Italia ancora a segno: Puppi secondo nel “lungo”

16 Novembre 2019

Ai Mondiali di corsa in montagna, medaglia d’argento per l’azzurro sulle lunghe distanze a Villa La Angostura e bronzo alla squadra maschile. Tra le donne quarta Rampazzo


 

di Luca Cassai

Un’altra giornata di medaglie per l’Italia nei Mondiali di corsa in montagna. A Villa La Angostura, in Argentina, si prende il secondo posto Francesco Puppi nella gara sulle lunghe distanze di 41,5 chilometri, al termine del duello con lo statunitense Jim Walmsley che conquista il titolo, mentre la squadra azzurra è di bronzo. Sfida appassionante sui 2184 metri di dislivello, risolta soltanto nell’ultima discesa, dopo che il comasco dell’Atletica Valle Brembana era rimasto sempre a pochi secondi di ritardo prima di un sorpasso provvisorio in cima alla salita. E torna sul podio iridato il 27enne lombardo, allenato da Tito Tiberti, a due anni dall’oro vinto nel 2017. Bronzo allo spagnolo Oriol Cardona. Per la formazione italiana spicca anche la bella prestazione del 24enne varesino Gabriele Bacchion che finisce ottavo in rimonta, poi diciassettesimo il veneto Luca Cagnati con un risultato decisivo nell’ottica della classifica per team, replicando la terza posizione dell’anno scorso, dietro Spagna e Stati Uniti. Al 24° posto il campione mondiale uscente Alessandro Rambaldini, quindi 25esimo Fabio Ruga. Al femminile, si conferma tra le migliori al mondo Silvia Rampazzo. La veneziana è quarta all’arrivo, dopo essersi aggiudicata l’oro e il bronzo nelle due edizioni più recenti. Successo a sorpresa in Patagonia per la romena Cristina Simion, che nella parte conclusiva supera le francesi Adeline Roche e Blandine L’Hirondel, invece le azzurre si piazzano seste a squadre. L’Italia rientra così da questa trasferta con un totale di sette medaglie, dopo le cinque vinte ieri di cui due individuali: l’oro under 20 di Angela Mattevi e l'argento senior di Cesare Maestri.

“HO DATO TUTTO” - “Ci ho provato fino in fondo. Sapevo di essere in forma - racconta Puppi - e l’obiettivo era di stare il più possibile vicino al leader della corsa. L’ho raggiunto sulla seconda e ultima salita. In cima ero davanti, con lui appena alle spalle, però nella discesa non sono riuscito a tenere il suo passo.

Mi sono preso anche qualche rischio, ho dato il tutto per tutto ma non è bastato e ho perso il contatto. Sono comunque felice del podio, in una gara dura ma più veloce del previsto. Il ritmo è stato subito forte e già al secondo chilometro eravamo noi due a guidare, mentre gli altri sempre più staccati. Nel tratto centrale, di 13 chilometri nervosi ma molto corribili, ho continuato a rilanciare l’azione per cercare di rientrare, però l’avversario allungava e il ricongiungimento sembrava non arrivare mai. Non è stata un’annata facile perché all’inizio della stagione ho avuto un infortunio, poi dopo il quarto posto ai Mondiali di trail ho faticato un po’ a recuperare, ma da agosto in avanti la preparazione è andata bene”.

SUPER SFIDA - In due lottano per il titolo, quasi fino al traguardo. Un confronto spettacolare anima la rassegna iridata “long distance”: protagonisti Jim Walmsley, ultrarunner che detiene la migliore prestazione mondiale delle 50 miglia, e Francesco Puppi, oro nell’edizione del 2017 a Premana. In testa l’americano sul Belvedere, la stessa ascesa affrontata ieri nel “classic”, ma l’azzurro per buona parte della gara riesce a tallonare l’avversario, con un divario che oscilla tra la dozzina di secondi e il mezzo minuto. Nella successiva salita del Cerro Bayo, il picco più alto con i suoi 1785 metri, è invece Puppi che scollina al comando. Oggi c’è il sole sul percorso, dopo il maltempo di ieri, ma non manca il vento e anche un po’ di neve residua sul terreno in vetta. Nell’ultima discesa si invola però il 29enne statunitense, per spezzare la striscia di vittorie italiane che durava da quattro edizioni: iniziata con Tommaso Vaccina nel 2015 e proseguita, oltre a Puppi, con la doppietta di Alessandro Rambaldini (2016 e 2018). Ma sale ancora sul podio l’Italia, qui sul secondo gradino. Per il comasco di Guanzate si concretizza la quarta medaglia individuale della carriera a livello internazionale, la terza in questa manifestazione: una serie aperta dal bronzo nel 2015, lo stesso metallo conquistato agli Europei nel 2017 sul format classico. Alla fine il distacco è di 48 secondi: 3h12:16 contro 3h13:04. Poi una voragine di otto minuti abbondanti, tra il vincitore e lo spagnolo Oriol Cardona, terzo in 3h20:24 nella battaglia per il bronzo davanti al britannico Jonathan Albon, iridato di trail, stavolta quarto con 3h22:10.

Nell’evento in Patagonia, applausi per l’emergente Gabriele Bacchion che alla prima esperienza in azzurro entra nella “top ten”, ottavo con 3h28:18 risalendo nella seconda fase di gara. La squadra con 27 punti coglie il secondo bronzo di fila grazie al 17° posto del veneto Luca Cagnati (3h33:35), più dietro il bresciano Alessandro Rambaldini (24esimo in 3h36:27) e il comasco Fabio Ruga (25esimo in 3h36:53). Titolo a quota 15 per la Spagna che ha due lunghezze di margine nei confronti degli Stati Uniti (17), quarta con 48 punti la Gran Bretagna.

RAMPAZZO AI PIEDI DEL PODIO - Recupera diverse posizioni Silvia Rampazzo, una anche nel finale: è quarta in Plaza de los Pioneros con il tempo di 3h56:02 dopo aver scavalcato la spagnola Sheila Aviles, quinta in 3h56:19. Due francesi vanno presto in fuga: la campionessa mondiale in carica di trail Blandine L’Hirondel e quella di due anni fa, Adeline Roche. Fuori dai giochi una delle favorite, la svizzera oro europeo Maude Mathys che si ritira intorno al dodicesimo chilometro, e per il titolo sembra profilarsi un derby tra compagne di squadra. Ma la romena Cristina Simion, a lungo terza, raggiunge e sorpassa le due transalpine fino a presentarsi con quasi due minuti di vantaggio: 3h49:57 per la 27enne neoiridata, poi Roche (3h51:56) e L’Hirondel (3h52:07). Al debutto in Nazionale assoluta, la non ancora 23enne astigiana Francesca Ghelfi chiude venticinquesima con 4h15:39 e tra le altre supera anche la tedesca Laura Dahlmeier, star del biathlon (due ori alle ultime Olimpiadi invernali), 27esima in 4h20:47. L’altra matricola piemontese Chiara Giovando è invece 37esima (4h40:08), per collocare l’Italia al sesto posto con 66 punti. Sul podio a squadre Francia (17), Spagna (20) e Romania (27), che precedono statunitensi (45) e britanniche (50).

Campionati Mondiali di corsa in montagna lunghe distanze 2019, Villa La Angostura (Argentina)
1 argento: Francesco Puppi (individuale)
1 bronzo: Francesco Puppi, Gabriele Bacchion, Luca Cagnati, Alessandro Rambaldini, Fabio Ruga (squadra maschile)

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- RISULTATI/Results

Gli azzurri Fabio Ruga, Luca Cagnati, Alessandro Rambaldini, Francesco Puppi e Gabriele Bacchion (foto Gulberti)


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