Internazionale, Melkamu 29:53.80 sui 10.000




 

La rassegna internazionale si apre con il World Record Festival di Utrecht, dove è stato corso un grande diecimila femminile, per proseguire con l’ISTAF di Berlino, i campionati NCAA e tutte le altre cose successe all’estero negli ultimi 3-4 giorni. 

Utrecht, diecimila fantastici Poche ore fa a Utrecht si è disputata una gara di diecimila metri in pista (maschile e femminile), che era attesa ad ottimi riscontri, per la qualità delle partecipazioni e per le intenzioni di un paio di protagonisti al via. L'attesa è stata premiata in particolare per i diecimila donne, dai quali le due nazioni-guida del continente atletico africano, Etiopia e Kenya, sono uscite con due grandi primati nazionali. 

Meselech Melkamu si è imposta in 29:53.80, primato etiope e africano, e seconda prestazione di tutti i tempi dopo il discusso record mondiale della cinese Wang Junxia. La Melkamu ha migliorato il primato nazionale di Tirunesh Dibaba, che con 29:54.66 vinse la bellissima finale olimpiaca di Pechino. Seconda la kenyana Florence Kiplagat, iridata di cross, che in 30:11.53 ha migliorato sensibilmente il 30:26.50 ottenuto, sempre a Pechino, da Linet Masai, e che è tuttora primato mondiale junior.

Cronometraggi eccezionali anche nelle posizioni successive: la piccola Ayalew se l'è giocata fino all'ultimo con la Kiplagat piazzandosi terza in 30:11.87, e sotto i 31 minuti sono scese anche Sylvia Jebiwott Kibet, l'ex-kenyana ora olandese Hilda Kibet (campionessa d'Europa nel cross) e l'etiope Shewaye, nota per aver vinto in aprile la Stramilano. Sette uomini sotto i 28 minuti nei diecimila maschili: su tutti Abdosh in 27:09.40 (è l'unico quest'anno ad essere sceso sotto i tredici minuti nei cinquemila, ad Hengelo), poi Kisorio in 27:15.44 e Dinkesa in 27:17.49. 

Berlino, Friedrich con le ali 

Nell'ottimo impianto berlinese con pista blu si è aperto il gotha del Grand Prix, quello vero, con gli appuntamenti che contano. Lo spazio d'apertura è dedicato a Ariane Friedrich, bionda campionessa d'Europa indoor, che per la terza volta consecutiva ha battuto Blanka Vlasic in un scontro diretto. La striscia vincente, tutta datata 2009, è iniziata a Karlsruhe, ha avuto il suo apice invernale a Torino, e ieri è proseguita con la tedesca capace di elevarsi a 2.06 (primato tedesco all'aperto, la Henkel ha ancora dalla sua un centimetro in più nelle indoor).  La Friedrich aveva vinto il suo primo confronto con la croata Vlasic proprio a Berlino, tre anni fa. Il computo totale resta favorevole alla Vlasic (domenica comunque a 2.03), con un bilancio di 14 a 5, ma negli ultimi cinque faccia a faccia la tedesca ha avuto la meglio ben quattro volte. 

Bilancio Rosa 

Torniamo sull'eccellente prestazione di Chiara Rosa, che a Berlino ha eguagliato il record italiano all'aperto con 19.15. Altri motivi di sodddisfazione per la padovana sono l'essersi portata in vantaggio nei confronti diretti con la tedesca Hinrichs (3 a 2, ma contando anche le qualificazioni fallite, mentre relativamente ai faccia a faccia "veri" sono 1 a 1), e di aver superato per la prima volta in carriera Petra Lammert. L'azzurra è ora sesta nelle graduatorie mondiali stagionali, che saranno pubblicate nella sezione statistiche del sito nelle prossime ore, comprese le nuove liste all-time alla luce dei risultati del week-end.  

Altri eroi di Berlino: la Richards, che dopo la corsa esemplare di Eugene ha migliorato il suo mondiale stagionale, il sempre più veloce ostacolista Faulk (terzo miglioramento in 3 gare consecutive, ora è a 13.18), il nuovamente vittorioso Bekele e la Isinbayeva, che ha portato il mondiale stagionale dell'asta a 4.83 al debutto. 

Francia, Lavillenie in cima al mondo 

Il campione d'Europa indoor di salto con l'asta, Renaud Lavillenie, ha stabilito ad Aubière la miglior prestazione mondiale stagionale superando la misura di 5.96. Lavillenie aveva un primato personale di 5.81 indoor stabilito ad inizio stagione e ripetuto agli Euroindoor di Torino.  Non si tratta del primato francese, detenuto ancora da Jean Galfione, autore di 5.98 all'aperto dieci anni fa e di un sei metri al coperto, misura che gli permise di laurearsi campione del mondo indoor a Maebashi. Curioso exploit, anche inatteso a queste misure, per un atleta che solo poche ore prima si era espresso a 5.37 nel Russian Challenge di Mosca (in gara Talotti nell'alto, terzo con 2.21). 

Sdiri, volo-record 

Il corso Salim Sdiri ha migliorato il primato di Francia di salto in lungo a Pierre-Bénite con la misura di 8.42. Che l'atleta fosse in ottime condizioni si era visto ad Hengelo, ma un risultato del genere non era sinceramente preventivato. Nella serie anche un 8.31 ventoso ed un altro salto da 8.23. Nella stessa gara secondo posto per il nero Gomis con 8.15. 

Britannici in Francia 

Nel meeting francese di Montreuil molti atleti di prima grandezza del panorama mondiale: la campionessa olimpica e mondiale dei 400 Ohuruogu ha esordito sulla distanza che le ha dato fama e gloria con 51.14, mentre Dwain Chambers ha vinto i cento metri in 10.17; bello il triplo maschile, combattuto senza misure esagerate, con il grenadino Lewis che si è imposto con 17.17 sulle stars cubane Copello e Giralt (17.09 e 17.07) e sul francesino Tamgho (17.01). 

NCAA, i quattro giorni di Texas A & M 

L'università americana si è aggiudicata i titoli universitari a squadre sia in campo maschile che femminile. La gara conclusiva della 4x400 è stata da brivido, con l'ultimo frazionista di Texas A & M (Justin Oliver) che ha salvato per il rotto della cuffia il secondo posto ed i punti fondamentali per il successo di squadra e ha impedito la disfatta in extremis. All'Oregon University non è bastato l'enorme apporto di Galen Rupp (vincitore di cinque e diecimila, come nella stagione indoor) per arrivare al successo. Ecco i migliori risultati tecnici sortiti dai campionati di Fayetteville. 

Gemelli da corsa 

Uomini: detto di Rupp, la sorpresa più grande è arrivata dalla finale dei 400 metri, dove si è imposto uno dei gemelli belgi Borlée (Jonathan) con un pregevole 44.78. Jonathan e Kevin sono i figli del velocista Jacques, noto alla fine degli anni '70, e sono emigrati in Florida nello scorso autunno.  L'Europa ha avuto la sua giornata di gloria in seno ai colleges USA proprio con i 400, dove al secondo posto si è classificato il britannico Bingham, che statunitense lo è di nascita. I Borlée hanno trascinato la Florida State University al secondo crono dell'anno nella staffetta del miglio: 2:59.99, con partenza dai blocchi di Kevin Williams e terza frazione di Charles Clark, vincitore della finale dei 200. 

Nella velocità pura si è imposto il piccolo Holliday (per lui ancora un dieci netti), in una finale dove si è infortunato Jacoby Ford (10.01 nelle batterie) e dove ha un po' deluso il 19enne Cherry, solo sesto dopo il 10.04 in batteria, uno dei migliori risultati di sempre per un atleta junior. Belli i 400 ostacoli con i due ventenni Anderson e Dutch (48.47 e 48.62). Notevoli gli 8.241 punti realizzati dal decatleta Eaton, che fa delle specialità della corsa il suo momento migliore: al suo attivo 10.35 sui cento, 13.85 sui 110 ostacoli e 46.85 sui 400 metri. Per finire due atleti-pallino di chi scrive: Andrew Wheating, che ha vinto il titolo sugli 800 in 1:46.21, e German Fernandez, determinato dominatore dei 1500 in 3:39.00. 

Piccolo Banks 

Compleanno più bello non poteva augurarselo: Will Claye, studente con le treccine dell'Arizona, si è laureato campione universitario di salto triplo nel giorno del diciottesimo anniversario dalla nascita. Ottima gara d'assieme, con Claye a 17.24 in eccessivo favore di vento e 17.19 legale. Secondo il giamaicano Reid con 17.10, terzo l'altra grande promessa Chris Taylor con 16.91. Chiudiamo il panorama maschile con il tonante 13.27 di Ronnie Ash, venti anni, sconosciuto fino a due anni fa, educato e sorridente nell'eloquio quanto granitico nel fisico, autore di un tempo del genere con due metri di vento contrario. 

Donne: su tutti il risultato delle ragazze di Texas A & M (staffetta veloce) che hanno realizzato il tempo più veloce dell'anno in 42.36. Carter, Lucas, Duncan e Mayo (a volte c'è stato l'inserimento di Allison George) detengono sette dei dieci crono più veloci della stagione. L'attesa per la Barringer non è andata delusa: l'atleta-simbolo della Colorado University ha vinto le siepi in 9:25.54.  

Nelle altre gare in programma un eccellente finale dei 400 piani con vittoria a sorpresa di Joanna Atkins in 50.39 sulle più quotate Beard (50.56) e sulla McCorory (50.58). Finale con le prime sette che hanno migliorato il primato personale. Nell’alto 1.95 di Destinee Hooker. Sprint: dopo i sorci verdi fatti vedere alle avversarie nei turni preliminari (22.52 in batteria e 22.38 in semifinale), Porscha Lucas ha vinto i 200 in un più normale 22.81, osteggiato dal vento contrario. 

Piccolo Timmermann 

Nella riunione di Mannheim il tedesco Storl (dicianonve anni da compiere, due metri di altezza) ha stabilito per due volte nella stessa gara il nuovo record del mondo di getto del peso (sei chili) con 22.18 al secondo turno e 22.34 al terzo. Il vecchio limite apparteneva al croato Elkasevic con 21.96. Come nel caso di Claye, anche qui un gran compleanno: quello di Robert Hering, nato nel 1990, che domenica ha corso i 200 in 20.63, primato personale. 

Stupisce Guliyev 

Il 19enne azero, che non correva un cento metri da due anni, si è migliorato in un sol colpo di oltre mezzo secondo a Istanbul, vincendo in un incredibile 10.08, seconda prestazione europea junior di sempre, concedendo il bis sui 200 in 20.42 (quarto junior all-time in Europa).  

In verità Guliyev aveva denotato sensibili miglioramenti in prospettiva nello sprint breve, centrando la finale europea dei 60 metri a Torino, dove si era classificato settimo. Interessanti dalle pedane il 20.30 del bosniaco Alic nel peso, il 17.30 ventoso di Valukevich nel triplo, il primato turco nelle siepi donne della Erismis in 9:28.84. 

Giappone 

Alcune buone competizioni di mezzofondo in pista, di cui si ha notizia grazie a Ken Nakamura: a Fukagawa 27:48.71 di Nakao davanti ai kenyani Njeru e Tanui. A Shibetsu 13:16.78 di Ngatuny sui cinquemila, con il kenyano vincitore davanti ad avversari tutti locali. 

Marcia: campionati russi 

A Cheboksary una prima giornata nel martirio del caldo (1:23:23 Krivov, 1:27:33 la Sokolova), e una seconda un po' più clemente per i cinquantisti. Successo di Kirdyapkin in 3:49:04 su Bakulin (3:54:37) e Melentyev (4:04:46). La prova era valida come selezione per i Campionati del Mondo di Berlino, per i quali sono già stati messi sull'aereo la Kaniskina, la Kirdyapkina e la Yemelyanova tra le donne, Borchin e Trofimov per gli uomiin. 

Toronto-Ostrava 

Usain Bolt è l'attrazione numero uno del Golden Spike ceko in programma domani, ma nella conferenza stampa di presentazione del meeting a Praga (come ci comunica l'amico Alfons Juck, direttore della riunione), sono stati annunciati altri prim'attori quali Asbel Kiprop (correrà gli 800 contro Yego) ed il trio delgiavellotto donne Spotakova-Obergföll-Abakumova.  

Bolt è reduce dalla riunione di Toronto, dove ha corso controvento in dieci netti sulla pista blu canadese bagnata da un gran scroscio di pioggia. Da segnalare anche il solito Merritt (44.83) ed uno Shaheen non contento del lavoro dei pacemakers (13:22.70 il suo cinquemila). A proposito di Bolt e dei giamaicani, segnaliamo l'ultimo test prima dei campionati nazionali sostenuto da Veronica Campbell-Brown. Ha corso due giorni fa in Florida in 11.04 e 22.58. Prossimo week-end incentrato sul Campionato Europeo a squadre, poi toccherà ai campionati statunitensi di Eugene. Per i reports sull'attività internazionale l'appuntamento è tra quindici giorni, alla fine di giugno.

 

Marco Buccellato




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