Internazionale, profumo di Madrid



L'Europa definisce i contorni dei protagonisti dei prossimi Campionati continentali indoor, dopo un week-end in cui i titoli nazionali hanno aggiornato l'albo d'oro un po' ovunque. In pentola c'è molto, a partire da un escursus postumo su quanto visto all'indomani del nostro ultimo appuntamento. Riprendiamo il filo del discorso interrotto martedì scorso, nell'imminenza del meeting di Stoccolma: risultati non esaltanti nel complesso fatta eccezione per la grandissima prestazione di Yaroslav Rybakov, in alto come nessuno negli ultimi quattro anni grazie al suo 2,38, e per l'ennesima dimostrazione di superiorità di Yuriy Borzakovskiy. Il pubblico, pur se orfano di Olsson e Holm, ha esultato per i salti e le volate di Carolina Kluft, che ha aperto un compasso impressionante nell'ultima gara del triathlon, i 400 metri (53"39, benissimo per una eptatleta). Giochi dei Balcani: si sono disputati ad Atene, un ricco antipasto del meeting di domecnica scorsa. Qualche buon risultato, come il primato nazionale bulgaro di Tanya Stefanova nell'asta (4,50), e l'ennesimo ritorno ad alta quota del 35enne Dragutin Topic (2,31). Già campione d'Europa nel 1990 a Spalato, il saltatore serbo mira all'ennesima finale in prospettiva Madrid. Ancora dalla manifestazione l'8,03 di Bogdan Tarus nel lungo ed il 7"24 nello sprint breve di Maria Karastamati, grande speranza della velocità greca dopo l'oscurantismo seguito al caso-Thanou e Kenteris. Altra candidata a fare bella figura agli Europei, la lunghista Pilatou, che si sta ritrovando gara dopo gara ed è approdata a 6,62. La capofila stagionale del triplo, la romena Gavrila, ha confermato il buon momento con 14,33. Regina d'Inghilterra A questo secondo aggiornamento con la migliore prestazione mondiale indoor dell'asta femminile è probabile che ne seguiranno altri, prima di dare la caccia ai cinque metri durante la stagione all'aperto. Naturalmente la cacciatrice è Yelena Isinbayeva, solo quattro-salti-quattro per avvicinare e superare la quota di 4,88. Risveglio della Feofanova, finalmente a suo agio sulle tradizionali altezze, seconda con 4,70. Il Norwich Union di Birmingham è stato questo e molto altro: la nuova battuta d'arresto di Bekele (stavolta è stato il già collaudato specialista in sala Geneti a superarlo, vanta due mondiali junior indoor sui 3000 metri), il velocissimo sprint di Veronica Campbell (22"38!), l'esibizione non brillantissima della Kluft (6,66 all'ultimo salto, dopo una serie di tentativi incolori). Etiopia ancora in carreggiata con l'ennesimo 3000 metri di qualità della Defar (8'33"05), il ritorno di Kelly Holmes con un mille metri in 2'35"39 e finalmente lo sprint degli uomini veloci: mette tutti d'accordo Leonard Scott, al personale con 6"49, ma non sono poi andati così male sia Collins che Greene (6"54), in una finale straziata dalle squalifiche, che hanno colpito personaggi importanti come Obikwelu (primato eguagliato in batteria con 6"56) e Lewis-Francis. Ora l'attualità delle ultime 72 ore. Pericolo pubblico Dal report del meeting IAAF di Atene apprendiamo che Christian Cantwell ha lanciato per tre volte il peso al di fuori della gabbia di protezione. Al primo dei suoi tentativi la traiettoria della palla di ferro è stata così imprevista che la gara del peso veniva sospesa dai giudici ad ogni ricorsa degli uomini del salto in lungo, al fine di evitare situazioni pericolose. Un salto nel futuro I risultati del meeting non sono stati straordinari, e l'attenzione si è concentrata sul meraviglioso talento di Caterina Stefanidou, classe 1990, autrice nel salto con l'asta dell'ennesimo primato under18: stavolta però è mondiale. Con un recentissimo personale di 4,25 come biglietto da visita (mercoledì ai Giochi dei Balcani), la ragazzina ha realizzato 4,32 al secondo tentativo (un primo mondiale under18..), per poi valicare i 4,37 che sono primato giovanile di tutto: world best under 18, primato greco indoor, nonché naturalmente giovanile, migliore anche del precedente primato junior. Tutto questo al suo primo anno di normale allenamento con uso dei pesi. Standing ovation per la piccola beniamina del pubblico e per le altre evoluzioni greche, sulla pedana del triplo. Non ha fatto ancora il suo esordio la Devetzi, ma nella sua ombra crescono Athanasia Perra (14,27) e Irini Dimitraki (14,23). La Perra, 21 anni, ha già l'Olimpiade alle spalle, dove è malamente uscita in qualificazione. Per la cronaca, la gara è stata vinta da Trecia Smith con un triplo balzo a 14,49, che l'ha proiettata al primo posto direttamente dal sesto, dove languiva fino al quinto turno di salti, complice un problema di rincorsa (primo salto valido con 50 centimetri regalati allo stacco, dopo tre nulli iniziali). L'ora dei campionati Oltre che a casa nostra, si sono assegnati i titoli nazionali indoor un po' ovunque: gli appuntamenti più attesi erano per Spagna, Germania e Francia. Vediamo com'è andata. In Germania il protagonista assoluto è stato Tobias Unger, che si è laureato campione sia sui 60 metri che sui 200 (6"60 e 20"56, nuovo record tedesco, in trentacinque minuti!). In evidenza anche Astrid Kumbernuss (18,93, mondiale stagionale), la ostacolista Bolm (7"94) ed i saltatori con l'asta, finalmente fuori dalla mediocrità. Titolo a Danny Ecker con 5,75 e tre uomini a 5,70 (Schulze, Lobinger ed Otto). Primo posto nell'asta donne per la Hingst con 4,55, e buona impressione da Sabine Zimmer nei tre chilometri di marcia (12'04"86). In Germania festa per David Canal, al record nazionale sui 400 in 45"93 (battuto dopo 15 anni il primato di Cayetano Cornet). L'eptathlon ha ospitato l'estone Rahnu (6006 punti), che ha saggiato pista e pedane madrilene dove sarà ancora di scena fra due settimane. Qui si disputeranno i Campionati Europei. Nel mezzofondo maschile ancora incertezza su chi correrà cosa: i campionati di Spagna non hanno sciolto le riserve di Estevez e Higuero, ancora indecisi su quale gara disputare agli Europei. Si sono disputati i campionati nazionali anche in Finlandia, Austria, Belgio (in palio anche i titoli d'Olanda), Svizzera (1.92 di Corinne Muller),Slovacchia (Konopka 20,55 nel peso, sei lanci oltre i venti metri) e Repubblica Ceka (2,30 di Baba, non male a 2,35). Tra gli olandesi 5,60 di Blom e 18,03 di Lieja Koeman, sposata col discobolo canadese Jason Tunks. Nei campionati polacchi magnifica gara di asta femminile, dove Monika Pyrek porta a casa il titolo con soli tre salti: buono il primo a 4,40, sbagliato il secondo a 4,60 ed il tutto per tutto a 4,70 (riuscito!), dopo che Anna Rogowska aveva supertao i 4,60 alla prima prova. Nello sprint 6"58 sui 60 metri del solito Chyla, regolarissimo nello spazio di 2-3 centesimi, e nel salto in alto 2,30 di Michal Bieniek. Jump! Mentre in Europa si salta in altezza, negli States i numeri riguardano l'estensione: il botto della settimana è opera di Walter Davis, che nel Twilight di Baton Rouge realizza un sensazionale mondiale stagionale nel triplo con 17,62. Nel lungo in gara Moffitt, argento olimpico, che migliora il primato stagionale con 8,16. A Flagstaff, in Arizona, 5,71 di Nick Hysong e 20,89 di Godina nel peso. Jumping! Salti e non solo nel Jumping Meeting di Tallinn: c'è chi sale (record sudafricano indoor per Freitag con 2,28 e 5,71 del 37enne Jeff Hartwig) e chi vola radente (tre nulli nell’asta per Yeremenko, 5,84 quest'anno, e miserrimo 6,72 nel lungo per Stringfellow). Altre cose buone per la bella lettone Radevica (6,66 in lungo, personale) e soprattutto per Susi Kallur, che con 7"90 sui 60 ostacoli eguaglia il mondiale stagionale della Shevchenko. Il ritorno di Liu Xiang Il campione olimpico e co-primatista del mondo è rientrato a Shanghai, in occasione del National Grand Prix cinese. Un solo assaggio sui 60 ostacoli (batteria vinta in 7"87), poi la squalifica in finale. Primati nelle prove multiple con Shen Shengfei (4266 punti) Dagli antipodi Doppio appuntamento con l'atletica australiana, a Melbourne (Grand Prix II) ed Adelaide, con gli addetti ai lavori già in fibrillazione per la nuova prodezza di Paul Burgess, salito pochi giorni prima addirittura a 5,95 nell'asta. A Melbourne però il saltatore, che è coetaneo del nostro Gibilisco, è stato sorpreso da Steve Hooker, numero tre nazionale sulla carta, salito a 5,75. Molti risultati tipici di un avvio di stagione, dove i carichi di lavoro sono ancora da smaltire. Nel mezzofondo ha vinto un tranquillo 5000 Craig Mottram in 13'28"05, mentre nelle siepi gli specialisti australiani sono stati messi in fila da un kenyano tutto nuovo, Collins Kosgei, in 8'28"12. Dalle gare femminili il rientro di Jana Pittman sugli 800 (personale con 2'04"03), ed il ritorno in pista dopo tanto cross per Benita Johnson, cinquemila in 15'21"02. Ottime prospettive negli anni a venire per la 16enne Katsanevakis, autrice di 2'06"37 sugli 800 metri. Nell'appuntamento di Adelaide bis di Blackwood (vincente anche a Melbourne), ma più brillante in 45"68, e ritorno alla vittoria per Burgess (5,80). Consolida lo standard di ottometrista Parravicini con un salto (ventoso) ad 8,10. Per finire 5,75 di Markov, sempre ad Adelaide, ma qualche giorno fa. Lanci invernali Dalla Turchia il 78,08 del martellista Apak, sorprendente bronzo olimpico ad Atene. Il lancio per il titolo invernale turco è avvenuto a Mersin, che il prossimo mese ospitera la il challenge europeo. In Ungheria 76,50 di Kristian Pars, già tre gare al suo attivo. Altrove, al Cairo, primato africano dell'egiziana Hussein, che ha scagliato il martello a 68,48. In Germania 83,07 nel giavellotto di Stefan Wenk. La marcia in arrivo Tra non molto fioriranno i primi risultati dal settore del tacco e punta: per ora segnaliamo la 10 chilometri di Almeria, in Spagna, con il debutto dell'argento olimpico Fernandez (38'45"); tra i battuti l'irlandese Heffernan e Ilya Markov. Con molti protagonisti impegnati con la (scarsa) attività in sala, c'è scappata anche una migliore prestazione mondiale, ottenuta dalla bielorussa Margarita Turova a Minsk (20'37"77 sui 5 km), che succede al 20"42'33 della russa Grushinova che risaliva al 1997. Nuove bandiere Ancora cambi di nazionalità: in procinto di acquisire lo status di atleti del Bahrein sono Zebenech Tola (2'02"18, 4'07"78 e 8'40"32 in pista nel 2004) ed il giovane talento Tesfu Bikila, entrambi etiopi. La Tola ha vissuto negli ultimi due anni in Svizzera, dove ha chiesto asilo. Nella sezione statistiche le graduatorie mondiali ed europee aggiornate, ed anche le rispettive liste all-time indoor. La settimana in corso ci offre ancora salti a Weinheim (iscritto Baba), il memorial Cagical di Madrid, il meeting di Chemnitz e soprattutto il Gaz de France di Liévin: fuori dai confini europei, rotta su Boston, con i campionati USA indoor. Marco Buccellato


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