Il World Indoor Tour parte col record

29 Gennaio 2017

Boston: Coburn, McLaughlin, Martinez e Simpson migliorano il limite mondiale di staffetta mista in 10:40.31. Mondiali stagionali per Obiri, Centrowitz, Chelimo e Thomas.


 

di Marco Buccellato

La stagione internazionale indoor 2017 è entrata nel vivo ieri sera con la prima tappa del World Indoor Tour IAAF, circuito d'élite di cinque appuntamenti aperto al Reggie Lewis Center di Boston con l'edizione 2017 del New Balance Indoor Grand Prix. Per la sua seconda edizione la serie prevede l'assegnazione di punti in cinque eventi maschili (400 metri, 1500, 60 ostacoli, salto in alto e salto in lungo) e sei femminili (60 metri, 800, 3000, asta, triplo e peso), ciascuno dei quali disputato tre volte nell'arco dei cinque meeting (gli altri sono a Düsseldorf, Karlsruhe, Torun e Birmingham). Ai vincitori di ogni classifica verrà garantita una wild card per la disputa dei campionati mondiali indoor del 2018 di Birmingham.

Dalla serata di Boston sono uscite vincitrici soprattutto la protagoniste di una gara di contorno ben orchestrata, la staffetta mista Distance Medley, con frazioni di 1200 metri, 400, 800 e 1600, un mix tradizionale dell'attività USA indoor e outdoor. Gli organizzatori avevano assemblato un quartetto USA che, sulla carta, avrebbe dovuto migliorare il limite mondiale detenuto dal New Balance Track Club, ottenuto sulla stessa pista due anni fa. A quel primato (10:42.57) sono verosimilmente fischiate le orecchie una volta resi noti i nomi della candidate al record, Emma Coburn, Sydney McLaughlin, Brenda Martinez e Jenny Simpson.

MARTINEZ TURBO - Il record è arrivato, con gran merito alla frazione della Martinez (2:01.94), che ha recuperato il ritardo accumulato nella prima parte dalla Coburn (quasi tre secondi in più rispetto alla frazione del limite precedente) e consegnato nei garretti di Jenny Simpson un compito gestibile per arrivare all'impresa. Il nuovo "world best" segna così 10:40.31 (3:18.40, 52.32, 2:01.94, 4:27.66), il quarto primato globale del 2017 dopo i due nuovi limiti sui 600 uomini (prima il kenyano Korir poi, ieri, l'americano Loxsom con 1:14.91) e il mondiale junior della pentatleta ucraina Shukh (4550 punti). Il quartetto secondo classificato, New Balance Europe, ha ottenuto la quarta prestazione all-time in 10:49.39. Le frazioni del limite precedente: Sarah Brown 3:15.54, Mahagony Jones 53.59, Megan Krumpoch 2:05.68 e Brenda Martinez, sempre lei, 4:27.76.

LE FANTASTICHE QUATTRO - Tutte decorate sul campo e in tutta la gamma dei metalli. La Simpson è la miler che ha più rivaleggiato nell'ultimo decennio con le migliori specialiste africane. Vanta l'oro di Daegu, l'argento di Mosca e il bronzo olimpico di Rio.

La Coburn, elegante e leggera, ha vinto il bronzo di Rio sui 3000 siepi con solo mezzo secondo di ritardo sulla medaglia d'argento. La californiana Martinez vanta il bronzo iridato a Mosca sugli 800. A completare questo straordinario mix di talenti, l'ancora diciassettenne McLaughlin, precocissimo talento che vanta già una semifinale olimpica nei 400 ostacoli oltre al titolo iridato allievi e i primati del mondo in due categorie, allievi e juniores, ora nomenclati come under 18 e under 20. Uno dei rari casi in cui un'atleta di categoria giovanile (è al primo anno da under 20), può già fregiarsi di un primato globale, riconosciuto o no con l'ufficialità del record propriamente detto.

POKER DI RECORD MONDIALI STAGIONALI - A parte la prodezza di fine serata delle staffettiste USA, il meeting di Boston ha prodotto altri quattro nuovi primati mondiali stagionali: il 2,28 nell'alto del bahamense Donald Thomas, che pareggia la misura ottenuta dal bielorusso Seliverstau a Hirson, il 3:55.78 nel miglio del campione olimpico dei 1500 metri Matthew Centrowitz e i due crono, ampiamente attesi come world leading, sui 3000 metri: 8:30.08 della keniana Hellen Obiri e 7:42.29 di Paul Chelimo, keniano naturalizzato statunitense. In mezzo alla serata anche il primato del meeting ottenuto dal campione mondiale junior dei 100 metri Noah Lyles, unico under 20 del pianeta a precedere Filippo Tortu a Bydgoszcz nella finale mondiale dello scorso luglio, che ha corso i 300 in 32.67, seconda prestazione al mondo in questa stagione.

Nelle altre gare esordio vittorioso della campionessa olimpica in carica di salto con l'asta Ekaterini Stefanidi (4,63) davanti a una deludente Suhr, olimpionica a Londra 2012, ritiratasi dopo un errore all'ingresso in gara. Bella volata della sprinter English Gardner in 7.17, seconda miglior prestazione mondiale stagionale sugli 800 metri di Charlene Lipsey grazie alla rimonta nell'ultimo giro di 200 metri (terza la britannica Sharp), e vittorie ancora su distanze "spurie" per Duane Solomon sui 600 (1:16.36) e Courtney Okolo sui 300 in 36.87. In pedana, acuto da 14,01 per la campionessa europea di salto triplo Patricia Mamona e 7,80 nel lungo per l'australiano Lapierre. Sprint maschile al britannico Aikines-Aryeetey in 6.66.  

Il World Indoor Tour IAAF prosegue con le successive quattro tappe europee di febbraio: Düsseldorf (1), Karlsruhe (4), Torun (10) e Birmingham (18).

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