Internazionale, il pianeta che corre




 
La maratone scorrono una dopo l'altra e ci avviano ad un finale di stagione particolarmente stimolante, grazie soprattutto all'evento newyorchese di domenica prossima ed al gran finale di Fujuoka, dove correrà di nuovo Haile Gebrselassie. Per il momento vediamo cosa ha offerto il fine settimana, nelle corse cittadine, in pista, e nella marcia. Kenya all around A Francoforte, così come in tantissime altre maratone corse nel corso della stagione corrente, è stato ancora una volta un plebiscito: ha vinto Wilfred Kigen in 2:09:06, bissando a distanza di un anno il successo che ottenne con quello che è ancora il suo primato personale: 2:08:29. Conosciutissimo in Germania, il 31enne kenyota aveva già corso in aprile la maratona di Amburgo, chiusa al quarto posto in due ore e dieci minuti esatti. Dalla seconda piazza in poi è solo Kenya: Moses Arusei secondo in 2:10:30, Francis Kipkoech Bowen terzo, al debutto sulla distanza, in 2:10:49, Peter kiprotich quarto in 2:10:57, Peter Chebet (2:08:56 quest'anno) appena quinto in 2:11:45, Peter Korir sesto in 2:12:08. Per trovare un non-kenyota occorre scendere fino al settimo posto, dove c'è l'etiope Adillo (terza maratona della carriera) con 2:12:26,ma poi si ricomincia: ottavo Thomas Chemitei, nono Andrew Limo. Il rovescio della medaglia Nonostante i corridori del Kenya si assicurino il successo praticamente ovunque, in tutte le distanze praticate su strada dai 10 chilometri alla maratona, c'è un dato, grande come un altopiano, che sorprende: mai un atleta del Kenya si è assicurato il titolo olimpico della maratona. Già che ci siamo, inoltrandoci nel territorio dei campionati del mondo, il successo è arriso ai kenyani solo una volta in dieci edizioni, e non parliamo di ieri, ma addirittura del 1987, oro targato Douglas Wakiihuri, davanti al gibutiano Salah ed a Gelindo Bordin. Più recente l'oro parigino di Catherine Ndereba nella maratona mondiale femminile, ma anche qui si tratta di un caso isolato. L'incongruenza è ancora più vistosa se si considera che le mezzofondiste kenyane, ben quotate in linea generale, contano autentiche stelle sulle dita di una mano. Di fenomeni maschi, invece, il pianeta pullula. Non basta, per spiegare il vuoto kenyano sui podi importanti della maratona, la rincorsa ai premi in denaro, tantomeno le individualità selezionate per Olimpiadi e Mondiali, composte in più di un caso da atleti non propriamente "numeri uno". Un esempio? Nel 2005 gli specialisti delle lunghe distanze nativi del Kenya si sono imposti in ben 98 su 154 corse internazionali su strada (dai cinque chilometri alla mezza maratona), ed hanno riportato addirittura 71 successi su 126 maratone internazionali disputate, per un totale di 169 primi posti su 280 eventi! Una boccata d'Europa L'Africa nera, quella femminile, a Francoforte è rimasta a guardare. Ha vinto la 37enne russa Svetlana Ponomarenko in 2:30:05, davanti ad un'altra "master", la norvegese Kirsten Melkevik Otterbu, seconda in 2:31:20, largamente primato personale. Terza la marocchina Izem in 2:31:30, quarta la tedesca Dreher, quinta la debuttante russa (solo 26 anni) Vygovskaya, sesta la prima africana di pelle scura, l'etiope Dulecha, che ormai ha lasciato le piste per dedicarsi alla maratona a tempo pieno. La Russia conquista Dublino La maratona irlandese si è corsa ieri, lunedì, con successi di maratoneti russi: Aleksey Sokolov ha vinto in 2:11:39 8nuovo primato della corsa) davanti all'ucraino Kuzin ed al kenyano Edwin Komen. Alina Ivanova (ex-marciatrice di grande talento negli anni novanta) si è imposta nella maratona femminile in 2:29:49, superando la scozzese Haining e l'altra russa Zyusko. La corsa è stata funestata dalla morte di un partecipante. A Lubiana il primo al traguardo è stato un burundiano, Joachim Nshimirimana (2:14:14), capace di superare Benjamin Kiptaurus (2:10:56 due anni orsono nella maratona di Padova). Terzo, e campione mondiale militare, il qataregno Awad Aman Amajid. Contaminazioni La maratona internazionale di Nairobi è stata vinta, manco a dirlo, da atleti di casa: al successo maschile è andato il debuttante Hosea Kiprop Rotich in 2:10:21, a quello femminile Irene Cherotich in 2:32:29. Fatto insolito, il secondo posto è andato ad una atleta cinese, Zhang Xiu (2:37:26). Le maratonete cinesi di solito si esprimono compiutamente sul proprio territorio (Pechino, Xiamen), al massimo si spostano in Corea (Seul). Raro vederle impegnate in Europa, figuriamoci in Africa. Le grandi manovre Qualche buon risultato dalla finale del Grand Prix nazionale cinese disputato a Changsha tra sabato e domenica: si è rivista la campionessa olimpica dei diecimila metri, Xing Huina, che ha vinto i cinquemila in 15:26.84. Li Zhenzhu ha portato il record nazionale dei tremila siepi femminili a 9:48.63. La robusta Zhang Wenxiu, come da pronostico, ha vinto il martello con un lancio di 71.43. Inoltre la 18enne Zhao Yingzhu ma migliorato il primato asiatico junior del salto con l'asta con 4.45, e Li Fengfeng, una delle migliori pesiste del paese, ha portato il personale a 19.13. Il tutto come viatico per i Giochi Asiatici di Doha, in programma tra un mese circa. Quartiere cinese Ad una settimana fa risale la tre giorni di marcia di Xi'an, con molti dei migliori marciatori cinesi impegnati. Nella venti maschile ottimi risultati per Han Yucheng (1:19:35), Li Gaobo (il 17enne leader mondiale stagionale, secondo in 1:19:44), e Wang Zhiping (1:20:05). Nella cinquanta ben cinque specialisti sotto le tre ore e cinquanta minuti: Yu chaohong (3:43:58), Xinag Shucai (3:45:52), Li Jianbo (3:46:46), Zhao Chengliang (3:47:32) e Gadasu Alatan (3:49:36). Nella venti chilometri femminile nettissimo successo di Jiang Jing, un giorno prima del suo ventunesimo compleanno, in 1:28:55. Tutte le altre oltre l'ora e trentadue minuti. Piccoli missili Quindici giorni fa, sempre in Cina, una bella matassa di risultati dalla categoria under 18, tutta da sbrogliare, non tanto per il primato asiatico junior del pesista Wang Like (21.11 con il peso da sei chilogrammi), quanto per i numeri provenienti dalla marcia: troviamo, risultati alla mano, sei marciatori (nati tutti nel 1989), capaci di marciare i tre chilometri in pista con tempi da 11:14 a 11:32, altri tre che hanno chiuso la gara sui cinque chilometri sotto i venti minuti, e quattro marciatrici delle classi 1989 e 1990 che hanno furoreggiato dall'11:23 della prima al 12:37 della quarta. Al mondo, a livello assoluto, hanno fatto altrettanto solo in quattro, quest'anno: Petrova, Korzeniowska, Vasco e Milusauskaite. Riecco il cross: si parte dalla campestre belga nota come Lotto Crosscup (van Oost-Vlaanderen Wachtebeke), ma sono le maratone ad attirare i media di tutto il mondo, con l'appuntamento di New York, di cui abbiamo illustrato il cast stellare la scorsa settimana. Si correrà anche ad Atene e per la Intercontinental Eurasia Marathon di Istanbul. Marco Buccellato


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