Internazionale: grandi maratone in Europa



Due maratone, quelle di Rotterdam e Parigi, che con la complicità delle condizioni atmosferiche ideali hanno sconvolto le graduatorie all-time con ben sette variazioni nelle prime ventotto posizioni, addirittura tre nelle prime sei. Oltre alla qualità delle prestazioni, è la densità ad impressionare, con ben dieci maratoneti capaci di esprimersi sotto le due ore e sette minuti. Questo e molto altro nel panorama d'inizio settimana su quanto accaduto nell'attività internazionale. 

Dietro Gebre solo loro 

Duncan Kibet Kirong e James Kipsang Kwambai, i due protagonisti di Rotterdam, hanno dato spettacolo con un finale thrilling che li ha premiati con lo stesso tempo (2:04:27), ad un solo secondo dalla seconda performance di sempre (di Haile Gebrselassie, che detiene anche la prima in assoluto, distante solo ventotto secondi). Duncan Kibet Kirong ha già 31 anni, e finora era noto per la vittoria a Milano della scorsa stagione, preceduta in primavera dalla seconda piazza conquistata nella maratona di Vienna. Nel suo carnet anche alcune ottime mezze maratone (PB di 1:00:22 risalente a tre stagioni fa).  

James Kwambai Kipsang, più giovane di cinque anni rispetto a Kibet, era assurto agli onori delle cronache in occasione della Berlin Marathon dello scorso settembre, quando corse in 2:05:36 dietro la scia del record di Gebrselassie. E' un habitué delle corse italiane (conta presenze importanti a Brescia, nella Roma-Ostia e più volte ad Udine). Eccezionale la prestazione del debuttante Patrick Makau Musyoki, un corridore autore di ben quattro tra le migliori otto prestazioni di sempre nella mezza maratona, che ha chiuso in 2:06:14, preceduto dal terzo posto di Abel Kirui (2:05:04), che ha sbriciolato di quasi due minuti il vecchio limite personale di 2:06:51, centrato a Berlino due anni fa. 

Kenya vs Etiopia 

A Parigi ha vinto in 2:05:47 Vincent Kipruto Limo, uno stradaiolo puro di ventuno anni, terzo la scorsa stagione a Reims in 2:08:16. Grande maratona di qualità/profondità, con dodici atleti scesi sotto le due ore e dieci e sei capaci di correre in meno di 2:07:00, prestazioni in cui si contano ben dieci primati personali. Il tutto nel contesto di un'equa spartizione dei primi, pregiatissimi quattro posti: due ai kenyani, due agli eterni rivali etiopi. Per l'Europa si contano il quattordicesimo posto del francese Theury (un ex-kenyano) ed il quidicesimo del giovane russo Lemayev, vice-campione nazionale lo scorso anno, cresciuto di quattro minuti in un sol colpo. 

Sugli scudi delle due importanti maratone domenicali alcuni atleti senza grandi precedenti: a Rotterdam Alfred Kering (2:09:19), ma soprattutto (a Parigi) l'esordiente etiope Bado Worku, sensazionale secondo in 2:06:15, già vincitore un mese fa nella mezza parigina in 1:01.56. Viene dalla pista, e nel 2005 gareggiò a Rieti. Un po' meno ignoto è l'etiope Adhane (quarto a Parigi con 2:06:30), che aveva già colto il secondo posto a Marrakech ad inizio anno in 2:10:48. 

Un dato statistico che ben rappresenta la velocizzazione di vertice della maratona: ben nove delle dodici migliori prestazioni di sempre appartengono ai quindici mesi e spiccioli rappresentati dal 2008 e dai primi cento giorni del 2009. Ora tocca a Boston, ma soprattutto a Londra, confermare la tendenza esplosiva. A Rotterdam, per esempio, ci sono state le migliori prestazioni di sempre per un secondo, un terzo e un quarto classificato.

 

Donne, Parigi meglio di Rotterdam 

 

A Rotterdam si è imposta la russa Yulamanova, che vinse lo scorso anno l'Eurasia Marathon di Istanbul, ed è finalmente scesa abbondantemente sotto le due e trenta siglando 2:26:30, distaccando di oltre un minuto e mezzo Lydia Cheromei. Assai più interessante l'esito della maratona parigina, con quattro atlete sotto le due ore e ventisei minuti, tutte al primato personale (Bayisa 2:24:42, Mergia 2:25:02, Daunay al record di Francia in 2:25:43, Kasim in 2:25:49). Tre etiopi su quattro (la Mergia e la Kasim debuttavano, particolare non indifferente), senza contare la Tola (sesta) e l'altra debuttante Masresha (nona). 

 

Berlino velocissima 

 

Edizione bellissima della mezza maratona berlinese, con quattro kenyani sotto l'ora ed altri cinque sotto l'ora e un minuto: si è imposto l'esodriente Bernard Kiprop Kipyego in 59:34 sul veterano Sammy Kosgei(59:36), Wilson Kipsang Kiprotich (59:38 e già secondo a Ras Al Khaimah in 58:59) e Samuel Gichochi Mwangi (59:55). Ottima la tedesca Mockenhaupt, vincitrice della gara femminile in 1:08.45. 

 

Prossima fermata Nagano 

 

Si corre il 19 aprile. Ken Nakamura ci informa che saranno al via Derartu Tulu, ex-olimpionica, Irina Timofeyeva e Irene Limika tra le donne, Isaac Macharia, l'etiope Tola ed il tanzaniano Bayo tra gli uomini, oltre all'abituale stuolo di runners giapponesi, tra cui Noda e la Ozaki e Naoko Takahashi, altra numero uno del passato.  

 

Davide 1:44.67 

 

Gran prova di efficienza del giovane ottocentista brasiliano Kleberson davide, che praticamente da solo ha corso a Praia Grande in 1:44.67. Già in vista una settimana fa a San Paolo con 1:45.66, il carioca ha partecipato ai Giochi Olimpici di Pechino, dove però è stato eliminato al primo turno. 

 

A volte ritornano 

 

Apprendiamo dall'amico Grzegorz Gladzikowski che a Santo Domingo si sono disputati sabato e domenica i campionati nazionali. L’interesse è suscitato principalmente dalla finale dei 400 piani maschili, dove a vincere (fuori classifica) è stato un nome a sorpresa: Alvin Harrison, specialista USA con un personal best di 44.02 stabilito in occasione della finale delle Olimpiadi di Atlanta, dove fu terzo. Squalificato in seguito (con il gemello Calvin), è rientrato a 35 anni vincendo la batteria in 47.52 ed imponendosi in finale con un robusto 45.68. 

 

Piste USA: Texas Relays 

 

Oltre settanta manifestazioni solo negli ultimi quattro giorni, con Texas Relays e Florida Relays appuntamenti di punta. Ad Austin, in Texas, buone cose dallo sprint e molte teste coronate in azione: la nigeriana Okagbare, bronzo olimpico nel salto in lungo, stavolta è andata di triplo con un modesto 13.52 (sconfitta dall'inglesina Regis).  Andra Manson è salito sul tetto del mondo superando al secondo tentativo i 2.35 e mancando tre prove al primato nazionale di 2.41. Il 20enne astista Colwick è salito a 5.72.

 

Nella velocità mondiale stagionale femminile per la Anderson in 11.09, 10.10 di Rae Edwards (su Holliday, 10.12) ed in altre serie 10.16 del 18enne Cherry e 10.03 del panamense Edward, entrambi ventosi. Al solito, tanta carne al fuoco nelle staffette, con varie finali sia universitarie che ad invito. Il quartetto USA Elite (ma con la giamaicana Bailey in prima frazione) ha corso in 42.62, potendo contare sull'apporto di Bianca Knight e Marshevet Hooker. In proporzione al blasone, non hanno affatto sfigurato le ragazze di Texas A&M, seconde in 42.92, con Porscha Lucas unico grande nome, ma con la promettente Mayo nel rettilineo (11.13 nella finale universitaria dei cento). 

 

Nella 4x100 maschile discreto 38.55 del quartetto Nike formato dall'ostacolista Faulk e dai centisti Jelks, Ivory Williams e Rae Edwards. Buone le serie dei 110 ostacoli, dove Ryan Brathwaite ha sfruttato al meglio il jolly dei due metri di vento a favore per andare a segnare il primato nazionale di 13.32 (per Barbados). 

 

Florida Relays 

 

Nelle Florida Relays di Gainesville i risultati tecnici migliori sono arrivato dagli ostacoli (13.19 di Oliver e 12.69 della Cherry), ma non sono mancati altri avvenimenti di cui prendere nota: il 51 netti della quattrocentista Hargrove (seconda la 23enne Brown, in continua crescita fino a 51.66), il sorprendente 45.34 sui 400 maschili del saltatore di lungo e triplo di categoria juniores Christian Taylor (fa quasi più notizia dei tempi dei vincitori, 45.31 di Torrance e 45.32 del figlio di Calvin Smith), e il duello tra le speranze Wynne e Dutch sui 400 ostacoli (49.67 e 49.79).  

 

A proposito di Taylor, si è sobbarcato anche l'impegno della 4x200 (prima frazione) ed il giorno dopo della 4x400 (ultima frazione), vincendo in entrambe le occasioni. Dalla velocità femminile arriva il 22.75 di Lauryn Williams, risultato che getta sotto una curiosa luce la graduatoria mondiale femminile dei duecento metri: le prime tre si chiamano tutte Williams, e sono di tre diverse nazionalità. Sempre in tema di sprint, Carmelita Jeter ha esordito a Westwood, ma sui 400, in 53.08. Dietro di lei una stella dei 400 ostacoli, LaShinda Demus (53.18). 

 

Il ritorno di Thomas

Altre cose dagli States: ad Auburn il debutto della giamaicana Kerron Stewart, un inusuale 400 concluso in 52.40, oltre al 2.30 che segna l'importante ritorno del campione del mondo di salto in alto Donald Thomas ed al metro e novantadue di Chaunte Howard. Curiosità: quinto sui 400 metri Antonio McKay junior, figlio dell'omonimo quattrocentista che andava per la maggiore nella seconda metà degli anni '80. Nel Pepsi Invitational di Eugene colossale incremento di gittata per il giavellottista Hostetler, miglioratosi di ben otto metri e mezzo nel lancio d'apertura (83.16).  

Piccoli e piccolissimi Bolt crescono 

Festival della velocità scolastica a Kingston, con impegnate tutte le categorie giovanili con le frecce del futuro. Tra i diversi nomi di sicuro interesse (i velocisti Lee e McKenzie, già conosciuti), spuntiamo il nome di un autentico portento, l'appena quattordicenne Chris-Ann Gordon, capace di correre i 400 in 52.68 e di contribuire alla 4x400 con una frazione fantascientifica da 51.2! 

USA, tutto un programma 

Tra gli appuntamenti su pista del prossimo week-end spiccano le Sea-Ray Relays di Knoxville (Tennessee), il Jackie Joyner-Kersee/Johnson Invitational di Westwood, il Sun Angel Classic di Tempe (Arizona, col ritorno della canadese Felicien sugli ostacoli), il Miami Elite e l'UTEP Invitational nell'altura di El Paso. Tutti i numeri della stagione 2009 aggiornati a domenica, in pista e su strada, sono scaricabili con le liste mondiali aggiornate nell'apposita sezione del sito.

Marco Buccellato


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