Internazionale, il brivido della velocità




 

I temi della settimana internazionale toccano principalmente l'attività del continente americano, con il quale introduciamo il notiziario, ma risultati e notizie arrivano anche da Europa, Asia ed Africa.  

Bolt-poker: 9.92 

Quattro "cento metri" corsi in carriera e quattro vittorie, con una media extraterrestre di 9.935. Questo è lo spettacolare spot che Usain Bolt porta in dote a Tyson Gay nell'imminenza del primo duello al sole programmato per fine mese a New York. Il giamaicano, reduce dallo straordinario 9.76 di Kingston, ha mortificato ancora gli avversari a Port-of-Spain, in occasione degli Hampton Games, disputati nello stadio intitolato ad Hasely Crawford, l’uomo che ai Giochi di Montreal del 1976 sprintò rabbioso sull'oro dei 100.  Bolt è andato così forte (9.92 nonostante una partenza da dimenticare) da risucchiare nella scia anche John Capel, due volte sul podio mondiale dei 200, tornato a far parlare di sé quest'anno dopo un periodo di appannamento.  

Jonas sul tetto del mondo: 2.36 

Nell'ultima giornata del Big 12 di Boulder, in Colorado, lo statunitense Dusty Jonas ha portato il mondiale stagionale dell'alto maschile a 2.36. Jonas è un bianco 22 enne reduce da un ottima stagione indoor, nella quale si è laureato campione universitario con 2.31. A Boulder prima si è migliorato a 2.33 (secondo tentativo), poi è salito ancora, sempre con l'ausilio di due prove. 

Carson: Tyson stende tutti, la Stuczynski "vede" la Isinbayeva 

Anticipato dai cinquemila di sabato (mondiale stagionale dll'etiope Aboosh in 13:08.64), l'Adidas Track Classic ha visto ai blocchi di partenza della velocità buona parte del meglio made in USA, ma passerà agli archivi soprattutto per il primato americano dell'asta femminile realizzato da Jennifer Stuczynski, unica donna del pianeta a valicare la misura di 4.90 dopo Yelena Isinbayeva. La progressione è stata spaventosa: ingresso a 4.67, due rincorse per volare oltre i 4.90, tre fallimenti al record del mondo di 5.02. Un anno fa di questi tempi aveva superato 4.88 a New York. Torna su anche l'anziana Dragila con 4.47, dopo alcune gare un po' sconsolanti. 

L'attesa era soprattutto per le gare di velocità fino ai 400 metri. In campo maschile Tyson Gay ha vinto 100 e 200 in 10.05 e 20.08, entrambe con vento contrario. Sui 100 ha sudato sette camicie per contenere il Patton di quest'anno (ottimo con 10.06), mentre l'argento mondiale Atkins è giunto terzo in 10.16. Sui 200 (un metro e sette contro) Gay ha preceduto Xavier Carter (20.30) ed il piccolo Rodney Martin (20.55). 

Tra le donne era davvero impressionante l'elenco delle partenti sui 100 metri: un po' il vento contrario un po' la tensione hanno impedito la realizzazione di tempi ben più interessanti dell'11.14 col quale Veronica Campbell ha messo in fila tutta la nazionale USA. Lauryn Williams è stata l'avversaria migliore (a un solo centesimo, a due l'altra giamaicana Stewart), poi tutte gambe a stelle e strisce con la Felix (11.21, stanca e provata anche per un lutto personale), la Jeter e Sanya Richards (11.26), la Edwards (11.31), la più forte delle Barber (11.39). E' solo l'inizio, ma la Campbell ha messo i puntini sulle "i" a casa del diavolo. 

Imbattibile Wariner 

Sulla doppia distanza Muna Lee sfiora il freschissimo mondiale stagionale della Lucas (ne parleremo tra poche righe), correndo controvento in 22.30 su una Jeter esaltata in 22.47 e su Marshevet Hooker (22.49). Pur se velocissima in 22.79, delude Bianca Knight, una delle più attese, che chiude quinta battuta anche dalla cingalese Jayasinghe.  400: Wariner ha vinto in 44.42 sul canadese Christopher (44.71) e su Chris Brown di Bahamas (44.98). Solo quarto Kerron Clement in 45.10. La Giamaica trova spazio anche sui 400 femminili, grazie a Novlene Williams che in 50.38 precede di tre centesimi Mary Wineberg-Danner. Ultimi sussulti dalla pista, l'esordio di Trammell sugli ostacoli (13.40, beffato di un centesimo da Anwar Moore), e la bellissima gara dei 100 ostacoli femminili dominata da Joanna Hayes in 12.64 sulla emergente Candice Davis (12.71), Denby (12.72), Dixon (12.75) e Cherry (12.79, favorita con la Hayes). 

Rowbury-exploit 

In un ottima gara di 1500 metri femminili, la suatunitense Shannon Rowbury ha realizzato il mondiale stagionale sulla distanza correndo in un inatteso 4:01.61, migliorandosi di sei secondi. Bernard Lagat ha vinto i 1500 maschili in volata i 3:35.14 sul neozelandese Willis (3:35.75) e sul canadese Sullivan (3:35.78), mentre la minore delle Dibaba (Genzebe) ha perso dalla canadese Metcalfe sui 3000 (8:51.97, mondiale stagionale). Lanci: c'era Cantwell, c'era Nelson, niente Hoffa. A Cantwell il giro di posta con 21.39, secondo il biondo Nelson con 21.13. Altra pedana e resurrezione completata per Chaunte Howard, argento mondiale dell'alto a Helsinki, che supera al terzo tentativo 1.98 e poi tenta per tre volte l'assalto ai 2.01. 

Saladino 8.39 a Rio 

Rieccolo  in cima al mondo: Irving Saladino ha esordito nel Gran Premio Caixa di Rio de Janeiro con 8.39 ed altri due salti a 8.30 e 8.37. Voleva andare oltre il record del meeting (suo, di 8.56) e c'è quasi rimasto male. Molto bene anche la brasiliana Maggi, capace di volare a 6.91, a due centimetri dal mondiale stagionale della statunitense Reese, ed in generale bene tutti i concorsi (la Gonzalez 19.02 nel peso, Giralt 17.28 nel triplo su Gregorio a 17.27). 

Alta quota, sprint in stato di grazia 

A Boulder, che ricordiamo essere situata ben oltre i mille metri di altitudine, molti altri risultati interessanti oltre al 2.36 di Jonas, annunciati peraltro da scoppiettanti batterie. La giamaicana Simone Facey e la statunitense Porscha Lucas hanno dato vita a due grandi volate, ma tutte le atlete in gara hanno corso come mai prima: la Facey ha vinto i 100 in 10.95 (!), su Alexandria Anderson (11.11), Porscha Lucas (11.15) e la semisconosciuta Scottesha Miller (11.21), per poi perdere sui 200 in 22.45 da una stratosferica Lucas (22.29, mondiale stagionale e già a 22.49 in batteria).  Un'altra Anderson (Nickiesha, giamaicana) si è classificata terza in 22.57, ed a seguire Allison George (22.72, aveva 23.35 ventoso..) e la coppia Ale Anderson-Tiffany Townsend (22.75). Settima Scottesha Miller, venti anni, in 22.79.  

Anche tra gli uomini movimento elettrico: il 20enne Betters ha vinto i 400 in 45.01, l'altro 20enne Phiri (Zambia) ha sbaragliato la concorrenza nella velocità correndo i 100 in 10.03 (vento a 2,2 metri al secondo) e i 200 in 20.29 (secondo un sorprendente Dodson con 20.37, per un totale di cinque atleti sotto i 20.50). E' esplosa anche Jessica Beard, classe 1989, che ha ingoiato i 400 in 51.09! 

El Paso 

Da un'altra sede baciata dall'aria rarefatta, ecco spuntare il 6.70 nel lungo della nigeriana Blessing Akagbare e l’ormai abituale accoppiata del talentuoso francese Hanany tra salti in elevazione e in estensione, con la conferma che il transalpino si trova assai più a suo agio decollando verso l'alto: stavolta è 2.30.  

Arriba arriba Thompson! 

Il velocista di Trinidad Richard Thompson, già campione universitario indoor con 6.51 sui 60 (mondiale stagionale) e recentemente sceso a 10 netti sui 100 all'aperto, ha bruciato la pista nella giornata conclusiva della "Southeast  Conference" di Auburn, in Texas, limando sette centesimi al personale e scendendo alla ragguardevole cifra di 9.93, con vento praticamente nullo! Thompson ha preceduto Trindon Holliday, lo sprinter tascabile esploso la scorsa stagione, secondo in 10.05 e vicino al personale di 10.02, ed ha concesso il bis sui 200, vinti un'ora più tardi in 20.23. Entrambi hanno guidato la 4x100 della Louisiana alla vittoria con 38.63. 

Nei cento donne vittoria della connazionale Baptiste in 11.09 (seconda Juanita Broaddus che disintegra il personale con 11.17), mentre nei 400 maschili sorprende il 22enne Hubbard (45.24) sullo sconosciuto O'Neal Wilder (45.54), capace di sotterrare il vecchio personale di quasi un secondo. Sempre da Auburn ennesimo colpo di Brittney Reese nel lungo (6.84), e 13.21 ventoso (2.4) per Jason Richardson (13.33 regolare in batteria). Gloria anche dai 400 ostacoli col 48.53 di Justin Gaymon (tre uomini sotto i 49 secondi), e nel peso col 20.31 di Cory Martin, un lanciatore che si divide (bene) tra peso e martello. 

Non solo Trinidad e Giamaica 

C'è anche Antigua, che presenta in grande spolvero Brendan Christian, grande da junior ed in odore di grandezza anche da grande: a Ponce, in Portorico, ha vinto in carrozza cento e duecento in 10.11 e 20.21. Non ha corso gare individuali l'antillano Martina (10.00 un mese fa), ma ha portato la sua nazionale alla vittoria in staffetta in 38.83. Risorto anche Ato Modibo (Trinidad) che ha vinto i 400 in 45.01 e lasciato a quasi un secondo il congolese Kikaya (solo quinto in 45.92). Nel meeting portoricano continua la buona vena dei lunghisti USA: è ancora Brian Johnson (8.27) ad imporsi sul campione olimpico Phillips (8.25), e su Aarik Wilson (8.11). Per finire, 1:59.83 di Hazel Clark (ora sposata col mezzofondista Riley). 

Altro dagli USA 

Nel Big 10 di Champaign sensibile progresso della giavellottista Kara Patterson (61.56). A Northridge (Big West) 1.95 nell'alto femminile di Sharon Day. A Fort Worth (Mountain West) 11.21 e 22.78 (in batteria) di Virgil Hodge (è una ragazza di St.Kitts). Da Atlanta il nuovo round delle migliori giovani espressioni del 100 ostacoli: stavolta è Queen Harrison , in 12.90, ad avere la meglio su Kristi Castlin (12.97). Il poco conosciuto Rhoulac (ora regolare a certe misure) ha sfiorato i 17 metri nel triplo con 16.96, ed Angelo Taylor ha vinto i 400 piani in 45.03 ed i 200 in 20.50 (secondo il rientrante Walter Dix in 20.90). A Levelland altro exploit targato Trinidad, con l'esordio stagionale sui 400 del 21enne Quow in 45.54. 

Piccoli Wariner 

A Tempe, nel Pacific 10, il peso è ridondante, grazie al primo over-21 della carriera per Zach Lloyd (21.03, ma lancia discretamente anche il disco e non aveva mai superato prima d'ora nemmeno i venti metri) ed al 18.79 della pesista Jessica Pressley. Torna sotto i 45 secondi nei 400 Lionel Larry (44.77) e porta con sé la rivelazione Jordan Boase, signor nessuno fino a poche settimane fa e capace in tre gare di correre in 44.82, poi 20.37 sui 200, e sabato scorso in 44.97. Piazzatissimi a suon di record personale anche il grenadino Phillip (45.29) ed il quasi ignoto Robert McCoy (45.31). Sempre da Tempe un occhio particolare per Andrew Wheating, un ragazzo di cui parliamo volentieri per il talento in via di esplosione: stavolta opta per gli 800 e fa il personale in 1:46.83.  

Dischi al vento, in attesa degli UFO 

Si è disputato su più giornate il meeting di lancio del disco di Wailuku, alle Hawaii, più precisamente nella contea di Maui, dove il vento soffia bordate impressionanti e i discoboli fanno festa (americani di entrambi i sessi lo scorso anno lanciarono più volte attorno ai 67-68 metri). Quest'anno si è lanciato un po' meno lontano, ma nemmeno tanto: successo di Ian Waltz con 66.35 su Jarred Rome (65.12). Stasera potrebbe venir fuori qualcosa di grosso dal meeting di Turnov, in Repubblica Ceka, dove sono attesi al primo faccia a faccia della stagione nientemeno che Virgilijus Alekna e Gerd Kanter. Si spera nella grazia delle condizioni atmosferiche, che non annunciano niente di buono. Sempre in tema lanci, da segnalare il primato canadese nel martello maschile di Jimmy Steacy (79.13), risalente a pochi giorni fa. 

400 ostacoli senza età 

Dopo l'esplosione di Kerron Clement (appena 23enne), gli USA hanno il futuro assicurato nella specialità nella quale detengono il primato del mondo e nella quale hanno espresso il miglior specialista di tutti i tempi (Ed Moses). La fucina di giovani talenti sta esprimendo eccezionali risultati: ecco Jeshua Anderson (49.55 a Tempe sabato), ma soprattutto Johnny Dutch (sensazionale 48.68 ad Auburn), entrambi nati nel 1989 ed in età per la rassegna mondiale junior di Bydgoszcz. Ancora più futuribile e sorprendente Robert Griffin, di un anno più giovane, che a Boulder ha vinto in 49.22. 

Europa 

I tedeschi scaldano le braccia in vista del summit di Halle: a Versmold exploits di Peter Sack nel peso (21.19) e di Robert Harting nel disco (66.82), subito "pesante" la Lammert con 19.04 e debutto in sordina per Franka Dietzsch, rientrata dallo stage portoghese, che ha vinto il disco con un modesto 59.47. Sempre dalla Germania 5.70 di Spiegelburg, Lobinger ed Ecker a Colonia, dove è rientrato anche il campione del mondo 2005 Rens Blom (5.50). 

Pestano-record, ma anche Niare 

Nei pressi di Barcellona Mario Pestano ha migliorato il primato spagnolo di lancio del disco con 68.61, nell'ambito della fase due dei campionati societari. Il lancio-record è giunto in extremis, superiore di quasi tre metri e mezzo al miglior tentativo precedente. Molto bene anche Josephine Onyia, l'ex-nigeriana che ora corre i 100 ostacoli con i colori spagnoli, che a Valencia si è migliorata con 12.64. Per le note, buono anche l'8.00 nel lungo dell'ex-cubano Meliz.  In Francia, a Versailles, ennesimo primato nazionale del pesista Yves Niare, che inizia ad assumere contorni inaspettati (20.72). Per la marcia rientro alle gare di uno degli avversari più pericolosi per Alex Schwazer, Yohan Diniz: il francese è rientrato dopo uno stop dovuto ad una infezione virale marciando in 19:32.54 i 5000 su pista a Saran. 

In Slovenia Nina Kolaric ha mancato di un centimetro il primato nazionale del lungo femminile (6.64 della Predikaka) attrrando a 6.63 a Dolenjske Teplice. Ora che si è ritirato, Gheorghe Guset (il lanciatore di peso romeno con la bandana gialla) ha dato vita a un interessante meeting di lanci a lui intitolato, a Zalau. Dalla prima edizione spiccano i dischi di Nicoleta Grasu (64.96) e dell'ex-moldavo Ursu (64.25). Su pista, in Inghilterra, 45.46 sui 400 di Martin Rooney. In Svezia ecco la Kluft, che fa tre gare tra cui il lungo, vinto con 6.50. Ultima news europea, l'ufficialità della squalifica per le due martelliste russe Tatyana Lysenko e Yekaterina Khoroskhikh. Per la Lysenko è nell'aria ora l'annullamento del primato del mondo di 78.61. Il record resterebbe comunque suo grazie al 77.80 ottenuto nel 2006, ben prima del riscontro positivo a sostanze dopanti. 

Asia 

I soliti diecimila metri: a Kumagaya 27:38.13 di Josphat Muchiri Ndambiri (siamo già al terzo 10000 in un mese) e 27:39.27 di Ngatuny. Da parte femminile 31:21.92 di Yoko Shibui su Julila Mombi (Kenya, 31:39.38). A Tokyo 27.27.64 di Mekubo Mogusu (ma anche il quattrocentista Kenamaru a 45.47). A Kita-Kyushu estemporaneo ritorno all'amata pista per Samuel Wanjiru, che ha vinto i 10000 in 27:56.79. 

Africa 

Nel Grand Prix di Dakar pochi risultati di rilievo e diverse presenze italiane: Nicola Ciotti e Alessandro Talotti hanno chiuso entrambi al quarto posto nell'alto con 2.15. I pesisti Dodoni e Capponi si sono classificati quinto e sesto con 17.20 e 17.01 (vittoria del solito giamaicano Scott con 20.52). Stefano Lomater ha lanciato a 57.05 (quinto) nella gara vinta dall'ungherese Matè con 64.93. Da segnalare l'ennesimo triplo ventoso di Randy Lewis di Grenada (17.39) ed il personale sui 100 della neo-campionessa d'Africa Osayomi (11.10). Nel lungo vittoria della sudafricana Mey (6.59) che sta cercando di ottenere la cittadinanza turca. Dai lanci 19.51 di Nadine Kleinert, uno dei migliori risultati della carriera. 

Strada 

L'edizione inaugurale della dieci chilometri di Bangalore, in India, porta firme importanti quali quella di Zersenay Tadese (campione del mondo su strada) e della turca Abeylegesse, vice-iridata dei 10000 a Osaka ed ex-primatista del mondo dei cinquemilametri, giunta al traguardo in coppia con l'emergente kenyana Grace Momanyi. Maratona in Germania (ad Essen) con vittoria di Henry Cherono (2:11:08) 

Coming soon 

Si gareggerà a San Paolo del Brasile, e poi a Pechino, dove saranno presenti Liu Xiang, la campionessa del mondo del peso Vili-Adams, ed un nugolo di australiani e di giapponesi, tra i quali spicca Koji Murofushi, all'esordio stagionale. Pare tramontata invece la discesa in pista di Xing Huina, campionessa olimpica dei 10000 metri, che appare orientata a non difendere il titolo olimpico a Pechino. Hengelo, 24 maggio: in gara sui 10000 tutti i migliori etiopi tra i quali Gebrselassie, e possibile il bis tra Kenter e Alekna dopo Turnov (oggi).

Marco Buccellato 




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