Internazionale, le cronache della settimana




 

Arriva il primo record del mondo ufficiale del 2011, grazie all'impresa annunciata dello specialista delle prove multiple Ashton Eaton. Yelena Isinbayeva torna in pedana a Mosca e ritrova subito il sorriso della vittoria. In pista non latitano le grandi prestazioni (Mosca, e soprattutto Stoccarda), e la stagione indoor esplode in concomitanza col ritorno alle gare di atleti di gran nome.

Eaton, mondiale numero due

Ashton Eaton ha realizzato a Tallinn il primo record mondiale della stagione indoor, migliorando di sessantanove punti il precedente limite da lui stesso stabilito lo scorso marzo a Fayetteville. Il nuovo primato (6.568 punti) è stato ottenuto con una serie di parziali eccezionali: dopo cinque prove lo statunitense aveva totalizzato un punteggio parziale così alto che la garanzia di arrivare al record del mondo era praticamente certa, anche con prestazioni "normali" nelle due prove conclusive.

Questo il cammino-record di Eaton: 6"66 sui 60 metri, 7.77 nel salto in lungo, 14.45 nel peso, 2.01 nell'alto, 7"60 sui 60 ostacoli (miglior risultato di sempre in un eptathlon), 5.20 nell'asta (al terzo tentativo) e 2'34"74 sui mille metri. L'impresa era nell'aria, annunciata dallo stesso Eaton come un tentativo serio di migliorare il primato, ed è stata accompagnata dall'entusiasmo del pubblico estone, fine intenditore della cultura delle prove multiple. Eaton sarà di nuovo in gara nel classico meeting di Götzis, in Austria.

Isinbayeva, il ritorno in due salti

Sono bastati due salti a Yelena Isinbayeva per tornare in cima al mondo, ed uno solo per vincere, nella prima competizione dopo l'anno sabbatico cui si è sottoposta nella scorsa stagione, saltando completamente la stagione estiva. La russa, che rientrava a Mosca in occasione del meeting IAAF "Russian Winter", è entrata in gara a 4.61 (misura superata soltanto da lei) superando poi (sempre al primo tentativo) la quota di 4.81. Tre errori a 4.91 non hanno incrinato la qualità della prestazione della superstar della specialità dell'asta femminile, che ha ritrovato la sua interprete più carismatica. L'altro grande protagonista del meeting, Ivan Ukhov, ha superato 2.34 per poi provare (buono un tentativo) il primato nazionale (già suo) a 2.41. Darya Klishina ha vinto la gara di salto in lungo con 6.82.

E' stato il meeting dei salti e, nelle corse, delle distanze solitamente poco frequentate. Il risultato migliore è arrivato infatti dai 600 metri (una distanza "snodo" di molte delle migliori specialiste russe degli 800 metri), dove Yuliya Rusanova ha non solo realizzato la seconda prestazione di sempre in 1'24"02, ma ha anche chiaramente battuto la campionessa mondiale ed europea indoor degli 800 metri Savinova. Anche nei 600 maschili un risultato di spessore, il terzo di sempre, per opera del kenyano Jackson Mumbwa Kivuna (1'15"69). Anche nei 1000 buoni risultati, ma distanti anni luce dal mondiale della Mutola. Nelle due serie la migliore è stata Yelena Arzhakova con 2'35"21.

Nella velocità non finisce di stupire Kim Collins. Dopo il ritiro, è tornato per qualche meeting poco impegnativo, ci ha ripreso gusto ed eccolo a Mosca fare bella figura in 6"60 perdendo per millesimi dal compatto americano Norman. Arriverà fino a Daegu, poi darà il definitivo alle gare. La sprinter del Gabon Ruddy Zang-Milama si è imposta in scioltezza sui 60 femminili in 7"15.

La settimana appena trascorsa

Aldilà delle gare comprese tra sabato e domenica, il calendario internazionale ha offerto diversi altri appuntamenti nei giorni precedenti: a Mosca il russo Ukhov, reduce dal 2.38 di Hustopece, ha vinto un meeting di solo salto in alto con la misura di 2.30 ed ha rinunciato a proseguire preservando la riserva fisica e mentale per il "Russian Winter" di domenica. A Tallinn ha fatto tappa la piccola ucraina Povh, la miglior sprinter europea di inizio stagione, che ha confermato lo stato di grazia esprimendosi a 7"16 (ancora più rapida sabato a Stoccarda in 7"14). Nel meeting austriaco di Linz record sudamericano dell'astista brasiliano Fabio da Silva con 5.65 e 20.34 del tedesco Bartels nel getto del peso.
      
Boston e New York

A Boston prima edizione del "New Balance", un meeting di grande prestigio conosciuto fino alla scorsa stagione col nome di "Reebok Indoor Games": c'era attesa per l'esito della trasferta oltreoceano di Mo Farah, il quale è uscito sconfitto dallo scontro con l'etiope Gebremeskel sui 3000 metri, ma non è andato lontano dal proprio record nazionale, chiudendo in 7'35"81 (7'35"37 per l'etiope). Discreti risultati d'assieme, soprattutto al femminile: la Hastings ha vinto i 400 metri in 51"88, Lauryn Williams è scesa a 7"17 sui 60 metri, la giovane Wright ha vinto gli 800 in 2'01"01, la pluri-campionessa universitaria Sally Kipyego si è imposta nei 3000 in 8'49"74 ai danni di Jennifer Simpson-Barringer (8'50"78). In campo maschile 6"60 di Kimmons e 32"93 di Calvin Smith Jr. sui 300 metri. In pedana, 4.61 di Jennifer Stuczynski nell'asta.

Nel New Balance Invitational di New York qualche interessante risultato: nella prima giornata 18.64 della pesista Jillian Camarena, 20.40 di Mason Finley, un lanciatore approdato di recente ad una nuova dimensione tecnica, 7"18 della sprinter Brookins e 4.45 della slovena Sutej nel salto con l'asta. Nella seconda sessione di gare, 22"98 di Jeneba Tarmoh (confermato al centesimo il risultato già realizzato in Texas quindici giorni orsono).

Miscellanea USA

Torna alla ribalta Jeffery Demps, un velocista che a 18 anni si segnalò correndo in 10"01 i 100 metri nel corso degli U.S. Trials per le Olimpiadi di Pechino, prestazione mai ufficialmente ratificata come record del mondo junior. La scorsa stagione si è laureato campione universitario sia all'aperto che nella stagione in sala, e rieccolo ora sfrecciare in Virginia, autore di un buon 6"57 nella riunione di Blacksburg del weekend appena trascorso. Seconda uscita stagionale per Kirani James, talento di Grenada, astro degli anni a venire. Dopo l'esordio stagionale indoor in Nuovo Messico con 20"58, ha corsi i 400 metri in Indiana, in un impianto con sviluppo di 352 yards, chiudendo in 45"47! Chiudiamo l'attività USA col ritorno di Carmelita Jeter, che ad Albuquerque ha esordito sui 60 metri in 7"23.

Nord America

Esaurito il discorso sull'attività negli Stati Uniti, ecco il Canada: a Saskatoon progressi nella velocità per la campionessa del mondo di salto in lungo Brittney Reese, che ha vinto i 60 metri in 7"24. Nella due-giorni del meeting canadese anche le prove sui 50 metri, dove la Reese si è migliorata in 6"29 e Sam Effah ha corso in 5"67, il miglior tempo sulla distanza delle ultime sei stagioni indoor.

Alamirew

Torniamo brevemente su uno dei protagonisti della Sparkassen Cup di Stoccarda, l'etiope Yenew Alamirew, vincitore dei tremila metri in 7'27"80, terza prestazione di sempre al coperto, numero quattro in assoluto (due sono di Gebrselassie), all'esordio assoluto su una pista indoor. Alamirew non è una novità, pur se è apparso dal nulla nel corso della scorsa stagione, in primavera: a settembre, alla Notturna di Milano, fece vedere i fulmini nientemeno che a Silas Kiplagat, l'uomo dei favolosi 1500 metri dell'Herculis di Montecarlo, in 7'28"82, undici secondi abbondanti di distacco dopo metà gara corsa da solo contro il tempo.

All'ingresso nel breve rettilineo di Stoccarda, l'etiope ha affiancato e sorpassato uno specialista del calibro di Augustine Choge, senza patìre apparentemente sforzo, nonostante il ritmo elevatissimo della gara. Tra gli altri risultati di Stoccarda (meeting già riassunto nei suoi argomenti principali nella giornata di sabato), menzione particolare per l'1'45"02 col quale il sudanese Kaki ha bagnato l'esordio stagionale. Ora punta al primato del mondo indoor dei mille metri.

Gli altri meetings del fine settimana

In Francia si fa largo l'ostacolista Bascou, che a Eaubonne ha corso in 7"57, seconda prestazione europea della stagione. Nell'incontro tutto scandinavo a squadre tra Finlandia, Svezia e Norvegia di Tampere (pista gigante), vittoria alla squadra svedese (un solo punto sui finlandesi tra gli uomini, margine più ampio tra le donne). In evidenza l'altista Torro (2.33) e la norvegese Vukicevic (7"92 sui 60 ostacoli). Eccezionale, per la precocità dell'atleta, la vittoria nell'asta maschile dello svedese Melker Svärd-Jacobsson (diciassette anni appena compiuti), che si è imposto con 5.45, la miglior prestazione mondiale indoor al limite dei 17 anni. Dwain Chambers ha evitato di correre la finale dei 60 metri ai Birmingham Indoor Games, adducendo la scarda forma, dopo aver corso in 6"83 in batteria e in 6"72 in semifinale. Emerge il nome nuovo Fearon, che scende a 6"62, che eguaglia la miglior prestazione europea siglata da Di Gregorio a Stoccarda.

Gran Bretagna

Nel prossimo fine settimana l'atletica d'oltremanica tirerà le somme della stagione indoor e si definirà la selezione che prenderà parte ai campionati Europei indoor di marzo. Le gare, i campionati britannici validi come Trials per l'Europeo, si svolgeranno a Sheffield, dove è prevista la presenza della campionessa del mondo di eptathlon Jessica Ennis. La stelle nascente è Holly Bleasdale, classe 1991, l'ultimo grido del salto con l'asta, che migliora ad ogni gara da un mese a questa parte. Domenica è arrivata a 4.50, ed ha provato per la prima volta il record britannico a 4.61.

Incroci di ostacoli

Non è previsto alcun confronto che veda gareggiare assieme i tre assi degli ostacoli alti nel corso della stagione indoor. A Stoccarda David Oliver ha avuto ragione di un Robles alle prese con errori tecnici (ritirato in finale). A Düsseldorf, venerdì prossimo, il cubano troverà sui blocchi il cinese Liu Xiang. Lo stesso Liu, due giorni dopo a Karlsruhe, affronterà Oliver.

News giamaicane

La stagione al coperto della due volte campionessa olimpica dei 200 metri Veronica Campbell-Brown si è esaurita con l'unica apparizione dei Millrose Games di new York, dove si è imposta sui 60 metri in 7"11, miglior crono mondiale stagionale. Nel frattempo, nella folta nidiata dei giovani talenti, fa ancora parlare di sé una atleta tanto giovane quanto precoce: si tratta della quattordicenne Saqukine Cameron, classe 1996 (!) capace di fermare il cronometro (manuale) sui 23"3. La scorsa stagione, ancora tredicenne e sempre sui duecento metri, corse in 23"84 con cronometraggio elettrico ai Carifta Games.
 
Strada

Nella "Mainichi marathon" di Beppu-Oita, in Giappone (edizione numero sessanta), vittoria del marocchino Ahmed Baday in 2h10'14", primato personale, sul kenyano Daniel Njenga Muturi (pluridecorato a Chicago), secondo in 2h10'24". Sempre in Giappone, nella mezza maratona di Marugame, il kenyano Samuel Ndungu ha coperto la distanza in 1h00'55", tre secondi più veloce del giapponese Ugachi. A meno di 24 ore dal via ha dichiarato forfait la star annunciata della corsa, la turca di origini etiopi Elvan Abeylegesse.

Cross, campionati USA

Nella bella cornice di Mission Bay Park hanno vinto, e guadagnato la selezione per i Campionati mondiali di cross, Shalane Flanagan e Brent Vaughn. Se l'affermazione della Flanagan era nelle aspettative, non si può dire altrettanto del successo di Vaughn, al quale venivano preferiti, in sede di pronostico, sia Matt Tegenkamp che Abdi Abdirahman. Dietro la Flanagan (che correrà la maratona di Boston in aprile), Molly Huddle, Lisa Koll, Magdalena Lewy Boulet e Blake Russell-Phillips. Vaughn si è lasciato alle spalle Bumbalough, Moran, e il già citato Tegenkamp.
   
Mercoledì a Banska Bystrica: alto con Di Martino e Ukhov

Nel meeting slovacco di dopodomani torna in pedana Ivan Ukhov, prim'attore del salto in alto recentemente salito a 2.38 e vincitore domenica a Mosca con 2.34. Ad affrontarlo, alcuni tra i migliori russi (Dmitrik, il giovane Mudrov), mentre sulla pedana femminile Antonietta Di Martino sarà alla ricerca di un buon risultato dopo l'esordio vittorioso di Dessau (1.95). Proprio a Banska Bystrica, quattro anni fa, la saltatrice campana volò per la prima volta in carriera oltre i due metri, stabilendo il primato italiano. Assenti i nomi di grido quali Vlasic e Howard-Lowe, l'avversaria da battere sarà la russa Shkolina.

Sempre mercoledì si gareggia sulla pedana tedesca di Weinheim: presenti il campione europeo all'aperto Shustov e l'ex-campione mondiale Thomas, ma è grande atletica già tra poche ore, col "Meeting du Pas-de-Calais" di Liévin, un classico dell'atletica indoor che nella sua storia ha fruttato ben otto record mondiali. In gara, oltre alla grande prova nel triplo (assente dell'ultima ora Olsson), Lemaître (rivincita contro Rodgers), Kaki, Robles, Lavillenie, Djhone alla ricerca del limite europeo dei 300, e un superbo 1500 metri maschile. 

Lutto in Kenya

L'atletica registra la prematura scomparsa di Albert Kiptoo Yator, diciassette anni, argento mondiale juniores a Moncton sui 3000 siepi. Il giovane atleta è deceduto sabato all'ospedale di Eldoret per complicazioni subentrate in seguito ad una infezione malarica.         
 




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