Internazionale, Bolt superstar a Kingston



Il fine settimana internazionale ha riportato in prima pagina le imprese in pista di Usain Bolt, lo sportivo più popolare del pianeta, che ha esordito sui 200 metri e si appresta a fare lo stesso, prossimamente, sui cento. Oltre a Bolt, spazio dedicato all'attività statunitense e nei Caraibi ed al consueto giro d'orizzonte che questa settimana tocca Asia, Africa ed Europa.

Sempre più Bolt

Finché correrà così, non ce ne sarà per nessuno. All'esordio stagionale sui 200 metri, la distanza che lo propose al mondo a quindici anni, il campione olimpico e primatista del mondo ha saggiato la propria condizione nella gara conclusiva del Jamaica Invitational, annichilendo gli avversari con un eccezionale 19.56, quarta prestazione della storia e sua migliore dopo i due primati mondiali di Pechino e Berlino. Il tutto, con poco meno di un metro di vento contrario e con un abbrivio "addolcito" da una lieve decelerazione. Lo standard di velocità di Bolt è questo, costante e regolare. Chiuse la scorsa stagione con 19.57 e 19.68. L'entità del vento, è evidente, influisce poco o niente, così come le condizioni ambientali (vedi il 19.59 di Losanna controvento e con la pista ridotta a un pantano).

Nel meeting di Kingston (oltre al 19.98 di un impotente quanto bravissimo Spearmon), da segnalare anche l'impresa, di cui facciamo fatica a risalire a precedenti, di Chaunte Howard, che alla vittoria con due metri nel salto in alto (mondiale stagionale) ha abbinato quella ben più sorprendente nel salto in lungo, con la misura di 6.61. La simpaticissima statunitense non si calava nel ruolo della lunghista da cinque stagioni. Vantava una miglior misura di 6.22, ottenuta quand'era diciottenne.

Nelle altre gare in pista esordio stagionale sui 400 ostacoli per Kerron Clement (48.55), buon riscontro per l'argento mondiale Josanne Lucas (54.96) e soprattutto primo round dei cento femminili andato a Carmelita Jeter nel classico scontro USA-Giamaica. L'americana si è espressa subito a 10.94, precedendo di due centesimi Kerron Stewart. Senza Bolt e Powell, i cento maschili sono stati vinti da Nesta Carter in 10.09. Ancora, 50.32 di Novlene Williams-Mills, 22.60 di Veronica Campbell (solo un decimo su Cydonie Mothersill), e 45.05 di Tyson Gay sui 400 maschili, dov'era atteso a una prestazione al di sotto dei 45 secondi dopo quanto fatto recentemente.

Solinsky, il primo e il trentunesimo

Era nell'aria (molti media specializzati presagivano qualcosa di importante nel Payton Jordan Invitational di Palo Alto di sabato scorso), e l'impresa è riuscita a Chris Solinsky, finalista mondiale dei cinquemila a Berlino e alfiere della "nouvelle vague" statunitense del mezzofondo. Solinsky, in un sensazionale debutto su una distanza mai corsa prima nel corso della carriera, ha migliorato il primato nazionale dei 10000 metri scendendo, primo non africano e trentunesimo atleta della storia dell'atletica, sotto i ventisette minuti, per la precisione 26:59.60. In realtà due atleti di nazionalità non africana avevano già corso a questi livelli, ma in enttrambi i casi si tratta di nazionalità acquisite (Qatar e Belgio) da atleti nati in Kenya e in Marocco.

Il primato USA era detenuto da Meb Keflezighi, l'ultimo vincotore della maratona di New York. Sotto il limite dell'ex-africano è sceso anche Galen Rupp, quarto in 27:10.74. Tra i due americani due kenyani, Daniel Salel in 27:07.85 (venti anni, al debutto sui 10000) e Sam Chelanga, popolarissimo nel circuito dell'attività universitaria, in 27:08.39. Quinto, col record del Canada, Simon Bairu in 27:23.63.

Aldilà dell'impresa di Solinsky il meeting di Palo Alto ha lanciato il 19enne Casimir Loxsom, vincitore della miglior serie degli 800 metri in 1:46.74. Il ragazzo che gareggia con Penn State si era già messo in luce nella stagione indoor, centrando la miglior prestazione mondiale junior dei 600 metri in 1:16.92. In campo femminile buon 5000 di Shannon Rowbury, che nonostante i crampi ha vinto in 15:00.51, precedendo di quasi quattro secondi Shalane Flanagan.

Signora Crawford

Virginia Powell, l'ostacolista campionessa americana indoor, sarà conosciuta d'ora in poi col cognome da sposata. Quindici giorni fa si è unita in matrimonio con Shawn Crawford, campione olimpico del duecento metri ad Atene. Sabato a Kingston la Crawford ha vinto la gara dei cento ostacoli in 12.72.

Guadalupa

Nel meeting di Baie Mahault più di un buon risultato, ad iniziare dai due mondiali stagionali registrati nelle gare di 400 ostacoli con Angelo Taylor (48.16) e Lashinda Demus (54.09). Taylor, due volte olimpionico della specialità e vincitore anche dei 400 metri in un brillante 45.04, ha preceduto l'argento mondiale Culson (48.44) e l'ex-campione olimpico Felix Sanchez, sempreverde in 48.85.

In pedana ha esordito Dwight Phillips con un ottimo 8.32 con vento nullo, battendo il senegalese Badji (8.20). Nessuna misura per il campione australiano Lapierre, attesissimo dopo l'8,78 ventoso dei campionati nazionali. Tra gli altri risultati il 12.74 di Damu Cherry nei 100 ostacoli (al campione del mondo Brathwaite la gara dei 110 in 13.41), l'11.08 della giamaicana Brooks nei 100 ed il 22.46 della statunitense Moore sui 200. A sorpresa, nei 100 maschili il francese Mbandjock ha battuto Daniel Bailey e Mike Rodgers in 10.14.

Altri meeting USA

L'uomo dell'Oregon, il campioncino Andrew Weating, ha vinto i 1500 metri delle Oregon Relays di Eugene in 3:37.83, primato personale, poi il giorno successivo ha fatto suoi anche gli 800 metri in 1:47.61. Ashton Eaton, primatista del mondo di eptathlon al coperto, ha abbassato il personale dei 110 ostacoli a 13.68. Nel Jesse Owens Classic di Columbus ancora un riscontro interessante per Tavaris Tate, ventenne campione del mondo indoor con la 4x400, che si è espresso nella prova individuale in 45.26. Ad Austin 22.85 di Porscha Lucas sui 200 metri e 18.43 della pesista Michelle Carter nelle gare femminili. Nei 400 maschili 45.20 di Tabarie Henry delle Isole Vergini. Sempre in Texas, ma nella ventosa Lubbock, 13.41 sugli ostacoli alti del sudafricano Fourie e 8.05 del giovane lunghista Lamb.

Campionati tedeschi

Si sono disputati a Ohrdruf quelli dei diecimila metri. Titolo femminile alla favorita Sabrina Mockenhaupt in 32:10.31, terza prestazione europea stagionale, titolo maschile a Christian Glatting in 28:40.18. Se ventisette atleti ed atlete al via, ben diciannove hanno migliorato il primato personale. Di questi, cinque sono atleti under 23.

Primatista giapponese

Nel meeting di Hiroshima la sprinter Chisato Fukushima ha abbassato il suo record nazionale dei cento metri a 11.21. In pedana 5.70 dell'astista Sawano.

Il ritorno di Gaisah

Il lunghista ghanese Ignisious Gaisah ha recuperato finalmente un apprezzabile standard di rendimento, dopo il gravissimo infortunio patìto sulla pedana del meeting indoor di Atene nel 2008. A Bamako, nel Mali, ha ottenuto un buon 8.06.

Super-Kanter in California

Il campione olimpico di lancio del disco Gerd Kanter, ad un mese dall'esordio nel grande impianto indoor di Växjö, ha ottenuto la sensazionale misura di 71.45 nel meeting di lanci di Chula Vista, in California. Si tratta dell'undicesima miglior misura della storia, e del miglior esordio dell'estone (serie 67.98-61.68-65.81-67.15-71.45-67.06) ed in assoluto del miglior lancio mai registrato nel mese di aprile. Dopo Kanter buone misure anche per lo statunitense Jarred Rome con 66.71 e per l'altro estone Mart Israel (64.35).

Francia, pista e strada

Per Christophe Lemaitre, il campione e primatista europeo juniores dei cento metri, partenza coi fiocchi a Aix-les-Bains, dove ha esordito all'aperto correndo in 10.09, miglior prestazione continentale dell'avvio di stagione. A Marsiglia, in una classica dieci chilometri su strada, successi firmati Kenya con Silas Kipruto (27:31) e Margaret Wangari (31:05, quindicesima prestazione all-time). A Puy-en-Velay l'etiope Jakob Yarso, quarto a Pechino nelle siepi, ha vinto una 15 chilometri in 43:09.

Ritiri

Si ritira dall'attività la ceka ventisettenne Katerina Badurova, ex-ginnasta ed argento mondiale ad Osaka nel salto con l'asta con la misura di 4.75, tuttora primato personale. La ragione è da ricercarsi nell'usura dei legamenti del ginocchio.

L'Europa a Zurigo

Il consiglio della EAA ha assegnato a Zurigo l'organizzazione dei ventiduesimi Campionati Europei del 2014. La massima rassegna continentale torna in Svizzera dopo l'edizione di Berna negli anni '50. Con la nuova cadenza biennale, l'evento di Zurigo sarà preceduto dall'edizione di Helsinki nel 2012 (che ha già ospitato l'Europeo nel 1994), e da quella della prossima estate di Barcellona.

Maratone tedesche

Due in una sola domenica, con risultati più che buoni e tre vittorie su quattro per atleti dell'Est europeo: ad Hannover l'unico successo africano, del kenyano Yusuf Sogoka, che ha chiuso in 2:08:52 sul tanzaniano Samson Ramadhani (2:09:45), mentre la gara femminile è stata vinta dall'ucraina Stetsenko in 2:31:36. Per entrambi i vincitori anche il record della corsa. A Düsseldorf eccellente primato nazionale del moldavo Iaroslav Musinschi in 2:08:31, miglior prestazione europea dell'anno. Corsa delle donne alla russa Volgina in 2:30:47.

 




Condividi con
Seguici su: