza assoluta in una manifestazione densa di prestazioni significative, con un Giappone (19 medaglie, otto delle quali d’oro) sempre più lanciato a ridosso delle Olimpiadi”.

“Con tanti sport in programma - riflette Mauro Nasciuti, coordinatore della commissione tecnica Cusi - non sempre si riesce a trovare soluzioni ottimali nel calendario. Quest’anno per l’atletica poteva essere più semplice, con i Mondiali a fine settembre, ma c’è stata la concomitanza con gli Europei under 23. In ogni caso gli azzurri sono riusciti a vincere quattro medaglie d’oro alle Universiadi, non succedeva da tanto tempo e poteva andare ancora meglio, penso ad esempio alla marcia a squadre. Mi piace evidenziare che c’era una fantastica atmosfera, con gli atleti che hanno chiesto di rimanere dopo la loro gara per tifare i loro compagni: dalla discobola Daisy Osakue, poi anche regina della cerimonia di chiusura in cui è stata chiamata a spegnere la fiamma, a Luminosa Bogliolo, che ha vinto nei 100hs per rendere entusiasmante una giornata con due ori, insieme all’astista Bruni. E nel discorso finale Oleg Matytsin, presidente Fisu, ha fatto un preciso riferimento agli azzurri. Soprattutto le due ostacoliste Folorunso e Bogliolo hanno ottenuto risultati di alto livello internazionale. Mi dispiace soltanto che, preoccupati per i problemi di impiantistica risolti in extremis, ci sia stata meno attenzione verso la promozione e allora al San Paolo abbiamo avuto meno spettatori di quelli che avremmo voluto. Adesso la città ha anche un rinnovato stadio Collana, poco utilizzato per il riscaldamento in quest’occasione, che potrà essere un punto di riferimento per il futuro”.

l.c.

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File allegati:
- RISULTATI/Results

Ayomide Folorunso (foto Napoli 2019/organizzatori)


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