Indoor. Marco Fassinotti record italiano di salto in alto a 2,34m




 

Ancona (AN) 23 febbraio. Marco Fassinotti (Aeronautica) non si ferma più. In un sol colpo ad Ancona conquista il titolo italiano, come ampiamente da pronostico, e si impadronisce del record italiano di salto in alto con 2,34m migliorando il precedente di 1 cm. Record italiano dunque solo del torinese, che saluta Silvano Chesani con cui condivideva il precedente limite a 2,33m.

 

Fassinotti, trovatosi presto in gara da solo (a 2,24m), è apparso molto concentrato: 2,15m, 2,18m e 2,24m al primo tentativo (2,18m e 2,22m passati), 2,28m al secondo tentativo, 2,31m al primo tentativo e 2,34m al secondo tentativo. Di più non sale perché queste erano le indicazioni del suo tecnico, Fuzz Ahmed, da Birmingham. “Le istruzioni erano di fare 2,20-2,24-2,28-2,31 senza errori e tre tentativi a 2,34. Anzi, sono certo che Fuzz mi farà una bella lavata di capo per questo errore a 2,28” confessa Marco. “Sapevo di valere la misura, in allenamento avevo anzi fatto meglio dal punto di vista tecnico, qui ho staccato ancora troppo sotto.

 

Con la misura di Ancona l'azzurro è il quarto nelle liste stagionali 2014, e fra due settimane ci sono i Mondiali indoor: "Il primo passo è arrivare in finale, anche se non è affatto scontato. Sarà determinante superare ogni misura alla prima, fare pochissimi errori. Ho ovviamente delle aspettative anche sulla misura, ma non mi espongo".

 

Il livello globale della specialità è certamente decollato. Solo quest’anno Ivan Ukhov ha superato 2,41, Aleksey Dmitrik è un centimetro sotto, Mutaz Essa Barshim è a 2,36. Fassinotti divide la quarta piazza con Erik Kynard e Daniil Tsyplakov. “Ma ho lavorato moltissimo sulla tecnica, ho maggiore sicurezza alle misure più alte e questo mi potrebbe aiutare a scalare posizioni”. Oggi più l’asticella saliva più appariva a suo agio. “Sono abituato ad avere l’ultimo accredito fra i partecipanti ed essere il favorito mi ha un po’ spiazzato. Sono rimasto solo presto. Volevo fare un test in vista di Sopot, provare una progressione pulita e senza errori. Non ci sono riuscito del tutto, ma tecnicamente ormai ho acquisito una grande tranquillità”.

 

L’approccio ai Mondiali di Marco prevede “quattro/cinque allenamenti nel corso delle prossime due settimane durante i quali si lavorerà sulla tecnica per essere sempre più precisi; è un aspetto molto importante in fase di qualificazione dove errori come quello che ho fatto a 2,28m possono costare caro. Altra cosa su cui lavorerò è la concentrazione per limitare l’aspetto emotivo in una gara stressante.”

 

(Fonte: Fidal Piemonte - Myriam Scamangas)

 

 



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