Internazionale: Gebrselassie, il sorriso è infinit




 
La nuova grande impresa di Haile Gebrselassie è la notizia più rilevante dell'attività internazionale delle ultime ore. Oltre al primato di Gebre ci occuperemo di cross (Etiopia ancora regale), dell'atletica indoor e di quella all'aperto. L'apertura del consueto report settimanale con l'attività estera parte dall'ultimo evento in ordine di tempo, cioè il gala slovacco di salto in alto disputato a Trinec oggi pomeriggio, nel quale era impegnata la nostra Elena Brambilla. La saltatrice si è classificata al quarto posto con la misura di 1,86, con la seguente progressione: 1,70 ed 1,75 alla prima prova, 1,80 ed 1,83 alla seconda, tre errori sulla quota di 1,89. La gara femminile è stata vinta dalla ceka Lalakova con 1,92, ed a parità di misura l'altra ceka Iva Strakova si è piazzata al secondo posto. Terza, con 1,89, la russa Glavatskikh. Nella gara maschile successo del russo Ukhov, classe 1986, rivelazione di questa prima parte di stagione, che ha valicato i 2,28. Stessa misura per il secondo classificato, il ceko Tomas Janku. Con 2,25 tre grossi calibri del panorama internazionale dell'alto: Ton, Rybakov e Boswell. Si riparte da Mosca Un passo indietro, in senso cronologico, per andare a vedere quanto successo nell'attività al coperto negli ultimi giorni, a partire dal meeting di Mosca di giovedì scorso, nuovo appuntamento nell'ambito della Christmas Cup. Il meeting è incentrato soprattutto sulle distanze meno praticate del programma indoor, come 300 metri, 600 e 1000. Mentre i risultati maschili non hanno offerto granché (da notare solo il debutto stagionale del triplista Burkenya con 16,76), le gare femminili hanno riservato più di una nota interessante. Natalya Antyukh ha corso e vinto la sua sessione di 300 metri in 36"79, risultato di ottimo valore tecnico, ed a soli otto centesimi si è espressa Tatyana Levina. Natalya Nazarova, scippata lo scorso week-end della migliore prestazione mondiale dei 500 da Olesya Krasnomovets, è andata vicino al suo vecchio limite correndo in 1'07"79. IN questa gara la quasi diciannovenne Kseniya Zadorina, con 1'08"94, ha ottenuto la miglior prestazione mondiale junior sulla distanza. Ottimo anche il 2'37"42 che Irina Vashentseva ha siglato sui 100o metri, precedendo di poco più di un secondo l'emergente Alminova e l'esperta Komyagina. Nei concorsi 19,23 della pesista Ryabinkina, argento mondiale a Helsinki, che ha migliorato il personale al coperto. Tornano Slesarenko e Lebedeva Domenica a Volgograd è tornata alle gare l'olimpionica Yelena Slesarenko, ancora lontana dalla forma migliore dopo il grave infortunio della scorsa stagione. Per lei solo la vittoria ma non la misura (appena 1,88). Ottima la velocità: Yulia Tabakova con 7"15 (7"13 in batteria) e la solita Krasnomovets (51"44 sui 400) hanno mostato le cose migliori. Al mondiale stagionale anche Tatyana Pavliy (8"06 sugli ostacoli) e la ventenne Kucherenko nel lungo (6,61) che si è concessa il lusso di battere una Lebedeva in rodaggio (6,52) ed un'altra eccellente interprete della specialità, Oksana Udmurtova, sesta ai mondiali, quarta domenica con 6,32. Nel peso, buoni il 18,14 di Oksana Gaus (personale) ed il 18,06 di Anna Omarova. Buoni risultati dalla Russia anche per ciò che riguarda le prove multiple: titolo russo dell'eptathlon ad Aleksey Drozdov con 6.129 punti, titolo femminile a Yuliya Ignatkina con 4.511 punti. Prima di Natale, a Kemerovo, aveva fatto meglio Svetlana Ladokhina, che aveva totalizzato un punteggio apri a 4.613 punti. Galfione ci riprova Dopo il ritiro dalle gare ed il rientro con un modesto 5,20, l'olimpionico di Atlanta ha superato la quota di 5,53 sabato a Le Haillan, a parità di misura con Damiel Dossevi. A proposito di veterani, Merlene Ottey ha annunciato che nei suoi programmi c'è il rientro alle gare e la partecipazione ai Campionati Europei di Goeteborg, naturalmente con la maglia della Slovenia, a 46 anni. Dalla Svezia, aspettando Stefan Holm, ci pensa il ragazzino Thornblad a scaldare la pedana: a Lund è già salito a 2,30, alla seconda gara stagionale, prima di mancare per tre volte i 2,32. USA: Stuczynksi a 4,68 Prosegue la scalata mondiale della rivelazione di inizio stagione, l'americana Jennifer Stuczynski. Dopo il 4,51 dell'ultimo dell'anno ed il 4,62 della scorsa settimana, l'astista ha portato il personale a 4,68 ad Ypsilanti, centrando la seconda prestazione USA di ogni tempo e la settima assoluta. L'attività statunitense si va arricchendo di appuntamenti ed alcuni nomi molto noti sono tornati in pista nel corso del week-end. A Blacksburg si è rivisto il campione mondiale junior dei 400 LaShawn Merritt, che in 20"86 ha siglato il mondiale stagionale dei duecento metri, ma anche il multi-medagliato degli ostacoli alti Trammell, che ha scelto i 60 piani per il debutto stagionale (6"67). Da segnalare il primo otto metri stagionale nel lungo, ad opera dell'irlandese Ciaran McDonagh. A Fayetteville segnaliamo il 6"64 di Brad Reed sui 60 ed il 46"70 di Lewis Banda (africano dello Zimbabwe) sui 400. Sempre a Fayetteville doppietta nello sprint della stella nascente della velocità, la diciottenne Bianca Knight, che ha corso in 7"29 e 23"44. Dal Nebraska (Lincoln) nuova discesa in pedana dell'erculeo inglese Myerscough (20,05). A Houston 2,28 del saltatore in alto Andra Manson, stesso risultato ottenuto a Nashville da Keith Moffatt. Infine a Lexington (su pista di 291 metri) 45"63 sui 400 di Jamal Ashley, e l'incolore rientro di Toby Stevenson, sconfitto con 5,40 a Seattle da Brad Walker (5,50). Germania indoor..e open Mentre si è registrato il debutto del velocista Unger (6"81 sui 60), e gli altri sprinter tedeschi faticano a carburare (6"76 di Ostwald e 6"78 di Blume), l'ex-grande dell'asta Annika Becker è tornata alle gare replicando col salto in lungo (6,35), specialità alla quale è tornata, dopo i debutti giovanili, a causa dell'infortunio patito molti mesi fa. Sempre nel lungo il discreto 6,54 dell'eptatleta Claudia Tonn. In attesa del meeting di salti di Dessau (sabato prossimo), un grande dei concorsi è riapparso in Sud Africa, dove si gareggia all'aperto. Si tratta di Tim Lobinger, che a Stellenbosch ha valicato i 5,50. Piccola parentesi "outdoor" in riferimento a questo meeting: Janus Robberts ha lanciato il peso a 20,49, e le due stelle svedesi dell'alto, Kajsa Bergqvist ed Emma Green, hanno mischiato le carte gareggiando in altre specialità. L'iridata Kajsa (che assieme alla Kluft sarà al Norwich Union International di Glasgow del 28 gennaio dove sarà presente anche la nazionale italiana) ha lanciato il giavellotto a 34,92, mentre la Green ha corso i cento in 11"84 e saltato triplo a 13,16. Etiopia atto primo, secondo e terzo Tre magnifiche esibizioni di corridori etiopi hanno illuminato la scena internazionale nelle ultime ore. I protagonisti sono altrettante celebrità, due davvero assolute, il terzo (Dinkesa) sulla buona strada per diventarlo. Iniziamo dai due grandissimi, Haile Gebrselassie e Kenenisa Bekele. Gebre, due record a tempo di rock Sulla via di Londra (Gebrselassie sarà al via alla Flora London Marathon di aprile, dove è annunciato il più grande cast di sempre) il fenomenale etiope ha centrato in un sol colpo il mondiale della mezza maratona e quello dei venti chilometri su strada, al termine della "Rock'n'Roll Marathon and Half Marathon" di Phoenix, in Arizona. L'impresa è davvero eccezionale, se si pensa che Gebrselassie ha abbattuto sia il muro dei cinquantanove minuti correndo in 58'55" che quello dei cinquantasei, con un passaggio al ventesimo chilometro cronometrato in 55"48. In attesa dell'omologazione del doppio stratosferico primato, ricordiamo i limiti cancellati da Gebre, entrambi detenuti fino a poche ore fa dal Kenya. Fresco quello di Samuel Wanjiru (59'16" a Rotterdam nello scorso mese di settembre), datato quello di Paul Tergat (56"18 ottenuto alla Stramilano edizione 1998, dove il kenyano andò a centrare anche il record, allora migliore prestaizone mondiale, sulla mezza maratona in 59'17"). Della corsa di Gebrselassie segnaliamo anche il passaggio al quindicesimo chilometro (41'45", quarta prestazione di sempre) e quello alle dieci miglia (44'53", a ventinove secondi dal proprio limite mondiale), i più significativi, ma anche il 28'01" ai 10 chilometri ed il parziale di 13'44" tra il decimo ed il quindicesimo confermano l'eccezionalità dell'impresa. Bekele, re con mille corone Mentre lo straordinario Gebre scippava il Kenya di due mondiali in un sol colpo, il suo erede Bekele rientrava alle competizioni nel cross di Edimburgo, su un percorso di nove chilometri. Con un finale brillantissimo il primatista del mondo dei 10000 metri ha spento le illusioni di un altro grandissimo protagonista, il qataregno Shaheen, che ha chiuso a quattro secondi da Bekele. Dietro, a dieci secondi dal vincitore, il miglior talento espresso dalla nouvelle vague eritrea, Zersenay Tadesse. Interessante la nuova buona prova offerta dallo statunitense Ritzenheim, che ha chiuso quarto davanti al numero uno d'Europa, l'ucraino Lebid. Attesissima al rientro, l'altra gazzella di Addis Abeba Tirunesh Dibaba, non ha avuto fortuna, complice un viaggio disastroso condito da una notte spesa a dormire sul pavimento dell'aeroporto londinese di Heathrow (l'etiope ha perso il volo per Edimburgo per problemi di visto), ed ha raggiunto la destinazione appena quattro ore prima della gara. Del disagio della fuoriclasse ha approfittato la giovane connazionale Burika, sempre più autoritaria in contesti importanti, che ha superato la kenyana Ochichi e la stessa Dibaba. L'altra Dibaba, Ejagayehu, si è classificata al sesto posto, precedento le prime europee in classifica, l'ungherese Kalovics e le britanniche Hayley Yelling e Kathy Butler, massima espressione locale del cross, essendo scozzese. Dinkesa, prova d'orchestra La terza gemma etiope è brillata in Spagna, nel cross "Italica" di Siviglia, dove un altro fuoriclasse, Abebe Dinkesa, ha nettamente battuto il titolatissimo Sileshi Sihine e l'ex-iridato Charles Kamathi, nonché il campione del mondo di mezza maratona Joseph. Migliore degli europei il solito spagnolo Juan de la Ossa. Stessa musica nel cross femminile, dove l'Etiopia ha centrato una nuova prestigiosa tripletta, grazie a Bezunesh Bekele, Meselech Melkamu e Derbe Alemu. Maratone della settimana: a Phoenix, oltre a Gebrselassie, hanno festeggiato altri due etiopi. Shimelis Mola ha vinto la corsa lunga sui 42 chilometri in 2h13'08" e Shitaye Gemechu ha vinto la maratona femminile in 2h31'44". A Houston vittoria di David Cheruiyot in 2h12'02" davanti a Wesley Ngetich (2h12'10"), e successo della 45enne russa Sultanova in 2h32'25". La prima maratona dell'anno, la "Tiberias Marathon" israeliana, è andata a John Rotich in 2h15'43", davanti all'etiope Habtamu Bekele ed all'altro kenyano Reuben Toroitich. Australia Molti numeri dall'altro emisfero, nel raccolto di dieci giorni di attività. L'ex-iridato Markov è rientrato con 5,65 e 5,66 nell'asta (meglio ancora Steve Hooker, salito già a 5,80 a Melbourne, ed il rientrante Burgess, 5,70 a Perth). Il martellista Rendell ha debuttato con 75,35 a Canberra, l'altro lanciatore Anlezark (al rientro dopo lunga inattività per infortunio) ha subito scagliato il peso a 19,97. In forma i quattrocentisti: a Sydney, in serie diverse, si sono ben comportati Steffensen (45"74), Hill (stesso tempo al centesimo) ed Ormrod (45"89). A Melbourne progressi per il pesista-discobolo Scott Martin (19,91 e soprattutto 64 metri nel disco). Buona anche la velocità: Daniel Batman ha centrato a Sydney, nel corso dei Giochi del Nuovo Galles del Sud, un ottimo 20"45 in batteria sui 200 (ma ha successivamente disertato la finale). Dalla Nuova Zelanda il 63,30 di Beatrice Faumuina nel disco ( a Wellington) ed il 6,61 della lunghista Brunner a Papakura. Nella settimana internazionale, di qui a domenica: alto in Slovacchia e asta a Dessau (Germania), cross a Tourcoing (Francia), Elgoibar e Valladolid (Spagna), e l'incremento dell'attività indoor. Nelle prossime 48 ore sarà invece pubblicato un nuovo aggiornamento delle graduatorie internazionali indoor ed outdoor, sia stagionali che all-time, nella sezione statistiche del sito. Marco Buccellato

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