Internazionale, indoor-super in Europa e USA



Il fine settimana più lungo della stagione ha ripresentato la regina dell'atletica femminile, Yelena Isinbayeva, il prodigio-Pognon autore di un sensazionale primato europeo e l'esplosione cronometrica del 18enne americano Merritt in Arkansas. Parleremo di questi tre protagonisti e di quant'altro accaduto nel panorama dell'attività agonistica mondiale. Pognon, un jet Lo straordinario risultato di Ronald Pognon a Karlsruhe (6"45, nuovo primato europeo dei 60 metri) è nato un anno e mezzo fa a Bydgoszcz, quando il potente velocista di colore ottenne il primo importante successo della sua carriera, laureandosi campione continentale under 23 sui 100 metri. Uscito in semifinale ad Atene, si è presentato domenica forte del recente primato di Francia (6"51, due domeniche fa a Gand), subito eguagliato in batteria nell'impianto tedesco. La fase lanciata in finale ha impressionato, permettendo al francese di recuperare la partenza non brillantissima (quarto tempo di reazione allo start su sei finalisti, pur se peggiore di soli sette millesimi di secondo rispetto al più reattivo, Dwight Phillips). In cinque sono scesi sotto i 6"60, e tra questi c'è anche Obikwelu. Il francese, il portoghese, i nostri azzurri Collio e Verdecchia e l'inglese Gardener (appena detronizzato dal primato) rappresentano il meglio dello sprint breve continentale sul viatico degli euroindoor. Mutola al debutto Da Karlsruhe sono molti i risultati degni di menzione: il 2'17"01 di Baala sui mille metri (primato di Francia), il gran duello sui 1500 tra il sempre più convincente Daniel Komen (3'33"08) e Ivan Heshko (3'33"99, seconda prestazione europea di sempre), il 7"50 di Stanislav Olijar sui 60 ostacoli, il ritorno ad alta quota di Tim Lobinger con 5,78 davanti ad un ritrovato Galfione alla sua ultima stagione (5,70), ed il risultato del brasiliano Gregorio, che ha battuto il meglio del triplo russo e cubano con 17,21. Anche dalle gare femminili sono venuti notevoli spunti di interesse: il ritorno di Maria Mutola, subito sui suoi vecchi standard con 1'58"49, i 400 della russa Krasnomovets (51"26) che ha preceduto una Grit Breuer finalmente fuori dalla mediocrità (51"77), lo sprint della graziosa belga Gevaert (7"18), e soprattutto il miglior 1500 della stagione con Lidia Okniska-Chojecka che con 4'04"84 ha centrato il mondiale stagionale davanti alla bielorussa Turova (4'05"93) ed alla francese ex-marocchina Dehiba (4'06"41). Con 4'07"59 si fa spazio la russa diciannovenne Alminova, già in luce nei primi meeting di gennaio. C'era anche Thaimi O'Reilly, che ha onorato l'impegno con 13,53 nel triplo ed un sesto posto, battuta tra le altre da una Aldama sottotono (13,95) e dalla Pyatykh (14,15): tutte in ogni caso dietro alla bielorussa Safronova-Klimovets, vincente con un salto di 14,17. Chi ferma più la Isinbayeva? Come riportato nella precedente cronaca di sabato, l'esordio stagionale di Giuseppe Gibilisco non è stato dei più fortunati. Fermatosi alla quota di 5,40 complice il vecchio fastidio muscolare alla gamba destra, il siracusano non ha potuto replicare la brillante prestazione della scorsa stagione a Donetsk, quando realizzò il primato italiano. Vittoria a Derek Miles, numero uno statunitense di questa stagione indoor in assenza dell'olimpionico Mack, salito a 5,85, e con lui sull'ideale podio il campione del mondo indoor Pavlov e l'ucraino Yurchenko, entrambi capaci di superare la quota di 5,80. Siderale la gara delle ragazze, ma era nelle previsioni. Yelena Isinbayeva con 4.87 ha realizzato la miglior misura mai ottenuta al coperto, che consideriamo solo come tale dopo che la IAAF ha unificato i primati ottenuti all'aperto con quelli al coperto per quanto riguarda il settore salti. Ancora più su anche la polacca Rogowska, che con 4,75 succede a se stessa nella cronologia del primato nazionale. La misura di 4,75 non è la miglior "non-winning": Stacy Dragila si fece battere a Budapest 2004 con 4,81, proprio nel giorno del vecchio mondiale della Isinbayeva (4,86). Da eccezionale contorno il 4.70 dell'altra polacca Pyrek, il 4,60 ottenuto dalla Polnova e da Carolin Hingst ed il duplice 4,50 per la Belinskaya (personale eguagliato), ed appunto per la Dragila. Ecco Superman 2 Due giorni di gare a Fayetteville per il Tyson Invitational, molti risultati di prima grandezza ed un nome su tutti: quello di LaShawn Merritt, oro iridato junior a Grosseto e diciottanni che spingono verso il futuro. Il presente è uno straordinario 44"93, mondiale junior, che fa di Merritt il secondo interprete di sempre dei 400 indoor, terzo tempo all-time dopo il 44"63 ed il 44"66 di Sua Maestà Michael Johnson, ed un altrettanto scintillante 20"40, mondiale junior pure questo, ottenuto sabato, nella giornata dedicata ai Collegians. Il ragazzo della Virginia, che non avrà una vetrina mondiale indoor nel mese di attività invernale che resta, guarda già lontano e fin d’ora pregustiamo l'eccitazione dei Trials pre-Helsinki con lui, Wariner, Williamson, Harris, Brew, Rock, Potter e tutti gli altri. A Fayetteville è stato grande anche Bershawn Jackson, che pur se strabattuto da Merritt ha corso in 45"70, mentre nel miglio il programma ha offerto l'altro gioello, la vittoria di Bernard Lagat, terzo di sempre dopo El Guerrouj ed il grande Eamonn Coghlan, grazie al tempo di 3'49"89 (3'33"34 al passagio ai 1500 metri). Alistair Cragg si è ripetuto dopo aver battuto Kenenisa Bekele, e ha castigato un altro etiope, Markos Geneti, mentre dagli ostacoli (Allen Johnson in 7"51) e dal lungo sono venuti gli altri acuti maschili: tre dei quattro migliori interpreti americani (il primo è Phillips, impegnato in Germania) si sono ritrovati per il primo faccia a faccia della stagione: vittoria a Pate con 8,16, poi Stringfellow a 8,14, terzo l'argento olimpico Moffitt con 8,11. Veronica Campbell ha corso il miglior 60 dell'anno, 7"09, un decimo meglio di Muna Lee, ma si è trattato dell'unico acuto femminile. Nelle altre gare 7"98 della Carruthers negli ostacoli (un centesimo meglio della Freeman), e 23"19 della Trotter sui 200 metri. Nelle gare di sabato, ha fatto bella figura un altro ragazzo dell'86, Walter Dix, secondo nei 200 di Merritt in 20"73, ed ha confermato la forma attuale Williamson, vincente in 46"13 in una delle tredici (!) serie di 400 maschili disputate. Sempre sui 400, 51"68 di Tiandra Ponteen (St.Kitts) davanti alla 19enne Natasha Hastings (51"85, ora seconda solo a Sanya Richards nelle liste all-time junior). Campionati russi a Volgograd Decisamente inferiore alle attese la qualità dei risultati provenienti dalla massima rassegna nazionale russa: la forza d'urto non è quella della passata stagione, anche se alcuni dei nomi più importanti (Rybakov, Pavlov, Borzakovskiy) hanno disertato i campionati per gareggiare all'estero, come nel caso della Isinbayeva. In campo maschile, deludente nelle corse, si è visto qualcosa di buono dai salti, come da tradizione: doppio 2,31 nell'alto per Fomenko e Tereshin (solo terzo Voronin, l'ultimo dei duequarantisti), e conferma per il giovane talento 19enne Ukhov, quarto con 2,28. Delude Dmitrik, quindici giorni fa a Glasgow protagonista di una esaltante vittoria su Stefan Holm (ed Alessandro Talotti), che chiude quinto. Dal triplo 17,09 di Spasovkhodskiy, ed altri due atleti oltre i 16,90, poi più nulla. Meglio le ragazze, come da tendenza. Se la velocità pura resta un po' sottotono (7"23 di Yekaterina Grigoryeva, che altri non è che la Leshcheva con il nome da sposata, e 23"29 di Natakya Ivanova, quattrocentista di ruolo), vanno forte i 400: tre donne in finale sotto i 52 secondi, e vittoria allo spasimo per Svetlana Pospelova (51"57) di un centesimo sulla esperta Rosikhina. Terza la primatista del mondo dei 400 ostacoli Pechonkina, 51"91. Ancora sotto i due minuti la Chzhao sugli 800 metri, la differenza con le altre scuole di pensiero la fa la densità: sei atlete sotto i 2’02”, ma con quel materiale umano a disposizione sarebbe stupefacente il contrario. Dal resto delle corse 8'50"50 sui 300 metri di Liliya Shobukova davanti alla Chizhenko, e mancato bis del duo, preceduto sui 1500 da Oksana Zbrozhek in 4'11"09. Assente la Shevchenko, gli ostacoli sono andati alla Korsunova in un modesto 8"26. Come nelle previsioni l'alto è stato appannaggio di Anna Chicherova (1,98), ed uno standard discreto ma non all'altezza del recentissimo passato è stato mantenuto nei salti in estensione: Melnikova a 6,64 nel lungo (due altre atlete oltre i 6,60), e 14,43 di Viktoriya Gurova, dieci centimetri meglio della Oleynikova. Lebedeva e Simagina ai box, la panchina non è poi così lunga. Dal peso, per concludere, 18,92 per la Ryabinkina che ribadisce la leadership stagionale, e due altre specialiste sopra i 18 metri. Campionati nazionali: Romania, Svezia, Gran Bretagna, Grecia, Ucraina Riflettori puntati anche sugli altri vari campionati nazionali al coperto disputati nel fine settimana appena trascorso. In Romania come di consueto buone prestazioni dai concorsi: Oana Pantelimon sale a 1,95 nell'alto lasciando il ruolo di vicecampionessa nazionale ad un'altra veterana, Monica Iagar, ferma ad 1,92. Nel lungo emerge la quasi trentenne Angelica Badea che si assicura la vittoria con 6,75 e batte le favorite Anton e Militaru (6,59 e 6,58 rispettivamente). Dal triplo conferma del pieno recupero di Adelina Gavrila dopo l'infortunio: la 26enne saltatrice vola con 14,58. Nei concorsi maschili primato nazionale per Guset nel peso con 20.93 e vittoria a sorpresa nel lungo di Simion con 7,99 davanti al favorito Tudor, per un solo centimetro. L'altro lunghista di livello internazionale Tarus di è dedicato alla velocità, vincendo il titolo sui 60 metri con 6"76. Nell'alto 2,27 di Vasilache, mentre nelle corse si mettono in luce la solita Elena Iagar, autrice di una doppietta su 800 (2'03"02) e 1500 (4'10"22), e la giovane sprinter Angela Morisanu, diciotto anni e mezzo, che con 7"30 vince titolo nazionale ed abbassa il primato junior, oltre a bissare il successo sui 200 in 23"78. Nella Svezia dei quattro superastri Olsson, Holm, Kluft e Bergqvist, la rassegna nazionale ha presentato solo l'eptatleta, impegnata come vedremo in varie specialità. Assenti per infortunio i due maschi e la saltatrice in alto, agli onori della cronaca è balzato l'erede di Holm, quel Carl Linus Thornblad che a Grosseto si classificò al quarto posto con la stessa misura del tre atleti finiti sul podio. Già accreditato di 2,30 la passata stagione, Thornblad a Malmoe ha superato 2,31, ed assieme a lui si sono messi in evidenza il solito Wissman (21"05), il decatleta-astista Alhaji Jeng (5,65) e Susanna Kallur, vincitrice sui 60 in 7"30 (davanti alla gemella Jenny) e sui 60 ostacoli in 8"01. Dicevamo della valchiria Kluft: terza sui 60 in 7"40 (personale), seconda sugli ostacoli in 8"34, quarta nell'alto con 1,76, ottava nel peso con 13,84. Veniamo alla Gran Bretagna, che ha ospitato la propria rassegna nazionale a Sheffield: assenti molti bei nomi, i fari erano puntati su Jason Gardener, esperto uomo da sala ed iridato in carica. 6"60 e pratica archiviata, pur se con qualche fatica per respingere l'assalto del trinidegno Findlay, britannico fino a pochi mesi fa, secondo con 6"61. Fuori dalla scena per il momento Lewis-Francis, in letargo Campbell, il campione del mondo indoor Gardener è l'unico sprinter continentale in grado di respingere le velleità di Pognon. Sui duecento e sui quattrocento non va meglio: il miglior inglese di stagione, Lambert, si è fatto battere in finale dall'ospite irlandese Hession, ed ancora un giovane irlandese, Dave Gillick, ha stracciato Garland, un semisconosciuto che con 47"05 è, strano ma vero, il miglior britannico visto fin qui. Le note liete vengono dall'ostacolista bianco Allan Scott, sceso a 7"58 e soprattutto dal coloratissimo Idowu, che al termine di una serie tutt'altro che esaltante (da 15,85 a 16,74), ha estratto dal cilindro un gran 17,30 che lo issa in vetta alle liste stagionali del triplo. Conferma della buona condizione di Jo Pavey, ad 8'50"28 sui tremila dopo l'8'42"46 di Stoccarda, e nuovo primato britannico dell'ex-lunghista Claxton, scesa a 7"96 davanti all'ex-primatista Allahgreen. Al primato anche l'irlandese O'Rourke, con 8"06. Per chiudere, personale indoor per la nera Jade Johnson, vincitrice del lungo con 6,50. Ancora gare per i titoli nazionali: a Kaunas, in Lituania, 8,13 nel lungo del 22enne Mykolaitis, che sembra greco da tanto cognome ma così non è. In Grecia primato per Zalaggitis nel triplo con 16,95, e rientro per la lunghista Pilatou con 6,58. Ancora veloce Giorgia Kokloni, al titolo nei 60 metri in 7"21. Nella seconda giornata 7,98 di Tsatoumas nel lungo e titolo nazionale dell'asta per la rivelazione junior Filippidis (5,55). Nelle ultime ore della giornata arrivano anche i risultati completi dei campionati nazionali ucraini: il meglio è venuto dall'asta maschile, grazie al successo del ventenne Vladyslav Revenko, capace di valicare 5,75, seguito da Korchmyd (23 anni) con 5,70 e Mazuryk (22 anni) a 5.65. Una gran bella generazione. Nel settore femminile, 1,91 della Styopina e 6.58 della Stadnyuk nel lungo. Euronews Campionati nazionali a parte, si è gareggiato quasi ovunque: segnalazioni per il rientro di Venelina Veneva (1,93 a Sofia), e più indietro nel corso della settimana la prima delle due riunioni finlandesi in impianti con piste di sviluppo superiore alla norma. A Mustassari, 400 metri di pista come negli stadi, singolare primato del mondo di Llewellyn Herbert, specialità 400 ostacoli, con 49"90, e mondialino junior per il diciannovenne Le Roux con 50"41. Vale solo per le statistiche. Sabato replica a Tampere (pista di 300 metri), e bel successo di Luca Verdecchia in 6"62 davanti a Morne Nagel (6"64, a Mustasaari aveva corso in 6"60). L'azzurro di è esibito anche sui 100 metri, che al coperto di corrono quasi esclusivamente in Finlandia ed in Ungheria, finendo quarto con 10"49 dietro il sorprendente finnico Sipila (10"42), Nagel (stesso tempo) e l'altro e più conosciuto finlandese Poyhonen (10"43). Sempre da Tampere, 2,24 di Andrea Bettinelli (battuto dal ritrovato Freitag a 2,27), e debutto indoor per Mokoena, planato con 7,94 al record sudafricano al coperto nel salto in lungo. Ancora in scena Herbert (35"43 sui 300 ostacoli) e prime spallate europee per Adam Nelson, vincitore nel peso con 19,93. Ancora più a ritroso, ripartendo dalla gara di alto di Banska Bystrica di martedì scorso, dove Andrea Bettinelli si è portato a 2,27 (pari merito con Nieto), classificandosi quarto dietro Baba (2,33), Ton (2,31) e l'ucraino Sokolovskiy (2,29): della partita anche i gemelli Ciotti (settimo Nicola con 2,25 ed ottavo Giulio con 2,20). All'indomani della gara slovacca, Giulio Ciotti ha replicato a Cejkovice, nella Repubblica Ceka: terzo posto con 2,18 dietro il duo di casa Ton-Baba, con il primo vittorioso a 2,28 ed il secondo, pausa di respiro dopo tante prodezze, fermo a 2,22. Multiple al top Nell'Intersport Arena di Linz, in Austria, minimo per gli europei di Olivia Woeckinger (6,57 nel lungo), ed 8"14 della slovena Tomic, recentemente vittoriosa su Margaret Macchiut a Lubiana. Con ritardo apprendiamo del mondiale stagionale nell'eptathlon da parte del russo Drozdov, ottenuto quasi un mese fa a Orel (6195 punti), mentre per ciò che riguarda il pentathlon è di poche ore fa il top mondiale 2005, ad opera dell'ucraina Dobrynska, che a Sumy ha totalizzato 4604 punti. Ancora Europa, con la Francia: 5,60 di Galfione venerdì ad Aubière, e 2,25 di Stéphane Toinon a Parigi, nel corso dei campionati under23, junior ed allievi. A Budapest ritorno dopo lunga assenza per Dora Gyorffy con 1,89 nell'alto e 16,67 di Peter Tolgyesi nel salto triplo. Polonia: ecco Majewski, uomo da podio europeo, 19,87 nel peso a Varsavia, mentre a Spala continua a progredire Lukasz Chyla, un centesimo alla volta (ora è a 6"60 sui sessanta metri), e torna con 5,60 nell'asta Adam Kolasa. Un nome per il futuro dalla scuola polacca dell'alto: Sylwester Bednarek, talentuoso saltatore classe 1989, si è portato a 2,15 firmando il primato di categoria. In Slovacchia in evidenza i concorsi: nell'alto Diana Laznickova è salita a 1,92, nel peso Mikulas Konopka ha lanciato a 20,13. Nella Repubblica Ceka c'è attesa per i campionati nazionali del prossimo week-end, con Denisa Scerbova attesissima nel lungo ad un nuovo primato nazionale dopo i progressi anche nella velocità (7"56 sui 60 metri a Praga sabato scorso). Dalla Slovenia numeri in chiave italiana: a Sempeter dieci giorni fa Paolo Camossi ha saltato 14,21, classificandosi quinto in una gara di triplo dai contenuti tecnici modesti (vittoria dello sloveno Batagelj con 15,69). Spagna in fibrillazione Con l'avvicinarsi dell'appuntamento madrileno degli Euroindoor, si intensifica l'attività ed escono allo scoperto i più bei nomi dell'atletica spagnola: sabato a Valencia hanno dato segnali importanti i protagonisti del mezzofondo, come Antonio Reina, che ha corso gli 800 in 1'46"71, e Reyes Estevez, che sui 1500 in 3'38"13 ha respinto le avances di Arturo Casado, non uno tra i più noti specialisti, ma capace di scendere a 3'38"71. Buon test anche per Higuero (7'48"46 sui 3000), mentre è rimasto di nuovo al di qua della fettuccia dei venti metri il pesista Martinez (19.85). Negli ostacoli nuovo successo per la ex-nigeriana Alozie (8"08) e 4,35 nell'asta per Mari Mar Sanchez. Note a stelle e strisce Dell'intensa attività americana, Fayetteville ha rappresentato l'apice, ma qua è là si sono colti risultati da segnalare: in Ohio 23,62 del discobolo Kibwe Johnson nel peso con maniglia,mentre nell'Idaho Kelly Willie ha corso i 400 in 46"18 e Domenik Peterson la mezza distanza in 20"75. Ad Ames (Iowa, pista gigante) 3'03"95 dell'Università della Florida nella staffetta del miglio e 6"62 di Joshua Norman sui 60 metri. Ancora Johnny Drake si segnala con 6"60 in Pennsylvania, mentre torna a far parlare di sé lo junior Scott Sellers, elevatosi a 2,26 nell'alto a Houston. A Seattle 5,66 di Skipper nell'asta e undici atleti sotto i 14' in un cinquemila di sostanza, con il 23enne Tegenkamp primo al traguardo in 13'36"48. Nella sezione statistiche del sito, dopo il meeting di Stoccolma in programma oggi, saranno fruibili le liste mondiali indoor aggiornate al 16 febbraio, comprensive di tutti i risultati del tumultuoso week-end appena trascorso. Atletica open Sfuggito ai più, il debutto "sperimentale" di Kim Collins, iridato dei cento a Parigi 2003, si è consumato a Kingston, in Giamaica, sull'insolita distanza dei 400 metri: per l'uomo di St.Kitts 47"75 dietro lo sconosciuto Kimani Williams. In gara era anche un altro Williams, il ben più conosciuto duecentista Christopher, che ha chiuso dietro Collins in 47"79. Ancora dall'attività all'aperto, 13"3 manuale sui 110 ostacoli di Frikkie Van Zyl, sudafricano erede di Shaun Bownes, ed ottimo avvio di stagione per Beatrice Faumuina, che ad Hamilton, in occasione del Porritt Classic, ha lanciato il disco a 65.09; nell'impari confronto ha trascinato a livelli tecnici visibili due atlete di nazioni piccolissime, come la Tapoki delle Isole Cook e la Uhi delle Isole Tonga, entrambi approdate a misure attorno ai 53 metri. Sempre da Hamilton, 18,97 nel peso di Valerie Adams-Vili. Sabato di gare a Bloemfontein, Sud Africa: l'ex-campione del mondo junior dei 400 ostacoli Van Zyl progredisce fino a 48"54, battendo Cilliers in una gara con quattro atleti a 49"5. In attesa dei risultati dei lanci invernali dalla Russia, non ancora pervenuti, passiamo all’attività su strada. La maratona di Tokyo Successo in solitudine per Toshinari Takaoka, ex-pistard ed ora maratoneta di prima classe, che a Tokyo è scappato poco dopo metà gara ed ha concluso in 2h07'41" (mezza in 1h03'42). Con 2h06'16" (Chicago 2002), il giapponese vanta l'ottava prestazione di sempre. Nelle dichiarazioni del dopo-gara si è detto soddisfatto ma con rammarico, avendo sperato a lungo in una prestazione cronometricamente migliore. Secondo, tutto solo anche lui, il tanzaniano Bayo (2h10'51"), ed oltre le due ore e quattordici gli atleti dal terzo posto in poi. Strada anche a Himeji, dieci miglia nel segno di Terukazu Omori che ottiene il primato della corsa in 46'26". Cross La tappa IAAF di Nairobi è stata vinta da Eliud Kipchoge, che in pista o nei campi è attualmente l'unico kenyano in grado di competere con gli etiopi. Sui 12km del cross lungo ha battuto il giovane Mosop ma anche atleti di grandissimo calibro quali Korir, Kamathi ed Abraham Cherono. Isaac Songok, specialista dei 1500, nel cross corto ha fatto altrettanto, lasciando sul posto Sammy Kipketer, Chebii, il giovane campione Brimin Kipruto, argento olimpico nelle siepi. Un altro astro del futuro, Augustine Choge, già noto al grande pubblico, si è imposto nella categoria junior (è ancora diciottenne nonostante dal 2003 sia balzato alle cronache con le vittorie nelle massime competizioni giovanili). Donne: un plotoncino di specialiste di fama, dalla Chepkemei alla Kirui alla Kwambai, è stato messo in fila nel cross lungo dalla 23enne Rose Chepyego Chepchumba, mentre nel corto il successo è stato della Jepleting. L'Eurocross di Diekirch, in Lussemburgo, ha premiato il talento del 20enne qataregno Sultan Khamis Zaman, uomo da 3'39" e 13'18" in pista, bravo nel superare Jawher del Bahrein (conosciuto da kenyano come Leonard Mucheru Maina), James Kwalya e Wilson Chemweno. Boccata d'ossigeno per l'Europa femminile grazie al successo di Nathalie Harvey sulla polacca Lesman. Oggi è in programma il Globen Galan di Stoccolma, mentre venerdì replica per molti protagonisti nel Norwich Union di Birmingham. Ancora in settimana i campionati dei Balcani ad Atene, che ospiterà anche il meeting internazionale di domenica. In calendario anche i campionati nazionali in Germania, Francia e Spagna. All'aperto attività in Australia, con il debutto del Grand Prix II a Melbourne. Marco Buccellato


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