Kuchina-Manyonga: i primi della classe

12 Giugno 2017

Media stagionale al top con quattro gare oltre i 2 metri per l'altista russa, mentre il lunghista sudafricano è abbonato agli 8,60. Il lungo addio del fulmine Usain Bolt parte da Kingston. Van Niekerk-record 19.84.


 

di Marco Buccellato

QUI HENGELO, 2,04 KUCHINA, 8,62 MANYONGA - Dopo il rientro di Eugene (2,03) e il doppio due metri nel piccolo meeting di Opole e nella splendida cornice dello Stadio Olimpico, Mariya Lasitskene-Kuchina ha trovato il 2,04 che inseguiva da tempo, miglior prestazione al mondo da quattro anni a questa parte. L'ultima a superare la misura fu Brigetta Barrett ai Nationals del 2013. La russa, ammessa a gareggiare dalla IAAF come atleta neutrale da alcune settimane, ha provato a attaccare il record del mondo a quota 2,10. Nelle quattro gare disputate in 15 giorni ha una media di 2,0175, che sale a 2,02 se aggiungiamo l'ultima della stagione indoor, quando elevò il personale a 2,03 nell'inverno russo. Assieme alla Kuchina, altra grande prestazione di Luvo Manyonga, al quarto over-8,60 consecutivo (8,62 con 8,60 di assaggio pedana), ma non al record del meeting, detenuto da Irving Saladino che qui si portò a 8,73 e incamerò anche un nullo di lunghezza sensazionale, roba da maledire la plastilina. La media delle sue ultime quattro gare è di 8,625. Un mostro.

HASSAN E I TRIALS DA TRASFERTA - In pista, standing ovation per l'olandese Sifan Hassan, che dopo il 3:56.22 del Golden Gala ha vinto i 1500 in un altro crono sensazionale, 3:56.14, vicinissima al suo record nazionale, world lead così come quella di Said Mikhou (ora Bahrain) sui 1500 maschili (3:31.34), che ha battuto l'esordiente "miler" Kejelcha (eccellente 3:32.34) e quella sui 10000 del 20enne etiope Hadis (27:08.26), in una gara allestita come selezione etiope per Londra. Il giorno prima Gelete Burka si era assicurata il trial donne in 30:40.87, altra world lead. A Hengelo c'era anche l'idolo nazionale Schippers, prima sui 100 in 11.09 e ora attesa sui 200 a Oslo.

QUI KINGSTON, BOLT SALUTA LA SUA GENTE - L'arrivederci si è consumato con 30.000 testimoni ad applaudire e salutare Usain Bolt. La sua corsa, l'ultima volata della carriera in terra giamaicana, era stata chiamata "saluto a una leggenda". Bolt ha vinto il suo 100 in 10.03, lo stesso crono del primo 100 ufficiale della carriera, ottenuto in Grecia sul finire della stagione 2007. Ora è atteso in Europa (il 28 correrà i 100 a Ostrava), per lasciare il segno anche nell'ultima stagione prima del ritiro, successivo ai campionati del mondo. Nelle altre gare di Kingston ci ha pensato @WaydeDreamer Van Niekerk a rubare un po' di scena all'amico Usain, togliendo tre centesimi al record sudafricano dei 200 (di Jobodwana) portandolo a 19.84, primato mondiale stagionale strappato a Christian Coleman (unico neo dello straordinario weekend dello statunitense). Yohan Blake ha vinto i 100 in 9.97, Allyson Felix i 400 in 50.52, Mo Farah i 3000 in 7:41.20, lo statunitense Quincy Downing i 400hs in un ottimo 48.13.

Anche Farah e van Niekerk correranno a Ostrava, in un meeting dal cast superbo comprendente anche Anita Wlodarczyk, Christian Taylor, Thomas Röhler, David Rudisha e Conseslus Kipruto.

COLEMAN QUADRIPLETE - Dopo la doppietta indoor di College Station (6.45/20.11) lo sprinter del Tennessee Christian Coleman è riuscito a confezionare l'ambìto double-double nelle finali universitarie di Eugene vincendo 100 e 200. Impressionante show nelle semifinali della distanza breve (9.82, miglior tempo al mondo nel 2017 e nono di sempre), finali vinte con forte vento contrario in 10.04 e 20.25. L'impresa era riuscita soltanto a Justin Galtin nel 2002, quindici anni fa. Coleman è stato, assieme a Fred Kerley, l'atleta più atteso degli NCAA: il quattrocentista ha vinto la sua gara gestendola come ha voluto, senza mai far dubitare del successo, in 44.10, e ha vinto anche la 4x400 dove in batteria ha contribuito a abbassare la miglior prestazione mondiale 2017 a 2:59.95 (in finale 2:59.98). Il terzo fenomeno sotto osservazione, il kenyano Emmanuel Korir, ha vinto come da pronostico gli 800 in 1:45.03. Gare serratissime e classifiche incerte fino alla fine. Hanno fatto festa grande i ragazzi della Florida (due punti su Texas A&M), vincitori anche nel 2016, e le strafavorite ragazze dell'Oregon (meno di due punti sulla Georgia), che torna a imporsi dopo aver lasciato il titolo all'Arkansas un anno fa.

QUI EUGENE - Dopo le straordinarie semifinali dei 100 (oltre a Coleman anche doppio 9.93 di Chris Belcher e di Cameron Burrell, figlio di Leroy), le finali hanno regalato tanti risultati di caratura mondiale, come il favoloso 22.02 centrato da Kyra Jefferson nella finale dei 200 femminili, primato universitario nuovo di zecca dopo 28 anni, e il 10.96 di Mikiah Brisco nella finale dei 100. La sfortuna di accanisce su Deajah Stevens, che ha perso per invasione di corsia il record nazionale assoluto nelle finali NCAA indoor e ha subìto la stessa sorte in quelle di Eugene, per poi rifarsi con la vittoria nella 4x400 con l'Oregon (3:23.13, miglior prestazione mondiale 2017). Grandi 100hs con la nigeriana Amusan (12.57) in un confronto testa a testa con la portoricana Camacho-Quinn (12.58, record nazionale). Il decatleta grenadino Victor ha conquistato il titolo come da pronostico senza migliorare per la terza volta nella stagione il record universitario (8.390 punti). Nei 400hs maschili esito mozzafiato in favore di Eric Futch (48.32) di un solo centesimo sul neo-primatista di Antigua Rai Benjamin (48.33). Record NCAA anche dalla martellista Ewen (73,32). Soprese: il quarto posto di Raven Saunders nel peso donne, dove la vincitrice Danniel Thomas ha portato il record giamaicano a 19,15.

ARRIVA WARHOLM - Il futuro luminoso di Karsten Warholm, talento gigantesco fin dal titolo mondiale allievi 2013 nell'octathlon, sta prendendo colori multiformi. Dopo aver abbracciato con successo metà delle discipline del programma di atletica, eccolo abbattere il muro dei 45" sui 400 metri a Florø, nel nuovo record europeo stagionale di 44.87.

Warholm campeggia sui poster che tappezzano mezza Oslo, dove giovedì andrà all'assalto di Kerron Clement nei 400 ostacoli, distanza in cui il vichingo è stato semifinalista a Rio. Sarà presente anche il leader continentale Hann (48.40 a Ginevra).

EUROMIX - Ai campionati della Repubblica Ceca Pavel Maslak prepara i 400 di Oslo correndo lo sprint in 10.30/20.46. Dai lanci 21.61 di Stanek (22,01 alcuni giorni fa in Germania), 87,07 di Vadleich e 64,09 della Spotakova nelle gare di giavellotto. In Germania è riapparso dopo i soliti guai al ginocchio Robert Hulk Harting. La rabbia gli sta salendo in corpo come ai tempi belli, avendo mancato il minimo mondiale di 1 cm. A Oslo lo vedremo contro il fratello Christoph e il solito Malachowski. Nel frattempo si consolida su standard inediti il lituano Gudzius, presunto erede di Ercole Alekna, due vittorie in sette giorni con misure superiori ai 68 metri (68,61 e 68,16). Martellate: oltre al 77.07 della Wlodarczyk a Stettino, la flotta di chi insegue un posto al sole dietro Pawel Fajdek si arricchisce col francese Bigot (77,46 in Lussemburgo) e col greco Anastasákis (77,72 a Nikiti). Per i lanci dagli altri continenti, segnare il lunghissimo 21,82 del brasiliano Darlan Romani, primato sudamericano.

USA, DI TUTTO DI PIU' - Sprint e mezzofondo nelle ultime ore. In Florida 10.83 di Murielle Ahoure (sui blocchi contro la Schippers a Oslo) 10.84 di Veronica Campbell-Brown, vicina al 50° sub-11 della carriera, e ritorno di Tyson Gay sotto i 10" (9.94 appena ventoso). In Arizona 10.94 della giamaicana Schillonie Calvert. A Portland in evidenza su distanze spurie il bronzo olimpico Murphy (2:17.17 sui 1000) e Charlie Jock (1:15.42 sui 600). Brenda Martinez prapara i trials di giugno correndo i 1500 in 4:03.15.

FUORI I NOMI - Fatte le squadre di maratona per Londra a Nairobi e Addis Abeba. Per i kenyani sono stati selezionati Daniel Wanjiru (2:05:21), Gideon Kipketer (2:05:51) e Geoffrey Kirui (2:06:27), con riserva Paul Lonyangata (2:06:10). Donne con Edna Kiplagat (2:19:50. ambizioni per il terzo titolo mondiale), Filomena Cheyech (2:21:22) e Helah Kiprop (2:21:27), con riserve Purity Rionoripo (2:20:55) e Valentine Jepkorir (2:23:02). L'Etiopia ha scelto Kenenisa Bekele, Tamirat Tola e Tsegaye Mekonnen al maschile e Tirunesh Dibaba, Birhane Dibaba e Shure Demissie tra le donne. La quarta etiope, iridata in carica e ammessa di diritto, è Mare Dibaba. Un mare di Dibaba al via, ben tre.

PREVIEW, TURKU - Si riparte domani con i Paavo Nurmi Games, con Thomas Röhler contro Vetter, Yego, Walcott e Pitkämäki nel giavellotto, il turco Ramil Guliyev nella velocità, Lavillenie nell'asta e la colombiana Ibargüen nel triplo. Ci sono anche il martellista polacco Fajdek, nel mirino la settima gara consecutiva oltre gli 80 metri, e l'azzurro Marco Lingua. Sabato a Samorin (Slovacchia) ancora Wlodarczyk e Fajdek, entrambi alle prese con gli 80 metri da superare.

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