I vincitori del Premio “Carlo Monti”

07 Gennaio 2019

Otto premiati per la seconda edizione del riconoscimento giornalistico, dedicato al velocista azzurro e poi prestigiosa firma sportiva


 

Otto storie, racconti, punti di vista d’autore: otto giornalisti che parlando di atletica si fregeranno di un prezioso riconoscimento all’interno della seconda edizione del Premio giornalistico nazionale “Carlo Monti”. La giuria ha individuato quattro vincitori nelle tre sezioni previste. Nella sezione “Carta stampata” verranno premiati Maddalena Bonaccorso (Panorama) per la più bella storia di vita e di sport e Riccardo Signori (Il Giornale) per il miglior editoriale. La sezione “Audio/video” premierà Paolo Sparro (Quattro Colonne), che racconta un’emozionante storia di un atleta non vedente. Per la sezione “Web” il vincitore è infine Giorgio Cimbrico (www.sportolimpico.it) grazie a un articolo in cui racconta le vicende di atleti che dovettero fronteggiare il dramma della Grande Guerra.

Quattro le menzioni speciali, tutte relative a lavori di grande spessore, attribuite a Lucia Caretti (La Stampa) e Melania Tanteri (S il mensile siciliano d’inchiesta) per la sezione “Carta stampata”, a Dario Ricci (Radio 24) per la sezione “Audio/video” e a Ennio Buongiovanni (www.la-cross.org) per la sezione “Web”. Il Premio “Carlo Monti” sarà uno dei momenti focali della Festa dell’Atletica Lombarda, in programma sabato 12 gennaio (ore 15.30) all’auditorium della BCC Milano di Carugate (MI).

I VINCITORI DELLA SECONDA EDIZIONE
Premio Carlo Monti (sezione carta stampata) a Maddalena Bonaccorso (Panorama) per il racconto della storia di vita di Leonardo Cenci, malato di cancro e partecipante alla Maratona di New York
Premio Carlo Monti (sezione carta stampata) a Riccardo Signori (Il Giornale) per l’editoriale “Neri e bianchi dell’Italia d’oro” di grande attualità e contenuti
Premio Carlo Monti - Menzione speciale (sezione carta stampata) a Lucia Caretti (La Stampa) per il racconto su Jacopo Cuculo, “dal buio all'Università”
Premio Carlo Monti - Menzione speciale (sezione carta stampata) a Melania Tanteri (S il mensile siciliano d’inchiesta) per l’articolo “Un piccolo Forrest Gump”, la storia di un giovane velocista del Sud e del percorso sportivo tra mille difficoltà
Premio Carlo Monti (sezione audio/video) a Paolo Sparro (Quattro Colonne) per il filmato su “42.000 metri nel buio”
Premio Carlo Monti - Menzione speciale (sezione audio/video) a Dario Ricci (Radio 24) per il racconto sui leggendari 200 metri olimpici di Città del Messico 1968 con le storie di Smith, Norman e Carlos
Premio Carlo Monti (sezione web) a Giorgio Cimbrico (www.sportolimpico.it) per “Dal podio olimpico al premio Nobel”: racconti di atleti che hanno vissuto l’esperienza della Grande Guerra
Premio Carlo Monti - Menzione speciale (sezione web) a Ennio Buongiovanni (www.la-cross.org) per la storia su un grande uomo, Rocco Scotellaro, nella poesia, nella politica e nell’atletica

GIURIA - La Giuria del Premio è composta da Guido D’Ubaldo (segretario nazionale Ordine dei Giornalisti), Alessandro Galimberti (presidente Ordine dei Giornalisti Lombardia), Gianni Mauri (presidente Comitato Regionale FIDAL Lombardia), Fabio Monti (firma del Corriere della Sera e figlio di Carlo Monti), Franco Bragagna (giornalista Rai), Aurelio Biassoni (giornalista Consiglio regionale Lombardia) e Luigi Crippa (capo ufficio stampa F.C. Internazionale).

CHI ERA CARLO MONTI - Monti inizia la propria avventura atletica al secondo anno di ginnasio al Liceo Classico Carducci di Milano con i Ludi Juveniles e dei Giovani Fascisti: un professore di educazione fisica lo porta al Giuriati, dove incontra personaggi del calibro di Caldana e Gonnelli, che di lì a poco sarebbero approdati all’argento olimpico nella 4x100 a Berlino 1936. Un altro componente del quartetto berlinese, Orazio Mariani, lo chiama “urfanel” con disprezzo: il 21 luglio 1940 Monti si prende la rivincita battendo Mariani sui 100 proprio all’Arena e la sua carriera prende slancio. Nel 1941 arriva la prima chiamata in Nazionale, agli Europei di Oslo 1946 la prima medaglia prestigiosa, il bronzo nei 100 metri con il tempo di 10.8: “Ci arrivammo dopo un viaggio tragico durato tre giorni... cose di quei tempi!”, dichiarerà in un’intervista. L’apogeo del percorso atletico di Monti coincide con i Giochi della ricostruzione. Londra 1948, il CT era Giorgio Oberweger: “Eravamo pieni di entusiasmo - ricorderà poi Monti -. A Milano ci caricarono in treno e poi in nave. Sbarcati in Inghilterra ci sono venuti a prendere con un bus e ci hanno portato al villaggio olimpico: un campo con tante casette che, durante la guerra, avevano ospitato i feriti. Ricordo che mentre noi brontolavamo per l’ambiente davvero spartano, Teseo Taddia, martellista, era riuscito come al solito ad accalappiare una ragazza bellissima!”. Nella finale della staffetta gli azzurri Carlo Monti, Michele Tito, Enrico Perucconi e Antonio Siddi saranno bronzo in 41.5 dietro ai due Paesi leader dello sprint, Stati Uniti e Gran Bretagna.

La chiusura della carriera atletica nel 1954 non coincide con l’uscita dal mondo dello sport: “Carletto”, laureato in chimica, già a 20 anni aveva iniziato a collaborare con alcune testate scrivendo di calcio e, al termine dell’attività agonistica, diventa giornalista e appassionato scrittore (decisamente apprezzato il suo libro Cento per Cento sui cento anni della 100 km di marcia), trasmettendo la propria vocazione al figlio Fabio, conosciuta firma del Corriere della Sera. Dalle sue iniziative sono nati tanti apprezzati annuari della SNIA, storico club milanese capace di incette di scudetti ai Campionati di Società.

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