Il Lazio marcia nel futuro con Gabriele e Di Carlo

08 Ottobre 2020

Storica doppietta a Forlì: sacrificio, amore e risultati. Giulia e Andrea si raccontano: "Ecco cos'è l'atletica per noi". Mirabello: "Oltre ogni aspettativa, ci confermiamo ai vertici italiani della marcia"

 

di Lorenzo Bufalino

La scorsa settimana a Forlì abbiamo assistito ad una splendida edizione del criterium per regioni cadetti, con grandi protagonisti gli atleti della rappresentativa laziale capaci di sfiorare il titolo per regioni e vincere quello cadetti per il secondo anno consecutivo. Tante le vittorie in tutti i settori, sintomo di un’atletica laziale in grande spolvero anche nel post lockdown. Tra le vittorie spicca una storica doppietta nel settore marcia, settore da sempre tra i più proficui per l’atletica laziale, un settore sempre più in crescita grazie a chi la marcia l’ha fatta diventare una passione e un amore. È il caso dei due giovani cadetti, Giulia Gabriele (Fiamme Gialle Simoni) e Andrea Di Carlo (Esercito Sport & Giovani), che a Forlì tra mille colpi di scena in gara hanno saputo spuntarla sul resto d’Italia per la gioia della rappresentativa laziale guidata dal fiduciario tecnico Emilio De Bonis e del responsabile di settore Fabrizio Mirabello.

GABRIELE E L’AMORE PER LA MARCIA – È stato amore a prima vista quello tra Giulia Gabriele (Fiamme Gialle Simoni) e la marcia. Iniziata l’atletica grazie alla sua professoressa di educazione fisica, Paola Agamennone, dopo aver partecipato a tante gare ha iniziato a far “sul serio” con l’atletica con il provino alle Fiamme Gialle Simoni, dove ha conosciuto il suo attuale allenatore, Lorenzo Dessi, ex marciatore azzurro che da tre anni a questa parte segue la giovane laziale. “Per me – dice Giulia - rappresenta un punto di riferimento, negli allenamenti ma anche al di fuori di questi. È grazie a lui se sono riuscita ad ottenere questo bel risultato, ha sempre creduto in me e mi ha insegnato a dare il meglio di me stessa. È stato proprio lui a farmi conoscere questa specialità. Ho iniziato a praticare la marcia per caso e in poco tempo mi sono subito appassionata a questa. Mi piace questo sport perché è diverso da tutti gli altri, anche se più difficile, il fatto che abbia uno specifico gesto tecnico mi ha sempre incuriosita”.

DALL’ANSIA ALLA GIOIA FINALE – Giulia Gabriele sulla linea di partenza, era sicuramente tra le protagoniste attese della 3 km di marcia a Forlì e tra emozione e ansia è riuscita a portare a casa la vittoria dopo già essere stata tra le migliori lo scorso anno al primo anno di categoria: “Prima della gara ero molto emozionata ma anche ansiosa – dice la marciatrice delle Fiamme Gialle - essere tra le favorite a Forlì mi ha fatto aspirare sempre di più alla vittoria.

Ovviamente fino alla fine non sapevo se avrei vinto o meno, ma dando il meglio di me stessa e giocandomela fino all’ultimo è stato possibile ottenere il risultato desiderato. Negli ultimi metri della gara e anche quando sono arrivata al traguardo non riuscivo a crederci, dopo tanto tempo a sognare questo momento finalmente era diventato realtà. Ero felicissima perché dopo tutti i sacrifici e l’impegno sono riuscita a raggiungere questo importante obbiettivo. A chi ho dedicato la vittoria? A tutte le persone che hanno creduto in me e mi hanno sempre sostenuta anche nei momenti più difficili, come il mio allenatore, i miei familiari e miei amici”.

DI CARLO TRA MARCIA E STUDIO – L’altro splendido oro della marcia a Forlì porta la firma di Andrea Di Carlo (Esercito Sport & Giovani). Il giovane, allenato da Teodoro Pucci alla Cecchignola, è stato autore di una gara solida e senza strappi, che alla fine ha portato frutti vedendo anche le penalità in cui sono incappati gli avversari. Lui la marcia ce l’ha nel DNA dell’atleta, struttura che sembra essere fatta apposta per la specialità e quei primi passi fatti nell’atletica a Valmontone con Pio e Luigi Belli, pionieri della specialità. “Pratico l'atletica da quando avevo sei anni – ricorda Andrea - Ho iniziato con la società di Valmontone, con Pio e Luigi Belli, indirizzata da sempre sulla marcia. Da piccolo vincevo e per gioco ho continuato anche se facevo un po' di tutto. Ora mi alleno alla Cecchignola con Teodoro Pucci da quattro anni. Ho scelto la marcia perché nella mia vecchia società mi hanno sempre spronato a continuare e anche Teo quando ho cambiato società. Non nascondo che ho avuto e ho ancora attimi di mollare tutto perché adesso la fatica si sente, l'impegno da dividere tra scuola e allenamenti”.

LA COSTANZA RIPAGA SEMPRE – Una gara quella di Forlì che Di Carlo, ma anche tutti gli amanti della marcia ricorderanno per sempre, con mille e improvvisi cambi di fronte, stop ai box, squalifiche e riammissioni nel post gara. Di tutto è successo nella 5 km che ha visto alla fine la costanza di Andrea Di Carlo, spuntarla sui migliori atleti d’Italia: “A Forlì è stata una gara strepitosa ricca di colpi di scena. Partivo con il 4° accredito, ed i primi due dai tempi erano molto forti, me la potevo giocare per il 3° posto. Ho preferito restare nel gruppo di testa, per cui ho usato la testa facendo la mia gara, poi quando ho sentito lo speaker che diceva che andavo a vincere.... Ho spinto più che potevo migliorando così il mio personale.

Sono felicissimo di essere riuscito a vincere senza aver preso nessuna ammonizione” dice Di Carlo.

ATLETICA, IMPEGNO E DEDIZIONE – Per entrambi l’atletica è stata una scelta di vita, e ancor di più la specialità della marcia. Una specialità dove la maggior parte delle volte si è da soli contro sé stessi, pensando al gesto tecnico e a risparmiare le energie del gesto. “Mi piace l’atletica come sport ma ovviamente la mia specialità preferita è la marcia. Trovo che l’atletica in quanto sport individuale, aiuti l’atleta a formare il carattere ed a superare i propri limiti durante le prestazioni sportive ma anche nella vita”: questa l’atletica per Giulia Gabriele. Ed è impegno e sacrificio per Di Carlo: “Chi pratica atletica sa che deve essere un allenamento molto costante, molto impegno, non devi usare solo le gambe ma anche la testa”.

TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI – Se dobbiamo trovare un motto per le gare con la rappresentativa, “tutti per uno, uno per tutti”, forse incarna proprio l’essenza della trasferta in rappresentativa. Occasione per conoscere nuovi amici, che condividono le stesse passioni come dicono i nostri due campioni della marcia. Un miscuglio di società e di atleti dove prevale lo sport e dove si tifa per tutti indistintamente dalla canotta indossata durante la stagione. Questo lo spirito che porta da anni la selezione laziale ai vertici dell’atletica giovanile italiana.

LA SODDISFAZIONE DEL CAPO SETTORE – Grande soddisfazione per tutto il settore laziale della marcia, per una storica doppietta. Grande emozione anche per il responsabile del settore Fabrizio Mirabello, da otto anni nel settore tecnico regionale: “Sono al mio 8° campionato italiano cadetti da responsabile del settore marcia. In questi anni tante sono state le vittorie e i podi dei giovani marcatori e marciatrici del Lazio, ma mai si era verificata una doppietta maschile/femminile. Sono orgoglioso di questi due giovani talenti che ho visto crescere nelle categorie esordienti e ragazzi nelle prove del Trofeo Fulvio Villa. Già lo scorso anno erano stati entrambi protagonisti di un'ottima prova al loro primo campionato italiano sempre a Forlì. Quest'anno pur non partendo da favoriti ero convinto che avrebbero fatto bene. Il risultato finale è andato ben oltre le più rosee aspettative, ed entrambi sono stati protagonisti di una gara perfetta dalla partenza all'arrivo, facendo registrare miglioramenti cronometrici incredibili. Il merito va tutto a loro e ai rispettivi allenatori, che hanno saputo portarli al top della forma nel l'appuntamento più importante dell'anno, in una stagione difficile in cui entrambi hanno disputato una sola gara in pista prima di questo appuntamento. Con loro continua una tradizione che vede il Lazio ai vertici della marcia in Italia” dice Mirabello.




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