Internazionale, in Russia "nouvelle vague" da reco



Settimana straordinaria grazie alla incredibile edizione dei campionati russi, dai quali sono usciti primati importanti come quelli del mezzofondo femminile, e molti altri risultati di grande spessore. Oltre a questo osserveremo quanto accaduto nel resto d'Europa e negli USA ad una settimana dai campionati americani. A Mosca antipasto mondiale Motivatissimi dai Mondiali che disputeranno a casa loro, i numerosi talenti che animano l'inesauribile movimento dell'atletica russa hanno reso indimenticabile l'edizione dei campionati nazionali conclusasi sabato scorso, con due record del mondo "veri", un "world best" ed un "mondialino" junior, senza contare alcuni "non-record" di altissimo significato tecnico. Le due dive dell'ultima ora si chiamano Liliya Shobukhova e Yelena Soboleva. La prima è una ventottenne che a Mosca ha migliorato con 8'27"86 il primato del mondo dei tremila metri di Berhane Adere (8'29"15), portando anche la poco conosciuta Olesya Syreva sotto il limite predecente (8'29"00). Della Shobukhova si sa che è rimasta ai margini della grande atletica fino al 2003, poi dall'anno successivo sono arrivati i risultati cronometrici sperati. Nel 2005 l'affermazione in Coppa Europa, ed ora un primato inseguito a lungo dalle giovani etiopi, finito invece nelle sue mani. La Soboleva, se vogliamo una sorpresa ancora maggiore della Shobukhova, è una ventitreenne che già l'anno scorso si era migliorata di dieci secondi sui 1500 metri, ed è approdata al record del mondo dei 1500 a Mosca (3'58"28) dopo la prodezza sui 1000 metri ottenuta in gennaio, quando scese sotto il vecchio limite europeo della Holmes nel giorno del primato continentale della Chizhenko, battuta proprio a Mosca. Il suo primo sub-4 minuti, che coincide col primato mondiale, è giunto del tutto inatteso, nonostante si sia fatta una certa fama grazie al quarto posto mondiale di Helsinki. Numeri da fantascienza I campionati russi hanno dato spettacolo in molte gare: scorriamo velocemente partendo dalle donne, vere protagoniste del momento. Il 49"98 di Natalya Nazarova sui 400 non è troppo lontano dal record del mondo dei 400, e di contorno sono state eccezionali la Krasnomovets (50"04) e la Antyukh (50"37), entrambe al primato personale. Sugli 800 Olga Kotlyarova ha mancato per soli quattro centesimi il primato di Russia (1'57"51 il suo tempo). Nella insolita specialità indoor delle siepi (le informazioni giunte parlano di assenza della riviera) si è contato un record del mondo (Tatyana Petrova con 9'07"00) ed uno juniores (Yuliya Mochalova con 9'28"63). Riviera o no, il tempo della Petrova è peggiore solo del record del mondo all'aperto di Gulnara Samitova. Nei concorsi, assenti le superstar Kotova e Isinbayeva, le migliori sono state la Slesarenko 81,98), la Pyatykh 814,69 e nuovo stop per la Lebedeva) ela Ryabinkina nel peso (19.07). Nelle gare maschili tutt'altro discorso: nessun primato come da previsioni, ma una gran finale di alto (Tereshin a 2,36, Rybakov a 2,34 ed i due nuovi supereroi Silnov e Ukhov a 2,32), una vittoria senza palpiti per Borzakovskiy sui 1500 ed una buona finale di triplo con quattro specialisti oltre i diciassette metri (vittoria a Gushchinskiy con 17,22). Nel peso, il faccione da bambino di Anton Lyuboslavskiy ha sorriso per i 20,75 del nuovo primato europeo under 23 al coperto. Birmingham: la Isinbayeva non fa venti Assente giustificata ai campionati nazionali, la primatista del mondo dell'asta ha mancato il ventesimo primato del mondo della carriera (4,92) dopo essere entrata in gara a 4,65 ed aver proseguito con 4,79. Entrambe le misure sono state valicate al primo tentativo. La polacca Rogowska, privata del record nazionale dalla Pyrek a Donetsk, è volata ben più alta della connazionale grazie al 4,79 realizzato in extremis. Nelle altre gare molto bene Bekele (sfiorato il primato del mondo sulle due miglia con 8'05"12) e la Dibaba (8'41"22 sui 3000). Sui 1500 3'34"26 di Daniel Komen, che ha praticamente eguagliato il mondiale stagionale, già suo. Nella velocità maschile 6"55 del cubano Mayola, che ha battuto Gardener: l'inglese ha altresì annunciato che non andrà a Mosca per concentrarsi sui Giochi del Commonwealth. Uscita fuori dai confini nazionali per la prima volta nella stagione, Christine Arron ha subito fatto centro cui 60 in 7"16 davanti alla belga Gevaert (7"20). da segnalare il rientro alle competizioni di Torri Edwards, quarta in 7"21. Vlasic strepitosa La rinuncia di Kajsa Bergqvist e di Stefan Holm non ha penalizzato la riuscita del meeting di Banska Bystrica di una settimana fa: Blanka Vlasic ha portato a termine la miglior gara della sua carriera, con prime prove riuscite a 1,96, 1,99, 2,03 e 2,05! Particolarmente vicini al record del mondo (2,09) un paio di assalti. La ceka Lalakova con 1,99 ha migliorato il record nazionale. Andriy Sokolovskiy ha vinto la gara maschile con 2,36, ed alle sue spalle sono cresciuti ancora lo svedesino Thornblad con 2,34 ed il cipriota Ioannou con 2,30. Non ha gareggiato Andrea Bettinelli, che i comunicati stampa del meeting confermavano come iscritto. Oprea vola sui Mondiali Marian Oprea sta vivendo il miglior momento di forma della carriera. Nelle tre apparizioni dell'attuale stagione indoor la media dei suoi salti vincenti è pari a 17,60! Dopo il 17,38 del debutto, la scorsa settimana il triplista romeno si era portato a 17,70, e sabato a Bucarest, nel corso dei campionati nazionali, si è ancora migliorato con 17,74. Nella stessa giornata anche l'exploit del piratesco pesista Guset, che ha migliorato il record di Romania con 21,04. La settimana europea Da Dusseldorf una manciata di risultati di buon livello. L'asiatica Jamal ha confermato il buon approccio alle indoor con 4'05"37 sui 1500 metri, ma le cose migliori le hanno mostrate gli europei: Fabian Schulze ha battuto gente come Lobinger, Averbukh e Mesnil valicando 5,75; il connazionale Blaschek ha corso i 60 ostacoli in 7"59, e la svedese Susi Kallur si è confermata (ancora ostacoli) con 7"88. Ottimo Bartels nel peso, ancora vicino ai ventuno metri (20,84). Meno lontano il getto di Rutger Smith (19,89) nel corso dei campionati olandesi che si sono disputati come d'abitudine a Gand, in Belgio. Greci al via Dopo qualche meeting di assaggio, l'atletica ellenica si è ripresentata ad Atene, dove si sono assegnati i titoli indoor: poche le prodezze e concentrate in pedana. Tra gli uomini duplice record nazionale nei salti in estensione, grazie a Tsatoumas (8,15) e Tsiamis (17,12), ma si annovera anche il buon avvio di Stella Pilatou che ha vinto il lungo con 6,67. Ancora dai salti, e precisamente da Belfast, 14,23 della giamaicana Smith nel triplo davanti a Yamilé Aldama (14,18). Prossima fermata Boston Ultimo round-up americano prima dei campionati USA indoor di Boston, in programma da venerdì a domenica: a Knoxville erano dis cena un campione olimpico (Mack) ed una iridata (la Madison). Per l'astista il miglior risultato della stagione (5,70), per la lunghista una delle frequenti apparizioni sui 55 metri, vinti in 6"83. Altro titolatissimo atleta, Terrence Trammell, ha vinto a Bloomington sia i 60 (6"58) che i 60 ostacoli (7"51, mondiale stagionale). Sul piano è uscito malconcio Dwight Phillips, che con 6"74 e 6"73 appare lontanissimo dalla forma delle ultime stagioni. A Blacksburg l'esperto Milton Campbell ha centrato ben due mondiali stagionali: 200 in 20"42 e 400 in 45"81. Non male per un reverendo predicatore già selezionato per tre edizioni dei Mondiali indoor. Sempre in Virginia buoni colpi nel lancio del peso: Laura Gerraughty ha battuto la fortissima trinidegna Borel (18.84 contro 18,79) ed il giamaicano Scott si è migliorato ancora con 20,52. A Akron, in Ohio, ancora alta la Stuczynksi nell'asta con 4,57, mentre a Mount Pleasant un risultato fa discutere: è il 6"53 sui sessanta metri del semisconosciuto Johnny Drake, un 23enne che all'aperto vanta appena 10"66 ma che si è già messo in luce da un paio di stagioni con buoni risultati indoor. Di questo velocista ricordiamo un 6"54 poi "ridimensionato" per problemi di cronometraggio, ed il 6"63 di poche settimane fa sul quale nessuno ha avuto da ridire. Liu Xiang forfait Primo appuntamento col Grand Prix cinese a Shanghai: il campione olimpico Liu Xiang non si è presentato al via dei 60 ostacoli per infortunio, ed il meeting non ha offerto granché. Unico acuto da una ragazzina, la quasi diciassettenne Zheng Xingyuan, che nell'alto ha superato il metro e novanta. Nel peso femminile, che di qui a Mosca seguiremo con attenzione per scoprire le avversarie mondiali di Chiara Rosa, primato personale (18,32) di Li Fengfeng. Vista su Tel Aviv I lanciatori oliano i meccanismi per l'appuntamento di Coppa Europa in Israele, il mese prossimo: in Russia si è svolta da venerdì a domenica una prima sessione invernale a carattere nazionale, con qualche discreto risultato. Al martello la parte migliore grazie ai lanci di Khersontsev (77,44) e della Khanafeyeva (71,60) che ha battuto la primatista del mondo Lysenko (68,36). I tedeschi si sono dati rendez-vousa Keimbaum: ottimi Esser nel martello (79,90) e la Nerius nel giavellotto (64,02); discreti la campionessa del mondo Dietzsch (63,03) ed il bronzo mondiale Moellenbeck (62,40). In Portogallo ancora un record nazionale del giavellotto per Silvia Cruz (57,16) che succede ai due già realizzati nelle scorse settimane. Australia e Nigeria in movimento Tre giorni di gare a Melbourne per i "Victoria Champioships": in pista mezza Oceania ed un agguerrito gruppetto di britannici. Dal setaccio di 207 pagine di risultati (!) estrapoliamo il 16,90 di Idowu nel triplo ed il 10"22 di Mark Lewis-Francis sui 100 metri (fronte inglese), ed il 45"44 del "rasta" nero Steffensen, uno degli uomini nuovi del team australiano. In campo femminile 9'39"11 di Donna MacFarlane sulle siepi e 54"41 della Pittman sugli ostacoli. Restando in proiezione dei Giochi del Commonwealth, è stata fatta la squadra nigeriana, uscita dai trials di Abuja di dieci giorni fa: qualcosa di buono è uscito dalla velocità (10"13 di fasuba e 10"14/20"51 di Emedolu) e dal lungo femminile (due ragazze a 6,60), ma il colpo la ha messo a segno il ventiduenne James Godday, uno specialista dei 400 metri che d'estate gareggia abitualmente in Germania, che con 44"99 ha realizzato il primo sub-45 della stagione. Irving Saladino riparte dal Brasile: il lunghista panamense ha saltato 8,29 a San Paolo, mondiale stagionale all'aperto, in una buona gara con due altri specialisti brasiliani atterrati ad otto metri ed oltre. Marcia I campionati spagnoli dei 50 chilometri hanno laureato per l'ennesima volta Mikel Odriozola (3h55'04"); secondo Juan Manuel Molina in 3h55'12". Titolo femminile della 20 chilometri a Beatriz Pascual con 1h36'31". Assente la migliore, Maria Vasco. Corse su strada A Dubai vittoria di un pacemaker, Joseph Ngeny, che trovata la giornata dalla pedalata giusta si è messo in testa di correre fino alla fine ed ha intascato il premio di venticinquemila dollari nonché un'automobile. Tempo del kenyano 2h13'02". Tra le donne vittoria dell'altra kenyana Asiago (tempo non di valore) davanti alla ben più accreditata etiope Gemechu. A Nobeoka l'ennesima maratona giapponese di inizio stagione è stata vinta dal Yuichi Washio in 2h11'05". Ad Austin, infine, 2h13'43" per Mindi Pukstas, vincitore della prova maschile, e straordinario 2h34"23 di Tatyana Pozdnyakova. Perché straordinario? Perché l'ucraina compirà il prossimo 4 marzo la bellezza di cinquanta anni! Nel prossimo weekend campionati nazionali in USA ed in mezza Europa, oltre ai Giochi Balcanici ed i meeting di Atene e Gand. Le graduatorie mondiali indoor (all-time comprese) subiranno un nuovo aggiornamento nelle prossime ore nella sezione statistiche del sito federale, alla luce degli ultimi risultati in Italia ed all’estero. Marco Buccellato

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