Kwemoi, 1500 mai così in alto

25 Giugno 2017

A Nairobi, nei Trials per i Mondiali di Londra, il mezzofondista keniano ha corso la gara più veloce di sempre in altura con 3:30.89


 

di Giorgio Cimbrico

Nessuno aveva mai centrato un tempo così basso correndo così in alto: l’impresa è di Ronald Kwemoi, 3:30.89 alle selezioni keniane. Nairobi è ufficialmente data a 1661 metri sul livello del mare ma certi quartieri toccano i 1800. Sino a oggi la località più elevata che aveva ospitato un tempo di rilievo era Edmonton: ai Mondiali 2001 vittoria di Hicham El Guerrouj in 3:30.68. Ma tra la città dell’Alberta (668 metri) e la capitale del Kenya la differenza è verticale, un migliaio di metri. A seguire un nutrito gruppo di prestazioni ottenute nella collinare Rieti, attorno ai 500 metri. Sempre un abisso.

Kwemoi, che ha collezionato anche il record all comers su suolo keniano, ha battuto Timothy Cheruiyot, primatista mondiale di stagione, 3:31.05, e Elijah Manangoi, 3:32.03. Ronald è allenato da Renato Canova, torinese ormai trapiantato da tempo a Iten ed è ancora giovanissimo: il 19 settembre festeggerà i 22 anni. Viene dalla regione del monte Elgon, al confine con l’Uganda, e le disagiate condizioni economiche lo hanno condotto, poco più che ragazzo, in Giappone, dove ha iniziato ad allenarsi in modo più razionale e a raccogliere qualche risultato e qualche soldino.

L’arrivo sulla scena importante è del 2014: 3:31.34 a Losanna. Pochi giorni dopo, a Montecarlo, è tra i protagonisti di quella che è considerata una delle più grandi gare della storia: Silas Kiplagat piega Asbel Kiprop, 3:27.64 a 3:28.45. Ronald, non ancora 19enne, è terzo in 3:28.81, record mondiale juniores migliorato di un secondo molto abbondante: era 3:30.10 di Cornelius Chirchir, stessa pista del Principato nel 2002.

L’albo d’oro di Kwemoi è molto smilzo: 13° nella strana finale di Rio. Il primo squillo stagionale era venuto a Doha quando in condizioni difficili, temperatura ben oltre i 30 gradi, aveva massacrato la concorrenza e il record personale vincendo i 3000 in 7:28.73. Nasce così la suggestione, piuttosto solida, che il giovanotto possa allungare e pensare a un futuro sui 5000, un obiettivo sostenuto dal suo allenatore. Il suo limite, 13:16 di due anni fa, oggi fa sorridere.

Non paragonabile a quello di Kwemoi, ma anche la prestazione di Emmanuel Korir lascia un bel segno sui Trials di Nairobi: 1:43.86, un paio di decimi davanti a Kip Bett. Emmanuel gareggia per l’Utep, l’università di El Paso, in primavera ha corso a Berkeley in 1:43.73 e, ultima importante referenza, è allenato dal magnifico Paul Ereng, campione olimpico a Seul, membro della tribù Turkana e antico studente dell’università della Virginia. Un “nota bene”: non è stato possibile rintracciare la data di nascita di Emmanuel ma a El Paso è considerato freshman: 19, forse 20 anni.

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