Internazionale, a Kingston si vola




 

Nel fine settimana internazionale, anticipato dagli undici primati mondiali stagionali stabiliti nella Diamond League di Doha, molti risultati in agenda: l'alta velocità di Kingston, alcuni grandi protagonisti impegnati in Guadalupa, e le brillanti maratone disputate in Europa, hanno portato nuova linfa alla stagione 2011, in prospettiva-Daegu. Il mondiale è lontano, ma in pista già si fanno scintille.
 
Il Kingston Invitational

Tre mondiali stagionali e grandi risultati nella velocità, anche se in più di un caso "viziati" da vento oltre i limiti (neppure tanto), con il miglior crono "legale" sparato da Carmelita Jeter, sospinta da una brezza di 1,9 metri al secondo per fermare i cronometri su un impressionante 10"86. La 32enne californiana ha preceduto Kelly-Ann Baptiste (Trinidad), pur bravissima con 10"94. Briciole alle giamaicane Simpson e Stewart (11"07), già bastonate da Jeter e compagne in staffetta alle Penn Relays di Philadelphia.

La Bolt-dinasty

L'altro risultato a sensazione, tra quelli omologabili, è stato ottenuto dal 20enne Nickel Ashmeade, già bronzo ai Mondiali under 18 di quattro stagioni fa e poi argento ai Mondiali junior 2008 (evisto in gara a Rieti due anni fa), capace di una prestazione-monstre (19"95, quasi mezzo secondo di miglioramento del primato personale). Si è lasciato alle spalle nettamente Spearmon (20"18) e Nesta Carter (20"25), preceduti anche da Mullings (9"90 quest'anno sui 100), secondo in 20"15. Per inciso, Ashmeade partiva nella corsia più esterna, l'ottava. A quaranta metri dall'arrivo ha saputo mantenere alta la velocità, mentre Mullings, bravo ad acchiappare Spearmon in curva, finiva il gas. La generazione dei prodigi della velocità, un vero "boom" dopo l'avvento del ciclone-Bolt, è ancora in espansione.

Yohan Blake, il più sensazionale tra i giovani connazionali del primatista del mondo, ha vinto i 100 maschili in 9"80 con 2,2 metri di vento a favore, una prestazione che lo conferma ai massimi livelli (personale di 9"89 con vento contrario). La sua azione di corsa, efficacissima con ginocchia alte, è stata da manuale. Tempo di contatto della scarpetta sulla pista: il minimo, e anche meno.

Ne spuntano come funghi: nella serie nazionale dei 100 il 21enne Harvey è sceso a 10"09. 24 ore dopo, in Guadalupa, il 20enne Dexter Lee (già pluridorato ai Mondiali junior) ha portato il personale a 10"15 battendo uno dei migliori sprinters dell'area caraibica non-giamaicana, Churandy Martina, e Francis Obikwelu. Tornando a Blake, con lui sono finiti sotto i 10 secondi l'antillano Bailey (9"94), il piccolo Rodgers (9"96) e il compatto Frater (9"98).

Il ritorno di Shelly-Ann Fraser-Pryce

Alla prima uscita individuale dopo la fine della breve sospensione comminatagli la scorsa stagione, il furetto medaglia d'oro a Pechino e Berlino ha vinto i 200 fulminando le avversarie in 22"10 (vento a 2,4), soprattutto Veronica Campbell, che sulla distanza ha vinto due Olimpiadi, raggiunta già dopo 60 metri e lasciata sul posto prima dell'ingresso in rettilineo (seconda in 22"37). "All and all" giamaicano anche sui 400 (Novlene Williams-Mills prima in 50"71, solo quinta Sanya Richards in 51"62) e sui 400 ostacoli (prima l'olimpionica Walker in 55"60). Tra gli altri risultati, sconfitta di Clement (48"74) nel giro a ostacoli contro Gaymon (48"58), eccellente prestazione dell'inglese campione d'Europa Turner (13"28 contro il rientrante Trammell, 13"39), e prosecuzione del momento magico di Adam Nelson, il pesista USA più in forma (21,24).

Wariner progredisce

Sotto la pioggia di Guadalupa (a Baie Mahault), il bianco americano re dei 400 metri è tornato sotto i 45 secondi chiudendo in 44"88, tempo appesantito dalle condizioni ambientali. Incurante della pista bagnata, è andata assai bene anche Lashinda Demus, che ha siglato il mondiale stagionale sui 400 ostacoli in 54"85. Come anticipato la scorsa settimana, aveva aderito al meeting anche Dayron Robles, che ha vinto i 110 ostacoli in 13"35. Esordio vincente anche per l'olimpionica Dawn Harper (100 ostacoli in 12"74), e per l'altro olimpionico Saladino (8,04). Angelo Taylor ha perso di circa un secondo sui 400 ostacoli dal portoricano Culson (48"73), un atleta altissimo e di tempra agonistica particolare, tanto che nella finale mondiale di Berlino, dal limbo dell'ottava corsia, stava per fare la sorpresa agli americani, portando a casa la medaglia di bronzo.

I meetings giapponesi

A Fukuroi successo dell'ungherese Pars nel martello, in occasione dello Shizuoka International meeting. Per il magiaro la misura di 77,95. Tra gli altri risultati 13'09"95 dell'etiope Ibrahim Jeilan (secondo Paul Tanui in 13'10"97 e solo quinto il fuoriclasse Mathathi), 45"74 di Kanemaru sui 400 metri e soprattutto il ritorno dopo tre anni di Dai Tamesue, ex-numero uno asiatico dei 400 ostacoli, che ha vinto la sua serie con un promettente 49"89. In un'altra serie, 49"17 del nippo-brasiliano Sugimachi.

Nel Kawasaki Golden Grand Prix di domenica Pars ha colpito ancora (79,47), stavolta davanti all'idolo di casa Murofushi (78,10). I risultati migliori per i giapponesi sono pervenuti in chiave-staffette, col 38"78 dei ragazzi (ma ben due team nazionali sotto i trentanove secondi) e soprattutto con l'inatteso 43"39 delle ragazze (primato nazionale e minimo mondiale, ottenuto anche dalle australiane in 43"69). Di contro, in ambito non solo nipponico, c'è da segnalare il primo successo di Lolo Jones (12"92) e la sconfitta dell'australiano Watt (8,44 e 8,38 quest'anno, con all'attivo solo due salti per un problema articolare), beffato per due centimetri all'ultimo salto dal bermudiano Smith (8,09).

Campionati etiopi

Privi dei pezzi pregiati, si sono disputati pochi giorni fa ad Addis Abeba: sensazione per il 44"79 di Bekeret Desta, un quattrocentista 22enne già in "zona-45" da un paio d'anni. Probabilmente si tratta di un cronometraggio semiautomatico, ma l'effetto è ugualmente notevole. Nelle gare di mezzofondo vittorie sui 10000 metri per la giovane Oljira (32'55"37) e per un altro Bekele, di nome Azmeraw (28'39"52, quest'anno 59'39" nella mezza maratona). In pista c'era anche Abera Kuma, autore dell'improvvisato match di kickboxing con l'eritreo Tsegaye nel recente mondiale di cross di Punta Umbria. Ha vinto la finale dei 5000 metri in 13'40".

Mezzo giro in Europa

Christophe Lemaitre ha corso domenica a Saint-Etienne i 200 metri 20"33 (vento contrario di -2.2) nel corso della prima fase dei societari. Dal fine settimana USA due buoni 200 metri appannaggio di atleti europei. L'estone Niit ha portato il record nazionale a 20"41 in Arkansas, il belga Jonathan Borlée ha migliorato il personale con 20"56 in Florida, dove studia e si allena assieme al gemello Kevin, campione d'Europa dei 400.

Salti lunghi

Nella stessa riunione della Florida, il lunghista dello Zimbabwe Ngoni Makusha ha raggiunto gli 8,35 (vento generoso a +2.6). Poche settimane fa era atterrato a 8,40, sempre in condizioni irregolari. Legale, invece, l'8,25 del lunghista marocchino Berrabah a Rabat, prestazione di alcuni giorni fa. Nell'altura di Bogotà (campionati colombiani) progredisce ancora la versatile Katarine Ibarguen (pratica tutte le specialità di salto tranne l'asta): ha vinto il triplo con 14,63 (ventoso), e nella serie ha infilato anche il record nazionale con 14,50 (vento nei limiti).

USA

Si rivede Travis Padgett, uno degli sprinters più promettenti del panorama USA alcune stagioni fa, poi rimasto incompiuto. A Clemson ha esordito in 10"11. Novità degli ostacoli alti: il poco conosciuto Terrence Somerville continua a migliorare ad ogni gara: domenica è sceso a 13"44.

Lanci

Ancora il duo olandese in evidenza sulla pedana magica di Chula Vista: Erik Cadee ha piazzato un lancio da 66,31 battendo ancora Rutger Smith (65,23). Da notare, nella gara di disco femminile vinta da Becky Breisch con 61,89, il terzo posto di Carolina Klüft con 39,92. Il discobolo polacco Przemyslaw Czajkowski ha esordito in un piccolo meeting casalingo con 64,18. Sul fronte americano, doppia sessione nelle isole Hawaii con alcuni nomi di primo piano del pianeta-disco: al maschile, 63,56 di Jarred Rome e 64,38 dell'altro statunitense Lance Brooks il giorno successivo. Tra le donne primo round ad Aretha Thurmond-Hill con 63,55, secondo all'olimpionica Stephanie Trafton-Brown con 64,18, il quarto miglior lancio della stagione.

Nella specialità nuovo fermento arriva dal rientro della russa Pishchalnikova, oro europeo, una delle tante atlete sospese nella vicenda che portò alla decimazione della nazionale russa femminile di mezzofondo. E' tornata con la misura di 62,90. Ancora dal disco, altro 66 metri esatti del ceko Marcell, autore anche di un ottimo 20,76 nel peso. Dal giavellotto, 61,01 della lettone Palameika ai campionati nazionali universitari, e 83.65 del tedesco Till Woschler. Debutto di Manuela Montebrun: la martellista francese ha ottenuto 68,26 ad Angers.

Le maratone: eterna Cheromei

Lydia Cheromei ha vinto la maratona di Praga a tempo di record in 2h22'34" (1h10'41" a metà percorso), anche primato personale. E' la quarta prestazione mondiale dell'anno, in una stagione che aveva già visto la 33enne kenyana correre in 2h23'01" a Dubai, in gennaio, e in 1h07'33" la mezza maratona proprio a Praga, un mese fa. Atleta precocissima sul piano internazionale (campionessa mondiale junior di cross a soli tredici anni, nel 1991), la Cheromei ha preceduto di ben sei minuti l'etiope Yeshimebet Tadesse, seconda in 2h28'33". Ottimo anche il responso cronometrico della gara maschile, con i primi tre (tutti kenyani) al nuovo primato personale, ancorché uno dei tre (sammy Kosgei, terzo in 2h07'47") fosse all'esordio sui 42 km. Primo benson Barus in 2h07'07", secondo Kenneth Mungara, 38 anni, in 2h07'39".

Düsseldorf, generazioni a confronto

Ha dominato la 18enne etiope Merima Mohammed, che ha preceduto in 2h28'14" la kenyana Malot, quasi venti anni più vecchia, seconda in 2h33'20". Il caldo eccessivo ha condizionato la prestazione dell'etiope, accreditata di tempi ben più rapidi e già a 2h26'57" in una maratona corsa in febbraio. In campo maschile primo posto del kenyano Nahashon Kimaiyo, vicino al personale in 2h10'53". Lo scorso anno giunse ottavo a Carpi. Ritirato dopo metà gara il primatista austriaco Gunther Weidlinger, vittima di un collasso a causa del caldo. Ottavo l'ex-campione europeo dei 10000 Fitschen, all'esordio sulla distanza. Ad Hannover (del terzo posto di Emma Quaglia si parla in altra news), il campione sudafricano Lusapho April si è imposto in 2h09'25" sul quartetto kenyano formato da Peter Kurui (2h09'35"), Amos Matui (2h20'07"), Duncan Koech (2h10'27") e Vincent Kiplagat (2h10'56"). Ancora dalla Germania, la maratona di Mainz, con la veterana etiope Asha Gigi prima in 2h31'08".

Berlino, Kisorio

La 25 chilometri di Berlino, che lo scorso anno produsse due primati mondiali, è stata vinta dai kenyani Mathew Kisorio (1h12'13") e da Filomena Chepchirchir (1h23'22", già vincitrice quattro anni fa). Per Kisorio si tratta della terza prestazione mondiale di sempre sulla distanza. Ha preceduto Matebo (1h12'46"), già in luce su maratona e mezzza maratona nella prima parte della stagione. Come a Düsseldorf, gli atleti hanno pagato la temperatura semi-estiva.

Atleti news: Radcliffe, rientro rimandato

La primatista mondiale di maratona Paula Radcliffe ha dichiarato forfait relativamente all'impegno internazionale che avrebbe visto il suo rientro agonistico, la Bupa Great Manchester Run in programma domenica prossima. La Radcliffe ha sofferto recentemente di una infezione alla vie respiratorie ed ha annullato l'impegno, rimandando il ritorno all'attività alla stagione autunnale delle maratone, dove cercherà il minimo per i Giochi di Londra, probabilmente a Chicago.

Ramzi di nuovo in pista

L'ex-marocchino che perse il titolo olimpico dei 1500 metri a Pechino, vestendo la divisa del Bahrain, ha scontato la sospensione ed ha ripreso gli allenamenti in altura nel nativo Marocco, mirati al rientro all'attività agonistica. Persa l'opportunità di gareggiare alle Olimpiadi, cercherà di qualificarsi per i Campionati del Mondo di Daegu.

Gay sulla rampa

Tyson Gay correrà i 150 metri nei CityGames di Manchester domenica prossima, in centro città, sulla ormai famosa pista costruita appositamente per il meeting. Per l'atletica in pista, Gay rimanda ai meetings di giugno, prima di cimentarsi ai campionati nazionali di Eugene. Sempre a Manchester faccia a faccia tra un protagonista degli ostacoli alti, il britannico Turner, e uno di quelli bassi, "Batman" Jackson. Si confronteranno sulla distanza intermedia dei 200 ostacoli, ovviamente in rettilineo. Ingaggiati anche Allyson Felix, Jessica Ennis, Terrence Trammell, Felix Sanchez, Angelo taylor.

Prossimamente

L'attuale e il precedente primatista del mondo dei 10 km su strada, i kenyani Komon e Kogo, si affronteranno sulla distanza sabato prossimo in Central Park, a New York, nell'ambito della Healthy Kidney 10K. In gara anche altri kenyani di buona lena ed il neo-primatista australiano dei 10000 metri, Benjamin St.Lawrence, oltre allo statunitense Curtis, entrambi autori di grandi prestazioni dieci giorni fa a Palo Alto. Nell'attività in pista degli States, nel prossimo fine settimana assisteremo a una impressionante serie di riunioni universitarie, dove si va a caccia di punti per le finali di giugno.
 
Grand Prix brasiliano

Domenica il meeting di Belem, occasione di rivincita per l'olimpionica Maggi nel lungo contro la statunitense di origini nigeriane Jimoh. Nel triplo, i cubani al completo. Nello sprint, Dwain Chambers cercherà il tempo, finora negato prima da una scarsa condizione, poi dal vento sempre, e in modo sostenuto, contrario.

Shanghai, salta la Vlasic

Domenica, in Cina, secondo step della Golden League: il cast è interessante ma il nome di grande richiamo non è presente in tutte le gare del programma: Asafa Powell ha salvato la partecipazione al meeting cinese rallentando sui 200 a Kingston per evitare guai peggiori (ultimo sui 200 terminati in souplesse). Correrà il primo 100 della stagione. Incontro ravvicinato tra David Oliver e la star cinese Liu Xiang sui 110 ostacoli. L'espresso dei 3000 di Doha, l'etiope Alamirew Yenew, correrà i 1500 metri contro la world-class kenyana formata da Choge, Kiplagat, Kiprop, Chepseba, e da Kamel, iridato a Berlino. Nelle siepi anticipo dei campionati kenyani con Brimin Kipruto, Paul Kipsiele Koech, Matelong e Patrick Langat. Giavellotto con Thorkildsen alla ricerca del riscatto dopo il non felice esordio in Qatar. Nel lungo, il capofial stagionale Watt all'esame di Dwight Phillips.

Donne: occhi puntati su Blanka Vlasic, al debutto stagionale nel salto in alto, che si dice già in grado di volare oltre i due metri. Cento metri fenomenali con la Jeter al primo scontro diretto con Veronica Campbell-Brown. Sui 5000 debutto in pista di Linet Masai (prima domenica a Glasgow in una gara di 10 km) contro l'altra campionessa del mondo Cheruiyot. Nei lanci, qualità assicurata dalla presenza della campionessa del mondo e di quella europea del disco, Dani Samuels e Sandra Perkovic, e dalla discesa nella pedana del peso della cinese Gong Lijiao, della bielorussa Mikhnevich e di Jill Camarena, vicina ai venti metri nella stagione indoor. Salti: nel triplo c'è la cubana Savigne, già in odore di 15 metri in avvio di stagione, contro la kazaka Rypakova.

 




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