Internazionale, Gay formato-Osaka: 19.58




 

Il notiziario internazionale di questa settimana è particolarmente ricco di notizie, avvenimenti e risultati da oltre frontiera, con l'appendice di uno straordinario lunedì 1° giugno in cui si gareggia ai massimi livelli in Olanda (Hengelo), in Grecia (Khania) ed in Germania (Rehlingen). Apertura d'obbligo con l'incredibile ritorno dell'anti-Bolt, Tyson Gay. 

L'espresso di Lexington transita per New York 

Nel pomeriggio di Randall Island è sfrecciato Tyson Gay, come ai tempi belli, appena due e tre stagioni fa. Il triplice campione del mondo di Osaka 2007, al debutto sui 200 metri dopo due più che legittime apparizioni sui 400, ha messo a segno uno strabiliante 19.58, con vento regolare, che consolida la sua terza posizione nelle graduatorie di sempre dei duecento e lima quattro centesimi al primato personale.  

Una prestazione del genere non era, alla vigilia, nelle previsioni, tantomeno il modo in cui è stata ottenuta. Gay è schizzato dai blocchi della quinta corsia, impiegando non più di una dozzina di frequenze per ingoiare Wallace Spearmon, che gli era davanti in sesta, ed andarsene via. L'impressione televisiva suscitata da una partenza del genere è stata enorme, ed all'uscita dalla curva aveva scavato un deserto tra sé e gli avversari. Ha ricordato molto da vicino la pallottola-Johnson nella gara di Atlanta '96.  

L'addormentato Spearmon dei blocchi ha corso un bel rettilineo e chiuso in 19.98, mentre Carter si è ingolfato dopo una discreta curva, finendo terzo in 20.27. Si tratta indubbiamente della prodezza della settimana, un break-through in favore delle aspettative statunitensi per riuscire ad evitare per il secondo anno di fila una mesta figura al cospetto dei fulmini giamaicani. Che, tra una cosa e l'altra, stanno ancora a guardare cosa succede, a due mesi e mezzo dal mondiale, ma con i Trials di Kingston da affrontare. 

Le gare del Reebok 

Decisamente un ottima riunione, con diverse cadute illustri. Le più rumorose sono state quelle di Tirunesh Dibaba, piegata all'esordio dal lunghissimo passo da gazzella di Linet Masai, un 14:35.39 che vale primato personale e mondiale stagionale, e di Veronica Campbell, bruciata sui cento metri più veloci dell'anno da Carmelita Jeter (10.85) e da Muna Lee (10.88). Vento oltre la norma, con cinque sprinters sotto gli undici secondi. Bella anche la serie minore, con la longilinea Solomon che in 11.04 ha giganteggiato nelle corsie sotto la tribuna contro l'ex-iridata del lungo Madison (11.05), al personale nello sprint ma sempre più indecifrabile in pedana, dove non ne azzecca più una. 

Caduto anche Bernard Lagat, che ha seguito l'ombra di Micah Kogo per tutta la gara ed ha piazzato il solito spunto di qualità nel rettilineo. Sembrava avercela fatta, ma il kenyota ha risposto a 40 metri dal traguardo rintuzzando l'attacco e portando il miglior risultato cronometrico della stagione a 13:02.90.  

Sconfitte anche gli olimpionici dei 400 ostacoli: Melaine Walker per un decimo dalla britannica Danvers e preceduta per un soffio anche dall'altra giamaicana Wilson. Angelo Taylor maltrattato da ben quattro avversari, con vittoria di soli cinque millesimi per l'ex-campione del mondo Jackson sulla novità portoricana Culson. Un altro iridato dei 400 ostacoli, Kerron Clement, ha preso un secondo da LaShawn Merritt sui 400 piani (44.75). Nell'altra gara sul piano Allyson Felix nel finale ha riacchiappato come ha voluto Shericka Williams ed ha chiuso col miglior tempo dell'anno (50.50). Ora i cento metri e le altre gare. 

Powell rimandato 

Che non ci si potesse attendere granché da Asafa Powell l'aveva detto anche lui, e non che sia andato così male, ma l'infortunio alla caviglia gli ha tolto mordente sul lanciato ed ha finito di correre agli ottanta metri. Ha vinto il piccolo Rodgers con 9.93 con tre metri di vento e una prima corsia da outsider, davanti a un Padgett finalmente dalla corsa efficace (9.96). Powell settimo con 10.10. Giamaica fuori giri anche sui 200 femminili, dove la Facey è finita sesta, la Lauryn Williams ha corso in 22.34 (mondiale stagionale) e le prime sette sono scese sotto i ventitré. 

L'ultima nota è per Anna Willard, siepista tra le migliori nel nord-America, piccola e compatta, che ha messo la freccia in rettilineo partendo da uno svantaggio a fine curva di circa dieci metri. Con 1:59.29 ha migliorato di tre secondi e mezzo il personale, lasciandosi dietro la giamaicana Sinclair, esausta negli ultimi 50 metri, e Hazel Clark. E' anche la prima dell'anno a scendere sotto i due minuti, quasi in contemporanea con la russa Andryanova, che a Mosca ha corso in 1:59.60. 

Ecco la Russia 

Con la stagione europea finalmente al via, alcuni dei migliori rispondono all'appello, non solo in Coppa Campioni: a Sochi Gulnara Galkina-Samitova (olimpionica e primatista del mondo dei 3000 siepi), ha corso i 1500 metri in 4:03.62 (seconda la Yevdokimova in 4:04.47), limite mondiale stagionale, e gli 800 in 2:00.29. In palla anche la biondissima Gushchina (51.11 e 22.63). Dai salti 6.72 della Kolchanova e 2.31 di Shustov. 

Il Takac Memorial 

Nel meeting di Belgrado intitolato alla memoria del grande tecnico scomparso si sono messi in luce i britannici: in prima fila la mezzofondista Twell (15:18.47), che ha ritrovato nerbo dopo essersi inabissata al mondiale di cross in marzo, e l'ostacolista Turner, autore di 13.29 con solo 2,1 di vento favorevole. Sempre nel vento il 10.10 di Williamson (10.33 per Roberto Donati, settimo in finale dopo il 10.51 della batteria).  Altri italiani a Belgrado: Micol Cattaneo ha corso in 13.24 (vento di due metri, seconda dopo Jenny Adams). Nell'alto 2.20 per Talotti e Giulio Ciotti (terzo e quarto), 13.48 della Martinez nel triplo (in gara oggi a Creta) e 17.31 di Andrea Ricci nel peso. 

Chambers al sole della Grecia 

Prime vittorie all'aperto per il controverso britannico, che a Kalamata ha stabilito la migliore prestazione europea dei cento in 10.06. Il ragazzino francese Lemaitre ha corso nel weekend in 10.03, vero, ma con alle spalle un tornado a regalargli una prestazione impossibile. Regolare invece l'8.33 dell'argento olimpico Mokoena nel lungo, addirittura derubato dell'8.48 del primato africano per la distrazione di un giudice (vane le proteste protrattesi a lungo). A proposito di lungo, oggi ad Hengelo esordirà Irving Saladino contrapposto a Dwight Phillips, mentre il tedesco Bayer, annunciato in un primo momento, esordirà a Berlino.  

In Grecia è rientrata la campionessa d'Europa Stambolova, per fine sospensione. Ha vinto i 400 in 51.85. Un'altra bulgara soggetta a sospensione, la 35enne saltatrice Veneva, è già alla seconda gara, ed è salita a 1.91. Per restare in tema di Europa dell'Est, come segnalato nelle news flash di ieri, la polacca Anita Wlodarczyk ha portato il personale nel martello a 76.20.  La risposta tedesca: 74.70 di Betty Heidler a Frankisch-Crumbach 

NCAA, fasi regionali 

Quattro sedi, Eugene (Ovest), Greensboro (Est), Norman (Mid-West) e Louisville (Mid-East). I risultati migliori: a Eugene 20.99 di Ryan Whiting nel getto del peso, primato personale all'aperto (21.73 indoor l'anno scorso). A Eugene ha gareggiato anche Eugenio Mannucci (settimo con 17.47 ma reduce dal personale di Logan di due settimane prima, 18.13).  

A Norman qualche promettente bagliore nelle batterie della velocità (Alexandria Anderson 11.07, la Lucas 11.15 e 22.72), poi le finali con verdetti femminili da 11.05 per la Anderson e 22,77 per la Lucas, e maschili da 10.13 e 20.53 per l'africano Phiri, 45.11 di Gil Roberts e 16.81 del 18enne saltatore Claye. Nelle siepi 9:26.20 di Jenny Barringer, limite mondiale dell'anno. Dai salti 8.04 del giamaicano Reid. Un altro dell'isola, Bailey, ha fatto meglio a Louisville con 8.06. 

Greensboro, Nord Carolina: continua a migliorare la 22enne Murielle Ahoure, figlia di un alto graduato militare ivoriano, approdata in Virginia a tredici anni. Quest'anno ha disputato una eccellente stagione indoor, arrivando al titolo universitario dei 200 metri in 22.80. Nell'ultimo weekend ha, anzi, avrebbe, abbassato due volte il record della Costa d'Avorio con 11.14 ed 11.09, se non fosse che ufficialmente la sua nazionalità è ancora quella statunitense. Molto bella, capelli lunghissimi ed amante del fashion e dei lustrini, sentiremo parlare di lei. 

L'altro personaggio uscito dalla pista di Greensboro è Jacoby Ford, già ben noto alle cronache, ed anche lui campione universitario indoor. Sabato ha portato il personale dei cento metri a 10.04 e condotto al trionfo la 4x100 con i suoi colleghi della Clemson University in 38.78.  L'ex-americano e ora inglese Bingham ha vinto i 400 metri in 45.05, migliore prestazione dell'anno per un europeo. La McCorory, sempre sul punto di esplodere, ha segnato 52 netti nella gara femminile. Da segnalare a Louisville la gran gara del discobolo Scott, che si è migliorato di quattro metri con sei lanci in progressione positiva ed il botto finale di 65.90. 

Il Memorial Barrientos 

Doppia sessione di gare il 29 e il 30 maggio a L'Avana: al solito, grandi parabole aeree nel salto triplo. Nella prima giornata Yargelis Savigne ha saltato 14.72, a un centimetro dal suo mondiale stagionale centrato già due volte nelle ultime settimane, e Mabel Gay si è portata a 14.57. Nel secondo giorno Alexis Copello si è portato a 17.65, ma grandi cose sono arrivate anche dalla pista, in particolare dagli 800 corsi da Lopez in 1:44.10.  

Sui 400 ostacoli Cisneros è sceso a 48.87. Nel decathlon (Coppa d'America di prove multiple) grande 8.496 punti di Garcia, vicino al limite nazionale. Altri risultati: per il lunghista Wilfredo Martinez 8.13, ed un piccolo Robles è in ascesa: si tratta di Dayron Capetillo, che continua ad abbassare il personale ed ora è a 13.57. Il campione olimpico, da parte sua, debutterà giovedì a Torino. Nel peso, per finire, 20.40 di Veliz e 19.02 della Vargas, un centimetro meglio della Gonzalez. 

Defar al debutto sui diecimila 

L'etiope campionessa olimpica di Atene ha esordito sulla distanza in pista a Stoccolma, stabilendo il mondiale stagionale in 31:07.34, dando non più di dodici secondi a Werknesh Kidane e staccando nettamente la terza etiope Kiros, vincitrice sui cinquemila metri all'Adidas Classic di Carson 15 giorni fa. Sempre a Stoccolma si è disputata la maratona, con successi di Isabellah Andersson (nata Omoro, in Kenya) in 2:33:52, e di Paul Kipkemei Kogo in 2:15:35. Nell'altra maratona di ieri, a San Diego, successo della russa Gromova in 2:27:37 tra le donne, del marocchino El Boumlili in 2:11:16 tra gli uomini.

 

Marco Buccellato


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