Internazionale: numeri da Boston, Tammert 70,82!




 
La maratona di Boston in primo piano, con l'eccellente quarto posto di Bruna Genovese in 2h25'28" (primato personale) in una corsa di appannaggio kenyano e con ben cinque americani cinque (non succedeva da una vita) tra i primi dieci in campo maschile. Brava Genovese! Per dare un'idea della competitività dell'atleta della Forestale (terza a Boston lo scorso anno) ecco i suoi parziali: al quinto chilometro passaggio in 17'09" (in testa con il gruppo), al decimo 34'08", al quindicesimo 51'15", al ventesimo 1h08'35". Passaggio alla mezza maratona in 1h12'19" (ancora in testa con Balciunaite, Prokopcuka, Jeptoo, Shimahara e Tosa), quindi 1h25'41" al venticinquesimo chilometro e 1h43'09" al trentesimo (in testa alla corsa). Nella successiva frazione di cinque chilometri la Genovese ha perso diciassette secondi sul terzetto di testa, formato da Tosa, Jeptoo e Prokopcuka, transitando al 35° km in 2h00'30". Il distacco dell'italiana è aumentato al 40° chilometro, dove è stata cronometrata in 2h17'45" (2h16'31" per la Jeptoo), a quasi un minuto dalla terza, la giapponese Tosa. Al traguardo la kenya Rita Jeptoo Sitienei (già vincitrice della mezza maratona di Parigi in marzo) ha chiuso in 2h23'38", dieci secondi davanti alla lettone Prokopcuka (successo a New York 2005) ed alla Tosa. La Genovese ha preceduto l'altra Giapponese Shimahara, già battuta dall’azzurra nella trionfale maratona di Tokyo 2004. Robert Kipkoech Cheruiyot, vincitore a Boston tre anni fa ed alla Roma-Ostia del 2002, da non confondersi col quasi omonimo Robert Cheruiyot (un successo alla maratona di Milano quattro anni fa), è tornato al successo di caratura internazionale con un ottimo 2h07'14", precedendo Benjamin Maiyo (secondo a Chicago lo scorso anno) di oltre un minuto (2h08'21") ed il famosissimo eritreo naturalizzato americano Keflezighi (2h09'56"). A Nagano Ivanova-bis L'ottava edizione della maratona di Nagano è stata vinta, per il secondo anno consecutivo, dalla russa Albina Ivanova (2h28'52") che ha preceduto la connazionale Skvortsova (2h29'28") ed una brillante Rillstone (Nuova Zelanda), scesa anch'ella sotto le due ore e trenta in 2h29'46". Il kenyano Nephat Kinyanjui ha centrato il successo della corsa maschile in 2h11'18" danatti al russo Andreyev (secondo anche lo scorso anno) ed all'altro kenyano Macharia, che nel 2005 coronò la sua partecipazione con la vittoria. Sulle orme di Alessandro La prima edizione della maratona di "Alessandro il Grande", con traguardo a Salonicco, ha visto successi africani come da pronostico, per merito di nomi nuovi: se nella gara degli uomini il 22enne Moses Arusei ha nettamente migliorato (cinque minuti!) il personale grazie al tempo di 2h11'37", tra le ragazze la debuttante algerina Souad Ait Salem (ottima specialista del mezzofondo in pista) ha sorpreso in 2h28'22", lasciando a ben dieci minuti l'esperta maratoneta Mary Ptikany. Dischi caldi, caldissimi, anzi infuocati Negli ultimi giorni si sono succedute prodezze nel settore lanci, e specificatamente nel disco maschile: ha aperto le danze Virgilijus Alekna, che al debutto casalingo di Vilnius ha messo a segno una magnifica serie tutta oltre i 66 metri e mezzo, con una punta di 69,08. Sabato, invece, una prodezza "di area" ed una di livello mondiale: a Rosario l'argentino Jorge Balliengo ha migliorato il primato del Sud America con una bordata da 66,32 (il giorno successivo a Santa Fe è rientrato anche German Chiaraviglio, autore di 5,35 nell'asta), mentre a Denton, in Texas, il bronzo olimpico Aleksander Tammert ha spedito una cartolina "pesante" al connazionale Kanter, migliorando il primato nazionale di Estonia con un lancio di 70,82! Europa sotto l'acqua L'acquazzone violento di Antalya (Coppa Europa dei 10000 metri) ha incorniciato la prodezza della etiope-turca Abeylegesse (30'21"67) ed ha reso impossibile un riscontro cronometrico soddisfacente per la gara maschile. Detto della positiva spedizione italiana, resta da notare un piccolo segnale in chiave continentale, relativo all'età dei protagonisti: tra gli uomini, appena sette tra i primi venticinque classificati raggiungeva i trent'anni (undici tra le donne), e, sempre tra gli uomini, si sono contati tre under 23, fatto difficilmente riscontrabile in passate edizioni della manifestazione. In un panorama del mezzofondo, che per merito della sempre più oceanica ondata africana diventa ogni anno più giovane, il dato è qualcosa su cui continuare a lavorare, relativamente all'Europa, nelle stagioni a venire. USA in lungo e in largo Fari sulle Mt.SAC Relays di Walnut, ma anche su Knoxville (Sea Ray Relays) e Coral Gables (Miami Elite Invitational). Proprio a Miami si è nuovamente esibito Ladji Doucouré, con risultati decisamente mediocri (13"76 ventoso), mentre si sono fatti notare la velocista Myrick (11"24), l'ostacolista Cherry (12"83), rientrata da un paio di mesi dopo una squalifica di due anni,e soprattutto Xavier Carter, ancora lui, che ha messo la firma su un 20"13 controvento che lascia presagire cose importanti. Lontanissimo dalla forma di poche stagioni fa Bernard Williams, staccato di ben sette decimi. Walnut: 2,00 di Chaunte Howard Di qui sono passati illustrissimi campioni e medaglie di ogni metallo e grandezza: in tre giorni di gare si sono contate un numero smisurato di competizioni high school e buona parte dell'attività universitaria USA, oltre alle classiche gare ad invito. Nei numeri passiamo in rassegna la giornata conclusiva, dove la perla è venuta dall'alto femminile, grazie al primo due metri all'aperto della stagione, opera dell'argento mondiale Chaunte Howard. La rassegna californiana ha visto anche la rivelazione americana dell'asta Stuczynski centrare una prestigiosa vittoria con 4,47, la lunghista nera McKinney approdare ad un inatteso 6,83 e lo specialista degli 800 Khadevis Robinson centrare il mondiale stagionale (praticamente in solitario) con 1'44"98. Le gare di velocità sono state illuminate da LaShawn Merritt (20"23), che ha preceduto la novità Berrian (20"31). Nelle altre gare 69,69 della martellista Gilreath, 38"19 della staffetta veloce dell'Arkansas, 17,10 del triplista Wilson e 2,30 di Jesse Williams nel salto in alto. Dal martello maschile un pesante 78,52 del biondo Alfred Kruger, che ha dato due metri al quotatissimo slovacco Charfreitag. Dagli ostacoli 12"68 di Virginia Powell (vento dispettoso di appena 2,2 metri al secondo a vanificare il tutto). Nota bene: Felix Sanchez è rientrato in pista, dopo la tribolatissima stagione 2005, con un terzo posto sui 400 piani in 46"19. Altra nota: nuovi ventimetristi nel peso maschile: Jarred Rome (20,35) e Stephen Manz (20,20). A Knoxville un altro Merritt Aries Merritt, ostacolista già autore di 13"33 due settimane fa, ha confermato la buona vena nelle Sea Ray Relays, aggiudicandosi un buon 110 in 13"38. La vera protagonista delle gare del Tennessee è stata però Shalonda Solomon, che se sui cento metri ha sfruttato la brezza favorevole (11"12) sui duecento ha messo a segno un regolare 22"59. Sui cento maschili 10"11 regolare del vicecampione del mondo junior Omole, nel lungo vittoria dell'iridata Madison (6,48 senza strafare). El Paso: si vola A Tempe si è ripresentato anche il superman del lungo Dwight Phillips, che continua a balbettare dopo una stagione indoor davvero incolore: per lui 10"38 sui 100 e 7,82 nel lungo. Nell'altitudine di El Paso è sfrecciato l'antillano Churandy Martina, stavolta con vento regolare, in una doppia eccellente volata, sancita da numeri quali 10"04 e 20"27. Velocissima anche Tahesia Harrigan (Isole Vergini), al primato con 11"13. Ciliegina vanificata dal vento (2,8 metri al secondo), il 17,48 di Kenwood Bell nel salto triplo. Celebrità di ritorno LaTasha Colander è tornata in pista a Clemson, esibendosi in due turni di cento metri, entrambi viziati dal vento troppo sostenuto: 11"03 in batteria ed 11"05 in finale sono un buon segnale. Sempre a Clemson il debutto di Lashinda Demus, che ha scelto il piano vincendo in 51"65. Presente anche Lauryn Williams, nell'occasione sui duecento metri, con un anonimo 23"15. La lituana Skuyjté, autrice della miglior prestazione mondiale nel decathlon femminile un anno fa a Columbia (nel Missouri) con 8366 punti, è tornata sul "luogo del delitto" ma non ha saputo eguagliare se stessa, totalizzando 8091 punti. Nel dacathlon maschile 8018 punti del norvegese Uldal. Dalle tante manifestazioni giovanili statunitensi un nome nuovo, buono per un futuro non troppo lontano: Harry Adams, sedici anni, capace di correre i cento metri in un legalissimo 10"33 a Fort Lauderdale. Marcia mondiale (junior) Ultimissime dal Giappone: domenica nel corso dei campionati asiatici di marcia il 18enne Zhao Jianguo ha realizzato la migliore prestazione mondiale junior sui 50 chilometri, marciando in 3h41'10". Il giovanissimo cinese ha preceduto il ventenne Li Jianbo (3h43'02") ed il giapponese Yamazaki (3h43'38", primato nazionale). La 20 chilometri femminile è andata alla kazaka Tolstaya (1h30'22"), quella maschile ad un altro marciatore cinese, Xu Xingde (1h22'17"). E adesso Londra In attesa della conclusione dei Carifta Games di Les Abymes in Guadalupa (la scorsa notte le finali più importanti col meglio della velocità caraibica giovanile sui blocchi), presentiamo la settimana a venire: l'evento della domenica (o dell'anno?) si celebrerà a Londra, dove il meglio del pianeta si contenderà il successo in quella che si annuncia una delle più incandescenti maratone di sempre. In pista l'attività sarà concentrata nelle Kansas Relays di Lawrence e nel Grand Prix di Pretoria. Ancora dal mondo delle maratone, le corse di Amburgo e Enschede. Per la marcia, il challenge IAAF di Yangzhou (in Cina) ed i giochi balcanici di Istanbul. Marco Buccellato


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